E' allarme
sfruttamento sessuale tra i minori
Circa 2mila, soprattutto
stranieri, si prostituiscono su strada. Provenienti
soprattutto da Romania, Nigeria, Albania e Sud Africa
ROMA
- H. ha 16 anni ed è egiziano. Con la promessa di un
brillante futuro alcune persone hanno proposto ai suoi
genitori di mandarlo in Italia. E' sbarcato sulle coste
siciliane di notte e, subito dopo, è stato portato e
rinchiuso in un casolare insieme ad altri connazionali.
Arrivato a Milano H. è stato costretto a lavorare di notte
al mercato ortofrutticolo guadagnando tra i 20 e gli 80
centesimi a bancale. Durante il giorno restava rinchiuso in
casa. A., invece, è di Lagos, anche lei è arrivata in Italia
con la promessa di un lavoro. E' stata, invece, costretta a
prostituirsi. Durante un rito vodoo, infatti, ha dovuto
giurare di pagare 35mila per le spese del suo viaggio e per
evitare ritorsioni contro la sua famiglia rimasta in
Nigeria. Come H. e A. sono migliaia i piccoli schiavi
invisibili, minori vittime o a rischio di tratta e
sfruttamento in Italia, a scopo sessuale ma anche di
accattonaggio, in attività illegali o nel lavoro.
Lo denuncia
Save The Children, alla vigilia della Giornata in
ricordo della Schiavitù e della sua Abolizione, con il
dossier «I piccoli schiavi invisibili», in collaborazione
con l'Associazione On the Road-Consorzio Nova.
Uno
sfruttamento che coinvolge migliaia di minori, per
lo più stranieri: ragazze rumene, nigeriane, albanesi,
nordafricane ma anche maschi rumeni, magrebini, egiziani,
afgani e Rom rumeni e della ex Jugoslavia.
Per quanto
riguarda lo sfruttamento sessuale, si stimano fra i
1.600 e i 2mila i minori sia femmine che maschi coinvolti in
prostituzione su strada. Una porzione significativa rispetto
alla prostituzione adulta stimata fra le 19mila e le 24mila
unità. E crescente e allarmante è lo sfruttamento sessuale
indoor, nel chiuso di appartamenti: sarebbe 3 volte
superiore a quello su strada, con una presenza di minori
pari a circa il 10 per cento sul totale degli adulti
coinvolti. Nascoste agli occhi di tutti, le giovani vittime
sono difficilmente raggiungibili da parte degli operatori
sociali e di chi voglia aiutarle ad uscire da una vita da
incubo.
«A questo quadro bisogna aggiungere il fatto che dietro la
gran parte di questi minori - commenta Raffaela Milano,
responsabile Programmi Italia-Europa Save the Children
Italia - ci sono situazioni di grande povertà, bisogno ed
emarginazione su cui fanno leva le organizzazioni criminali.
E' il caso - prosegue - per esempio delle donne e ragazze
nigeriane di cui rileviamo un aumento degli arrivi via mare
da Lampedusa proprio in queste ultime settimane. Non si può
escludere - aggiunge - che fra di esse ci possano essere
vittime di tratta, anche in ragione del fatto che, come le
stesse Nazioni Unite documentano, sono quasi 6mila ogni anno
le nigeriane che vengono portate in Europa per essere
sfruttate. Save the Children - conclude - sta monitorando
con attenzione la situazione delle minori non accompagnate».
La rilevazione di Save
the Children e On the Road conferma che i minori
principalmente vittime di tratta a scopo di sfruttamento
sessuale è costituito da ragazze provenienti dalla Romania
(46%) e dalla Nigeria (36%) seguite da ragazze albanesi
(11%) e del Nord Africa (7%).
Un fenomeno
particolarmente drammatico è lo sfruttamento sessuale di
minori maschi. Ad essere coinvolti in sfruttamento
sessuale, particolarmente nelle grandi città italiane come
Roma e Napoli, sono adolescenti Rom, di età fra i 15 e 18
anni. Alcuni di essi lavorano come lavavetri di giorno ai
semafori per poi prostituirsi durante la notte, in luoghi
della città conosciuti per la prostituzione maschile, o nei
pressi di sale cinematografiche con programmazione
pornografica, saune e centri massaggi per soli uomini.
Accanto ai minori Rom sono coinvolti nella prostituzione
anche minori maghrebini e rumeni. I primi in genere
finiscono nel «mercato del sesso» per arrotondare lo
stipendio guadagnato di giorno ai semafori. Per i secondi
invece la prostituzione è la principale fonte di guadagno.
In genere i minori maschi che si prostituiscono si muovono
per lo più in gruppo e sottostanno a dei leader che sono
anche quelli che procurano loro clienti particolari disposti
a pagare cifre consistenti, per poter godere di prestazioni
di lungo periodo. Questa pratica registrata solo su Roma e
Napoli, è nota come «affitto»: nel periodo specificato il
minore vive infatti con il cliente.
La
prostituzione «al chiuso» in appartamento, night, centri
massaggi è un fenomeno sommerso ma di notevoli proporzioni
e che comporta uno sfruttamento più pesante, visto il
controllo esercitato dagli sfruttatori sulle vittime e la
limitata capacità delle operatori delle organizzazioni che
operano su strada di raggiungerle. La presenza di minori, in
particolare, è sempre più spesso attestata ed in
significativa crescita come emerge ad un'analisi attenta
delle riviste di annunci espliciti di vendita di sesso a
pagamento da cui si evince la giovanissima età di molte
prostitute. Si stima che la prostituzione indoor sia 3 volte
la prostituzione su strada e che i minori in essa coinvolti
siano almeno il 10%. Le ragazze vittime tendono a negare la
loro minore età temendo - condizionate dagli sfruttatori -
di poter essere arrestate.
Tratta e
sfruttamento nell'accattonaggio. Sono
principalmente di etnia Rom e provengono dai paesi della ex
Jugoslavia e dalla Romania, i minori coinvolti
nell'accattonaggio. Ma si registra una presenza anche di
minori provenienti dal Marocco, dal Bangladesh e dall'Africa
subsahariana. Nelle regioni dell'Italia meridionale
mendicano anche ragazzi italiani. Per quanto riguarda il
genere, le femmine sono più numerose dei maschi perché la
tradizionale divisione dei ruoli nei gruppi Rom, ancora
seguita da molti, vuole che i ragazzi, dopo i 14 anni, si
dedichino alla raccolta del rame.
Minori
egiziani e afgani: due gruppi a rischio. 5.850
minori supportati da Save the Children sono minori che -
giungendo in Italia da soli, «non accompagnati» - sono
esposti al rischio di subire sfruttamento. Sono 6.340 i
minori stranieri non accompagnati presenti in Italia:
Afganistan, Tunisia, Egitto e Marocco i principali paesi di
provenienza. |
AMICI DI LAZZARO,
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