Chiesa e omosessualita’ (Giacomo Perego)

Inizio con un brano del Nuovo Testamento perché la Parola di Dio è luce ai nostri passi e guiderà la nostra serata. Traggo dalla 2° lettera ai Corinzi:

E Dio che disse: rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo. Però  noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. Siamo tribolati da ogni parte ma non schiacciati, siamo sconvolti ma non disperati,  perseguitati ma non abbandonati, colpiti ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.

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Ho voluto iniziare con questo brano perché questo brano può essere letto da diversi punti di vista. Chiunque sperimenta una ferita di qualsiasi tipo, compresa la ferita sessuale dell’omosessualità, nel momento in cui la sa consegnare nelle mani di Dio, tutto questo può veramente trasformarsi in una potenza enorme di grazia. Fatta questa premessa, il mio compito è presentare un attimo la riflessione della Chiesa sul tema dell’omosessualità. Svilupperò il mio intervento in quattro punti. Prima di tutto citerò i documenti che trattano dell’ omosessualità, la definizione che ne dà la Chiesa, gli elementi di vigilanza cui ci invita la Chiesa nel contesto odierno, e infine le concrete indicazioni pastorali.

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1) I documenti della chiesa

I diversi documenti della Chiesa vengono da vari organismi ecclesiali, prima di tutto la Congregazione per la Dottrina della Fede che ha fatto 5 interventi, il Pontificio Consiglio per la Famiglia che ne ha fatti 4, la Congregazione per l’Educazione Cattolica che ne ha fatto1 e ben 3 interventi del  Santo Padre all’Angelus. E poi chiaramente il Catechismo. Ora solo da queste menzioni voi notate che il tema dell’omosessualità è un tema che tocca tre punti nodali della nostra vita di ogni giorno. Prima di tutto quello della fede, poi quello della famiglia e il terzo è quello dell’educazione cattolica.Quindi questi tre ambiti sono gli ambiti più esposti. Non è solo un dibattito razionale quello che facciamo, c’è di mezzo una battaglia spirituale ed è bene tenerlo presente.

2)Qual’è la definizione che la Chiesa cattolica dà dell’omosessualità?

Il primo punto che la Chiesa tende a sottolineare è che la Chiesa si rifiuta di considerare la persona a partire solo dal suo orientamento sessuale. Per la chiesa non c’è l’eterosessuale o l’omosessuale, ma c’è una persona che è figlia di Dio, che è depositaria di un dono di grazia, che ha i suoi talenti e ha le sue ferite, che vanno riconosciute, confessate e affidate a Dio. La Chiesa invita i fedeli a distinguere tra l’orientamento, l’inclinazione, la tendenza omosessuale e gli atti. Se gli atti o il comportamento omosessuale sono oggetto di colpa morale, l’orientamento è segno di un disordine, è una spia che si accende per dire che la persona porta dentro di sè una ferita. Ecco perché nei documenti della Chiesa si dice che lo stesso orientamento, la stessa tendenza è qualcosa di oggettivamente disordinato, nel senso che è una spia oggettiva  di un disordine che uno porta dentro. La Chiesa invita sempre a distinguere il grado di colpevolezza, questo non è un campo in cui si può generalizzare e trovare l’etichetta per tutti , ogni persona è un caso a sé, ogni persona porta una storia che può rendere più grave la colpa personale. Ad esempio,  una persona che continuamente va a cercare siti pornografici in internet o va  a chattare con partner che portano alla deriva……è chiaro che la persona si trova con un orientamento che cresce sempre di più e ha una colpa personale molto grande. Dall’altra parte ci possono essere invece situazioni in cui la colpevolezza è ridotta, pensate al caso di una persona che subisce un abuso o una persona che subisce una violenza o una persona che ha una situazione familiare completamente disgregata, ci possono essere tanti motivi che riducono l’elemento di colpevolezza anche se la Chiesa tende sempre a sottolineare che la persona è sempre libera di scegliere. Una delle ideologie diffuse oggi è quella che sostiene  che la persona omosessuale è nata così, è senza colpa, per cui il suo comportamento è in un certo senso condizionato, non è libera.

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La Chiesa dice no, la persona è libera anche se ci possono essere delle condizioni che riducono o aumentano il grado di colpevolezza. Sempre a livello di definizione, la Chiesa invita ad avere un atteggiamento di grande accoglienza, che non è dare una  pacca sulla spalla a qualcuno, ma è aiutare la persona a far emergere quello che ha nel cuore proponendo un percorso propositivo. Il nostro punto di riferimento come cristiani è la piena fioritura della personalità che ci rivela Cristo, per cui anche la persona che porta con sè questa tendenza omosessuale è chiamata a giungere a questa fioritura, anche se il percorso può presentarsi particolarmente difficile, complesso e anche doloroso.

3) La vigilanza

La Chiesa ci invita ad essere molto vigilanti perché su questo argomento ci sono degli elementi di corrosione sia all’interno della Chiesa che all’esterno. Cosa intende la Chiesa quando ci chiama a vigilare riguardo la corrosione interna? Cito direttamente dal documento sulla Cura Pastorale delle Persone Omosessuali; al numero 9 si dice: “Anche all’interno della Chiesa si è formata una tendenza costituita da gruppi di pressione con diversi nomi e di diversa ampiezza che tenta di accreditarsi quale rappresentante di tutte le persone omosessuali che sono cattoliche, difatti i suoi seguaci sono perlopiù persone che o ignorano l’insegnamento della Chiesa o cercano in qualche modo di sovvertirlo. Si tenta di raccogliere sotto l’egida del cristianesimo persone omosessuali che non hanno nessuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale.” ….e alcuni di questi gruppi usano qualificare come cattoliche le loro organizzazioni, sovente ci sono anche dei sacerdoti a guidarli.

Qual’è la modalità con cui viene in genere presentato il tema dell’omosessualità da questi gruppi ?

1) Citazioni imprecise del Magistero, soprattutto del Catechismo della Chiesa Cattolica. Probabilmente voi sapete che il catechismo della Chiesa Cattolica è uscito in due edizioni: una sperimentale nel 1992, in lingua francese se non sbaglio, e dopo 5 anni è uscita l’edizione tipica latina che porta delle correzioni rispetto a quella originale proprio perché la Chiesa non ha voluto dare un catechismo dall’alto, ma ha lasciato questi 5 anni di riflessione in modo che tutte le comunità cristiane potessero intervenire. E uno dei punti su cui la Chiesa è intervenuta è il n° 2358 che tratta dell’omosessualità. Il numero precedente, che è quello citato dai gruppi cattolici, diceva così: “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali innate, costoro non scelgono la loro condizione omosessuale, essa costituisce per la maggior parte di loro una prova.”

In 5 anni di riflessione il numero è stato emendato in questo modo: “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate…” (..quindi c’è il passaggio da innate a profondamente radicate per dire che non c’è niente di innato e gli studi che ci sono in questo senso non hanno portato nessun frutto, non c’è niente di innato, nessuno viene etichettato da Dio in questo modo.)…“…questa inclinazione oggettivamente disordinata costituisce per la maggior parte di loro una prova.”

Quindi è stato anche tolto “costoro non scelgono la loro condizione omosessuale”, nel senso che c’è la libertà, perché la libertà è parte della dignità della persona  e Dio non la toglie a nessuno, come non l’ha tolta al primo uomo e alla prima donna.

2) Interpretazioni bibliche balzane. Potrei fare tutta una serie di riferimenti a brani che trattano dell’omosessualità nella Bibbia, ma mi voglio concentrare su due luoghi comuni che stanno circolando proprio in questi mesi.

Uno riguarda la questione del famoso Vangelo segreto di Marco che presenterebbe Gesù in atteggiamenti omosessuali. Questo lo trovate in diversa divulgazione nell’ambito gay che si basa sullo studio fatto nel 1958 da un certo Morton Smith che nel monastero di Mar Saba, nel deserto di Giuda, ha trovato un manoscritto risalente a Clemente Alessandrino secondo il quale il Vangelo di Marco si sarebbe ispirato a un Vangelo precedente, il cosiddetto Vangelo segreto, che poi Marco avrebbe epurato perché conteneva delle cose scomode. E allora qual’è questo passaggio trovato in questo manoscritto? E’ un passaggio che viene inserito nel momento in cui Gesù incontra il giovane ricco, e in questo vangelo segreto si aggiungono questi versetti: “Essi giunsero a Betania dove abitava una certa donna il cui fratello era morto. Ed ella venne, si prostrò davanti a Gesù e gli disse: Figlio di Davide abbi pietà di me, ma i discepoli la rimproveravano. Gesù incollerito andò con lei nel giardino dove era la tomba e subito dalla tomba si udì giungere un grande grido e avvicinandosi Gesù rimosse la pietra che chiudeva la porta del sepolcro e subito andando dove si trovava il giovane, tese la mano lo fece levare prendendolo per la mano ma il giovane vedendolo lo amò e gli chiese di poter rimanere con lui. Usciti dalla tomba entrarono nella casa del giovane poiché egli era ricco e dopo 6 giorni Gesù gli disse ciò che doveva fare. E la sera il giovane venne a lui vestito solo di un drappo di lino sopra il corpo nudo e quella notte rimase con lui perché Gesù gli insegnò il mistero del Regno di Dio. E lasciato quel luogo ritornò sull’altra sponda del Giordano.”

A partire da questa aggiunta e a partire da tutta una serie di elucubrazioni mentali, si arriva a dire che Gesù ha un comportamento omosessuale. Ora non si tiene conto che il testo ha origine gnostica e gli gnostici praticavano riti di iniziazione molto simili a quelli del battesimo, il lenzuolo sul corpo nudo non indica un rapporto sessuale , ma indica un atteggiamento di spogliazione  legato al cammino iniziatico che uno deve fare.

Questo manoscritto del vangelo segreto di Marco è stato fotografato, ma nessuno lo ha avuto fra le mani, per cui gli studiosi, visto che non viene dato loro l’accesso al monastero di Mar Saba sono ben propensi a considerarlo un falso. Qualora anche fosse vero, bisogna tener conto che Clemente Alessandrino sbaglia sovente a citare le fonti, cioé cerca di anticipare a prima dei vangeli quello che effettivamente viene scritto dopo.

Non ci sono prove del testo esplicite che parlino esplicitamente dell’omosessualità.

Quindi vedete come la bolla di sapone che ha dato origine anche a pubblicazioni (soprattutto nel sud ha creato un grosso dibattito) si spegne in fretta, basta essere un pochino esperti del campo.

La seconda questione è quella legata al servo del centurione. Voi sapete che nel Vangelo di Matteo e di Luca si fa riferimento a questo episodio, vale a dire un capo dei soldati romano manda da Gesù un servo facendo dire “vieni a guarire il mio servo che è malato” e Luca precisa che quel centurione lo aveva molto caro, gli voleva molto bene.  Gesù non si reca in casa perché il centurione non si ritiene degno di riceverlo in casa, però il miracolo si svolge. Allora cosa dicono gli attivisti gay? Dicono che questo servo di fatto era l’amante efebico del centurione perché succedeva che quando i soldati romani nelle zone di provincia non potevano portarsi dietro la moglie, allora si portavano dietro i servi, in modo da far svolgere loro anche mansioni di carattere sessuale. Ora questo servo sarebbe stato l’amante efebico, ammalatosi Gesù lo guarisce dimostrando così di avere un atteggiamento molto comprensivo nei confronti di chi praticava l’omosessualità.

Va subito detto che questo centurione è profondamente amato dalla comunità giudaica locale, quindi non poteva avere un comportamento del genere, considerato aberrante per i giudei del tempo.

Il vangelo di Giovanni chiama questo servo figlio del centurione, quindi più che trattarsi di un amante efebico era probabilmente un servo così fedele al suo padrone che non solo è stato riscattato dopo 6 o 7 anni di servizio, ma è stato adottato anche come figlio, pratica molto diffusa a quei tempi.

Gli atti omosessuali che a volte si verificavano tra i centurioni e i loro servi, non potevano avere per la mentalità romana dei coinvolgimenti di natura affettiva perché i coinvolgimenti di natura affettiva sarebbero andati contro la virilità a cui i romani tenevano tanto, quindi erano atti di sodomia che effettivamente venivano praticati, ma non avevano niente a che fare con l’omosessualità. Questi e altri motivi ci spingono a dire che questa interpretazione è veramente un’interpretazione balzana.

3) Il terzo motivo di vigilanza, sempre legata a un motivo di riflessione interna alla Chiesa, e questo inviterei proprio a tenerlo ben presente, riguarda gli interventi educativi nelle scuole. Guardate che questi gruppi di omosessuali credenti, soprattutto l’associazione dell’Agedo, Associazione Genitori di Omosessuali, porta del materiale nelle scuole medie superiori, libri, dvd, video da presentare gratuitamente agli studenti allo scopo di educare alle diversità, di evitare che crescano degli atteggiamenti discriminatori nei ragazzi. E siccome da parte nostra sovente manca la preparazione, questo materiale entra, arriva perché gode a volte dei patrocini dei Ministeri della Pubblica Istruzione. I loro volantini a volte riportano “con il sostegno del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi” e entrano nelle scuole. A Milano, dove io abito, le Suore Orsoline hanno mostrato questo materiale a classi unificate. E sono Suore Orsoline. Quindi quando ci sono queste proposte, e queste proposte ormai vengono fatte nelle scuole superiori, per favore, come genitori, e i documenti della Chiesa richiamano a questo, verificate sempre il materiale che viene dato.

4) Un quarto elemento è quello legato ai sedicenti gruppo cattolici che tentano di presentare la loro posizione come la posizione della Chiesa di base che si oppone alla Chiesa di vertice. Quindi loro sarebbero i rappresentanti del popolo di Dio, della base, mentre la Chiesa di vertice cammina per suo conto, quindi tendono già a fare un’operazione di divisione.

Accanto a questi elementi di vigilanza interna ci sono poi elementi di vigilanza esterna legati alla cultura che ci circonda. E la Chiesa invita soprattutto a vigilare sulla ideologia di genere. Oggi si tende a non parlare più di identità sessuale, ma di identità di genere. Cosa vuol dire identità di genere? Significa che il nostro essere uomo/donna, maschio/femmina non deriverebbe dalla natura, ma dalla cultura, per cui ci sono sì dei dati naturali (chi può negarlo?) però l’identità di genere della persona è la cultura che te la inculca. La Chiesa si oppone a questo. Noi siamo un tutt’uno, corpo, spirito, ragione e questo tutt’uno è chiamato a un cammino armonico, non è che la cultura gli inculca qualcosa che va contro l’elemento naturale, anche se può incidere.

Secondo elemento di vigilanza che viene dall’esterno è vedere la famiglia come una costruzione cattolica, per cui la famiglia non sarebbe un equilibrio naturale che si viene a creare, ma qualcosa di costruito. Questi movimenti puntano soprattutto sul tema della discriminazione e dell’omofobia, cioé puntano sul tema che gli omosessuali sono discriminati, cercano di sollevare una certa compassione, il cui obbiettivo non è quello di favorire l’accoglienza ma di far passare certi loro messaggi ( l’accoglienza non va negata a nessuno). Ma laddove la verità non è rispettata bisogna avere il coraggio di intervenire.

La Chiesa invita anche a vigilare sul bombardamento mass-mediatico. Teniamo presente che ci troviamo in un contesto in cui siamo esposti a messaggi televisivi, manifestazioni pubbliche…..  in cui si cerca di far passare una visione buona del gay attivo. E poi teorie varie come quella legata alla genetica o al comportamento animale, come se nel comportamento animale e in quello umano possano esserci delle somiglianze, oppure i riferimenti storici all’antichità classica.

4) Proposte concrete

Passiamo ora a parlare delle proposte concrete, perché la Chiesa non invita solo alla vigilanza ma fa anche delle proposte concrete.

1) Favorire l’informazione affinché l’informazione non sia monopolio di qualcuno e nel favorire l’informazione i documenti della Chiesa invitano al dialogo tra le varie discipline, quindi fra le discipline legate all’ambito teologico, da cui noi riceviamo un’immagine dell’uomo, e le discipline legate all’ambito umano come la psicologia, la genetica, la sociologia, la pedagogia, sono tutti aspetti che si intrecciano e possono aiutare a comprendere il problema.

2) Accompagnare le persone che hanno un problema di identità sessuale. Accompagnare significa prima di tutto accogliere, ascoltare, e aiutare ad andare a fondo di questo problema, soprattutto i più giovani. E’ interessante nel documento Orientamenti educativi sull’amore umano l’attenzione che viene posta nei genitori. Si dice ai genitori: quando vedete che nel bambino, anche piccolo, ci sono atteggiamenti di natura effemminata o qualcosa che fa pensare a un disordine di carattere sessuale cercate subito di approfondire il problema con qualcuno che sia esperto in materia, in modo da intervenire subito, prima c’è l’intervento meno la persona si struttura in un’identità sbagliata.

3) Formare gli educatori. Oggi nell’ambito della nostra Chiesa manchiamo di formazione di educatori, di catechisti, di insegnanti, di genitori, e io aggiungerei anche di preti, perché i preti non sono preparati ad affrontare questo argomento. E quindi ci ritroviamo con persone che portano dentro di sé l’orientamento omosessuale, lo vivono come indesiderato, e quando si accostano al sacerdote nel confessionale si trovano davanti a due atteggiamenti: il primo è quello di chi li stigmatizza, li dà già per dannati; immaginate queste persone, sono già ferite nel loro interno ed escono ancora più lacerate da un incontro che dovrebbe essere risanante, illuminante. Oppure, il secondo atteggiamento, è quello della pacca sulla spalla, accettati così come sei, precludendo alla persona un cammino che dovrebbe portarla alla fioritura della personalità.

La Chiesa poi cita anche due parole che vengono sovente fraintese, è giusto che vengano citate e spiegate. La Chiesa invita queste persone a portare la croce e a vivere la castità. Queste due paroline vanno bene intese perché la croce, da un punto di vista cristiano, non è qualcosa che noi ci portiamo sulle spalle e ci lasciamo schiacciare sotto, la croce ha un altro lato della medaglia che è la risurrezione. La croce è un invito alla spogliazione di sè, a rinunciare a quella pulsionalità immediata che caratterizza sovente chi ha questo problema e a fare un cammino che costa sacrificio perché in seguito a questo cammino è possibile una fioritura, un equilibrio della persona. E’ chiaro però che bisogna passare dalla sofferenza, si tratta di passaggi dolorosi, e anche la castità non è castrazione della persona, altrimenti tutti i religiosi, tutti i preti, tutte le suore sarebbero dei castrati. La castità è una capacità di arrivare ad un amore che sia deconcentrato dal proprio io, che sia aperto, tra l’altro l’elemento della castità non concerne solo i religiosi ma c’è anche una castità matrimoniale a cui si educano il marito e la moglie, e non sempre è facile questo equilibrio nell’ambito delle coppie. Come vedete, quindi, il discorso della Chiesa non è un discorso che stigmatizza, che accusa, ma che apre delle porte luminose, sta a noi nel saperlo ben recepire e ben accogliere.
(Don Giacomo Perego)