Traffico
di permessi di soggiorno falsi per prostitute nigeriane
9 settembre 2011 –. Un’indagine accurata dell’Italia dei
Diritti ha permesso di portare alla luce un illecito che va
avanti sulla pelle di giovani ragazze africane, che si
prostituiscono in pieno giorno ma che per la legge italiana
figurano come badanti con regolare permesso di soggiorno. La
rete criminale alla base del traffico umano, fa arrivare le
donne nel nostro paese, procura loro un contratto di lavoro
fittizio e le costringe poi sulla strada, perché come vere e
proprie “schiave” per ottenere la libertà devono restituire
agli aguzzini circa 80.000 euro.
Sembra piuttosto inverosimile in un apparato che funziona,
il fatto che esistano delle lucciole extracomunitarie che
incredibilmente siano in regola con il permesso di
soggiorno, con un contratto di lavoro. L’alacre ed
encomiabile impegno degli operatori delle forze dell’ordine
che effettuano controlli su queste persone si infrange sullo
scoglio di un regolare permesso di soggiorno per lavoro che
viene loro sventolato beffardamente”.
L’anomalia è palese ogni qualvolta avviene un controllo,
alle accuse degli agenti che le sorprendono in strada, le
ragazze rispondono esibendo i permessi per un lavoro che
però, non stanno affatto svolgendo. La legge Bossi-Fini ha
emanato norme rigorose per l’accesso degli immigrati, può
infatti arrivare in Italia soltanto chi è in possesso di un’
occupazione reale oppure di un visto per studio e in
quest’ultimo caso tramite il consolato è opportuno fornire
documentazione certa. E' fondamentale pprofondire cosa si
nasconde dietro questo reato, anche perché oltre
all’irregolarità, siamo in presenza di persone che,
complici, per 5000-10000 euro vendono i contratti d’impiego
alla base dei ricatti verso le lucciole.
“Bisogna capire dov’è che la macchina si è inceppata. A
nostro avviso – dichiara il presidente dell’Italia dei
Diritti - si tratta di corruzione, e il punto cruciale sta
nel passaggio in cui qualcuno dovrebbe controllare
serialmente chi dichiara di svolgere un lavoro, appurando il
rispetto di quelli che sono intenti dichiarati. È necessario
intervenire duramente per bloccare quello che non esiterei a
definire un traffico di permessi di soggiorno palesemente
falsi, anche se chi li emette in buona fede purtroppo è
costretto a farlo di fronte ad un apparentemente regolare
contratto di lavoro che invece è stato lautamente comprato
per fungere da copertura alle illiceità dilaganti. In un
paese civile – conclude De Pierro - è necessario che ciò non
avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che
risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro
territorio ma che in realtà sono povere vittime dei loro
aguzzini che così riescono a sfruttarle e schiavizzarle al
meglio, paradossalmente col beneplacito dello Stato”. |
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CONTRO LA TRATTA
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vittime della tratta. Nel 2010-2011 oltre 50 ragazze hanno
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