Definizione di Gioco d’Azzardo Patologico

Il Gioco d’Azzardo Patologico rappresenta da sempre l’anello di congiunzione tra le dipendenze da sostanze, sulle quali la conoscenza scientifica ha raggiunto livelli di approfondimento elevatissimi e le nuove dipendenze senza sostanza, evoluzione attuale del fenomeno della dipendenza.

Il Gioco d’Azzardo, con la velocità di espansione degli ultimi anni e la costante attualità delle sue implicazioni ha portato a riflessioni che via via hanno aperto la strada allo studio delle nuove dipendenze senza sostanza.

Negli ultimi anni il Gioco d’Azzardo è diventato infatti oggetto di crescente interesse per coloro che sono impegnati nelle professioni d’aiuto. Come in passato per  le dipendenze da sostanze anche il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) è stato considerato come una malattia mentale e non più come un vizio o una trasgressione. Più precisamente nel 1980 il gioco è stato inserito nella III edizione del DSM e inquadrato nella categoria dei Disturbi del Controllo degli Impulsi, e quindi individuato come disturbo mentale e definito come “un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco che compromette le attività personali, familiari e lavorative” (APA, 1994).

Rispetto al precedente DSM-IV, una modifica apportata che potremmo considerare fondamentale è lo spostamento del gioco d’azzardo patologico nel capitolo delle dipendenze (Substance-Related and Addictive Disorders). Lo spostamento del ‘disturbo da gioco d’azzardo’ (Gambling Disorder), come viene ora denominato nel nuovo Manuale, è l’espressione di un cambiamento epistemologico che riguarda sia il GAP sia le dipendenze nel loro complesso. Dati clinici ed evidenze neurologiche hanno poi supportano l’apparentamento del GAP ai Distrubi da Uso di Sostanze come “Dipendenza Comportamentale”.

Numerose sono tuttavia le analogie tra il GAP ed i Disturbi da Uso di Sostanze dal punto di vista della storia naturale, della fenomenologia clinica, della comorbilità, della risposta al trattamento; si rilevano inoltre importanti analogie nelle basi genetiche e nei meccanismi neurobiologici, in particolare rispetto alla impulsività, al craving ed al deficit dei processi decisionali. Ricerche epidemiologiche e cliniche dimostrano che una percentuale variabile dal 30% al 70% dei giocatori problematici presenta un contemporaneo Disturbo da Uso di Sostanze; d’altra parte soggetti con dipendenza da sostanze o alcol presentano maggiore probabilità di sviluppare problemi legati al gioco d’azzardo. Tale rischio aumenta in presenza di disturbi d’ansia o dell’umore. Tra i soggetti in trattamento per Disturbi da Uso di Sostanze si riscontra una elevata percentuale di giocatori patologici, indipendentemente dal setting e dalla tipologia del trattamento. In un recente studio condotto in Francia su un vasto campione di pazienti in trattamento per problemi legati all’uso di alcol e/o altre sostanze, problemi legati al gioco d’azzardo vengono riscontrati nel 18.5% dei casi. Anche gli scarsi dati italiani confermano la rilevante presenza di GAP tra i soggetti afferenti ai Servizi per le Dipendenze: Baldo e coll riportano il gioco problematico come accompagnato da una maggiore sintomatologia psichica nel 29% degli alcol dipendenti e nel 53% dei Tossicodipendenti seguiti in un SerT del Veneto; un analogo più recente studio riporta percentuali inferiori, ma comunque significativamente alte. La comorbilità gambling/sostanze peggiora l’esito del trattamento sia dal punto di vista del comportamento di addiction che dei sintomi psichici associate.

Se dunque le analogie tra gambling e dipendenze da sostanze e la loro associazione comorbile sono state oggetto di numerosi studi, meno chiara è la dinamica di tale associazione nella presentazione del quadro clinico e nei conseguenti interventi terapeutici.

Rasch e coll. analizzano l’uso di alcol in pazienti che si sottopongono ad un trattamento per GAP; tale uso, che mediamente decresce nell’intero campione sia durante il trattamento che nelle prime settimane dopo il trattamento, al contrario si mantiene a livelli elevati nei soggetti che bevevano di più come baseline ed in coloro che continuano a giocare durante il periodo di trattamento. Questo andamento sembra suggerire la presenza di una “disinibizione” reciproca tra gambling ed uso di alcol, analogamente a quanto avviene nel circuito alcol/cocaine.

In Italia, come in molti altri paesi, il gioco d’azzardo sta incontrando una grande diffusione  cui consegue la crescita dei problemi correlati e dei soggetti “addicted”; a fronte di ciò vi sono importanti difficoltà nello strutturare sistemi di prevenzione e di cura, difficoltà legate alla carenza nelle basi normative, nei processi organizzativi, nella formazione dei professionisti.