È tempo di fermarci: ridiventiamo umani!

Problema importante. Prova: proteggere il pianeta, ricuperare la Terra, senza ricuperare l’Uomo, è come restaurare la reggia e, nello stesso tempo, uccidere il re! Problema urgente.

Siamo allo scardinamento dell’umano. Ecco: siamo arrivati al punto di dover spiegare ai ragazzi che non è lecito bruciare un barbone dopo averlo cosparso di benzina; che non è bene sgozzare il compagno di banco… Davvero: l’uomo è l’unico animale che può diventare bestia! Non è tempo di fermarci?

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Se uomini si nasce, umani si diventa. E abbiamo la via più sicura della nostra umanizzazione. La via proposta è Cristo, “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Una via che ha tutte le carte in regola per essere sostenuta a voce alta. È Cristo, infatti, il prototipo dell’Uomo, è lui il miglior successo della nostra specie, l’Uomo perfetto. Potremmo tranquillamente provare che se non tutti promuovono Cristo all’esame di divinità, tutti lo promuovono all’esame di umanità. Tre sole testimonianze. “Da Cristo in giù è solo pianura” ha dichiarato lo stesso filosofo ateo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900). Il nostro famoso giurista Norberto Bobbio (1909-2004) aggiunge: “Per un non credente come me, Gesù resta un esempio, forse il più grande esempio, che la storia umana a noi nota, ci abbia dato di grandezza morale”. Il giudizio più alto e sorprendente ci pare, comunque, quello di uno dei massimi scrittori russi Feodor Dostoevskij (1821-81): “Io credo che non esiste niente di più bello, di più profondo, di più virile, di più perfetto del Cristo. Non esiste e non può esistere!”. La speranza è che proprio Cristo non venga fatto annegare sotto una cascata di parole. Il sogno è che tutti noi che prendiamo il nome da Cristo ci convinciamo, finalmente, che è impossibile dirci cristiani se la nostra vita non fa sentire il profumo dell’Uomo umano.

Pino Pellegrino dal Bollettino Salesiano