La verginità delle ragazzine
venduta all'asta su Internet
Smantellata dalla squadra mobile di
Messina una vasta organizzazione con
ramificazioni in tutta Italia. La
banda segregava e picchiava le
giovani donne costrette al
marciapiede anche sotto la minaccia
di ritorsioni sui familiari rimasti
in Romania
di ALESSANDRA
ZINITI
La verginità delle
prostitute minorenni andava all'asta
e i trafficanti che avevano ridotto
in uno stato di schiavitù ragazzine
rapite in Romania e portate in
Italia ricavano anche seimila euro a
prestazione. L'asta online è uno dei
particolari più agghiaccianti
dell'inchiesta della Procura di
Messina che all'alba di oggi ha
portato all'arresto di 24 persone,
tra romeni e italiani, che avevano
messo su un grosso giro di
prostitute minorenni. Quaranta gli
ordini di custodia cautelare emessi
dalla magistratura messinese grazie
anche alla collaborazione di quattro
ragazze che hanno avuto il coraggio
di ribellarsi e denunciare i loro
aguzzini.
Nel sito web "Gsex" gli inquirenti
hanno trovato traccia della proposta
al migliore offerente della
verginità di una ragazza non ancora
diciottenne: erano pervenute
proposte a prezzi variabili da 800 a
6 mila euro. Le ragazze,
praticamente segregate notte e
giorno tranne quando erano al
lavoro, erano sottoposte a violenze
e stupri perché si rassegnassero a
far guadagnare l'organizzazione con
le loro prestazioni sessuali. Le
indagini hanno accertato che il
gruppo per impedire la fuga o la
libertà di movimento, sorvegliava le
donne continuamente attraverso un
servizio di ronda ininterrotta.
Marginale il coinvolgimento degli
italiani che avevano solo il compito
di accompagnatori delle donne e di
fornitori di profilattici.
I vertici e gli organizzatori della
tratta erano invece romeni. Solo 4
delle prostitute identificate
durante le indagini hanno deciso di
collaborare con la polizia e sono
state sottoposte a un programma di
protezione sociale che prevede
l'inserimento nel mondo del lavoro.
Gli investigatori hanno scoperto che
esisteva una sorta di "racket del
marciapiede": si pagavano mille euro
al mese per un posto dove battere.
Oltre che a Messina, gli arresti
sono stati eseguiti a Palermo,
Catania, Siracusa, Milazzo Caserta,
Cosenza, Firenze e Monza. |
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