Credere al Natale (Bruno Ferrero)

credere nataleC’era una volta un uomo che non credeva nel Natale.

Era una persona fedele e generosa con la sua famiglia e corretta nel rapporto con gli altri, però non credeva che Dio si fosse fatto uomo come, secondo quanto afferma la Chiesa, è successo a Natale. Era troppo sincero per far vedere una fede che non aveva.

“Mi dispiace molto, disse una volta a sua moglie che era una credente molto fervorosa, però non riesco a capire che Dio si sia fatto uomo; non ha senso per me.”

Una notte di Natale, sua moglie e i figli andarono in chiesa per la messa di mezzanotte. Lui non volle accompagnarli.

“Se venissi con voi mi sentirei un ipocrita. Preferisco restare a casa. Vi starò ad aspettare.”

Poco dopo la famiglia uscì mentre iniziò a nevicare. Si avvicinò alla finestra e vide come il vento soffiava sempre più forte. “Se è Natale, pensò, meglio che sia bianco”. Tornò alla sua poltrona vicino al fuoco e cominciò a leggere un giornale.

Poco dopo venne interrotto da un rumore seguito da un altro e subito da altri.

Pensò che qualcuno stesse tirando delle palle di neve sulla finestra della sala da pranzo.

Uscì per andare a vedere e vide alcuni passerotti feriti, buttati sulla neve.

La tormenta li aveva colti di sorpresa e, per la disperazione di trovare un rifugio, avevano cercato inutilmente di attraversare i vetri della finestra. “Non posso permettere che queste povere creature muoiano di freddo… però come posso aiutarle?”

Pensò che la stalla dove si trovava il cavallo dei figli sarebbe stato un buon rifugio, velocemente si mise la giacca, gli stivali di gomma e camminò sulla neve fino ad arrivare nella stalla, spalancò le porte e accese la luce. Però i passerotti non entrarono.

“Forse il cibo li attirerà,” pensò.

Tornò a casa per prendere delle briciole di pane e le disseminò sulla neve facendo un piccolo cammino fino alla stalla. Si angustió nel vedere che gli uccelli ignoravano le bricciole e continuavano a muovere le ali disperatamente sulla neve. Cercò di spingerle in stalla camminando intorno a loro e agitando le braccia. Si dispersero nelle diverse parti meno che verso il caldo e illuminato rifugio.

“Mi vedono come un estraneo che fa paura”, pensò. “Non mi viene in mente nulla perché possano fidarsi di me…

Se solo potessi trasformarmi in uccello per pochi minuti, forse riuscirei a salvarli“.

In quel momento le campane della chiesa cominciarono a suonare. L’uomo restò immobile, in silenzio, ascoltando il suono gioioso che annunciava il Natale. Allora si inginocchiò sulla neve:

“Ora si, capisco, sussurò. Ora vedo perché hai dovuto fare tutto questo!”

Ogni anno il Natale ci invita a riscoprire l’incredibile novità della fede cristiana. La fede cristiana non ha il suo fondamento in un sistema dottrinale, ma in un evento storico, la venuta nel nostro mondo di Gesù. Ha voluto diventare uno di noi per convincerci a fare le cose che ci aiutano a salvarci… (come gli uccellini della storia…). Ci ha insegnato la strada della salvezza, il significato ultimo della nostra vita, il senso del dolore… il senso delle cose giuste.

L’amore di Dio per l’uomo si traduce nella decisione di prender la natura umana e condividerne i dolori, le preoccupazioni … tutti i sentimenti che avvertiamo noi.

Al centro del Cristianesimo non c’è il vangelo, ma Gesù Cristo, altrimenti sarebbe come se volessimo trasformare l’amicizia in un insieme di regole per conquistarci la simpatia di una persona.

Le regole faranno un trattato sull’amicizia, ma non faranno l’amicizia. Il vangelo dice cose giustissime, ma è la persona di Gesù che le rende praticabili e convenienti.
Gesù è uno tra i miliardi e miliardi di bambini nati sulla nostra terra, in tutto e per tutto come gli altri, ma unico, perché è venuto a dar significato a tutti gli altri.
Bruno Ferrero