11. Esiste una sola persona fatta su misura per me?

E’ insieme un sogno e un’inquietudine… La persona che ho incontrato e’ fatta proprio per me? Quella che io sogno esiste davvero e, se esiste, come posso riconoscerla?

  • Sono domande quasi inevitabili. Piu’ si conosce l’altro, piu’ si scoprono i suoi pregi ma anche i suoi difetti. E allo stesso tempo ci si rende conto che il legame ha caratteristiche assolute, definitive. E se mi sbagliassi? E se non fosse lei o lui? E se la passione ci accecasse e, una volta sposati, ci rendessimo conte di esserci ingannati? A volte l’immaginazione tende a creare in noi un modello ideale dell’altro. Lui o lei devono corrispondere ad esso: stessa andatura, stesso carattere e, soprattutto, non quel difetto! … Sovente, invece di accogliere l’altro o di imparare a conoscerlo per quello che egli è, cerchiamo di riscontrare in lui l’ideale che ci siamo forgiati.
  • Per riconoscere insieme che si è fatti l’uno per l’altro, ci vuole il tempo necessario per conoscersi: condividere in profondità, accettare che l’altro possa essere diverso.. É bene anche porsi insieme alcune domande. Saremo capaci di amarci per tutta la vita? Potremo affrontare insieme le difficoltà della vita? Ci amiamo abbastanza per sopportare i nostri difetti? Questa indagine porta ad una scelta che si è allora in grado di affrontare liberamente: «si, è proprio con lui, è proprio con lei crie voglio passare la mia vita, avere bambini, costruire una famiglia». La scelta dell’altro, che porta ad un legame totale e definitivo, viene allora fatta nella fiducia e nella speranza.
  • Detto ciò, bisogna a volte anche saper interrompere una relazione perchè si capisce che, in fondo, non si è fatti l’uno per l’altro, che non si potranno superare divergenze di temperamento, diversità di ambiente, di cultura o di età, che non si riuscirà ad accettarne i limiti,… È indispensabile, inoltre, fare questa scelta cercando di evitare motivazioni del tipo: «Voglio sposarmi a tutti i costi e avere dei bambini…», «Tutto si aggiusterà una volta sposati…», «Piace ai miei genitori…», e così via. E non lasciarsi condizionare dalle pressioni della società e della famiglia, dalla tendenza a idealizzare l’altro, da dipendenze fisiche e affettive che si sono create senza che nessuno dei due se ne rendesse conto.
  • Questa decisione, infatti, impegna tutta la nostra vita, quella dell’altro e quella dei bambini che potranno arrivare. Per questo si può dire che il matrimonio è sì un punto di partenza per la vita in comune, ma è anche lo sbocco di un cammino a due, percorrendo il quale ci si è riconosciuti fatti l’uno per l’altro.
Testimonianza

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Prima ancora di conoscerci, ognuno di noi aveva il desiderio di fondare una famiglia, di restare puro net cuore e nel corpo in attesa dell’altro. Questo non ci impediva di cercare l’anima gemella e di porci regolarmente questa domanda: sarà questo? sarà quella?

Ci conoscevamo da quattro anni, avevamo già fatto alcune belle attività insieme in un gruppo di amici, ma nessuno dei due sembrava provare qualcosa per l’altro: pensavamo entrambi ad altri. Poi, un giorno, senza saperci spiegare nè il perché né il Come, quando le nostre ricerche sembravano restare senza risposta, tutto divenne limpido e proseguì in modo così naturale e semplice, che comprendemmo ben presto di essere fatti l’uno per l’altro. Il nostro avvicinamento improvvisamente sembrava normale, e tutto appariva estremamente chiaro.

Mentre ancora eravamo semplici amici, la nostra confidenza, la nostra attrattiva per l’altro e le nostre premure crescevano. Abbiamo avuto veramente l’impressione di ricevere un dono e non di appropriarci di qualcosa. È così che ci siamo fidanzati e poi sposati: una bella avventura d’amore che durerà tutta la vita!

Michele e Veronica

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