5 motivi per cui ti conviene che il tuo coniuge sia piu’ innamorato di Dio che di te

Lewis2Gesu’ ci propone un modo di amare che si applica a tutto nella vita. Ci insegna un comandamento nuovo e ci da’ le coordinate perche’ i nostri rapporti affettivi vadano in porto. Il matrimonio non e’ al margine di questo amore e di queste istruzioni che il Signore ci offre costantemente. Amare Dio è il comandamento più importante, e da questo deriva, per conseguenza logica, l’amore per il prossimo.

Amare i nostri coniugi come noi stessi è un tremendo cammino d’amore, ma la verità è che ha un ampio margine di errore. Non amiamo bene, permettiamo cose che non sono corrette, siamo egoisti, impazienti e non sempre ci prendiamo cura l’uno dell’altro come dovremmo. È chiaro che nessuno vuole far questo al proprio coniuge, ma succede. Gesù conosce bene questa fragilità umana di cui soffriamo tutti: il nostro amor proprio. Conosce il nostro amore debole e vuole aiutarci offrendo Se stesso come modello. Sa che la nostra carità non è degna di essere imitata. È e sarà sempre meglio amare come Egli ci ha amati (Gv 13,34). Il suo amore trascende completamente il nostro, perché la sua caratteristica principale è il fatto di provenire da Dio.

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Vogliamo lasciarvi alcune idee per meditare su quali sono le priorità del vostro cuore. Se Dio occupa il primo posto, tutti gli altri rapporti (soprattutto il matrimonio) saranno sotto questo grande amore, e meglio ancora se il vostro coniuge ama Dio più di voi, perché sarete certi di ricevere anche voi il suo amore infinito.

1. Un cuore pieno dà più amore di uno vuoto

Non c’è miglior fonte d’amore che sapersi e sentirsi amati da Dio. È una grande sicurezza nella nostra vita e non significa solo sapere di essere accettati e valorizzati; significa che la nostra vita assume senso in modo integrale. Chi è pieno di quell’amore, chi vive di quell’amore ed è capace di condividerlo, amerà meglio.

 

2. Chi ha buone basi potrà anche costruire bene

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Riferendosi alla vita di coppia, papa Francesco dice che per vivere insieme è necessario che il matrimonio si basi sulla solida roccia. Solo chi costruisce la sua vita in modo solido e non cambia ogni momento, chi è capace di costruire relazioni che restano nel tempo e chi edifica la propria vita in modo pianificato e responsabile potrà costruire e portare avanti un matrimonio saldo e resistente a tutto. Chi ripone il cuore in Dio ha una comportamento affettivo più prevedibile, è una persona affidabile, ed è proprio questo che cerchiamo quando pensiamo di costruire la nostra vita accanto a un’altra persona.

 

3. Se sai a chi chiedere non ti mancherà mai nulla

Possiamo cercare succedanei ovunque: cose, emozioni, persone…, cose che apparentemente ci rendono felici, ci riempiono, ci danno un senso e ci motivano… ma ce n’è solo una che dà quello che non svanisce nel tempo: Dio. Papa Francesco ci insegna che come nella preghiera del Padre Nostro diciamo “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, “gli sposi possono imparare a pregare anche così: ‘Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano’”.

 

4. Se capisci cosa vuol dire servire Dio e lo metti in pratica nella tua vita, lo farà anche la tua famiglia

Chi ama Dio con tutto il cuore mette i doni che ha ricevuto nelle sue mani e cerca di fare della propria vita un atto a Lui gradito. Se questa persona si innamora e forma una famiglia, potrà realizzare la vocazione di essere chiesa domestica collaborando al progetto di Dio nel crescere i figli mediante una testimonianza di fedeltà e servizio reciproco. San Josemaría Escrivá lo spiegava molto bene dicendo che “gli sposi cristiani devono essere consapevoli del fatto di essere chiamati a santificarsi santificando, di essere chiamati ad essere apostoli e che il loro primo apostolato si svolge in casa. Devono comprendere l’opera soprannaturale che implica la fondazione di una famiglia, l’educazione dei figli, l’irradiamento cristiano nella società. Da questa consapevolezza della propria missione dipendono in gran parte l’efficacia e il successo della loro vita: la loro felicità”.

 

5. Chi sa di essere perdonato saprà sempre perdonare e chiedere perdono

Chi ama Dio ha dovuto fare pace con Lui più di una volta. La nostra condizione di fragilità e di peccato ci porta a vedere i nostri errori con onestà e a chiedere sinceramente perdono. Questo esercizio di umiltà, di riconciliarsi e fare la pace con Dio, è la base per perdonare e chiedere perdono quando il nostro coniuge non fa le cose benissimo, o quando noi stessi sbagliamo. Papa Francesco si riferisce a questo con grande umorismo:

“Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono, senza che la pace torni nella nostra casa, nella nostra famiglia. È abituale litigare tra gli sposi, ma sempre c’è qualcosa, avevamo litigato… Forse vi siete arrabbiati, forse è volato un piatto, ma per favore ricordate questo: mai finire la giornata senza fare la pace! Mai, mai, mai!”

Speriamo che ti sia convinto che ciò che conta è che il tuo coniuge sia più innamorato di Dio che di te. Attenzione! Questo non vuol dire che ti voglia meno bene!

da: aleteia.org/