Annnarella: “Uscire da una setta si puo'”

Tutto iniziò nel lontano 1993, eravamo sposati da 2 anni e la nostra prima figlia aveva 2 anni, stavamo passando momenti un po’ di solitudine, gli amici che ti fanno mille promesse e poi ti lasciano in balia di te stessa, non che questo a noi pesasse, ma essendo persone socievoli e aperte all’ amicizia sinceramente un po’ quel contatto ci mancava.
Prima del matrimonio avevamo conosciuto delle persone che noi ritenavamo “amici ” purtroppo non fu così, e furono proprio loro che approfittando di quel momento di solitudine per noi iniziarono a farsi vivi, consigliandoci che sarebbe stato meglio abbandonare tutto e tutti, ci avrebbero trovato una casa in Piemonte, dove loro risiedevano e con loro saremmo stati al sicuro, ma quello che tramavano sotto sotto nessuno di noi avrebbe potuto immaginarlo.
Fu così che io mi licenziai dalla Ditta presso la quale lavoravo anche per motivi di salute, e loro iniziarono ad informarsi per una eventuale casa nella quale trasferirci, nel Maggio dello stesso anno la Signora (che era a capo di questa setta ignara a noi) ci telefonò dicendo che aveva trovato un’ abitazione adeguata a noi proprio vicino alla sua, iniziò da lì il nostro travaglio (se così lo possiamo chiamare).
Mio marito perse giorni interi per recarsi a Sant’ Antonino di Susa ( nostra nuova residenza) per imbiancare, pulire, trasportare le porte da verniciare, persino la cucina dovemmo tagliare in vari pezzi per adeguarla alla suddetta abitazione, e del resto vendemmo tutto.
In quel periodo mio marito lavorava presso una Casa di Riposo nelle vicinanze di casa nostra ed era molto titubante nel lasciare tutto per un nuovo lavoro che non conosceva e ancora non aveva, ma le telefonate insistenti della Signora erano troppo convincenti su di lui, in quanto lei lo conosceva benissimo e sapeva come rigirarlo a tal punto che riuscì a plagiare anche me, so che a qualcuno può sembrare impossibile, ma vi posso garantire che il plagio esiste eccome, arrivò al punto da telefonarmi una sera chiedendomi di lui gli risposi che non era ancora pronto a quel passo, la sua risposta fu:

” Vai da lui, ora è il tuo momento “

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Non so cosa mi stava succedendo, so solo che chiusi il telefono e andai da lui dicendogli che se non mi avesse seguita io me ne sarei andata con la bambina, lascio a voi immaginare il tutto.
Nel mese di Agosto ci trasferimmo così in Piemonte, iscrivemmo persino la piccola all’ asilo della zona, in quanto a Settembre avrebbe compiuto i 3 anni, i primi tempi tutto filava liscio come l’ olio, erano sempre molto genili con noi telefonate ecc.
Ci si incontrava anche 2 volte alla settimana, in una Palestra in quel di Torino, 1 volta ci andavo io 1 volta lui, dove si facevano incontri sui Chakras, movimenti che richiamavano animali e molto altro.
Una volta al mese ci si incontrava sempre in quella Palestra per la fatidica “Plancette” non chiedetemi esattamente cosa sia, so solo che era un quadro nero con dei numeri in cerchio, dove la Signora si concentrava sullo spirito uida di ognuno e iniziava a far domande, oppure le domande le facevamo noi e lei rispondeva, ad ognuno veniva rivelato il nome del proprio spirito guida ( e qui lascio a voi immaginare di che spirito si trattasse ).
Purtroppo a noi tutto sembrava normale, perché il Plagio ti porta proprio a questo, ad annullare la tua personalità e se non rimani un pochino salda con i piedi per terra e il Buon Dio non ti illumina ti spersonalizzi del tutto.
Dicevo che sembrava tutto normale anche il fatto che eravamo l’ unica coppia con 1 figlio, tutte le altre erano coppie fresche fresche, o che si stavano accoppiando proprio in quelle situazioni, e alla Signora nostra figlia non andava proprio giù, non la poteva proprio vedere, iniziarono poi col susseguirsi del tempo anche i ” Training Motivazionali” cosa sono? Ve lo spiego subito.
Innanzitutto per partecipare a questi training ben 12 anni fa veniva chiesta la quota di partecipazione di ben 300.000£ a testa, cioè 600.000 in due per 2 giorni, e 150.000 a testa per 1 giorno, in cosa consistevano?
Ci si radunava tutti a cerchio e la suddetta Signora a capo tavola, venivamo chiamati uno alla volta ad esporre il nostro problema, vi faccio un esempio, c’ era chi non sopportava la madre, chi il padre e chi più ne ha più ne metta, questa persona si metteva al centro con la capa che la istigava a irlare tutta la sua disapprovazione verso quella persona e anche a bestemmiare, tutti gli altri poi di conseguenza venivano coinvolti.
C’ era poi il fatidico ” CHI SONO IO?” e anche qui fior di quattrini,
non si potevano tenere orologi perché veniva praticato nel cuore della notte, non seppi mai a che ora ma ora la posso immaginare, non si poteva telefonare a nessuno se non per necessità urgenti, non potevo neppure chiamare mia figlia, e a tavola nessuno si poteva rivolgere la parola l’ un con l’ altro, solo con la capa ( come la chiamo io).
Ricordo l’ ultima volta che vi partecipai, eravamo in una zona del Lago Maggiore abbandonata sulle colline, solo dopo alcuni anni dalla mia conversione seppi che si trovava proprio vicina alla Casa di preghiera del RNS che oggi frequento con la mia famiglia, ( Gesù voleva già mettermi fra le sue pecorelle ne sono sicura),
eravamo in questa stanza seduti a due a due uno di fronte all’ altro, si parlava all’ altro come se si avesse di fronte uno specchio, ricordo che un giorno non avevo nessuno con cui accoppiarmi e la capa mi mise davanti al quadro di Oshio, (io se pur plagiata ero ancora abbastanza cosciente, forse DIO mi aveva lasciato un po’ di coscienza sapendo che mio marito ormai era succube di lei, tutto ciò che lei diceva era oro colato) non lo avesse mai fatto, in quanto mi rivolsi a lei dicendo: ” Ed io dovrei parlare con un quadro? Tanto più che questa persona a me non piace!”

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Vi lascio immaginare la sua risposta e la sua scenata poi con mio marito, “Tu stai parlando con il maestro” mi disse, e poi si sedette di fronte a mio marito urlando che non era gelosa di lui, ma di me perché non mi sopportava ( e te credo!) Mentre la ascoltavo una voce dentro di me mi diceva di alzarmi e andarmene, mentre un’ altra mi diceva: “No, non ti seguirebbe” ( Non prendetemi per matta e anche se lo fareste vi dico che non me ne importa più di tanto perché solo chi prova determinate cose può capire)
Decisi così di rimanere, ma il mio pensiero era a mia figlia che da tre giorni era a casa con mia madre senza sentirci, ancora oggi non mi capacito del male che le ho fatto ma DIO lo sa che non l’ abbiamo fatto con volontà.
Il giorno dopo tornammo a casa, erano ormai trascorsi i 3 giorni, un bel mattino (mio marito si alzava alle 6 per andare al lavoro) mi trovai una lettera in cui mi chiedeva di partire da mia madre con la bambina altrimenti avrebbe chiesto la separazione, mi crollò il mondo addosso, iniziai a telefonare a mia zia (acquisita da parte di lui) ma che conosceva tutta la nostra storia chiedendole di aiutarmi e spiegandole il tutto, ignara che anche lui nel frattempo l’ aveva chiamata dicendole che voleva tornare ma che non avevamo più una casa dove andare.
Due giorni dopo partivo da mia madre con mia figlia, lui mi chiese anche di non chiamarlo in quanto avrebbe telefonato lui, così feci anche se la piccola continuava a cercare il papà e io la tranquillizzavo con delle bugie purtroppo.
Un venerdì arrivò la telefonata tanto attesa, mi chiedeva di andarlo a prendere alla stazione, alle 23.00 della stessa sera mi recai in stazione quando lo vidi scendere da quel treno stentavo a riconoscerlo, sembrava uno zombi, salì in macchina e la prima domanda che mi fece fu:

” Tieni più alla nostra famiglia o a loro?”

Ovviamente la mia risposta era e fu solo 1, io tenevo moltissimo a lui e a nostra figlia, ce la saremmo cavata come sempre anche senza una casa ma con l’ aiuto di DIO, questo dissi a lui.
Fu lì che mi raccontò che quel pomeriggio si recò alla SACRA SINDONE dopodiché andò a vedersi la visione del film ” BALLA COI LUPI ” fu come se quel film lo riportò alla realtà, se qualcuno di voi l’ ha visto sa perfettamente di cosa parla, ma la cosa più bella è che prima di recarsi alla SACRA SINDONE si era recato alla Chiesa del paese, si era messo davanti al Tabernacolo chiedendo a DIO di illuminarlo, mi disse che sentì una voce dentro di lui che gli diceva:

“Tu non fai parte di questo esercito, ma fai parte del Mio”

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Iniziammo così a prepararci per un successivo trasloco ( questo solo dopo 3 mesi ) andammo a vivere per 8 mesi a casa dei miei suoceri, e DIO che è grande e MISERICORDIOSO gli fece trovare subito un lavoro, stavano aprendo una nuova Casa di Riposo in paese e fu assunto, appena dopo la sua assunzione arrivò un’ ulteriore telefonata dall’ Ospedale che gli approvava la domanda di barelliere fatta 1 anno prima (ditemi se tutto questo non è opera di DIO) mentre a me veniva riconosciuta l’ Invalidità da parte dell’I.N.P.S.
I soldi arretrati che ricevetti furono la somma esatta di quanto speso in 3 mesi, ben  30 milioni di lire (circa 15.000 euro)
Dopo 8 mesi di convivenza con i miei suoceri trovammo finalmente casa, quella nella quale viviamo attualmente, dopo un anno inizio’ il nostro cammino di conversione nella Casa di Preghiera dei padri Francescani, che sin dal primo giorno ci seguirono con preghiere di Liberazione.
Solo dopo venimmo a sapere che questi cosiddetti “amici” appartenevano alla Setta dei discepoli di Oshio, un santone indiano, premetto anche che le preghiere di liberazione ci vennero fatte anche per aver praticato del Reiki e lo Shiatzu.

Vi chiedo scusa per questa lunga testimonianza, spero possa servire a chi ancora oggi si trova nel buio. Se avete domande da farmi io sono a completa disposizione!

Con affetto  Annarella