Il paradiso cristiano (Bruto Maria Bruti)

Heaven1Il Paradiso e l’identità personale

Il cristiano crede che nel Paradiso definitivo ci sarà, per gli uomini e per le donne, la resurrezione del loro corpo, lo stesso corpo, la stessa identità, la stessa differenza sessuale, ma un corpo glorioso, senza imperfezioni, con tutte le capacità adeguate alla personalità di ognuno.

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L’uomo ha per volontà di Dio una sua individualità che tale rimane in eterno. Pertanto non è mai possibile un assorbimento dell’io umano nell’io divino, neppure in Paradiso.

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Tutti gli esseri umani, che hanno per volontà di Dio una loro individualità, hanno bisogno di sentirsi completi e appagati totalmente, tutti hanno bisogno di questa pienezza, tutti hanno bisogno di essere riempiti da Dio ma nessuno è un “recipiente” con le stesse capacità di un altro: il Paradiso è proprio quella condizione in cui ognuno avrà tutto ciò che basta per lui.
UNICUIQUE SUUM ( a ciascuno ciò che gli spetta), ma con la completa assenza dell’invidia, dell’orgoglio e con l’assoluta presenza dell’umiltà: l’umiltà è quella virtù che ci fa amare la superiorità infinita di Dio e la superiorità limitata di coloro che Dio ha posto al di sopra di noi

Il Paradiso è il Regno dell’Armonia.

Il Paradiso cristiano è il Regno dell’ARMONIA non dell’EGUALITARISMO.

L’armonia e’ l’unita’ nella diversita’ che nasce dall’analogia dell’essere.
Per analogia si deve intendere la stessa – perfezione – presente in modo diverso in piu’ realta’. Gli angeli, per esempio, presentano una maggiore analogia con Dio e alcuni angeli piu’ degli altri. Tanto tra gli angeli quanto tra gli uomini, Dio ha stabilito la disuguaglianza armonica delle creature e la loro disposizione gerarchica.

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In Paradiso esistono tre gerarchie angeliche, in ogni gerarchia ci sono tre ordini ( CFr Summa teologica, q.108). Diversi sono in cielo i gradi di beatitudine( CFR Summa Teologica q.93, a.2 e 3 ).

Il nucleo più profondo di cui tutte le cose sono fatte è l’ESSERE.

L’ESSERE è ” ciò che fa che le cose siano “. Tutte le cose sono fatte di
ESSERE.

Infatti se le cose non fossero fatte di ESSERE sarebbero fatte di nulla e quindi non esisterebbero. Ogni cosa, ogni ente, ha l’essere ma non è l’ESSERE ASSOLUTO, lo riceve solo in parte. Ciò che l’esperienza mostra non è l’ESSERE, ma un insieme di ENTI, cioè di realtà che hanno l’Essere.

L’ESSERE, vale a dire ” ciò per cui le cose sono “, non è IDENTICO in tutte le cose, ma si realizza in modo ANALOGO. Dio è infinitamente al di sopra di tutto ciò che esiste e però tutte le cose create assomigliano a Dio perché ricevono in parte qualche cosa che è nella mente di Dio così come il quadro di un pittore riceve in parte qualche cosa che è nella mente del pittore. Dio contempla la sua infinita essenza e scorge in essa infinite possibilità di imitazione e di riproduzione.

I legami familiari e di vera amicizia, in Paradiso, non verranno distrutti in un magma egualitario e indistinto, ma saranno purificati da ogni imperfezione e parteciperanno, come le singole parti di un organismo, all’armonia del tutto, senza le divisioni, le invidie, le gelosie e le cattiverie che hanno turbato la convivenza terrena.

L’amore di amicizia è un amore gerarchico: Dio viene amato più di noi stessi e più di ogni altro essere.

Dopo Dio amiamo noi stessi e poi il prossimo come noi stessi e all’interno del prossimo amiamo con una perfezione particolare, dovuta all’affinità e all’analogia da Dio stesso volute, i nostri familiari e i nostri amici.

Il Paradiso e la relazione sessuale

Jurg Willi, direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Zurigo e docente di psichiatria e psicoterapia, dice che in ogni essere umano è presente il desiderio di potersi abbandonare nel completo godimento di un eterno abbraccio: si tratta del desiderio di realizzare il perfetto abbandono nell’amore.

Nella vita il perfetto abbandono nell’amore si limita solo ad alcuni momenti di felicità che sono impossibili da prolungare e conservare.

Nel periodo che caratterizza l’innamoramento, per esempio, si crea un clima d’intenso entusiasmo affettivo in cui gli innamorati sperimentano la sensazione momentanea del perfetto abbandono nell’amore, la sensazione di un’accettazione incondizionata e totale al di là dell’io e del tu, del tempo e dello spazio: non si tratta dell’assoluto ma di una finestra da cui si può intravedere la trascendenza.

Questo tipo d’amore, inizialmente, non conosce altro bisogno se non quello di stare insieme, ma si tratta di un periodo che ha una durata limitata e che precede lo sforzo quotidiano per la riuscita del rapporto.

Per Jurg Willi, l’aspirazione al perfetto abbandono nell’amore ha il carattere archetipico dell’unione mistica: è il desiderio di uno stato originario in cui ci si fonde liberamente in un tutto più vasto, si fa parte di qualcosa che tutto comprende.

Nell’inconscio di ogni essere umano, all’origine del desiderio d’amore c’è il desiderio di Dio. In questa vita, infatti, il perfetto abbandono nell’amore si limita ad alcuni momenti impossibili da prolungare e conservare: ogni amore umano è, per sua natura, limitato, imperfetto, soggetto alla delusione, incapace di riempire completamente il cuore dell’uomo.

( cfr Jurg Willi, Che cosa tiene insieme le coppie, Arnoldo Mondadori editore, Milano 1992, traduzione di Paola Massardo e Palma Severi, pp.20-24

S. Agostino, che, prima della conversione, confessava di non poter dormire in un letto senza una donna, scrive :”- Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore sarà irrequieto fin quando non si abbandonerà in Te-“.

La dottrina della Chiesa Cattolica ricorda che il bisogno di un amore assoluto e perfetto troverà soluzione e appagamento soltanto nella vita del mondo che verrà perché solo l’unione con Dio farà nascere nell’uomo un amore di tale profondità in grado di soddisfare ogni bisogno ed in grado di rendere inutile la stessa necessità della relazione sessuale: solo la perfetta comunione con Dio realizzerà la perfetta comunione con se stessi e con gli altri.

Per questo Nostro Signore Gesù Cristo rivela che: – alla risurrezione…. non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo-

( Mt 22,30; cfr Giovanni Paolo II, Uomo e donna lo creò, catechesi sull’amore umano, Città nuova editrice e Libreria editrice Vaticana, Roma 1985, capitolo 68 ).

Scrive il cardinale Joseph Ratzinger:” Il corpo è limite, che ci rende non trasparenti, impenetrabili, gli uni per gli altri, che mette gli uni accanto agli altri e ci impedisce di vederci e di toccarci nel profondo. (.) Non possiamo guardare negli altri; la corporeità nasconde la loro interiorità, che ci resta nascosta; anzi, proprio per questo anche noi siamo estranei a noi stessi. Non vediamo infatti in noi stessi, nel profondo di noi stessi.
(.) Risurrezione significa, molto semplicemente, che il corpo cessa di esistere come limite e che ciò che in esso è comunione rimane””

( Joseph Ratzinger, Il Dio vicino, L’eucaristia, cuore della vita cristiana, San Paolo, Cinisello Balsamo- Milano- 2003, pp 81-82 ).

( Bruto Maria Bruti )