Baby prostitute prese
a frustate e ridotte alla fame
Convincevano giovani romene, anche minorenni, a venire in
Italia con la falsa promessa di un matrimonio di convenienza
con qualche anziano piemontese. Poi, una volta arrivate a
Torino, cominciavano le botte e le minacce per obbligarle a
vendersi sui marciapiedi della città e della provincia. Ma
l’organizzazione è stata debellata dai carabinieri del
comando provinciale di Torino che, in collaborazione con la
polizia romena, hanno arrestato nove persone.
DAL
RAME ALLE MINORENNI
Le indagini dei militari dell’Arma,
coordinati dal maggiore Domenico Mascoli, comandante del
nucleo investigativo, prendono spunto da un’operazione del
2008, quando venne debellata una banda che riduceva in
schiavitù dei romeni per obbligarli a rubare rame. In
pratica, la stessa cosa succedeva con le ragazze costrette a
vendere sesso. L’organizzazione messa in piedi dai
malviventi si preoccupava di tutto: reclutamento, ingresso
in Italia, “alloggio” e, ovviamente, sfruttamento.
I carabinieri hanno individuato
complessivamente 15 ragazze, di cui 5
minorenni, ma si ritiene che in realtà ad essere sfruttate
in questi anni siano state molte di più. A convincere le
giovani al viaggio in Italia erano delle promesse di
matrimoni di convenienza, una scusa che ancora miete vittime
in Romania, così come quella di un lavoro sicuro. «Non
possiamo fermare questo fenomeno, ma facciamo grandi sforzi
per diminuirne i casi - ha detto il colonnello Ioan Popa
della polizia romena, intervenuto alla conferenza stampa -
Dopo l’entrata nell’Unione Europea, i controlli della
polizia di frontiera non sono così stringenti. Purtroppo,
la stragrande maggioranza delle ragazze proviene da zone
povere e sperdute in cui c’è mancanza di cultura e di
educazione. In questi contesti, è facile per le famiglie
cedere le proprie figlie per somme anche minime, dietro la
promessa di un futuro migliore».
FRUSTATE E RIDOTTE ALLA FAME
A capo dell’organizzazione, secondo gli
investigatori, c’era xxx, 55 anni. Era lui che gestiva i
vari componenti della banda e, soprattutto, era lui che
intascava i soldi guadagnati dalle giovani (in media, 5mila
euro al giorno, pari a poco meno di due milioni di euro
l’anno) per poi distribuirne una parte al resto della banda.
Alle ragazze in tasca restava solo il minimo indispensabile
per la sopravvivenza. A“educarle” era una donna, yyyy, 42
anni, che le insegnava tutto su prestazioni, clienti e
compensi. Le punizioni per chi cercava di ribellarsi
erano dure: dalle frustate con le cinghie alla privazione
del cibo. Claudio Neve
http://cronacaqui.it/08/06/2010/torino-baby-prostitute-prese-a-frustate-e-ridotte-alla-fame/
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