Aids e Africa – Quali le cause seconde

aids4In questa emergenza a livello mondiale e anche nazionale, cosa sta
facendo la Chiesa Cattolica qui in Zambia?

“Io credo che la Chiesa Cattolica sia all’avanguardia in questo senso,
perche’ la maggioranza delle risposte presenti in Zambia provengono dalla Chiesa Cattolica, sia in termini di impegno sul campo della prevenzione, sia nella cura e il sostegno dei malati e delle loro famiglie. A parte il nostro programma qui nel Copperbelt, che e’ quello piu’ conosciuto e forse più all’avanguardia, anche le altre diocesi cattoliche hanno messo in atto programmi per affrontare il problema AIDS.
Il denominatore comune di questi programmi e’ che si lavora su base
interconfessionale, sia per quanto riguarda l’assistenza ai pazienti, sia per quanto riguarda i volontari e le infermiere che sono coinvolte”.

 Perché la diffusione dell’AIDS in Africa è così massiccia?

“Innanzitutto ci sono delle ragioni mediche e poi anche ragioni dovute ai costumi e alle usanze tradizionali.
Il virus dell’HIV è presente in due tipi:

l’HIV1, più presente a sud
dell’equatore, è quello più virulento e che si diffonde più rapidamente;
l’HIV2, più diffuso nel nord e nel centro Africa. Inoltre ci sono dei sotto tipi di ogni virus. Per quanto riguarda il tipo di virus che c’è in Europa e nel Nord America, si tratta del sotto tipo B, che si diffonde soprattutto attraverso l’uso di siringhe infette, trasfusioni di sangue ecc. È meno presente il sotto tipo C, che invece è il più diffuso qui in Africa, che si diffonde per via eterosessuale. Questo però non spiega una diffusione così estesa: ci sono delle pre-condizioni che la facilitano, e qui ritorniamo al discorso della povertà presente in questi Paesi. Una povertà che porta gli uomini a cercare un impiego nelle città, lontano dalle loro famiglie e dalle loro donne per lunghi periodi, condizioni che predispongono ad avere rapporti occasionali con le prostitute. Poi c’è da dire che i salari qui sono indecenti e le donne che rimangono vedove o sole si trovano spesso costrette a prostituirsi, per guadagnare qualcosa.

Ci sono anche fenomeni culturali, che adesso pian piano si vanno frantumando, che facilitano la diffusione dell’AIDS, per esempio per molti anni era molto diffuso il cleansing, che vuol dire “pulizia”.

È una tradizione che presuppone che la donna, quando muore il marito, debba essere “purificata” dallo spirito del defunto attraverso il rapporto sessuale con un parente del marito, prima di potersi risposare. C’è anche il fenomeno della Sugar baby syndrome, per cui
uomini tra i 30 e i 40 anni, che qui sono considerati già abbastanza
“anziani”, cercano di avere rapporti sessuali con ragazzine giovani,
abbordandole alle scuole. Le ragazze spesso si lasciano convincere per avere un po’ di soldi per comprarsi un vestito o qualcos’altro e si concedono. In più, anche se la promiscuità del maschio non va bene a livello morale, è tuttavia un costume tollerato, al contrario dell’infedeltà della donna che invece non è tollerata. C’è una disparità tra i sessi, la donna è sottomessa all’uomo e questo comporta che se un uomo è promiscuo, la donna non può con facilit
rifiutarsi di avere rapporti e quindi viene esposta al rischio
automaticamente, anche se non vuole.
Come si può capire, c’è una numerosa serie di fattori che incidono sul fenomeno della diffusione così massiccia dell’HIV”.