Convertiti: le sorprese di Dio del XX secolo

Un poeta francese, ateo e materialista, nemico giurato di Cristo e della Chiesa, che come può sbeffeggia, cerca la pace che la sua vita dissoluta non gli dà in un bosco e, leggendo la Divina Commedia, inizia a dubitare della sue certezze. Si convertirà.

Così come nel cuore di un picchiatore della polizia sovietica fa breccia la testimonianza di una ragazza che incontra più volte consecutivamente nel corso dei suoi raid, con i quali cerca a forza di botte di far desistere i cristiani dalle loro preghiere clandestine. Si convertirà.

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Un filo rosso lega le esperienze di Adolphe Retté e di Sergei Kourdakov a quelle di tanti convertiti famosi del Novecento – André Frossard, figlio del primo segretario del partito comunista francese, lo scrittore Giovanni Papini, il bandito Pietro Cavallero – e di due ebrei che hanno abbracciato Cristo, Edith Stein e il rabbino di Roma Eugenio Zolli. E questo filo rosso è il fatto che non aspettavano Cristo, anche se l’inquietudine del loro cuore ci dice che in fondo lo cercavano, ma era lui ad aspettarli. E pian piano ha fatto breccia.
Queste «storie di conversioni del XX secolo» vengono raccontate dall’arcivescovo prelato di Loreto, Angelo Comastri, nel volume Dov’è il tuo Dio?. Si tratta di una serie di meditazioni che il pastore ha proposto nella sua diocesi durante la scorsa Quaresima e che adesso vengono proposti in un libro interessante anche nella prospettiva dell’Avvento.
In questo contesto, colpiscono particolarmente le storie del poeta Retté e del poliziotto Kourdakov, sia per l’essersi avvicinati alla fede da posizioni davvero “estreme”, sia perché entrambi poco noti. Del primo, infatti, sono usciti in Italia due libri per una piccola editrice, Effatà, che ha pubblicato nel 1999 un’opera post-conversione “A piedi a Lourdes. Cronaca di un pellegrinaggio” e nel 2002 il diario dell’esperienza di cambiamento “Dal diavolo a Dio”.
Del russo è apparsa in italiano l’unica opera “Perdonami, Natasha”  (Elledici, 1986).
A incrinare le certezze di Rettè era stato un giardiniere che lo aveva avvicinato dopo una conferenza, nella quale come al solito lo scrittore (allora piuttosto popolare in Francia) aveva deriso la religione e l’idea di Dio. L’uomo gli chiese come la scienza spieghi, allora, l’inizio del mondo e della vita. Domanda tutta interna al dibattito positivista di allora, che insinua una difficoltà. Dopo l’esperienza nella selva con Dante, un amico letterato lo va a trovare e gli confessa il suo tormento e la sua intenzione di riavvicinarsi alla Chiesa: lui lo investe con una salva di bestemmie e di ragionamenti blasfemi. Difesa scomposta di chi è ormai alle corde. Ma ancora molti passi dovrà compiere la sua anima.

Durante le passeggiate nel bosco di Fontainebleau, affina la sua percezione positiva della Chiesa, finché trasferitosi nel paese di Arbonne non si imbatte nel santuario di Cornebiche e vi prega la Madonna. Da qui la scelta di lasciare la donna con cui ha una relazione e l’inizio a Parigi di un cammino di direzione spirituale.
Più vicina a noi nel tempo la vicenda di Sergei Kourdakov, il «poliziotto catturato da Dio». Nato in Siberia nel 1951 e cresciuto nell’ateismo di Stato, rimane un fervente comunista nonostante i nonni fossero morti in un carestia del 1928 e il papà fucilato nel 1955. La fede gli è estranea. Fa carriera e inizia a conoscerla in modo crudele: dal 1969 è capo di uno squadrone incaricato di reprimere i «religiozniki».

Lui e alcuni del suo gruppo sono colpiti dal fatto di trovare in diverse riunioni sempre la stessa giovane, Natasha Zdanova. “Perché?”, inizia a chiedersi. Legge il Vangelo in samizdat sequestrato alle sue vittime. Poi, in un altra occasione, sta per picchiare una vecchietta, ma si ferma col braccio già alzato: lei sta pregando non per sé e la sua salvezza, come sarebbe naturale, ma per lui, per il suo carnefice.
Come è possibile? Anche qui il cammino è lento, ma una volta presa la decisione non c’è verso di tornare indietro. Sergei deve anche sfidare un regime che non perdona. Nel 1971 si imbarca su un sottomarino spia e ne scappa mentre questo naviga a poche miglia dalla costa canadese. Chiede asilo. E due anni dopo lo trovano morto per un colpo di pistola: ha incarnato perfettamente quel Vangelo appena conosciuto.


 

«Dov’è il tuo Dio?», sette incontri con la fede raccontati dall’arcivescovo prelato di Loreto «Dov’è il tuo Dio?», (Edizioni San Paolo, pagine 142, euro 9,50) è il libro in cui l’arcivescovo prelato di Loreto, Angelo Comastri, racconta le storie di sette conversioni al cristianesimo del XX secolo. Ogni racconto di queste maturazioni alla fede di chi si era precedentemente imbevuto delle più vuote ideologie – classiste o estetizzanti – è preceduto o seguito da intermezzi in cui appaiono altri personaggi dalle storie affini: Carducci, l’ex leader maoista del Sessantotto, Aldo Brandirali, Paul Claudel, Curzio Malaparte, il terrorista Marco Pisetta. Insieme a riferimenti ai gradi convertiti della  storia: Agostino, Paolo, Francesco. Ogni capitolo è concluso da un preghiera.
Gianni Santamaria

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