Confessione: la gioia entra nel cuore – Padre Andrea Gasparino

papa-confessioneE’ ora di dirlo e di ripeterlo chiaramente, ripetutamente: non andate a confessarvi se non siete preparati fino al punto da tremare e da temere. Il sacramento è un giudizio. Dobbiamo metterai nelle stesse condizioni di chi sta per attendere il giudizio finale in punto di morte. Quando le disposizioni sono di vero pentimento e di sincero dolore, allora viene Gesù e invece di condannarci, ci assolve. La gioia entra nel cuore. Ma una gioia che viene da un forte dolore e non dalla incoscienza di coloro che ripetono: Non ho peccati, non faccio peccati; e pretendono ricevere il sacramento come se fosse una “benedizione” qualsiasi.

Quei tali sarebbero profanatori del sacramento e non fruitori di grazie.

AIUTA CON UN PICCOLO CONTRIBUTO:

Le ragioni per cui si ragiona così male sono le seguenti:

1) l’oscuramento della coscienza: il peccato non è conosciuto perché si è molto rozzi spiritualmente. I santi tremavano e volevano confessarsi ogni giorno con lacrime amare.

2) Il travisamento del pentimento. Non si ha fede né coscienza del grave male del peccato, anche di quello che erroneamente si chiama piccolo.

Niente è piccolo davanti all’infinita maestà di Dio!

3) La stortura mentale riguardo il perdono. Non ci si rende conto che ognuno di noi è responsabile di molti mali; che può e deve porre rimedio.

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4) L’abitudine a una pratica sacramentale senza vita dovuta a una mentalità deviante sugli effetti del sacramento. Il sacramento non è un atto di magia, ma un gesto divino di infinita misericordia. Raggiunge il suo effetto solo se trova una volontà umana preparata e ben disposta al perdono. Molta gente non scende mai nelle profondità del proprio cuore, ma rimane solo in superficie. Per questo non pesce a vedere il disastro dei peccato.

L’uomo contemporaneo vive sotto la minaccia dell’eclissi totale della coscienza! La cultura del nostro tempo aggredisce spesso la coscienza, la mette a prova, la sconvolge. Si oscura la coscienza e il senso di Dio. Si vive da grandi incoscienti! Chi non riconosce di essere peccatore è un grande incosciente.

Nelle nostre chiese c’è un pullulare di incoscienti e di analfabeti di Dio, anche tra le persone che si credono colte o praticanti.

Sono segni del calo del senso di Dio e dell’analfabetismo religioso:

1) La mancanza di libri seri su Dio nelle comuni librerie.

2) La corsa alle superstizioni (indovini, oroscopi, magie … ). Che vergogna! Non si segue la rivelazione di Dio e si cerca l’irrazionale! Ateismo idiota, direbbe Frossard. Egli prosegue dicendo: “L’ateo idiota è un caso che conosco bene, è il mio caso, l’ho vissuto nella mia giovinezza, ne ho conservato un ricordo abbastanza preciso per descriverlo. L’ateo idiota si riconosce a prima vista. Egli non pone domande, per cui è ben difficile rispondergli. E’ un ateo tranquillo che ha rinunziato a risolvere il lancinante enigma del mondo. E di atei idioti è tutta piena la terra.”

Se scade il senso di Dio, scade paurosamente la voce della coscienza.

In questi decenni abbiamo assistito al crollo di tanti valori. L’anestesia della coscienza si è diffusa paurosamente. Abbiamo assistito, per esempio, al crollo dell’onestà pubblica e della sincerità politica. Casi clamorosi hanno toccato tanti uomini politici che erano circondati da stima universale. Si è rotta la compagine familiare. Una mentalità da sfacelo ha aggredito la famiglia da ogni parte. L’ anestesia della coscienza ha fatto crollare tante famiglie. Droga e alcoolismo; la droga è sommersa dall’alcoolismo. In dieci anni, centomila morti per alcool. Il trenta per cento dei ricoveri in ospedale è connesso con l’abuso di alcool. Negli Stati Uniti d’America, gli alcoolizzati sono dodici milioni; metà sono donne.

Abbiamo assistito al crollo operato dalla violenza: terrorismo, sequestri, piaga sociale che pare non si arresti più. Abbiamo assistito al crollo del rispetto della vita: aborto, eutanasia. E ora anche l’eugenetica minaccia la nostra civiltà.

Se non credessimo all’onnipotenza dello Spirito Santo, il pessimismo ci paralizzerebbe. Chi ha fede non può essere pessimista. C’è una confusione paurosa sul problema del bene e del male. La coscienza non parla più a tanta gente. L’uomo che ha imparato a far tacere la coscienza è capace di ogni delitto. Il grosso problema di oggi è ostinarsi a chiudere gli occhi di fronte al male.

Primo frutto della coscienza è chiamare il bene e il male con il loro vero nome.

“Bada che la luce che è in te non si spenga. Quanto sarebbe grande la tua tenebra!” (Lc 11, 35).

C’E’UN GRANDE MEZZO DI SALVEZZA: IL SACRAMENTO DEL PERDONO!