Il giardino della giovinezza che il mondo non conosce

Ricordate quel milione di giovani, per l’anno santo del 2000, a Roma, attorno a papa Wojtyla? Cantavano “Jesus Christ, you are my life”. I giornali laici li sbeffeggiarono dicendo che in realtà quella era una fede di facciata, superficiale.

Era vero? Che ne è di loro?

Chiara Corbella è la risposta. La sua storia sta commuovendo il mondo. Chiara è una bella ragazza nata a Roma nel 1984. La sua famiglia, credente, frequenta il “Rinnovamento carismatico cattolico” in cui anche lei è cresciuta.

A 18 anni, nel 2002, durante un pellegrinaggio a Medjugorje, conosce Enrico, si innamora e dopo pochi mesi sono fidanzati.

E’ un rapporto vivace e turbolento, fatto pure di rotture, stando al suo racconto. La vicinanza dei frati francescani aiuta i due giovani a fare le scelte decisive.

Si sposano il 21 settembre 2008 ad Assisi. Presto Chiara si trova incinta. Ma qui accade il primo dramma. Maria, la bambina che porta in grembo, ha una grave malformazione per la quale non potrà vivere al di là della nascita.

Chiara ed Enrico decidono egualmente di accoglierla, anzi con un amore più grande, sebbene molti si stupissero e suggerissero un aborto terapeutico.

La bambina nasce, ma muore dopo trenta minuti. Quel giorno Chiara disse ai suoi che non importava la durata di una vita: per lei quella mezz’ora con sua figlia era stata uno dei doni più preziosi della sua esistenza.

“Ho pensato alla Madonna” ricorda Chiara “anche a lei il Signore aveva donato un Figlio che non era per lei, che sarebbe morto e lei avrebbe dovuto vederlo morire sotto la croce. Questa cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non potevo pretendere di capire tutto e subito e forse il Signore aveva un progetto che io non riuscivo a comprendere”.

Presto arriva una seconda gravidanza. Incredibilmente anche stavolta si annunciano malformazioni gravi e i due giovani si preparano egualmente ad accogliere Davide come il loro bimbo amato.

Poi si scopre che anche lui non avrebbe potuto sopravvivere dopo la nascita.

Più avanti, nel gennaio 2011, Chiara, in un incontro pubblico dirà: “Il Signore ha voluto donarci dei figli speciali, Maria e Davide, ma ci ha chiesto di accompagnarli soltanto fino alla nascita. Ci ha permesso di abbracciarli, battezzarli e consegnarli nelle mani del Padre in una serenità e gioia sconvolgenti”.

Quel giorno aggiunse una cosa che sconvolse tutti, una nuova gravidanza e una diagnosi di tumore per lei:

“Ora ci ha affidato questo terzo figlio, Francesco che sta bene e nascerà tra poco, ma ci ha chiesto anche di continuare a fidarci di Lui, nonostante un tumore che ho scoperto poche settimane fa che cerca di metterci paura del futuro. Ma noi continuiamo a credere che Dio farà anche questa volta cose grandi”.

Il piccolo Francesco è nato sano nel maggio del 2011. Chiara – per non perdere il figlio – ha deciso di non curarsi come il carcinoma richiedeva. Solo dopo il parto ha affrontato l’operazione e le dolorose chemioterapie, nella speranza di essere ancora in tempo.

Invece il mercoledì santo di quest’anno ha saputo dai medici che il tumore aveva vinto e lei era in pratica una malata terminale. Chiara è morta a 28 anni il 13 giugno di quest’anno. In una lettera al suo piccolo Francesco ha scritto: “Vado in cielo ad occuparmi di Maria e Davide e tu rimani con il papà. Io da lì prego per voi”.

Poco prima della “nascita al cielo” Chiara ha ringraziato: “Vi voglio bene! A tutti!”.

Il funerale non è stato un funerale. C’erano più di mille persone. C’era la foto del bel volto di Chiara la quale ha voluto che a ciascuno fosse dato il segno di una vita che comincia: infatti tutti hanno avuto un vasetto con una pianticina.

Il cardinale Vallini, Vicario del Papa, ha detto: “abbiamo una nuova Gianna Beretta Molla”.

Si riferiva alla giovane dottoressa morta nel 1962 e canonizzata nel 2004 da Giovanni Paolo II. Anche lei, incinta, avendo scoperto un tumore all’utero, rifiutò le cure che avrebbero fatto male al bambino che portava in grembo e dopo il parto morì.

Un paragone impressionante. Chiara è proprio una ragazza dei nostri giorni. Su Youtube c’è un filmato di venti minuti dove, col suo simpatico accento romano, racconta l’inizio della sua vicenda.

A un certo punto dice: “Il Signore mette la verità dentro ognuno di noi, non c’è possibilità di fraintendere”.

Il marito Enrico, richiesto di spiegare oggi queste parole di Chiara, ha detto:

“Quella frase si riferisce al fatto che il mondo di oggi, secondo noi, ti propone delle scelte sbagliate di fronte all’aborto, di fronte a un bimbo malato, di fronte a un anziano terminale, magari con l’eutanasia…

Il Signore risponde con questa nostra storia che un po’ si è scritta da sola: noi siamo stati un po’ spettatori di noi stessi, in questi anni. Risponde a tante domande che sono di una profondità incredibile.

Il Signore, però, risponde sempre molto chiaramente: siamo noi che amiamo filosofeggiare sulla vita, su chi l’ha creata, e quindi alla fine ci confondiamo da soli volendo diventare un po’ padroni della vita e cercando di sfuggire dalla Croce che il Signore ci dona. In realtà” ha continuato Enrico “questa Croce, se la vivi con Cristo, non è brutta come sembra.

Se ti fidi di Lui, scopri che in questo fuoco, in questa Croce non bruci e che nel dolore c’è la pace e nella morte c’è la gioia”.

Poi ha detto:

“Quando vedevo Chiara che stava per morire, ero ovviamente molto scosso. Quindi ho preso coraggio e poche ore prima gliel’ho chiesto.

Le ho detto: ‘Chiara, amore mio, ma questa croce è veramente dolce come dice il Signore?’. Lei mi ha guardato, mi ha sorriso e con un filo di voce mi ha detto: ‘Sì, Enrico, è molto dolce’. Così, tutta la famiglia, noi non abbiamo visto morire Chiara serena: l’abbiamo visto morire felice, che è tutta un’altra cosa”.

Il padre di Chiara, Roberto, imprenditore, che aveva un incarico in Confindustria, quando ha saputo che le chemio per la figlia non avevano dato risultato positivo, ha scritto una lettera con la quale annunciava di ritirarsi da quell’incarico per stare più vicino alla famiglia “ma anche per fare una scelta di vita: aiutare il prossimo”.

In una toccante testimonianza a TV2000 (anch’essa reperibile su Youtube) ha raccontato che, paradossalmente, quando, a Pasqua, hanno saputo che non c’era più niente da fare è iniziato “un periodo splendido per la nostra famiglia… abbiamo vissuto insieme come mai… tutti uniti per cercare salvezza di Chiara… che stando alle sue parole è avvenuto in maniera diversa”.

Il signor Roberto ha sussurrato: “ho imparato da mia figlia che non conta la durata di una vita, ma come la viviamo. Ho capito da lei in un anno più di quanto avevo capito nella mia intera esistenza e non posso sprecare questo insegnamento”.

Poi ha ricordato che Chiara, vivendo “vicissitudini che avrebbero messe al tappeto chiunque, non ha subito, ma ha accettato. Lei si fidava totalmente. Era certa che se il Signore le dava da vivere una cosa voleva dire che era la cosa giusta”.

Chiara suonava il violino e amava ripetere: “siamo nati e non moriremo mai più”.

C’è un giardino nel mondo dove fioriscono queste meraviglie. Dove accadono cose stupende, inimmaginabili altrove. E’ la Chiesa di Dio. Nessuno dei potenti e dei sapienti lo conosce.

Per loro e per i loro giornali la Chiesa è tutt’altro. I giornali strapazzano il Vaticano e Benedetto XVI per Vatileaks. I riflettori dei media sono tutti per i Mancuso, i don Gallo, gli Enzo Bianchi. O per ecclesiastici da loro ritenuti “moderni”.

Ma nel luminoso giardino di Dio, che Benedetto XVI ama e irriga, fioriscono silenziosamente giovani come Chiara. Non solo nelle terre dove il nome cristiano è bandito come il Pakistan, la Cina, Cuba o l’Arabia Saudita. Ma anche tra noi.

In quel giardino Gesù passa davvero, affascina e chiama anche questa generazione e noi vediamo i figli diventare gli amici del Salvatore del mondo. Sono invisibili ai media, ma grandi agli occhi di Dio.
di Antonio Socci

3 commenti su “Il giardino della giovinezza che il mondo non conosce”

  1. Remember that million of young people, for the Holy Year of 2000, in Rome, around Pope John Paul II? They sang “Jesus Christ, you are my life”. The secular newspapers mocked them, saying that in fact that was a faith of façade, kind of shallow faith.
    Was it true? What has become of them?
    Chiara Corbella is the answer. Her story is moving the world. Chiara is a beautiful girl born in Rome in 1984. His family, all believers, attended the “Catholic Charismatic Renewal”, in which she grew up.
    At age 18, in 2002, during a pilgrimage to Medjugorje, she knows Enrico, falls in love with him and got engaged a few months later.
    It’s a vibrant and turbulent relationship, with break-ups as well, according to his story. The proximity of the two Franciscan friars helps the young couple to make crucial choices.
    So, they got married in September 21-2008 in Assisi. Soon Chiara gets pregnant. But then the first drama occurs. Maria, the child in her womb, has a severe deformity for which she could not live beyond her birth.
    Chiara and Enrico decide to accept this challenge, even with a greater love, although many were surprised and suggested to go through a therapeutic abortion.
    After only thirty minutes since the child was born she died. That day Chiara told her parents that no matter how long a life is: the half an hour with her daughter had been one of the most precious gifts of its existence.
    “I thought about Holy Mary” recalls Chiara “to her the Lord had given a son that was not really for her, that he would have died early and that she would have seen him dying on the cross. This thing made me think that perhaps I could not expect to understand everything immediately and maybe the Lord had a plan that I could not understand. ”
    Soon comes a second pregnancy. Amazingly, once again the doctors announce major malformations for the child, but the young couple is still willing to welcome Davide as their beloved child.
    Unfortunately, it turns out that he could not survive after birth.
    Later, in January 2011, Chiara, in a public meeting will say: “The Lord wanted to give us two special children, Maria and Davide, but He asked us to accompany them only until their birth. He allowed us to hug them, baptize them and deliver them into the hands of the Father in a shocking serenity and joy. ”
    That day added something that shocked everyone, a new pregnancy and a diagnosis of cancer for her:
    “Now He gave us this third son, Francesco, who is healthy and will be born soon, but asked us also to continue to trust him, despite a tumor that I discovered to have a few weeks ago and that tries to scare us. But we continue to believe that God will do great things also this time. ”
    The little Francesco was born healthy in May 2011. Chiara – not to lose his son – has decided to postpone her cures, despite her carcinoma. Only after childbirth she has addressed the operation and the painful chemotherapy, hoping to still be on time.
    However, in the past Holy Wednesday, she had been informed by doctors that the tumor had won and that she got basically to a terminal illness. Chiara died at age 28 on June 13th of this year. In a letter to his little Francesco she wrote: “I’m going to Heaven to take care of Maria and Davide and you stay with dad. I pray for you from there. ”
    Shortly before the “birth in heaven” Chiara thanked: “I love you all! ”
    The funeral was not a funeral. There were more than a thousand people. There was a photo of the beautiful face of Chiara, who wanted that everybody would bring the sign of a new life beginning, so everyone was given a pot with a little new born plant.
    The Cardinal Vallini, Vicar of the Pope, said: “We have a new Gianna Beretta Molla.”
    He was referring to the young doctor who died in 1962 and canonized in 2004 by Pope John Paul II. Gianna as well, by the time she got pregnant, was diagnosed with a uterine cancer, but she refused the treatment that would hurt the baby in her womb, so after the baby’s birth she died.
    An impressive comparison. Chiara is just a today’s girl. On Youtube there is a twenty-minute movie where, with his nice Roman accent, tells the beginning of his story (http://www.youtube.com/watch?v=ZpHOO3IU6Zc , in Italian).
    In the movie at one point she says: “The Lord puts the truth within each of us, there is no possibility of misunderstanding.”
    Her husband Enrico, when later asked to explain Chiara’s words, said:
    “That phrase refers to the fact that the world today, in our opinion, leads you to make some very bad choices when it comes to abortion, a sick new born child, or a terminal sickness making you think that euthanasia is the right choice…
    The Lord replies with our story that wrote itself: we were a bit’ of spectators of ourselves, in these years. He answers many questions that are of an incredible depth.
    The Lord, however, always responds very clearly: we are the ones who love philosophizing about life, about who created it, and so in the end we get confused wanting to become a bit ‘masters of life’ and trying to escape from the Cross that the Lord gives us. “In fact”, continued Enrico, “this Cross, if you live with Christ, it is not as bad as it seems”.
    If you trust Him, you discover that this fire does not burn in this cross, that in pain there is peace and there is joy in death.”
    Then he said:
    “When I saw that Chiara was dying, I was obviously very shaken. So I took courage and asked her a few hours before.
    I asked, ‘Chiara, my love, is this cross really sweet as the Lord says?’. She looked at me, smiled at me and in a faint voice she said to me: ‘Yes, Henry, is very sweet’. So we, the whole family, we have not seen Chiara dying just serene: we have seen her dying happy! And this is the very best thing you can get in times like these.”
    Chiara’s father, Roberto, a businessman, who had an assignment in Confindustria, when he learned that the chemo for her daughter was not given a satisfactory result, wrote a letter in which he announced to withdraw from that position to be closer to the family “but also to make a choice in life: to help others.”
    In a moving testimony to TV2000 (also available on YouTube), he said that, paradoxically, when at Easter they knew that there was nothing left to do “a wonderful time for our family has just begun… we lived together like never before… all close to each-other and willing to deamand salvation for Chiara…” that, according to his words “took place in a different way. ”
    Mr. Roberto whispered: “I learned from my daughter that does not count the length of a life, but how we live. I understood from her in a year more than I realized in my entire life and I cannot let this teaching to be unheard.”
    Then he remembered that Chiara, experiencing “ups and downs that would put anyone K.O., she did not suffered from it, but rather she accepted it. She trusted in God completely. She was certain that if the Lord gave her to live in such way, then it meant that was the right way to live. ”
    Chiara played the violin and loved to say: “we were born and will never die again.”
    There is a garden in the world where these wonders grow. Where great things happen, unimaginable elsewhere. It’s God’s Church. None of the “powerful” and “wise” men knows it.
    Instead, according to them and to their newspapers, the Church is something else. The newspapers judge the Vatican and Pope Benedict XVI for Vatileaks. The spotlight of the media are all for Mancuso, the Don Gallo, the Enzo Bianchi. Or to church they consider to be “modern.”
    But in the bright garden of God, loved and irrigated by Benedict XVI, flourish silently young people as Chiara. Not only in the lands where the Christian name is banned such as Pakistan, China, Cuba and Saudi Arabia. But even among us.
    In this garden Jesus really passes by among us, and He fascinates and calls this generation, and we see the children become friends of the Saviour of the world. They are invisible to the media, but big in God’s eyes.

  2. Leggendo la storia di Chiara è stato impossibile trattenere il fiume di lacrime che hanno rigato il mio viso ed hanno offuscato persino la lettura. E’ stato un momento molto forte della mia giornata. Alla bellissima creatura di Dio di nome Chiara chiedo di pregare per le tutte anime che amano il Signore, tali da renderle sempre più innamorate di Dio soprattutto nella sofferenza, una condizione umana che terrorizza, inquieta, impaurisce, destabilizza. Chiara è stata il contrario di tutto questo perché ha affrontato con coraggio la sua sofferenza trasformandola come un grande dono da offrire al suo Signore. Ora è li, che siede alla Sua Destra, gioisce con i suoi bambini e governa su tutti quelli che la invocano. Interessante anche la figura del papà di Chiara al quale rivolgo un grazie di tutto cuore. angela

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