Alziamo la voce contro lo sfruttamento (Esohe Aghatise)

trafficking10Sono Esohe Aghatise, Presidente dell’Associazione IROKO Onlus a Torino che lavora da anni a livello nazionale ed internazionale a sostegno di donne vittime della tratta e della violenza. Sono membro del consiglio della Coalition Against Trafficking in Women International (CATW), www.catwinternational.org . Come associazione e anche personalmente, abbiamo recepito, con sgomento e con grande tristezza, la notizia della proposta di legge presentata dalla senatrice PD Maria Spilabotte, che propone di legalizzare la prostituzione per dare “diritti” alle persone che “scelgono” di prostituirsi. Propone di modificare la legge Merlin “……..per la regolamentazione della prostituzione e ”il diritto di chi la esercita di scegliere come e dove farlo, anche in cooperativa, e una maggior tutela delle donne vittime della tratta e dello sfruttamento“…..”  La Spilabotte afferma che “Il fenomeno della prostituzione è cambiato e va regolamentato avendo come faro il principio del diritto all’autodeterminazione di chi vuole esercitare questo mestiere, che a quel punto assume anche precisi doveri e viene assoggettato al regime fiscale e previdenziale“.  Il fenomeno della prostituzione mi risulta sempre quello di prima nella sua sostanza, anche se ne è cambiata la forma. Mi risulta che sia sempre quel fenomeno dello sfruttamento del corpo della donna, negandole la dignità di persona e riducendola ad un oggetto usa e getta. Mi risulta che oltre 99 % delle donne che si prostituiscono lo facciano come mezzo di sopravvivenza, dove la così detta “scelta” di svolgere una tale attività è dettata dall’esigenza della sopravvivenza e non da una scelta di chi ha il piacere di svolgerla. Per lo 0,01 % di chi ritiene di aver “scelto” di svolgere questa attività, una semplice ricerca anche superficiale, dimostrerebbe come non sia esattamente un libero atto di volontà come loro vorrebbero far credere alla gente. Mi risulta che, quando le condizioni economiche e sociali delle donne in un determinato paese o società migliorano, non si trovano le donne di quel paese o società a fare la “scelta” di prostituirsi. Mi risulta che le donne che si prostituiscono, in stragrande maggioranza lo fanno perché non hanno valide alternative per vivere e mantenere se stesse e la propria famiglia. Mi risulta che la violenza della prostituzione sia ancora più cruente in un mondo dove si fa finta che tutto sia permesso, basta avere i mezzi economici per poterselo comprare.   L’Italia, come ci ricorda il telefono Rosa, detiene il tristissimo primato del paese Europeo  “…..con il maggior numero di femminicidi d’Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all’interno delle mura domestiche…”. La violenza alle donne è dettata da un fattore di cultura patriarcale che considera la donna un oggetto, proprietà del uomo, che quindi, deve sottostare alle sue volontà. Nessun’altra attività più della prostituzione evidenzia questo dato. Eppure, si continua a proporla come “attività lavorativa” per le donne. In Europa, e quindi anche in Italia, si parla delle pari opportunità, della dignità della donna e l’UE spende somme ingenti ogni anno in attività di promozione delle pari opportunità. In Italia tuttavia, mentre da un lato si spendono molte parole a favore delle pari opportunità, la realtà è una continua riduzione nei fatti e nelle azioni delle di queste così lautamente promosse in Europa. Anziché proporre l’aumento delle opportunità aperte alle donne di raggiungere livelli alti e di avere accesso a lavori dignitosi che pagano bene, si continua a presentare la compra vendita del suo corpo come “alternativa valida” per raggiungere l’autonomia economica. Ma chi guadagna davvero dalla vendita del corpo delle donne? Le donne stesse?   Occorre ricordare che la legge Merlin fu ottenuta per volontà delle donne nelle case chiuse. Furono loro a pregare la Merlin di ottenere una legge per abolire le case chiuse.  Ci sarebbero tantissime cose da dire ancora su questa proposta di legge. Ma mi fermerò qui con una sola preghiera a tutti quanti mi leggono:  Unirsi a noi per contrastare questa ennesima offesa alla dignità della donna. Alzate la voce insieme a noi per dire NO!  Grazie per la vostra attenzione. Esohe Aghatise, PhD

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