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Odissea di una prostituta botte, minacce e morsi, voleva fuggire dal racket
Non paga l'affitto del marciapiede: prostituta aggredita brutalmente da una connazionale
di Stefania Piras


Dalla Nigeria a via Emilia Est per prostituirsi. E' la storia di una ventiduenne nigeriana pestata violentemente da una connazionale per non aver pagato l'affitto della strada su cui fermava i clienti. Era stata adocchiata dall'amica di sua madre che aveva tessuto per lei un futuro sui marciapiedi ma per convincerla ad emigrare in Europa le aveva parlato di un lavoro come badante. Inizia così otto mesi fa l'odissea di E.L. che arriva in Libia passando per Lampedusa per finire poi nel CPT di Crotone dove i suoi aguzzini le dicono di scappare. Da Parma si recano appositamente a Crotone per portarla nella città ducale dove la iniziano alla prostituzione previo rito voodoo eseguito nel suo paese d'origine.

Nessun anziano a cui badare ma i marciapiedi di via Emilia Est e un riscatto di cinquanta mila euro da pagare alla Madame e alla tenutaria della strada che richiedeva una sorta di affitto per poter esercitare il mestiere: 150 euro da consegnare alla Lisa, così si faceva chiamare Harrison Endurance, 19 anni anche lei nigeriana. Anche lei prostituta che è finita in carcere perchè nella mancata riscossione del suo affitto aveva deciso di far capire alla connazionale che quei soldi andavano pagati. Prima di assalire la vittima telefona alla Madame, altra nigeriana che gestiva il giro di ragazze, e le chiede l'autorizzazione per aggredire la collega, una volta ricevuto il via libero esplode la rabbia. La picchia brutalmente, le si fa addosso con calci, pugni e morsi violenti.

La vittima chiama il 113 che la trasporta immediatamente in ospedale dove le verranno dati 30 giorni di prognosi e le comunicano che alcune lesioni saranno permanenti come i morsi sui seni, le braccia e parte del lobo dell'orecchio triturato. La Madame si è data alla macchia ma per la Lisa si sono aperte le porte del carcere. Sono scattate poi altre quattro denunce a carico di tre donne e un uomo titolare di un appartamento in centro a Parma, tutti nigeriani e regolari sul territorio nazionale tranne una donna. La vittima era invece segregata in un altro appartamento in affitto in via Langhirano dove sono state trovate dalla Squadra Mobile parrucche, 900 euro in contanti, e un dvd porno per istruire le ragazze. Per la ragazza l'incubo è finito, ora è assistita dai servizi sociali, poichè risulta clandestina e vittima di violenzed si applicherà l'art. 14 per farle avere un regolare permesso di soggiorno e un lavoro lontano dalla città ducale.

(01 agosto 2009) La Repubblica Parma  http://parma.repubblica.it/dettaglio/Odissea-di-una-prostitutabotte-minacce-e-morsi/1686683

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