Consumo ad alto rischio

Per valutare l’impatto del consumo delle sostanze psicoattive sullo stato di salute dei consumatori è necessario disporre di informazioni relative sia alla tipologia delle sostanze assunte sia alla frequenza di assunzione delle stesse, considerando anche gli aspetti legati al policonsumo. Attraverso l’analisi della frequenza d’uso e dell’utilizzo congiunto di sostanze è possibile calcolare gli indicatori Frequency of Use Score (FUS) e Poly-Drug Score (PDS), utili per la stima del danno associato al consumo delle sostanze psicoattive.

I trend 2006-2016 degli indicatori FUS e PDS, calcolati nella popolazione studentesca tra i e 15 e i 19 anni che hanno utilizzato almeno una sostanza psicoattiva nell’ultimo mese (dati ESPAD®Italia), è illustrato nella Figura 3.1.1 (a, b e c) insieme alle percentuali di consumatori negli ultimi 30 giorni. Fino al 2012-2013 si è registrato un aumento degli indici FUS e PDS, e quindi dell’uso dannoso, nonostante la diffusione del consumo sia rimasta sostanzialmente invariata. Dal 2013, tra gli studenti di sesso maschile si è osservato un andamento decrescente sia degli indici FUS e PDS, che della percentuale di consumatori. Tra le studentesse, invece, nell’ultimo anno sono aumentati gli indici, nonostante una stabilità della diffusione del consumo di sostanze psicotrope.

Nel 2010, Van Amsterdam e colleghi hanno definito a livello internazionale un sistema di attribuzione di un punteggio di danno, un “peso”, valutando per ciascuna sostanza gli elementi relativi alla tossicità acuta, a quella cronica e alla dipendenza. Tali punteggi permettevano di misurare la gravità dell’uso di ciascuna sostanza, non considerando però il policonsumo. A partire dai punteggi di Van Amsterdam è stata impostata una metodologia per stimare gli effetti e le conseguenze globali negative che sostanze diverse hanno sulla salute: questi possono essere quantificati attraverso gli indici FUS – Frequency of Use Score e PDS- Poly-Drug Score, che definiscono, rispettivamente, la frequenza globale del consumo delle sostanze e la misura del danno globale che l’assunzione di queste provoca allo stato di salute. Per ogni utilizzatore, il FUS si ottiene sommando le frequenze d’uso di tutte le sostanze usate, mentre il PDS è dato dalla somma “pesata” delle frequenze d’uso di tutte le sostanze consumate, utilizzando come “pesi” i punteggi di Van Amsterdam.

Conseguenze socio sanitarie riconducibili al consumo di sostanze ad alto rischio tra i minori e i giovani: un focus su alcuni aspetti specifici

Per “uso di sostanze ad alto rischio”, così come definito dall’Osservatorio Europeo EMCDDA, si intende l’uso ricorrente di droga che provoca danni reali (conseguenze negative) alla persona (inclusa la dipendenza, ma anche altri problemi sanitari, psicologici o sociali) o che espone la persona al rischio di riportare con alta probabilità tali danni. Si tratta quindi di utilizzatori di droghe con problemi di salute causati del consumo frequente di droghe e dal poli-uso, ma anche di coloro che, per finanziare il proprio uso, commettono azioni criminali. In questo paragrafo viene presentato un focus su alcuni aspetti e comportamenti dei minori riconducibili all’uso ad alto rischio di sostanze, soprattutto per quanto riguarda le tendenze negli ultimi anni.

Relativamente ai soggetti in carico presso i SerD si è scelto di includere anche i 18 e 19enni per favorire la più esaustiva lettura del fenomeno. Ricoveri con diagnosi principale e/o secondarie droga-correlate I dati forniti dall’ISTAT sulle dimissioni ospedaliere relative a ricoveri con diagnosi principale e/o secondarie droga-correlate forniscono altre informazioni importanti in merito alle conseguenze sanitarie dell’uso ad alto rischio di sostanze. Di seguito viene analizzato il dato più recente messo a disposizione dall’ISTAT.  L’andamento dei ricoveri globali è poco crescente nel periodo considerato (+4%), mentre gli andamenti relativi ai minori mostrano un aumento considerevole (<15 anni: +37,5%; 15-17anni: +65%; Minori: +58%). L’aumento percentuale dei minori dal 2013 al 2015 è del 24%.

I minori in carico ai SerD

Dai dati forniti dal Ministero della Salute e dalle Regioni e Province Autonome sui soggetti tossicodipendenti in carico ai SerD è possibile dedurre il coinvolgimento dei minori nell’uso a rischio di sostanze con danni per la salute tanto gravi da ricorrere alla terapia.

Gli andamenti sono sostanzialmente costanti negli ultimi 3 anni considerati e mostrano come ci sia un ritardo tra l’inizio di uso di sostanze e l’inizio di terapia di diversi anni. Le percentuali di minori relative all’inizio di terapia sono, infatti, più basse di quelle relative al primo uso.

Denunce per reati droga correlati

I dati del Ministero dell’Interno – DCSA riguardanti i minori denunciati alle Autorità Giudiziarie per reati droga correlati mostrano un andamento crescente delle denunce di minori per 100 operazioni. L’aumento sul periodo considerato è pari al 16%.

Procedimenti giudiziari per art. 73 del DPR 309/90

Il Ministero della Giustizia è in possesso di informazioni relative ai procedimenti giudiziari aperti ogni anno per art. 73 DPR 309/90. Per questo paragrafo sono stati utilizzati i dati forniti dall’ISTAT sui procedimenti giudiziari a carico dei minori, aggiornati fino al 2014. Il numero di procedimenti dal 2008 al 2014 è aumentato di oltre l’8%, il numero di imputati del 63% e il numero di imputati per procedimento del 50%.

L’uso frequente di sostanze nella popolazione studentesca Attraverso lo studio ESPAD®, condotto dall’istituto di Fisiologia Clinica del CNR, sono stati rilevati dati sulla popolazione studentesca di 15-19 anni che ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva nei 30 giorni antecedenti lo svolgimento dello studio ed è stata rilevata la percentuale di utilizzatori frequenti di sostanze, definiti come consumatori di cannabis che hanno consumato almeno 20 volte nei 30 giorni antecedenti lo studio e, per le altre sostanze, almeno 10 volte.  Come si può osservare, tutte le curve sono mediamente crescenti nel periodo considerato soprattutto per le sostanze come la cocaina e l’eroina, ma anche per gli stimolanti e gli allucinogeni.