33. Bene o male: non sono io l’unico giudice di cio’ che mi riguarda?

L‘uomo e’ stato creato libero e conserva sempre in se’ il gusto di questa liberta’, che si esprime in particolare nelle sue scelte e nelle sue decisioni. Si può anche dire che un’azione è umana solo se è libera.

  • Oggi molti ritengono che, in quanto liberi, nessuno deve dire loro che cosa è bene e che cosa è male. Naturalmente, ci sono delle regole che tutti più o meno accettiamo – per esempio quella di non commettere omicidi o di non scandalizzare i bambini – ma questo non vale per tutti i settori della nostra vita.

Molto spesso il nostro giudizio è influenzato dalle opinioni e dai comportamenti più diffusi. Il fatto che molti la pensino in un determinato modo, non significa però necessariamente che quell’opinione sia vera. E lo sentiamo. Eppure a volte, anche se controvoglia, seguiamo strade che, in fondo, disapproviamo.

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Se consideriamo il mondo, notiamo che è regolato da leggi che dispongono gli elementi della natura l’uno in relazione all’altro, secondo un determinato criterio. Si forma così un insieme armonico, bello, chiamato dai filosofi e dai teologi «ordine del mondo».

  • Dio è il Principio supremo («causa prima») dell’ordine del monde e creatore di ogni cosa in esso contenuta. E, proprio in quanto «causa prima», Dio è anche «fine ultimo» dell’universo, poiché tutte le creature che procedono da Lui, e soprattutto l’anima umana, tendono a ritornare a Lui.
    L’uomo, per ritornare a Dio, deve osservare quelle leggi morali stabilite dalla volontà divina. E’ quanto vuole esprimere la Genesi quando parla dell’unico comandamento dato da Dio nel giardino dell’Eden: «…dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare», (Gen 2,17). E si può dire che il peccato originale consista nel tentativo dell’uomo di sostituirsi a Dio per decidere del bene e del male al posto suo.
  • Se non siamo dunque noi ad inventare il bene ed il male, come possiamo riconoscerlo? Ogni uomo è dotato della coscienza: essa «è il centro più segreto dell’uomo, il santuario dove egli è solo con Dio e dove si fa sentire la sua voce» (Concilio Vaticano II, «La Chiesa nel monde dei nostri tempi», §16). È proprio la coscienza che può aiutare l’uomo ad orientarsi verso il bene. Per questo è necessario ascoltarla. Ed è anche necessario illuminarla, formarla, prendendo l’abitudine di compiere azioni buone (esercizio delle virtù), facendosi ispirare dallo Spirito di Dio nella preghiera (« Porrò la mia Legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore », Ger 31, 33), Infine, ascoltando la Chiesa che ci aiuta a discernere il bene e il male alla luce di Cristo.