La liberta’ e’ una lotta (Andre’ Frossard)

“Dipendiamo in tutto dall’eredità, dall’ambiente, dall’educazione ricevuta; l’origine delle passioni e delle pulsioni che ci muovono è oscura: l’inconscio, il subconscio, addirittura per certi psicologi il nostro surconscio; non resta alla nostra lucidità che uno spazio di deliberazione molto limitato; la storia, la società, le convenzioni, coloro che ci governano o ci danno da lavorare esercitano su di noi una pressione determinante; raramente abbiamo la possibilità di fare quello che vogliamo; i nostri limiti fisici e intellettuali riducono a ben poco il nostro potere di valutazione e di espressione, condizionato inoltre dalle leggi, sempre più numerose e costrittive; riceviamo la nostra religione dalle persone accanto alle quali viviamo, a cui a loro volta è stata trasmessa per successione, e le nostre idee, che il più delle volte non sono che il riflesso del pensiero prevalente del tempo in cui viviamo, sono per giunta notevolmente influenzate dai media; se si potessero analizzare le cause profonde delle nostre decisioni, ci si accorgerebbe che tutte, senza eccezioni, sono il risultato di istinti, appetiti, timori o moti interiori di cui non siamo padroni; dov’è dunque la nostra libertà?

TUTTAVIA, SONO PROPRIO QUESTE COSTRIZIONI CHE DIMOSTRANO CHE LA NOSTRA LIBERTA’ ESISTE, DA MOMENTO CHE ESSA STESSA SE NE LAMENTA

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E’ giusto distinguere la “libertà” dalle libertà. Queste ultime, definite dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, sono state negate, violate, schernite un pò ovunque, prima di essere oggi rivendicate come cosa dovuta dai giovani di tutto il mondo, il che dovrebbe garantire loro un certo avvenire.

Non sono queste le libertà in discussione, ma LA LIBERTA’, CIOE’ IL POTERE CHE L’UOMO POSSIEDE, O NON POSSIEDE, DI AGIRE SENZA ESSERE PREDETERMINATO A FARE QUELLO CHE FA.

Questa libertà esiste. Non consiste nel fare quello che si vuole, ma anche quello che non si vuole, per saggezza, per rispetto degli altri, e spesso per AMORE, principio primo di tutto quello che è, che fu o sarà. E’ più forte di qualsiasi tendenza, inclinazione, interesse personale, egoismo, vince tutto ciò che può effettivamente – condizionare- l’essere umano e, nella rinuncia di sé in favore dell’altro, o degli altri, brilla di magnifico splendore.

Il suo motto è IL DONO DI SE’, la croce di Cristo è la sua INSEGNA.
In questo senso è UNA LOTTA.”

Nota su André Frossard:

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Filosofo, fu membro dell’Académie Francaise Frossard era ateo e marxista, nato in una famiglia atea ed educato all’ateismo, l’8 luglio del 1935, alle 17,35, entrava in una cappella di Parigi per incontrare un amico. All’improvviso il suo sguardo si fissava su di una candela ai piedi della Vergine. Dopo qualche minuto usciva credente e cattolico.
Che cosa vide Frossard? Così egli scrive: “” Come descriverlo con queste povere parole, che mi rifiutano il loro aiuto e minacciano di intercettare i miei pensieri per trasferirli nel campo delle fantasticherie? Il pittore cui fosse dato di intravedere dei colori sconosciuti, con che cosa li dipingerebbe?
Un cristallo indistruttibile, d’una infinita trasparenza, d’una luminosità quasi insostenibile ( un grado di più mi avrebbe annientato) e piuttosto azzurrina, un mondo un altro mondo d’uno splendore e d’una densità che rimandano di colpo il nostro tra le ombre fragili dei sogni irrealizati.
Questo mondo, è la realtà, la verità: la vedo dalla sponda oscura su cui sono ancora trattenuto. C’è un ordine, nell’universo, ed alla sommità, al di la di questo velo di nebbia risplendente, l’evidenza di Dio, l’evidenza fatta presenza e l’evidenza fatta persona di colui che un istante prima avrei negato, colui che i cristiani chiamano -padre nostro-, e del quale sento tutta la dolcezza, una dolcezza diversa da tutte le altre, che non è la qualità passiva designata talvolta sotto questo nome, ma una dolcezza attiva, sconvolgente, al di là di ogni violenza, capace di infrangere la pietra più dura e, più duro della pietra, il cuore umano””( A. Frossard)