La ricerca sulla “prostituzione in appartamento”

Dagli inizi degli anni ’90 fino al 1998/2000, la prostituzione in appartamento coinvolgeva principalmente donne o transessuali italiane. Le straniere, pur presenti, non avevano niente a che vedere con il fenomeno della prostituzione caratterizzata da clandestinità e sfruttamento. Le nazionalità più rappresentate: Repubblica Dominicana, Colombia, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Russia, Ucraina.
– Dal 2000 in poi il mercato della prostituzione in appartamento, è cambiato diventando un nuovo campo d’azione per le reti criminali dell’ Est Europa dedite allo sfruttamento della prostituzione.
-Dalla ricerca del Progetto West, emergono due caratteristiche:

  • 1) negli ultimi anni la prostituzione in appartamento è in costante aumento;
  • 2) secondo gli operatori sociali, la prostituzione al chiuso, oltre ad essere invisibile, si accompagna a forme di sfruttamento e coercizione maggiori di quelle già esistenti sulla prostituzione in strada.

CHI, DOVE, COME, QUANTO:

In Emilia Romagna.
Le ragazze di minore età che si prostituiscono lo fanno generalmente in appartamento. Le donne vengono turnate in appartamenti (spostandosi in varie città italiane) e vi restano da una settimana a otto mesi. Gli appartamenti sono gestiti da donne che ci vivono, e controllano il lavoro delle ragazze. Il costo di una prestazione varia tra i 50 e i 300 euro. La prestazione di una minorenne parte da 250 circa. Il guadagno mensile è compreso tra i 5.000 e i 25.000 euro.

AIUTA CON UN PICCOLO CONTRIBUTO:

In Veneto.
Da una mappatura degli annunci realizzata dal Servizio Città e Prostituzione del Comune di Venezia, si stima che Vicenza sia la provincia con una maggiore diffusione della prostituzione indoor. Circa l’80% delle donne provengono dall’Est Europa. La prostituzione in appartamento è concentrata soprattutto in zone degradate, dove si riduce il rischio di esposto da parte dei vicini. Canali utilizzati per creare ponte tra le ragazze: annunci e pubblicità su internet, e la strada, utilizzata come vetrina. Prezzi: da 80 euro (per un ora) a 700 euro (per un’intera serata).

In Friuli Venezia Giulia.
La prostituzione indoor è più diffusa, soprattutto a causa delle “fortissime repressioni” da parte delle Forze di Polizia del 1999-2000, che incentivarono indirettamente la prostituzione al chiuso.

In Marche e Abruzzo.
Il 42% delle donne che si prostituiscono al chiuso contattate dagli operato dell’associazione On The Road, proveniente dall’Est Europa, in particolare russe (35% del totale delle donne dell’ Est) e rumene (25%).

In Lombardia.
Per eludere i controlli, la procedura per contattare le ragazze e consumare la prestazione avviene mediante annuncio sul giornale che riporta solo il numero di telefono; quando viene fissato l’accordo comunica l’indirizzo a cui il cliente deve recarsi e in un successiva telefonata viene comunicato il citofono a cui suonare. Le tariffe in provincia di Varese raggiungo i 150 euro a prestazione.

In Trentino.
Le Forze di Polizia nel 2001 hanno individuato 54 abitazioni in cui veniva esercitata la prostituzione, con 101 donne coinvolte,nella quasi totalità sudamericane. In ogni appartamento operano dalle 2 alle 6 donne. Le tariffe variano dai 50 ai 500 euro, a seconda della bellezza della ragazza e del tipo di prestazione. In alcuni casi le titolai degli appartamenti si sarebbero fatte pagare dalle donne fino a 20.000 euro per “combinare” dei matrimoni con clienti che permettessero così l’ottenimento della cittadinanza.

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Nei locali.
Diffuso pendolarismo: una donna resta nello stesso locale da una settimana a due mesi. Orari vanno dalle 22 alle 3/5 del mattino, oppure dalle 23 alle 6. Tariffe: in un circolo vanno dai 15 euro per 20min di conversazione, alla quota per uscire dal locale con la donna, che prevede 250 euro al gestore e almeno 150 alla donna, più il costo dell’albergo. In un Club privè invece il costo è di circa 75 euro per l’ingresso, 25 euro per una prestazione media.

Su Internet.
Le connessioni ai siti che pubblicizzano prostitute o che permettono l’uso della web-cam avvengono da abitazioni private, ma anche dai luoghi di lavoro. La conoscenza di questi siti avviene attraverso riviste specializzate, link da altri siti, e chat apposite. Il 70% delle donne su internet provengono dall’Europa dell’Est. Oltre alla prostituzione, su Internet esiste un mercato di annunci matrimoniali. Molte sono donne giovani con figli a carico e già separate, soprattutto proveniente dall’Est europeo, che si offrono in sposa su internet pagando 10.000 dollari circa alle agenzie. Esistono almeno 3000 siti Internet con la parola bride (matrimonio) nell’indirizzo.

Sintesi a cura di Fiorenzo Oliva, dalla fonte ‘Progetto West’. La ricerca : “La Prostituzione Invisibile”, di C. Donadel & R. Martini, 2005.