14. Come riuscire ad essere fedeli per tutta la vita?

Non si tratta di sapere se il giorno del mio matrimonio sono certo, o certa, di restare fedele per tutta la vita, quanto piuttosto di domandarmi se ho proprio deciso che l’uomo, o la donna, della mia vita siano quello, o quella, che ho scelto. Ogni giorno siamo chiamati a rinnovare l’impegno preso in Chiesa il giorno del nostro matrimonio, nel «sì» che diciamo liberamente all’altro in ogni atto della vita quotidiana: «lo mi dono a te e ti ricevo». Essere fedeli significa crescere insieme in questo dono reciproco che è iniziato il giorno del nostro matrimonio e che si dispiegherà sempre di più col passare degli anni. Ci vuole tempo per crescere, per costruirsi. E’ un progetto da inventare insieme. E’ poter dire all’altro: «Qualunque cosa succeda io sarô con te, nei tuoi momenti felici e in quelli tristi».

  • Fedeltà è, per esempio, la testimonianza di questa donna che, avendo perso il marito dopo cinquant’anni di vita comune, affermava: «Avevamo ancora tante cose da dirci!». Credere nell’altro, sperare nell’altro, essere attenti all’altro, questo è il cammino della fedeltà. Cammino a volte difficile, esigente, ma fonte di felicità e di  pienezza.
  • Essere fedeli non significa tuttavia essere immuni da tentazioni. Se la fedeltà è un cammino, una costruzione, devo imparare a rispettare quei segnali che mi aiutano a restare fedele. L’indifferenza verso l’altro ucciderà la fedeltà: non avere un po’ di tempo da dedicargli, mettere prima di tutto la mia carriera, la mia realizzazione personale, le mie attività sportive, musicali… i miei amici e le mie «pubbliche relazioni»… Sono libero, voglio conservare la mia libertà,… A poco a poco la comunicazione non esiste più, ognuno vive per se stesso invece di vivere per l’altro e a questo punto, insoddisfatti e messi davanti alle molteplici tentazioni della vita, si è tentati di rompere la fedeltà promessa.
  • Occorre un’attenzione vigile, va messa una «custodia» sul nostro cuore, sui nostri occhi, sul nostro corpo e sul nostro linguaggio per preservare la nostra fedeltà come si preserva un tesoro prezioso. Le tentazioni del mondo in cui viviamo sono forti : pornografia ostentata, banalizzazione dell’alto sessuale, ricerca del piacere per se stesso, provocazioni della moda, films che danno valore all’infedeltà,… Tanti disordini che possono ferirci nella nostra fedeltà. La promessa di fedeltà ci appare come un’audacia, un rischio in cui solo Dio, che è eternamente fedele, può garantire la nostra fedeltà. Più accoglieremo l’altro attingendo all’amore di Dio, più crescerà la nostra fedeltà.
  • Il sacramento del matrimonio è la sorgente inesauribile alla quale, ogni giorno, potremo attingere per alimentare la nostra fedeltà quotidiana. L’amore che scaturisce da Dio può vincere la scommessa della fedeltà, ricordando in ogni momento questa parola che Gesù rivolge ad ognuno di noi: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).
Testimonianza

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Seduti fianco a fianco sulla cima di una montagna contempliamo in silenzio la valle e il magnifico panorama che ci circonda. Le ore di marcia che abbiamo appena fatto insieme sono un’immagine del nostro itinerario di coppia. Davvero la montagna continua ad essere per noi una scuola di vita fin da quando, durante il viaggio di nozze, tu mi trascinavi su e giù per i pendii. E queste nostre fughe su colli e ghiacciai sono l’occasione per fare il punto della situazione, quando si tratta di ripartire per un’altra tappa.

Rivedo tutta la nostra vita alla luce di oggi: quanto cammino percorso dal primi tempi di sogni e di progetti a due! lo, all’inizio, ho voluto possederti, trasformarti, modellarti a mio piacimento per diventare una cosa sola con te. Ci sono voluti anni di litigi, di ribellioni e di malintesi perché capissi che tu non eri me… Ho poi cominciato ad accettarti diverso, ad amare la tua diversità.

Mi impuntavo contro la tua intelligenza. Non capivo perché non pensassimo allo stesso modo, e quando discutevamo con gli amici non mi trovavo mai in accordo con te. Poi, a poco a poco, mi sono messa ad ascoltarti ed ho scoperto quanto potevamo essere complementari: insieme, esprimiamo una verità molto più ricca.

Nei primi tempi del nostro matrimonio, molte volte mi chiudevo in me stessa quando tu non riuscivi a capire quello che provavo. Mancavo completamente di spirito umoristico e ti serbavo rancore per la tua mancanza di tatto. Ho dovuto imparare ad esprimere più chiaramente i miei desideri… Adesso, ogni settimana, prendiamo un po’ di tempo per parlare e condividere.
Quando ci siamo sposati, abbiamo chiesto a Dio in modo particolare la grazia di rimanere fedeli l’uno all’altra. E un giorno, non provando più la slancio dei primi tempi, ho pensato di non amarti più. Il mio cuore si é messo a battere per un altro e ho avuto la tentazione di vivere un’avventura. Ma dentro di me, net profondo, stava impressa la certezza che avevamo all’inizio. Lacerata, sono sprofondata nella depressione. Dopaoun anno d’inferno, abbiamo scoperto i gruppi di preghiera ed una speranza fortissima é nata dentro di noi. Ho gridato al Signore ed Egli mi ha tratto in salvo dall’abisso. Eravamo salvi. Tu mi hai perdonata, il nostro amore é stato completamente rinnovato ed ora, ogni giorno, ti scelgo di nuovo.
Non mi offri sovente dei fiori e questo mi dispiace. Tuttavia ho cominciato ad aprire gli occhi su tutti i piccoli gesti d’amore che hai per me e ho deciso di cogliere questi fiori. Oggi ne ho davanti agli occhi tutta un’aiuola!
Abbiamo imparato a diventare una sala carne. L’impeto talvolta maldestro dei primi anni si é trasformato in una tenerezza piena d’amore, in cui ciascuno cerca di fare la gioia dell’altro.

  • Avendo ricevuto un’educazione molto diversa, quando sono arrivati i bambini ci siamo scontrati sul modo di educarli. Io ero possessiva e a volte cieca quando si trattava di loro. Mi sono resa conto di quanto fosse importante che mi appoggiassi a te e che ci rimettessimo insieme al giudizio del Signore per comportarci nel modo migliore. Adesso che i nostri figli sono cresciuti, capisco quanto Dio ci abbia aiutato.

Laura

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Sono due anni che mio marito ci ha lasciato, me ed i miei tre bambini, per andare a gioire in cielo della gloria del Signore, che tanto aveva cercato in questa vita. La sua assenza fisica non rende meno reale la sua esistenza, «altra» e altrove sotto una forma che solo gli occhi della fede possono percepire.
Benché abbia vissuto questa separazione, dopo otto anni di matrimonio, come una lacerazione, oggi mi sembra che le grazie che il Signore ci ha donato durante la nostra vita comune rappresentino un’eredità eterna e continuino a portare frutti. Credo che queste grazie derivino dal sacramento del matrimonio, con il quale Dio ha pervaso il nostro amore conjugale del suo amore trinitario, facendo partecipare la nostra coppia all’alleanza eterna che Egli ha stabilito con l’umanità in Cristo.

Elisabetta