5 anni di affido con 2 sorelle… e il cammino continua!

Prima che arrivassero da noi, la loro storia personale era costellata da tante difficoltà familiari, con genitori che spesso riversavano in casa ii problemi e le difficoltà.
Per iniziare a conoscere le sorelle e smorzare le attenzioni, siamo andati nella comunità alloggio per minori dove vivevano, in veste di clown, con un’associazione cattolica fondata insieme ad un’altra coppia di cari amici.
Quando ci siamo incontrati la prima volta in comunità, dove sono rimaste 3 mesi, erano intimorite: nel loro sguardo forse una buona dose di paura le rendeva in modo alterno disponibili e diffidenti.
Esserci frequentati un po’ alla volta per i mesi prima del loro ingresso a casa nostra, ci ha permesso di elaborare il ruolo che come genitori affidatari andavamo a coprire e incuriosire le ragazzine a vivere in un modo diverso da loro precedente passato.
All’inizio è stato faticoso imparare a gestire l’affetto, la disponibilità, la genitorialità, il dare regole e non imposizioni: tutte cose che il trasporto iniziale al volerci donare, non ci aveva fatto prendere in considerazione.
Il nostro grande desiderio di aiutare e vedere serene le due sorelle all’inizio si scontrava con la loro diffidenza  nel lasciarsi andare. Dopo il primo periodo di rodaggio e le modifiche al ritmo iniziale, abbiamo dato una svolta alla relazione maturando che il percorso dell’affido si scontra con difficoltà che solo il cuore, per fortuna, non ti fa valutare, e che la costanza ti permette di far crescere il bene come motore della vita.
Con attenzione e senza imposizioni, siamo riusciti a trasmettere l’entusiasmo per vivere una vita diversa, nei nostri interessi e nelle loro passioni, nella nostra realtà e nei loro desideri, nella sicurezza della serenità in casa come punto di riferimento certo.
Il confrontarci anche con le amicizie più strette, ci permette continuamente di maturare e crescere nella condivisione delle realtà familiari uguali e diverse dalla nostra: dagli interessi comuni, alla scuola, dal tempo libero, all’oratorio e alla preghiera in parrocchia, dal fine settimana in un museo alla gita fuori città.
E il tempo passa e in cuor loro oggi si rendono sempre più conto che la realtà che stanno vivendo rappresenta lo slancio, la marcia, il concreto, i valori che non conoscevano e di cui adesso non potrebbero fare a meno.

Costantemente continuano a vedere i genitori naturali, prima in luogo neutro ogni 15 giorni e poi tutte le settimane. Prima solo la madre senza il padre, e poi viceversa, ma ancora mai insieme.
Noi non abbiamo rapporti con i genitori e la loro relazione con le ragazzine subisce degli alti e bassi dovuti anche a una forte gelosia nei nostri confronti, come coppia e genitori, in un continuo trasformarsi da “nemici” ad amici.
Questo loro alternarsi di insicurezza e fragilità, l’indisposizione dei genitori naturali nei nostri confronti e le loro azioni di discredito nei confronti del nostro operato, hanno generato delle profonde delusioni nelle ragazzine le quali hanno vissuto fasi alterne in cui stimavano la madre e rifiutavano il padre e viceversa.
Pur non essendo impreparati, ma essendoci lanciati con trasporto in questo affido, abbiamo fatto leva sulle nostre forze offrendo ogni momento a Gesù, che ci sostiene sempre nella giornata, fortificando il cuore e ravvivando la vita con la bellezza del suo Amore: è Lui a insegnarci la condivisione prima in famiglia, in casa e poi come testimoni dove c’è bisogno.
(Vilma e Felice)

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