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Chi sono i pedofili del nostro tempo?

A disegnare il profilo dell'orco del terzo millennio è l'associazione Intervita: uomo, di ceto medio, di circa 40 anni, padre di famiglia e con un lavoro. Una bambina asiatica, la più gradita al mercato dei minori, costa tra i 5 e i 20 dollari. E chi l'acquista non è necessariamente un pedofilo anzi, il 35% dei turisti sessuali (20 mila sono quelli italiani abituali) cerca il piacere con i minori in modo consapevole, documentandosi sul web prima di prendere un volo diretto nel Sud Est asiatico o in America Latina, convinto perfino di compiere un atto di generosità portando denaro in quelle aree depresse del mondo. È per questo che Ong come Intervita lavorano per sensibilizzare i tour operator e le popolazioni locali affinchè denuncino gli abusi.
 

Un invito rivolto anche ai turisti italiani. Considerato che nel nostro Paese esiste ormai dal lontano 1998, benché non adeguatamente applicata, la legge n.269 che prevede che lo sfruttamento minorile sia un reato perseguibile anche se commesso all'estero. (sarebbe ora di applicarla ndr)

Un rapporto dell'osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno fa registrare nel 2011 l'enorme crescita anche della pedofilia on line. Le immagini delle violenze sessuali sui bambini vengono diffuse, prevalentemente, attraverso l'utilizzo di spazi e servizi Internet di Paesi Europei e Nordamericani. La maggior parte delle segnalazioni inviate alle autorità preposte nel luglio scorso si riferisce a materiali pedopornografici diffusi, infatti, da providers di Olanda e USA, a motivo delle legislazioni più permissive di quegli Stati. È evidente, pertanto, pure in questo caso, che finisce per assumere particolare importanza il contributo degli utenti e dei cittadini per contrastare il fenomeno e garantire la legalità.

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