Nigeriana incinta costretta a prostituirsi a
bottigliate
Neanche una gravidanza è servita a far
cessare le botte e a liberarla dalla
schiavitù. Joy (il nome è di fantasia) è
nata in Nigeria 24 anni fa. Come tante sue
connazionali, una volta cresciuta e
diventata una bella ragazza, è stata
avvicinata da alcuni personaggi con
un’offerta difficile da rifiutare: andare in
Europa a fare tanti soldi con un lavoro
facile. Ad occuparsi del suo caso è stata
soprattutto F.O., classe ’82,
anche lei nigeriana e da tempo residente a
Torino. La donna, in particolare, aveva
detto a Joy che, una volta in Piemonte,
avrebbe potuto lavorare facilmente come
parrucchiera.
Arrivata in Italia, però, c’è subito l’amara
scoperta. Joy è qui per fare la prostituta e
non si può rifiutare. Del resto Favour è
chiara: per il suo lavoro, per i rischi
corsi nel farla entrare clandestinamente in
Italia, la donna le deve 50 mila euro. Soldi
da guadagnare sul marciapiede, l’unico modo
per tirare su una cifra del genere in poco
tempo. Joy prova a ribellarsi, ma la
punizione è subito brutale: botte su botte,
a volte anche con la complicità di altre
nigeriane. E neanche il rimanere incinta,
pochi mesi fa, l’aiuta: l’ennesimo tentativo
di ribellione finisce a bottigliate. Ma
questa volta la nigeriana decide di farla
finita sul serio, se non per lei almeno per
il suo bambino: impugna il telefono e chiama
il 113. Sul posto, in corso Giulio Cesare,
arrivano gli uomini delle volanti,
coordinati dal commissario Giorgio Pozza,
che riescono a bloccare F.O. poco
lontano dall’abitazione di Joy. Per lei
scattano le manette per sfruttamento della
prostituzione e tratta di persone. Per Joy è
la fine di un incubo.
http://www.cronacaqui.it/news-nigeriana-incinta-costretta-a-prostituirsi-a-bottigliate_25251.html |
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