Come aiutare chi e’ attratto da una setta

Consigli ai parenti per la relazione di aiuto verso chi e’ a rischio di fascinazione e verso chi ha aderito a un Movimento Religioso Alternativo (MRA)

Avvertenza: questi consigli sono stati maturati ed elaborati in base all’esperienza venticinquennale del GRIS di Roma, fatta “sul campo”, dialogando con dei Testimoni di Geova e leggendo le loro pubblicazioni. Perciò alcuni accorgimenti si riferiscono solo al loro modo di confrontarsi. Ma, poiche’ sette e MRA si copiano vicendevolmente le metodologie, molti di questi consigli sono utili anche per vari tipi di denominazioni.
1)- Pregate prima e dopo di ogni incontro affinche’ lo Spirito Santo ci metta il suo dito. La Bibbia dice che se non è il Signore a costruire la casa invano vi si affaticano i costruttori. Ricordatevi che voi dovete solo “dire” le cose, “convincere” è opera del Padrone dei cuori e delle menti.

2)- Trasformate la difficoltà in opportunità. Ci sono grazie di Dio che entrano in casa “rompendo i vetri”. Potrebbe essere questo il vostro caso, per riscoprire voi stessi, se occorresse, l’importanza dei valori soprannaturali della vostra fede e la bellezza di viverla con impegno.

3)- Escludete assolutamente il ricorso alla violenza: procedimenti coatti per deprogrammare, minacce, rimbrotti, taglio del finanziamento, allontanamento. Quest’ultimo funziona se lo sceglie il soggetto stesso come periodo di prova (e lontano dai nuovi “angeli custodi” occhiuti e giudicanti, sarà più propenso ad esaminare la documentazione che gli offrirete). Se invece l’allontanamento è coatto si crea maggior attaccamento e determinazione.

4)- Provvedetevi di documentazione, studiatela, e ragionateci col soggetto mostrando la vostra veduta, di persona libera da condizionamenti di fascinazione. Evidenziate le enormità, le stranezze, le falsità del movimento, ma facendole scoprire dal soggetto senza dare giudizi vostri.
Usate di preferenza le pubblicazioni che loro accettano (per i TG va bene ogni opera della WT poiché hanno solo pubblicazioni ufficiali). Inutile appigliarsi a studi esegetici. Di fronte ad un pronunciamento ufficiale del “Canale con cui Geova provvede nutrimento al suo popolo”. Meglio esaminare ciò che dice il Canale e arrivare al bivio che fa chiedere: ma quando e in cosa va seguito il Canale? Quando porta l’ordine o quando porta il contrordine? Quale è la dottrina vera: quella prima maniera o quella di adesso? E quale sarà quella di domani?

5)- Dimostrate accoglienza sincera, con parresia. Evitate l’atteggiamento di superiorità e autosufficienza, l’ironia, il ridicolizzare o peggio il sarcasmo. Non atteggiatevi a possessori della verità assoluta. Ridicolizzare il loro credo e la loro scelta è offensivo, ai loro occhi suona come rimprovero di dabbenaggine, sbadataggine, superficialità ecc… Bisogna che tale valutazione se la diano da soli. E questo “miracolo” non succede né subito né facilmente.

6)- Fate scoprire dallo stesso soggetto le incongruenze, le variazioni dottrinali etc… senza imbeccarlo.
Fate in modo che non si sentano giudicati e rimproverati. Nel caso siano mossi da retta intenzione, questo atteggiamento vi taglierebbe fuori senza rimedio perché si sentirebbero superiori a voi che magari vivete nella fede ma un po’ così così! Prediligete l’arte maieutica delle domande, così che la critica avvenga in maniera indiretta, di riflesso, e sorga dal loro stesso giudizio.

7)- Non contrapponetevi mai. Anzi mostrate (e nutrite sinceramente) immutato affetto incondizionato; si tratta dei vostri cari o no? Fate capire al vostro parente che non è abbandonato a se stesso, che non siete indifferenti (menefreghisti) circa il suo avvenire sia sociale-terreno che eterno. Quindi sottolineate ogni volta che è possibile o necessario la differenza di atteggiamento rispetto all’errore-malattia (tolleranza zero) e all’errante-malato (affetto e pazienza). E lodate la sua nuova determinazione di voler progredire nella vita spirituale.

8)- Non banalizzate il problema. Armatevi di pazienza. Rispettate i tempi di maturazione. No alla fretta. Anche se una dottrina fosse oggettivamente risibile, il fatto è che al vostro caro, affascinato come gli innamorati, non appare come tale. Soprattutto se non conosceva la bellezza e il valore della fede che aveva. Fate conoscere ciò che si lascia e fate il confronto con ciò che viene offerto. E fatevi aiutare in questo se voi stessi siete sprovveduti in conoscenza biblica e capacità catechistica.

9)- Si tratta di vedere se il proprio caro si è lasciato conquidere perché è un ricercatore dell’Assoluto, del senso della vita, della spiritualità (tensione retta) o perché si è lasciato abbindolare da promesse mirabolanti di potere, guarigione, arricchimento vario a breve termine. In conclusione dovrà capire che ha scelto il surrogato al caffé che già aveva (ma mal conosciuto) mettendosi quindi a rischio di impoverimento.

10)- Disponetevi a scoprire per voi stessi l’importanza del “caffè” che si ha nella fede cattolica rispetto al surrogato offerto dalle Sètte e MRA, e a rivedere la vostra vita se lo trascuravate. Se non lo fate il parente si sentirà migliore e più fortunato di voi giacché ha scoperto qualcosa che comunque gli riempie la vita, gli offre un senso promettente, gli dà la motivazione. Anche i risultati pratici (cambiamento di condotta) confermano che lui è più IN di voi.

11)- I parenti che fossero contrari solo per paure di danno “terreno” cioè sociale e non per interesse religioso, e/o sperano di risolvere il problema rapidamente e senza fatica personale, devono persuadersi che se non si convertono ad un apprezzamento e alla pratica attiva della vita religiosa non la spunteranno; né il GRIS ha modo di aiutarli poiché noi ci muoviamo direttamente sul piano di fede e solo indirettamente (cioè stimolando le relative competenze) su quello sociale per ciò che loro compete.

Consigli ai parenti per la relazione di aiuto verso chi è a rischio di fascinazione e verso chi ha aderito a un Movimento Religioso Alternativo (MRA)
12)- Non aspettatevi dunque la bacchetta magica che vi risparmi ciò che dovrete fare voi. Né soluzioni facili e a breve termine, né che altri risolvano il problema sostituendosi a quella che è la vostra parte specifica. Il GRIS potrà informare, dare documentazione, venire a dialogare, ma non risolvere a vostro favore ciò per cui il parente boccia il vostro stile di vita e si sente migliore di voi.

13)- Cercate di ottenere le documentazioni di gruppi settari e MRA diversi e mettetele a confronto. Presentatele quando sarà evidente che si copiano a vicenda mentre fanno cadere le cose dal cielo, o dicono che è la Bibbia a parlare ma mostrano vedute differenti su una stessa dottrina biblica, (così che la Bibbia darebbe messaggi differenti!), o infine quando uno stesso MRA autocontraddice la stessa sua dottrina gabellata in passato come divina.

14)- Predisponete una valida critica all’escamotage della “luce crescente” e della “verità attuale” (caso tipicamente geovista). Mostrate cosa ne disse il fondatore Russell, criticandone in sostanza l’attuale intendimento, e fate riflessioni logiche che rendono probabile e congetturale ciò che da loro viene presentato come verità sicura.

15)- Non permettete che, dialogando, svicolino con domande trasversali. Si deve stare al tema stabilito. Inoltre, se è presente il settario, lui ha il dovere di rispondere e noi di fare le domande e deve rispondere a ciò che a noi fa problema, non baloccarsi con ciò che non contestiamo per farci perdere l’attenzione al punto in analisi.

16)- Nell’eventuale dialogo di confronto – da accettare solo dopo accurata preparazione, forniti di documentazione, e dopo aver “digerito” e assimilato l’argomento da trattare, scelto solo su punti contrastabili – non lasciarsi condurre dove vogliono loro. Né sulla scelta delle tematiche da analizzare (programmarle prima) né nel tentativo di passare da un contesto ad un altro. Sarebbe svicolare, eludere qualche difficoltà reale che non sanno gestire e che invece farebbe luce.

17)- Fate toccare con mano che non è vero che qualunque Bibbia va bene. E meglio ancora se lo fate utilizzando una traduzione biblica non cattolica.
Utilizzate quasi esclusivamente i loro testi. Ne hanno fiducia e non possono esimersi di spiegarci il come e il perché di quello che dicono.

18)- Oltre ad evitare ogni aggettivazione negativa, non sbilanciatevi negli apprezzamenti positivi (di ciò che hanno realmente di positivo) perché ciò che dichiarate potrebbe essere usato contro di voi, cioè essere “scelto ereticamente” (àiresis=scelta) disinserito dal contesto e strumentalizzato.

19)- Nei confronti critici fate le cose con estrema gradualità, se avete modo di fare incontri ripetuti. Lasciate alla luce dello Spirito Santo i suoi tempi. Piuttosto che forzare, urtando e provocando chiusura e risentimento, preferire che un discorso resti non fatto, e che si lasci la buona impressione di rispetto e cordiale disinteresse personale. Se invece prevedete che gli incontri non avranno seguito, esibite una buona manciata di “punti dolenti” che almeno possano “rompere il ghiaccio” della loro sicumera e incuriosire.

20)- Utilizzate comunque ogni fronte di “attacco”, cioè ogni genere di contestazioni possibili: falsità bibliche, illogicità, enormità, cambiamenti di dottrina, scelta eretica sia sulla Bibbia che sulle verità scientifiche e storiche, o sulla utilizzazione disonesta di Autori esibiti a conferma ma opportunamente “potati”, ecc… Può accadere che argomenti di per sé gravissimi non vengono percepiti seriamente dal soggetto mentre egli potrebbe dare grande importanza ad altri che noi trascureremmo.

21)- Preferite un contatto vis-à-vis, promettendo che si sarà disposti, in un secondo momento, a fare un incontro anche con presenza di confratelli coadiuvanti. Se sono reticenti a un incontro a tre (voi, il settario, il parente convocante) si ricordi il diritto di par condicio esigito dall’onestà, il parente lo deve accettare così come lo ha accettato quando ha accolto da solo il proclamatore del MRA.

22)- Nel mostrare le prove rivolgetevi di preferenza al convocante facendogliele toccare con mano. E lasciategli eventuali documentazioni in fotocopia, protestando che rispetterete la sua libertà di richiamarci o meno quando vuole e che, anche se si convince che quel MRA è fasullo non per questo ne vogliamo evincere che il cattolicesimo sia la vera fede. Per stabilire questo occorre una ricerca apposita e approfondita.

23)- Mentre al parente darete tutta la documentazione che vuole. Al “settario” invece date fotocopie delle ricerche solo se prevedete che le analizzeranno. Se invece prevedete che le cestineranno o le passeranno agli “anziani senza guardarle”, allora date solo il luogo della citazione in modo che siano incuriositi dal voler vedere che cosa mai ci sarà di tanto sbagliato e cerchino e trovino nella loro stessa biblioteca i passi da voi indicati!

di Sandro Leoni  www.zenit.org