Che nera tristezza morire in terra straniera

Un omelia di qualche anno fa… per le ragazze che anche questo mese sono morte a causa della tratta.

E’ questa un’amara realtà, spesso taciuta da tutti i media, perché i poveri normalmente non fanno notizia, immaginiamoci poi loro, le donne di strada, le prostitute: molto spesso ragazze giovanissime, partite da un paese segnato da varie forme di povertà, su su per i sentieri di sabbia, in balia delle onde del mare, approdate in un paese straniero, sbattute in strada, costrette a prostituirsi per molto tempo e poi … ecco che arriva anche la morte … per lo sfinimento durante il viaggio verso l’Europa, perché caduta in mare, per un tragico incidente, per le percosse subite, perché la madam ti ha scaraventato in un fiume, per quello che un cliente ti ha fatto all’insaputa ingerire, per l’AIDS che si è contratto nei rapporti non protetti …

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E ancor prima ti senti morire se lungo il viaggio della tratta o arrivata in terra di sfruttamento, ti raggiunge l’improvvisa notizia della morte del padre o della madre o di un fratello … tutte persone che stavano nel tuo cuore … che hai lasciato per partire … che non rivedrai più. Quando poi la morte raggiunge chi è in strada essa mostra un volto quanto mai severo e tragico anche perché avvenuta in terra straniera. E’ così! Si sa che la morte arriva prima o poi, ma se si muore lontani da casa, lontani dalla propria terra, lontani dalle persone più care, morire diventa ancor più una nera tristezza. Tante ragazze, tante donne sfruttate e prostituite sono morte sulle nostre strade italiane, e con loro anche tanti trans …

Questo è un altro caro prezzo del mercato della prostituzione. Requiem per queste persone, per questi “ nostri morte/i “ e splenda ad esse/i la luce perpetua: Riposino in pace. Amen … ma senza pace per noi! Vogliamo a questo proposito riportare un’opportuna preghiera/riflessione per i funerali di Tina, qualche anno fa, in una Chiesa, a Torino: Tina carissima, La tua vita che si è interrotta repentinamente 13 mesi fa ci pesa terribilmente sulla coscienza e abbiamo bisogno del tuo perdono per trovare la forza di continuare a lottare contro tutte le forme di schiavitù e sfruttamento. Chiediamo perdono alla tua bambina Elisa che hai lasciato in Romania a pochi mesi dalla nascita; chiediamo perdono anche alla tua mamma e a tutte le mamme che piangono per le loro figlie venute in Italia con il miraggio di una vita piena di speranze e sono state colpite da una morte cruenta ed umiliante come la tua. Tina, perdona l’ipocrisia della nostra società del benessere e del consumo, che ostenta sviluppo e progresso tecnologico, ma che ha dimenticato il rispetto per la dignità e la sacralità di ogni persona.

Perdona la connivenza delle nostre autorità civili che permettono e tollerano questa nuova forma di schiavitù del 2000 e non vogliono sconfiggere il racket e le organizzazioni dei trafficanti di esseri umani, lasciando che la vita di migliaia di giovani indifese sia distrutta da vili interessi o turpi guadagni. Perdona le forze dell’ordine che non ti hanno protetta e difesa, perché eri clandestina, priva di identità e perciò derubata anche della tua dignità e libertà. Perdona specie chi, ogni notte, ti cercava, ti violentava, ti usava come oggetto di piacere, per poi buttarti nuovamente sulla strada come spazzatura, collaborando con i tuoi aguzzini ed incrementando il loro guadagno, pagando una tariffa destinata a sostenere la criminalità organizzata. Perdona le autorità religiose che non hanno saputo gridare abbastanza forte il tuo dolore e denunciare l’ingiustizia del tuo sfruttamento e della riduzione in schiavitù.

Durante l’Anno Santo del Grande Giubileo invano hai atteso che si spezzassero le tue catene e si avverasse per te e per tutte le compagne di strada “ l’Anno di grazia e di misericordia del Signore “ ( Lc. 4,19 ) Perdona l’atteggiamento di tanti cristiani ben pensanti che ti hanno giudicato e condannato, perché davi fastidio proprio come l’adultera del Vangelo, imbrattavi le nostre strade e umiliavi il nostro falso pudore. Ti chiedo perdono a nome di tutte noi donne perché con indifferenza e omertà abbiamo ignorato il tuo grido di dolore e ti abbiamo lasciata sola sulla strada, a vivere il dramma della tua solitudine, del disprezzo, dell’angoscia e della paura. Ti chiedo perdono, Tina, a nome del tuo uccisore che ha barbaramente mutilato il tuo giovane corpo. Ma lui non è il solo responsabile della tua morte; infatti, prima di essere colpita, tu eri già morta. Quante persone hanno ucciso i sogni e le attese dei tuoi 20 anni!

Di questa tua morte ci sentiamo tutti colpevoli e corresponsabili: per questo invochiamo la tua misericordia. Ora desideriamo per te il riposo nella pace e nell’amore di quel Dio che è Padre di tutti gli emarginati, i disperati, gli umiliati e disprezzati della storia, perché Lui : “ Ha rovesciato i potenti dai troni ed ha innalzato gli umili “; Lui “ Ha ricolmato di beni gli affamati ed ha rimandato i ricchi a mani vuote “ ( Lc2,52-53. Lui asciughi ora le tue lacrime e ti doni la gioia della pace e della vita eterna. Alla piccola Elisa, rimasta orfana, e ai tuoi familiari, giunga il conforto della nostra preghiera, la solidarietà e la condivisione per il loro grande dolore. A noi, la consapevolezza e l’impegno di difendere e liberare tutte le schiave del ventunesimo secolo. Amen

************************************ IL TUO 5 per mille PER I POVERI per gli ultimi, per chi e' sfruttato, per difendere la vita sul tuo 730, modello Unico, metti il codice fiscale degli Amici di Lazzaro: 97610280014 ****************