Chi siamo Cosa facciamo noi Cosa puoi fare tu PER IL 2012
AIUTA UN POVERO
clicca qui
Incontri Testimonianze Nel mondo Approfondimenti
Fai Volontariato DONA ORA
          
Baby prostitute prese a frustate e ridotte alla fame
Convincevano giovani romene, anche minorenni, a venire in Italia con la falsa promessa di un matrimonio di convenienza con qualche anziano piemontese. Poi, una volta arrivate a Torino, cominciavano le botte e le minacce per obbligarle a vendersi sui marciapiedi della città e della provincia. Ma l’organizzazione è stata debellata dai carabinieri del comando provinciale di Torino che, in collaborazione con la polizia romena, hanno arrestato nove persone.

 DAL RAME ALLE MINORENNI
 Le indagini dei militari dell’Arma, coordinati dal maggiore Domenico Mascoli, comandante del nucleo investigativo, prendono spunto da un’operazione del 2008, quando venne debellata una banda che riduceva in schiavitù dei romeni per obbligarli a rubare rame. In pratica, la stessa cosa succedeva con le ragazze costrette a vendere sesso. L’organizzazione messa in piedi dai malviventi si preoccupava di tutto: reclutamento, in­gresso in Italia, “alloggio” e, ovviamente, sfruttamento.
  I carabinieri hanno individuato complessivamente 15 ragazze, di cui 5 minorenni, ma si ritiene che in realtà ad essere sfruttate in questi anni siano state molte di più. A convincere le giovani al viaggio in Italia erano delle promesse di matrimoni di convenienza, una scusa che ancora miete vittime in Romania, così come quella di un lavoro sicuro. «Non possiamo fermare questo fenomeno, ma facciamo grandi sforzi per diminuirne i casi - ha detto il colonnello Ioan Popa della poli­zia romena, intervenuto alla conferenza stampa - Dopo l’entrata nell’Unione Europea, i controlli della polizia di frontiera non sono così stringenti. Purtroppo, la stragrande maggioranza delle ragazze proviene da zone povere e sperdute in cui c’è mancanza di cultu­ra e di educazione. In questi contesti, è facile per le famiglie cedere le proprie figlie per somme anche minime, dietro la promessa di un futuro migliore».
 FRUSTATE E RIDOTTE ALLA FAME
 A capo dell’organizzazione, secondo gli investigatori, c’era xxx, 55 anni. Era lui che gestiva i vari componenti della banda e, soprattutto, era lui che intascava i soldi guadagnati dalle giovani (in media, 5mila euro al giorno, pari a poco meno di due milioni di euro l’anno) per poi distribuirne una parte al resto della banda. Alle ragazze in tasca restava solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza. A“educarle” era una donna, yyyy, 42 anni, che le insegnava tutto su prestazioni, clienti e compensi. Le punizioni per chi cercava di ribellarsi erano dure: dalle frustate con le cinghie alla privazione del cibo. Claudio Neve
http://cronacaqui.it/08/06/2010/torino-baby-prostitute-prese-a-frustate-e-ridotte-alla-fame/

Campagna anti tratta
articoli sul tema

AMICI DI LAZZARO,
CONTRO LA TRATTA

Quante le donne aiutate:
dal 2000 abbiamo "liberato" oltre 350 ragazze. L'associazione ogni anno, incontra in strada almeno 600 vittime della tratta. Nel 2010-2011 oltre 50 ragazze hanno lasciato la strada.

Sostieni il nostro servizio: 
Progetto 50x100 :
100 benefattori che diano 50 euro all'anno.

"Amici di Lazzaro": 
Poste
Italiane C/C postale  27608157    
BancoPosta  IBAN: 

IT 98 P 07601  01000  0000 27608157

TRATTA
POVERTA'
IMMIGRAZIONE

 

SOSTIENICI
"Amici di Lazzaro"  PosteItaliane C/C postale  27608157
BancoPosta IBAN: 
IT 98 P 07601  01000  0000 27608157
inviate i vostri dati (cognome e nome, email e indirizzo)
per informarvi sull'uso delle offerte.

associazione Amici di Lazzaro  c.f. 97610280014
via Giolitti 21 10123  -  tel. 340 4817498  info@amicidilazzaro.it