I danni del matrimonio precoce

Nascita, matrimonio e morte sono i tre eventi principali nella vita della maggior parte degli esseri umani. Ma solo uno di essi, il matrimonio, è determinato da una scelta. Il diritto di esercitare questa scelta veniva riconosciuto dalla legge già all’epoca dei romani, e da tempo è stato sancito dagli strumenti giuridici internazionali dei diritti dell’uomo.
Eppure, molte adolescenti, ed un numero minore di adolescenti, vengono costretti a sposarsi senza poter esercitare il loro diritto di scelta.

Alcune vengono costrette a sposarsi ad un’età molto precoce. Altre sono semplicemente troppo giovani per poter prendere una decisione consapevole su chi sposano o sulle implicazioni dell’unione matrimoniale. È magari anche possibile che esse abbiano espresso quello che secondo la tradizione o la legge può passare come un loro “consenso”, ma in realtà il consenso al vincolo matrimoniale è stato dato da altri per loro. Si presuppone che, una volta sposata, un’adolescente divenga una donna, anche se ha solo 12 anni.

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Allo stesso modo, quando un ragazzo viene fatto sposare, egli diventa un uomo e deve metter via le cose dell’infanzia. Anche se in generale l’età alla quale ci si sposa è in progressivo aumento, il matrimonio precoce, cioè il matrimonio di bambini e di adolescenti
al di sotto dei 18 anni, è una pratica ancora molto diffusa.
Il matrimonio precoce assume molte forme diverse ed ha molteplici cause, ma un aspetto predomina sugli altri: che venga imposto ad una ragazza oppure ad un ragazzo, si tratta comunque di una violazione dei suoi diritti umani. Il diritto di acconsentire liberamente e pienamente al proprio matrimonio viene riconosciuto
dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (UDHR) del 1948 ed in molti successivi strumenti per i diritti umani.

Ma il consenso non può essere “libero e pieno” quando almeno uno dei nubendi è decisamente immaturo. Per gli adolescenti, sia femmine che maschi, il matrimonio precoce ha profonde ripercussioni fisiche, intellettuali, psicologiche ed emozionali.
Esso annienta le opportunità formative e le possibilità di crescita personale. Per le ragazze, inoltre, comporta quasi sicuramente una gravidanza ed un parto precoci, e con ogni probabilità un’intera vita di sottomissione domestica e sessuale, sulla quale esse non avranno nessun controllo. Eppure, in molte società, soprattutto in Africa e in Asia meridionale, è ancora radicata l’idea che le bambine si debbano sposare al raggiungimento della pubertà oppure subito dopo. In genere lo sposo ha qualche anno più della sposa, ma succede anche che abbia il doppio della sua età. I genitori ed i capifamiglia compiono le scelte coniugali per le figlie ed i figli, senza tenere in considerazione le implicazioni personali. Nel matrimonio, essi vedono una strategia per rafforzare la famiglia, una forma di transazione economica, o anche un modo per proteggere le bambine da indesiderati approcci sessuali.