Turismo
sessuale,
il mercato delle bambine dal sud Est asiatico all'America Latina
Il prezzo? da 5 a 20 dollari. I compratori? Uomini dai 20 ai
40 anni. Le vittime sono preadolescenti, figlie di famiglie
povere o fortemente indebitate, che "vendono" letteralmente
le proprie figlie per sopravvivere. Il ragionamento medio
dell'"orco" (spesso italiano) è: "Sono povere, così le
aiuto". Un'opera di bene, insomma
di GIULIA CERINO
ROMA - Una bambina
asiatica costa tra i 5 e i 20 dollari. E chi le "acquista"
non è necessariamente un pedofilo. No. Il profilo
dell'italiano che parte in cerca di pre adolescenti con cui
fare sesso a poco prezzo è elementare e insospettabile:
uomo, di ceto medio, sopra i 20 e fino ai 40 anni. Di solito
sono padri di famiglia con figli della stessa età delle
piccole che poi pagano per divertirsi, lavorano quasi tutti
e la mattina escono da casa salutando le loro mogli, in
giacca e cravatta.
Il punto della situazione. A disegnare il
quadro dello sfruttamento sessuale nel mondo è Daniela
Bernacchi, Direttore Generale di Intervita organizzazione
non governativa di cooperazione allo sviluppo,
aconfessionale, apartitica e indipendente. Nata a Milano nel
1999, opera nei paesi del Sud del mondo, con partner locali,
per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni delle
aree più povere. Prendiamo la Cambogia. Ogni anno volano in
questo stato del sud-est asiatico oltre 20mila italiani. Il
60 per cento sono uomini, il che indica l'evidente
sbilanciamento del turismo in queste zone. Di quelli che
partono in cerca di bambine, solo il 5 per cento sono
pedofili, persone interessate da specifiche patologie.
L'offerta è altissima. Il 35 per cento dei
turisti di casa nostra diretti in Cambogia, invece, cercano
sesso coscientemente. Alcuni si documentano su internet,
altri prima di prendere un qualsiasi volo lowcost sanno già quali quartieri frequentare per comprare una
bambina. E trovarne di indifese è facile. L'offerta di
trovatelli è altissima perché in Asia, ma anche in America
Latina i minori sono molti di più che in Europa, mentre i
controlli si riducono a zero. E poi costano meno. Pochi
dollari al massimo. Ecco perché un europeo preferisce la
Camboglia alla Repubblica Ceca. Non solo. "L'idea - spiega
Daniela Bernacchi - è che pagare un rapporto con un minore
sia una cosa quasi lecita, anzi un'opera di bene.
E' come un'opera di bene. Gli uomini, anche
italiani, si sentono puliti. Il ragionamento è questo: "Loro
sono poveri, io gli do dei soldi e le bambine saranno
contente". Anche perché, le piccole cambogiane, thailandesi
o vietnamite hanno una caratteristica: sorridono sempre e
quindi sembrano anche felici. Non solo. E' la povertà (nel
55% dei casi) a facilitare lo sfruttamento dei minori. Tra
le ragioni che spingono certe famiglie a cedere la propria
piccola c'è infatti l'indebitamento che pesa nel 30 per
cento dei casi.
Le vittime e il reclutamento. Stando ai
dati raccolti dall'associazione, le vittime dello
sfruttamento sono quasi sempre donne, tra i 7 e i 17 anni
(56%) ma, ironia della sorte, sono donne (di circa 30 anni e
povere), anche gli "orchi" (77% dei casi), le figure chiave
nel reclutamento delle minori, sia sul fronte del traffico
di esseri umani che su quello del reperimento per lo
sfruttamento sessuale in loco. Questo perché, le bambine
sono attratte dal loro stesso sesso con più facilità. Oppure
capita che quando un "orco" bussa alla porta di una famiglia
povera, i genitori indebitati cedano alla tentazione di
vendere la propria figlia.
Le ragioni di una tragica scelta. Le dinamiche del
reclutamento sono sempre le stesse. Circa l'80% delle
vittime ha seguito volontariamente i trafficanti per motivi
economici: il 48,4% per povertà e il 19,4% per ripagare un
debito. Il 64,1% delle vittime ha quindi accettato
inconsapevolmente di lavorare nel mercato del sesso.
Insomma, lasciano le loro case convinte di aver trovato un
impiego in qualche bar, ristorante o come donne delle
pulizie. Invece poi finiscono nei bordelli, vittime di
sfruttamento sessuale e di varie forme di abusi. "Il
reclutamento - spiega la Bernacchi - arriva in zone rurali
povere con alto tasso di analfabetismo. Il fenomeno nel
sud-est asiatico è in crescita, ma anche in America Latina.
Dal 2008 ad oggi, si registra inoltre un abbassamento
dell'età media delle bambine sfruttate dai 18 ai 13 anni".
Ed ecco l'appello di Intervita: denunciare gli abusi.
L'invito è rivolto ai turisti del mondo. E
agli italiani. Pochi sanno infatti che esiste dal 1998
, che prevede che lo
sfruttamento minorile sia un reato perseguibile in Italia,
anche se commesso all'estero. Stando alle "Norme contro lo
sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del
turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di
riduzione in schiavitù", basta una fotografia o una
registrazione per rovinare la vita ad un uomo che ha già
rovinato quella di tante altre bambine. |
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