Dio non costringe a credere (Bruto Maria Bruti)

La ragione, che è un dono naturale di Dio, crea le condizioni per fidarsi di un Dio nascosto e misterioso che si rivela attraverso gli uomini.

Solo se Dio esiste è plausibile che abbia stabilito un rapporto con gli uomini per rivelare loro delle verità. Solo se Dio esiste è possibile che si sia incarnato in Gesù Cristo.

SE PUOI.... AIUTACI:

Ma la ragione, da sola, mostra molte debolezze che non possono essere superate se non attraverso il sostegno e la guida della fede.

Si può giungere con la ricerca della ragione a riconoscere la necessità dell’esistenza di Dio ma la stessa esistenza di Dio resta una verità che la ragione non può conoscere in maniera immediata e senza fatica.

Non tutti, poi, riescono a percorrere in maniera spedita e corretta gli itinerari filosofici che portano a Dio e anche se riescono a farlo non riescono a mantenere una ferma adesione alle verità che hanno trovato, ne dimenticano i passaggi logici, non riescono ad averne un’evidenza immediata, temono di essersi ingannati.

Altri vengono portati fuori strada per colpa delle argomentazioni contrarie, altri, ancora, perdono le proprie consapevolezze e cominciano a nutrire dubbi o convincimenti contrari sotto la pressione delle tensioni, cioè delle tentazioni che comportano sofferenze morali, psicologiche e fisiche.

Inoltre la ragione non può dimostrare che Dio si è rivelato, non può dimostrare che si è incarnato in Gesù Cristo, né che ha fondato la Chiesa.

************************************ IL TUO 5 per mille PER I POVERI per gli ultimi, per chi e' sfruttato, per difendere la vita sul tuo 730, modello Unico, metti il codice fiscale degli Amici di Lazzaro: 97610280014 ****************  

Per credere in tutto ciò che Dio ha rivelato e anche per essere confermati nella consapevolezza della sua esistenza occorre la fede.

Sulla verità della dottrina cristiana esistono numerosi e convergenti motivi di credibilità, come la perfezione di tale dottrina e la sua piena conservazione attraverso tanti secoli di lotte varie e continue, la santità eminente di tanti che la professarono, l’eroica fortezza dei martiri, la testimonianza degli apostoli, le profezie delle Sacre Scritture sulla nascita e sulla morte di
Gesù: i motivi di credibilità, però, non sono dimostrazioni scientifiche ma prove che si illuminano solo quando vengono guardate con gli occhi della fede.

Per l’azione interiore dello Spirito Santo l’uomo sente il desiderio di credere, sente il bisogno di un appoggio assoluto ma per poter credere l’uomo deve decidere liberamente di affidarsi a Dio che si rivela, di abbandonarsi a Lui e solo allora Dio interviene rendendo effettivo il sostegno della fede.

Quando il cuore dell’uomo si abbandona a Dio, Dio prende l’uomo nelle sue mani e lo sostiene.
Questo sostegno è simile a quello che il nuotatore riceve dall’acqua quando abbandona il suo corpo ad essa: solo nel momento in cui si lascia andare a fondo, solo allora il corpo viene sostenuto e torna a galla da solo.

Dio non costringe l’uomo a credere: Dio agisce sempre in modo “velato ” per rispettare la libertà dell’uomo, affinché l’uomo scelga di cercarlo liberamente.

L’uomo può intuire la vicinanza di Dio solo quando cerca Dio con umiltà, con insistenza, con pazienza, quando guarda con la fede oltre l’apparenza delle cose.

Anche nei miracoli Dio offre abbastanza luce per chi vuole credere ma abbastanza buio per chi non vuole credere. Così è stato sempre.

Dopo il miracolo della resurrezione di Lazzaro, quelli che erano presenti ai fatti si divisero: quelli che vollero credere trovarono abbastanza luce per rafforzare la loro fede e quelli che non vollero credere trovarono motivi per non credere e addirittura per decidere la morte di Gesù ( cfr Gv
11,45-48 ).

Il miracolo è chiaro ma anche oscuro. Per chi lo guarda con l’animo semplice, con l’animo di chi cerca Dio, di chi è consapevole della propria debolezza e della propria insufficienza, è chiaro.

Per chi lo guarda con l’animo orgoglioso e prevenuto, con l’animo di chi rifiuta ogni sottomissione a Dio e vuole cercare la salvezza solo in se stesso e nelle cose del mondo, il miracolo non solo non dice nulla ma, addirittura, può produrre l’effetto contrario: dà fastidio, sconvolge il proprio sistema di vivere e di pensare.

L’ateo che non vuole credere, anche di fronte ad una guarigione improvvisa che non trova spiegazione nella natura, non potendo negare il fatto, attribuisce la causa a forze sconosciute ma tra queste forze sconosciute rifiuta orgogliosamente di fare posto a Dio, anche semplicemente a titolo di ipotesi.

Dio si lascia trovare solo da chi lo cerca con l’animo semplice ed umile di un bambino: – se non sarete come bambini non entrerete nel regno dei cieli -, dice Gesù.

Nella parabola del povero Lazzaro ( che è stato privato di ogni bene, anche del bene della salute, ma ha preferito Dio ad ogni altra cosa, compresa la sua vita) Gesù racconta che un uomo ricco ma superbo, che è stato lontano da Dio con il cuore e con le opere, è andato all’inferno e dall’inferno supplica Abramo di mandare sulla terra le anime dei morti per avvertire i suoi fratelli dell’esistenza di Dio e dell’altra vita affinché si ravvedano. Ma Abramo si rifiuta di fare questo e Gesù fa dire ad Abramo queste significative parole:

– se non ascoltano le parole di Mosé e dei profeti non si lasceranno convincere neppure se uno risorge dai morti – ( Lc 16,31 ).

( Bruto Maria Bruti )