Capire l’Internet-Addiction. Una dipendenza invisibile

La dipendenza da internet o le dipendenze da internet?
La dipendenza da Internet, conosciuta anche come dipendenza da Rete, da computer, o Internet Addiction Disorder (IAD), indica non una ma varie situazioni problematiche.

Goldberg stesso aveva descritto 5 sottotipi di dipendenza da Internet: La “Cybersexual Addiction, che individua un uso compulsivo di siti dedicati al sesso virtuale e alla pornografia; la “Cyber-Relational Addiction, caratterizzato da un eccessivo coinvolgimento nelle relazioni nate in rete; la “Net-Compulsion”, nella quale si evidenziano i comportamenti compulsivi collegati a diverse attività online quali gioco d’azzardo, shopping e e-trade; la “Information Overload”, caratterizzata da una ricerca ossessiva di informazioni sul web; infine, la “Computer Addiction”, che è caratterizzata dalla tendenza al coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali, come per esempio i MUD’s (Multi User Dimensions – giochi di ruolo). I tipi di comportamenti problematici legati alla rete crescono e variano comunque di pari passo con l’aumentare delle possibilità offerte dalla rete stessa.

Fattori di rischio
Molte persone accedono ad internet per gestire sentimenti spiacevoli, quali solitudine, stress, ansia, depressione e noia. Internet rappresenta un modo facilmente accessibile per scappare dai problemi e perdersi online può aiutare a non pensare temporaneamente a questi sentimenti negativi.
Le ricerche più recenti indicano che i soggetti più a rischio hanno un’età compresa tra i 15 e i 40 anni, hanno una buona conoscenza dell’informatica, spesso sono isolati per ragioni lavorative (es. turni notturni di lavoro) o geografiche. Spesso si tratta di giovani uomini single, donne di mezza età, e persone con un più basso livello di istruzione.

Le dipendenze da Internet sono più frequenti in persone che presentano una fragilità emotiva di base. In più dei 50% dei casi si attivano in soggetti che vivono preesistenti difficoltà psicologiche, psichiatriche o familiari o eventi di vita sfavorevoli (depressione, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi d’ansia, disturbo bipolare, solitudine, insoddisfazione e contrasto coniugale, abuso infantile, stress collegato al lavoro, problemi finanziari, insicurezza dovuta all’aspetto fisico, lotta per uscire da altre dipendenze, vita sociale limitata ecc.). Spesso, in queste persone, l’uso di Internet viene vissuto come “valvola di sfogo”, un tentativo di compensare le problematiche relazionali reali, o di evadere dalle difficoltà e dalla sofferenza emotiva.

In una recente ricerca italiana è stata osservata la prevalenza della dipendenza da Internet tra studenti universitari italiani e sono stati indagati i tratti personologici che rappresentano un rischio di sviluppare tale dipendenza, attraverso la somministrazione del “Big Five personality traits”. È emerso che i maschi sono più inclini, rispetto alle femmine, ad usare Internet. Tratti di personalità quali “Accordo-Piacevolezza” ed “Estroversione” erano negativamente correlati alla dipendenza da Internet mentre il tratto “Apertura” ne è associato positivamente.

Altri studi sottolineano come il disturbo da Internet sia fortemente sollecitato da un assetto interiore carente, da un senso di vuoto, da sentimenti di solitudine, da difficoltà ad investire libidicamente la realtà. Personalità, quindi, caratterizzate da tratti ossessivo-compulsivi, tendenza al ritiro sociale, inibizione relazionale, disturbi inerenti l’area affettiva, instabilità emotiva e scarso controllo delle emozioni. Secondo Wallace (1999), a rischio anche persone che possiedono un forte locus of control interno, queste possono essere facilmente catturati dalla Rete per l’illusione di poter esercitare un pieno controllo su essa.

Riassumendo, si è maggiormente a rischio quando:

    • Si soffre d’ansia. Internet può essere utilizzato come strumento per distrarsi dalle preoccupazioni e dalle paure. Un disturbo d’ansia come il disturbo ossessivo-compulsivo può contribuire a comportamenti compulsivi in Rete (es. controllo delle mail o presenza sui social).

    • Si soffre di depressione. Anche in questo caso Internet può rappresentare una fuga dall’umore depresso, ma passare troppo tempo online può peggiorare le cose. La dipendenza da Internet infatti contribuisce ulteriormente a creare stress, isolamento e solitudine.

    • Si hanno altre dipendenze. Molte persone con IAD presentano comorbidità (concomitanza) con altre dipendenze (droga, alcol, gioco d’azzardo e sesso).

    • Carenza di supporto sociale e amicale. I dipendenti patologici da internet spesso utilizzano i social network, le chat e i giochi online come un modo “protetto” per stabilire nuove relazioni e per relazionarsi ad altre persone senza paura.

    • Si ha meno mobilità o si è meno socialmente attivi di una volta. Per esempio se si deve affrontare una nuova disabilità che limita la possibilità di guidare, oppure quando si è genitori di bambini piccoli, che possono rendere difficile lasciare la casa o continuare a vedere i vecchi amici.

    • Si è stressati. Nonostante alcune persone usino internet per alleviare lo stress, questo può avere un effetto controproducente. È infatti provato che più tempo si passa online, più i livelli di stress si innalzano.

Comorbidit
Dai risultati di alcuni recenti studi si è potuto scoprire che la dipendenza da Internet presenta una associazione significativa con l’abuso di alcool (prevalenza del 13.3% vs 4.3% nei controlli), il deficit di attenzione e l’iperattività (ADHD) (21.7% vs 8.9% nei controlli), la depressione (26.3% vs 11.7%) e l’ansia (23.3% vs 10.3%).
Da altro recente studio su un campione di 287 adolescenti con ADHD di età compresa tra gli 11 e i 18 anni è emerso che 15,7% era affetto da dipendenza da Internet.

A cura di Giuseppe Cuoghi, Psicologo,

da “Formazione continua sulla personalizzazione delle cure”