Eucarestia, comunione con Dio (Bruto Maria Bruti)

sacramentI Pagani credevano che l’Eucaristia fosse un atto di cannibalismo I giacobini accusavano i cristiani di cannibalismo e anche Marx riteneva che l’Eucaristia fosse un rito di antropofagia.

Anche oggi i Mussulmani credono che l’eucaristia sia una forma di sacrilego cannibalismo.

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Scrive J. Ratzinger che nell’Eucaristia noi non mastichiamo la carne, come farebbero dei cannibali ma nello stesso tempo non ci comunichiamo con un simbolo ( cfr J. Ratzinger, Il Dio vicino, L’eucaristia cuore della vita cristiana, San Paolo 2003, pp.86-87 ).

“” Nel caso del cibo comune accade (..) che l’uomo sia il più forte.

Egli assume delle cose e queste vengono a lui assimilate, così da divenire parte della sua sostanza. Vengono trasformate in lui e costruiscono la sua esistenza corporea. Ma nel rapporto con Cristo avviene il contrario; il centro è lui (…). Quando ci comunichiamo con verità, significa che veniamo fatti uscire da noi stessi e assimilati a lui, che diventiamo una cosa sola con lui e per mezzo di lui con la comunità dei fratelli.

(…) Questo è il mio corpo significa (…) tutta la mia persona presente nel mio corpo” (ivi, pp. 79-80 ): il Signore si impadronisce del pane e cambia il vero, profondo fondamento del suo essere. Il pane eucaristico viene innalzato a un nuovo ordine, e diventa profondamente altro ( cfr ivi, pp.87-89).

Dice Ratzinger che si tratta della persona del risorto: Gesù nel discorso eucaristico mette insieme eucaristia e risurrezione.

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Gesù potè risorgere e per questo è risorto ” perché come Figlio e come colui che ama sulla croce, è divenuto partecipazione totale di se stesso. Essere risorto significa essere comunicabile; significa essere colui che è aperto, che dona se stesso.” ( ivi, pp.82-83 ).

Le parole di Cristo, che promettono di dare la sua carne da mangiare, devono intendersi in senso spirituale; il che non vuol dire in senso simbolico. Ecco perché, nel discorso eucaristico, Gesù dice: ” Le parole che io vi ho dette sono spirito e vita”.

Perché riguardano una proprietà spirituale e gli effetti spirituali sulla nostra carne: promettono il pane di vita, di una vita spirituale che si ripercuote sulla carne, una nuova vita che non ha niente in comune con quella che abbiamo dalla natura e che è inaccessibile all’esperienza dei sensi: con l’Eucaristia il Risorto ci unisce a Lui e noi incontriamo il Dio vivente perché in lui abita la pienezza della Vita divina.

I monaci di Cluny, intorno all’anno mille, quando si accostavano alla comunione, si toglievano le calzature.

Sapevano che qui c’è il roveto ardente, qui è presente il mistero davanti al quale Mosé era caduto in ginocchio sulla sabbia.

Per questo Gesù dice: ” è lo spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla” ( Gv. 6,64 ).

Tale frase va intesa in questo senso: è lo Spirito di Dio che dà la vita eterna, la carne, da sola, non può darsi la vita eterna.

Infatti, nella traduzione interconfessionale in lingua corrente, il v.64 viene tradotto in questo modo: ” Soltanto lo Spirito di Dio dà la vita, l’uomo da solo non può fare nulla”.

( Bruto Maria Bruti )