La sfida delle sette o nuovi movimenti religiosi

sette ambigueLa sfida delle sette o nuovi movimenti religiosi: un approccio pastorale è la relazione generale svolta il 5 aprile 1991, in Vaticano, in occasione del Concistoro Straordinario ivi tenuto dal 4 all’ 11. Il testo è quello diffuso dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso; la traduzione italiana è stata rivista sull’originale inglese.

Introduzione
1. Il sorgere e il diffondersi di sette o nuovi movimenti religiosi è un fenomeno notevole nella storia religiosa dei nostri tempi. Gruppi neo-religiosi, quasi-religiosi e pseudo-religiosi sembrano essere nati o essere stati importati dall’oggi al domani. Essi operano con una considerevole vitalità. Alcuni di loro sono di natura esoterica. Altri hanno avuto origine da una loro propria interpretazione della Bibbia. E molti affondano le loro radici nelle religioni dell’Africa o dell’Asia, oppure combinano in maniera sincretista elementi di queste religioni con il cristianesimo. Alcuni vescovi hanno usato la parola «allarmante» per riferirsi alle attività di queste sette o movimenti. Ciò che allarma maggiormente è il fatto che un crescente numero di cattolici è attirato da questi gruppi. Inoltre l’atteggiamento aggressivo adottato da alcuni di loro contro la Chiesa cattolica o altre Chiese e Comunità Ecclesiali, rende le relazioni abbastanza difficoltose. D’altro canto, non meno preoccupante è la silenziosa penetrazione fra i cristiani di movimenti non cristiani, che favoriscono la doppia appartenenza. Questi movimenti guadagnano terreno al di là dei propri confini attraverso la diffusione di credenze e pratiche che sono contrarie alle verità essenziali della fede.
I Vescovi sono spesso assillati da richieste di informazioni e indicazioni, o viene chiesto loro di intraprendere qualche azione rispetto a questo preoccupante fenomeno. Ma in molti casi la mancanza di un’adeguata informazione può condurre o a nessuna azione pastorale o a una reazione eccessiva. Vorrei perciò ringraziare il Santo Padre per aver portato tale problema pastorale davanti a questa augusta assemblea. Per stimolare la riflessione e la pianificazione pastorale, vorrei proporre, Venerabili Padri, una riflessione su:
I. Terminologia. II. Tipologia dei nuovi movimenti religiosi (NMR). III. Origini dei NMR e ragioni della loro diffusione. IV. Problemi posti dai NMR. V. Risposta pastorale generale. VI. Risposta pastorale specifica.

SE PUOI.... AIUTACI:

I. Terminologia

2. Realtà complessa
Vi è il problema di quale terminologia si debba usare in riferimento ai gruppi oggetto della discussione. La ragione è che la realtà è in se stessa complessa. I gruppi variano molto per credenze, origini, dimensioni, mezzi di reclutamento, modelli di comportamento e atteggiamento verso la Chiesa o altri gruppi religiosi e società. Non è perciò sorprendente che ancora non vi sia un unico nome per accomunarli tutti. Qui seguono alcuni termini in uso.
3. Sette
La parola «setta» sembra riferirsi in maniera più diretta a un piccolo gruppo che si sia separato da un gruppo religioso più grande, generalmente cristiano, e che segua credenze o pratiche devianti. La parola è meno esatta quando viene applicata a quei gruppi che provengono da un’interazione fra il cristianesimo e le religioni orientali o africane, oppure a quelli che sono di tipo psico-terapeutico o gnostico. La parola «setta» non è usata ovunque con lo stesso significato. In America Latina, per esempio, vi è la tendenza ad applicare questo termine a tutti i gruppi non cattolici, anche quando questi appartengono alle Chiese protestanti tradizionali. Ma sempre in America Latina, in ambienti che sono più sensibili all’ecumenismo, la parola «setta» è riservata solo ai gruppi più estremisti e aggressivi. Nell’Europa occidentale la parola ha una connotazione negativa, mentre in Giappone le nuove religioni di origine shintoista o buddhista sono normalmente chiamate sette e non in senso dispregiativo.
4. Nuovi movimenti religiosi
Il termine «nuovi movimenti religiosi» quando si riferisce a questi gruppi è più neutrale di quello di «sette». Sono chiamati «nuovi» non solo perché sono apparsi nella forma attuale dopo la seconda guerra mondiale, ma anche perché si presentano come alternativa alle religioni istituzionali ufficiali e alla cultura prevalente. Sono chiamati «religiosi» perché dichiarano di offrire una visione del mondo religiosa o sacra, oppure mezzi per raggiungere altri obiettivi come la conoscenza trascendentale, l’illuminazione spirituale o l’autorealizzazione, o perché offrono ai membri le loro risposte a questioni fondamentali, quali il significato della vita o il posto di ciascuno nell’universo.
5. Altri nomi
Questi movimenti o gruppi sono anche denominati alle volte «nuove religioni», «religioni marginali», «movimenti religiosi liberi», «movimenti religiosi alternativi», «gruppi religiosi marginali» o (particolarmente nelle aree anglofone) «culti».
È da tener presente che molti di questi gruppi non sono contenti di ricevere un nome che indichi un’opposizione alle Chiese o ai gruppi religiosi stabiliti. Essi comprensibilmente si autodefiniscono «Chiese».
6. Quale terminologia deve essere adottata?
Finché non vi sarà una terminologia universalmente accettata, dobbiamo cercare di adottare un termine che sia il più imparziale e preciso possibile. Un simile termine dovrebbe trattare questi movimenti con rispetto e verità e inoltre evitare di attribuire a tutti loro in maniera collettiva gli aspetti negativi che possono riscontrarsi solo in alcuni. Non è accettabile applicare la parola «setta» a tutti quei gruppi religiosi che non sono in accordo con una Chiesa maggioritaria o con una famiglia religiosa. Perciò le Comunità Ecclesiali protestanti, che nel XVI secolo si divisero dalla Chiesa cattolica, non dovrebbero essere chiamate sette. Vi può essere comunque disaccordo su come si debbano chiamare alcuni gruppi neo-pentecostali e gruppi evangelici fondamentalisti, specialmente quelli che adottano posizioni settarie.
In questa presentazione utilizzerò dunque in generale il termine «nuovi movimenti religiosi» (abbreviato in NMR) perché è neutrale e abbastanza generale da includere i nuovi movimenti di origine protestante, le sette con un retroterra cristiano, i nuovi movimenti orientali o africani e quelli di tipo gnostico o esoterico.
II. Tipologia dei nuovi movimenti religiosi (NMR)
Nello sforzo di comprendere meglio i NMR, potrebbe essere utile tentare di classificarli secondo i loro diversi tipi.
7. Tipi con riferimento al cristianesimo
Con riferimento al cristianesimo si possono distinguere nuovi movimenti provenienti dalla Riforma protestante, sette con radici cristiane ma con considerevoli differenze dottrinali, movimenti provenienti da altre religioni e movimenti derivati da un retroterra umanitario o interessato al cosiddetto «potenziale umano» (come il New Age e i gruppi religiosi terapeutici), o movimenti derivanti da un «potenziale divino» che si trova particolarmente nelle tradizioni religiose orientali (per un’analisi della complessa natura del New Age e dei suoi pericoli, cfr. card. G. Danneels, Le Christ ou le Verseau?, in La Documentation Catholique, n. 2021, 3-2-91).
Differenti sono quei NMR nati attraverso contatti fra le religioni universali e le culture religiose primitive. Gli esperti danno come esempi le Chiese africane indipendenti e i movimenti profetici o messianici in Africa. Anche se la distinzione non è sempre chiaramente definita, questi movimenti non sono così aggressivi verso la Chiesa come altri.
8. Tipi con riferimento al «background» del sistema di conoscenza
Con riferimento a un background del sistema di conoscenza che sembra spiegare un NMR, si possono distinguere quattro tipi.
Vi sono movimenti basati sulla Sacra Scrittura. Sono perciò cristiani o derivano dal cristianesimo. Formano la maggioranza di quei movimenti o sette che causano una grave preoccupazione pastorale ai Pastori della Chiesa specialmente nei paesi tradizionalmente cattolici come l’America Latina o le Filippine.
Un secondo gruppo di NMR comprende quelli derivati da altre religioni come l’induismo, il buddhismo o le religioni tradizionali. Alcuni di loro assumono in maniera sincretista elementi provenienti dal cristianesimo.
Un terzo gruppo di sette mostra segni del disfacimento dell’idea genuina di religione e un ritorno al paganesimo. Non chiare nelle loro idee di Dio Creatore, esse hanno elementi di magia, superstizione, astrologia, spiritismo, stregoneria, politeismo e perfino culto satanico. Mostrano i segni di una cultura che sta diventando spiritualmente pigra o stanca dell’esasperato razionalismo della moderna civiltà tecnologica.
Un quarto gruppo comprende le sette che sono gnostiche. Nelle loro rivendicazioni naturalistiche, sembrano offrire alla gente la possibilità di liberarsi dal peso della libertà e della responsabilità, e di avviarsi su una strada che non richiede decisioni morali ma offre soltanto «illuminazione».
9. Vi è un comune denominatore fra questi NMR?
La letteratura sui NMR è piena di generalizzazioni. E comprensibile che vi sia la tendenza a proiettare in tutti loro la piccola parte di realtà che una persona osserva.
Nello sforzo di cercare un denominatore comune, le sette sono state definite come «gruppi religiosi con una distinta visione del mondo che deriva dagli insegnamenti di una grande religione mondiale ma non si identificano con questi insegnamenti». Questa definizione, di tipo fenomenologico, è solo parzialmente corretta. Non sembra comprendere i movimenti che derivano da uno sfondo umanistico, paganizzante o gnostico, movimenti che alcuni sociologi preferiscono chiamare «nuovi movimenti magici». Inoltre, una simile definizione omette ogni giudizio in merito agli insegnamenti, al comportamento morale dei fondatori dei NMR e dei loro seguaci, e alle loro relazioni con la società. La Chiesa, tuttavia, non può astenersi dal giudicare in merito, poiché deve aiutare il fedele ad apprezzare l’abbondanza di vita che Cristo gli offre attraverso la Chiesa (cfr. Gv. 10, 10; 1 Tm. 3, 15), perché questo lo renda capace di stimare il valore delle offerte alternative dei NMR. Dal punto di vista dottrinale, i NMR che operano nelle regioni tradizionalmente cristiane possono essere collocati in quattro categorie a seconda della loro distanza dalla visione cristiana del mondo: quelli che rifiutano la Chiesa, quelli che rifiutano Cristo, quelli che rifiutano il ruolo di Dio (e mantengono ancora un senso generico di religione) e quelli che rifiutano il ruolo della religione (e mantengono un senso del sacro, ma manipolato dall’uomo per poter acquisire potere su altri o sul cosmo).
Le reazioni sociali contro i NMR si basano generalmente non tanto sulla loro dottrina quanto sui loro modelli di comportamento e sulle loro relazioni con la società. Alcuni di questi movimenti, particolarmente quelli che hanno un background orientale o psicologico, sono stati accusati di essere autoritari, di esercitare ingiuste pressioni sugli aderenti, di perseguire un proselitismo che nasconde i loro veri obiettivi, di isolare i loro membri dalla vita sociale e di avere fini che sono piuttosto economici e politici che religiosi. Questi sono problemi seri che i Pastori della Chiesa devono affrontare. Si devono raccogliere informazioni. Devono essere fatte verifiche e accertamenti. Comunque non ci si dovrebbe impegnare in una condanna indiscriminata o in generalizzazioni, applicando a tutti i NMR gli aspetti più negativi di alcuni. I NMR non dovrebbero essere neppure giudicati incapaci di evolversi in un senso positivo.
I NMR di origine protestante provocano diverse reazioni a causa del loro proselitismo aggressivo che denigra la Chiesa cattolica, o anche a causa dei loro programmi espansionistici e del loro utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa in un modo che assomiglia ad una commercializzazione della religione.
Malgrado la diversità dei NMR e delle situazioni locali, sorge da tutti loro un principale problema pastorale, che è la vulnerabilità dei fedeli a proposte che sono contrarie alla formazione da loro ricevuta. È triste constatare che in molti casi i fedeli hanno ricevuto una scarsa formazione nelle Sacre Scritture e perciò sono più vulnerabili di fronte alle pressioni dei gruppi fondamentalisti evangelici. Questa è un’indicazione di una linea che un’eventuale risposta pastorale potrebbe seguire.
Il fenomeno delle sette pone ai Pastori della Chiesa dei seri problemi di discernimento. «Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo» (1 Gv. 4, 1).
III. Origini dei NMR e ragioni della loro diffusione
Che cosa incoraggia il sorgere dei NMR? Perché si sono diffusi rapidamente? Fra le molte ragioni che possono essere date, possiamo scegliere le seguenti.
10. Esistenza di bisogni spirituali
I NMR indicano che vi sono dei bisogni spirituali che non sono stati identificati, oppure che la Chiesa e altre istituzioni religiose non hanno percepito o a cui non hanno saputo rispondere. Sono un sintomo dello stato di crisi, specialmente di persone fragili come i giovani alla ricerca dell’assoluto o di ideali, o gli adulti che sono in crisi nei confronti della loro religione o della società.
11. Ricerca di identità culturale
I NMR possono nascere o attrarre perché le persone sono alla ricerca di un significato in un periodo di cambiamenti culturali che genera un senso di smarrimento. Forse perché, come in gran parte del mondo occidentale, le persone sono combattute fra l’uniformismo culturale promosso dai mezzi di comunicazione di massa e la dispersione di quegli asserti religiosi o filosofici finora comunemente accettati. Forse perché, come nella maggior parte del cosiddetto Terzo Mondo, la società tradizionale è stata smembrata e l’individuo è confuso e alienato dall’incontro con il mondo moderno dell’urbanizzazione e della tecnologia e con le maggiori religioni mondiali.
12. Riempire un vuoto
Molti cristiani entrano a far parte di sette o di NMR perché ritengono che in questi movimenti vi possa essere una risposta alla loro sete di conoscenza delle Scritture, di cantare, danzare, di avere soddisfazioni emotive e risposte chiare e concrete. I NMR promettono di rispondere all’intenso desiderio della gente di un nutrimento biblico e spirituale. Il cattolico di nome che non partecipa alle pratiche della Chiesa ed è scarsamente alimentato dalla Parola di Dio può essere facilmente bersaglio del proselitismo evangelico delle sette. Si deve comunque aggiungere che molte sette condannano il mondo come malvagio e non credono nella costruzione di una società giusta.
13. Ricerca di risposte alle questioni vitali
Vi sono persone, per esempio in Africa, che cercano nella religione una risposta e una protezione contro la stregoneria, il fallimento, la sofferenza, la malattia e la morte. Sembra loro che i NMR si confrontino apertamente con questi problemi esistenziali e che promettano rimedi istantanei, specialmente la guarigione fisica e psicologica. Possiamo parlare di uno stato di credulità religiosa, o perfino di una patologia religiosa, o di un tentativo di evadere attraverso la religione dai problemi della vita. Ma non si può mettere in dubbio che ci siano milioni di persone, cristiani compresi, sui quali a questo titolo i NMR esercitano un’attrattiva.
14. Sfruttamento dei punti deboli della nostra pastorale
Vi sono alcuni punti deboli nel ministero pastorale e nella vita delle comunità cristiane che possono essere sfruttati dai NMR. Dove vi sono pochi e scarsi preti questi movimenti suppliscono con molti forti leader e «evangelizzatori» che vengono preparati in un tempo relativamente breve. Dove i cattolici sono alquanto ignoranti della dottrina cattolica essi presentano un fondamentalismo biblico aggressivo. Dove vi sono «scarso entusiasmo e […] indifferenza dei figli della Chiesa che non sono all’altezza della loro missione evangelizzatrice, per la loro debole testimonianza di vita cristiana coerente» (Giovanni Paolo II, Alla Conferenza Episcopale Messicana, 12-5-1990, in L’Osservatore Romano, 14/15-5-1990, p. 5), le sette portano un dinamismo contagioso e un notevole impegno. Dove il genuino insegnamento cattolico sulla salvezza unicamente nel nome di Gesù Cristo, sulla necessità della Chiesa, e sull’urgenza dell’attività missionaria e della conversione viene oscurato, le sette ottengono successo con le loro proposte alternative.
Dove le parrocchie sono troppo vaste e impersonali, i NMR costituiscono piccole comunità nelle quali l’individuo si sente conosciuto, apprezzato, amato ed insignito di un ruolo significativo. Dove i laici, uomini e donne, si sentono emarginati, i NMR assegnano loro ruoli di comando. Dove la sacra liturgia viene celebrata in maniera fredda e abitudinaria, i NMR celebrano servizi religiosi segnati da una folta partecipazione, contraddistinti da grida di alleluia e di Gesù è il Signore, e inframmezzati da frasi scritturali. Dove l’inculturazione attraversa ancora una fase esitante, i NMR si danno una parvenza di gruppi religiosi indigeni che li fa sembrare alla gente radicati localmente. Dove le omelie hanno un carattere intellettuale che passa sopra la testa della gente, i NMR spingono a un impegno personale per Gesù Cristo e a una stretta e letterale adesione alla Bibbia. Dove la Chiesa sembra più presente come un’istituzione segnata dalle strutture e dalla gerarchia, i NMR sottolineano la relazione personale con Dio. Nessuno può dubitare che i NMR mostrino un dinamismo immediatamente evidente.
15. Ragioni politiche ed economiche
Vi sono alcuni paesi, come avviene in America Latina, dove alcune sette si oppongono alla dottrina sociale della Chiesa, specialmente per quello che riguarda la difesa dei poveri e gli sforzi per una promozione umana integrale.
Non si devono escludere considerazioni finanziarie fra le ragioni della nascita di alcune sette. In alcune parti dell’Africa e dell’America Latina fondatori di sette si sono ben presto arricchiti.
È chiaro che i fondi contribuiscono molto alla diffusione di movimenti nati negli Stati Uniti d’America e da lì propagati in altri paesi secondo un programma di espansione alquanto ambizioso. Ciò è particolarmente evidente, negli ultimi anni, nei molti progetti della corrente chiamata «New Age», che sta cominciando a rivelarsi un grosso affare economico e culturale.
16. Metodi usati dai NMR
Quanto si è detto rende necessario considerare attentamente i metodi usati dai NMR. Non tutti i metodi meritano disapprovazione. Il dinamismo della loro azione missionaria, la responsabilità evangelizzatrice assegnata al nuovo «convertito», il loro utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa, il mettere in risalto gli obiettivi da ottenere, potrebbero farci porre domande su come rendere più dinamica l’attività missionaria della Chiesa. È comunque necessario che i Pastori della Chiesa guidino i cristiani a distinguere fra l’evangelizzare alla maniera di Cristo e il predicare un Vangelo di prosperità e ricchezza, esaltando il sensazionale o anche l’irrazionale e promuovendo la polemica. Vi sono metodi usati da alcuni NMR che sono contrari allo spirito evangelico perché non rispettano sufficientemente l’umana libertà di coscienza. Alcuni movimenti, per esempio, impiegano discutibili e assolutamente sleali mezzi di reclutamento e tecniche di addestramento, procedure di indottrinamento, distribuzione di denaro, separazione psicologica delle reclute dalle loro famiglie, e culto del capo. Certo non basta condannare questi metodi. È anche necessario preparare gruppi pastorali che informino e formino i fedeli e che aiutino anche i giovani e le famiglie che sono coinvolte in queste tragiche situazioni.
17. Azione del Diavolo
Non dovremmo escludere, fra le spiegazioni del sorgere e della diffusione di sette o NMR, l’azione del Diavolo anche se questa azione è sconosciuta alla gente coinvolta. Il Maligno è il nemico che semina la zizzania fra il grano mentre la gente sta dormendo. «Un nemico ha fatto questo», dice il padrone ai suoi servi nella parabola della zizzania (Mt. 13, 28).
18. Un fenomeno di dimensioni mondiali
La breve analisi fatta ci aiuta a spiegare perché i NMR stanno diventando un fenomeno di dimensioni mondiali.
Negli Stati Uniti d’America sono sorti nel secolo scorso e specialmente negli ultimi quarant’anni. Provengono principalmente dal protestantesimo, ma anche dalle religioni orientali e dalla fusione di elementi religiosi e psicoterapeutici. Dagli Stati Uniti d’America sono stati esportati in America Latina, Sudafrica, Filippine ed Europa. In America Latina i NMR sono per lo più di origine cristiana e generalmente sono aggressivi e negativi nei confronti della Chiesa cattolica della quale spesso denigrano l’apostolato. Gli stessi rilievi possono essere fatti per le Filippine.
In Africa il sorgere dei NMR ha più a che vedere con la crisi politica, culturale e sociale del post-colonialismo, con le questioni dell’inculturazione e con il desiderio africano di guarigione e aiuto per affrontare i problemi della vita. In Asia i NMR di origine locale non sembrano essere la minaccia maggiore in quei paesi in cui il cristianesimo è in minoranza (per esempio il Giappone), eccetto quelli importati dall’Europa e dalle Americhe che attirano le persone, compresi gli intellettuali, con le loro proposte sincretiste ed esoteriche di distensione, pace e illuminazione. Si dovrebbe comunque aggiungere che in Giappone viene arrecato danno all’immagine del cristianesimo attraverso le attività di gruppi cristiani aggressivi. Questo succede perché la maggioranza non cristiana del Giappone non può facilmente distinguere le Chiese principali da queste sette marginali. In Europa la crisi di una società secolarizzata e altamente tecnologica, che soffre per la frammentazione di una cultura che non condivide più gli stessi valori e credenze, favorisce le sette o i NMR che provengono dagli Stati Uniti d’America o dall’Oriente. Il movimento del New Age è particolarmente attivo.
Lascio ad altri l’analisi più dettagliata della presenza e dell’attività dei NMR in ogni continente e di come questi riflettano gli specifici contorni religiosi e culturali delle regioni dove si trovano.
IV. Problemi e sfide posti dai NMR
Le considerazioni precedenti ci aiutano a valutare come i problemi e le sfide poste dai NMR non siano né pochi di numero né di poco peso. Riassumiamone alcuni.
19. Unità della Chiesa
I NMR allontanano i cattolici dall’unità e dalla comunione della Chiesa. Questa comunione si basa sull’unità di fede, speranza e amore ricevuta nel Battesimo. Si nutre con i sacramenti, la Parola di Dio e il servizio cristiano. Cristo Redentore e Fondatore della Chiesa pregò perché tutti quelli che credono in Lui siano una cosa sola nell’unità della SS.ma Trinità (cfr. Gv. 17, 21).
Le sette e i NMR allontanano i cristiani da questa comunione.
20. Ecumenismo
È importante tenere chiaramente presente da una parte la distinzione fra sette e NMR e dall’altra tra Chiese e Comunità Ecclesiali. La tendenza in alcune parti del mondo a usare la parola «setta» per tutti i gruppi non cattolici mette in evidenza un serio malinteso. La Chiesa cattolica è coinvolta nel dialogo teologico con undici comunioni cristiane mondiali. La base e la giustificazione di tale dialogo è nel fatto che «quelli […] che credono in Cristo e hanno ricevuto debitamente il battesimo sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica» (Unitatis redintegratio 3). La Chiesa cattolica riconosce in queste Chiese e Comunità Ecclesiali diversi gradi di affinità con sé basati sulla misura in cui esse condividono quei doni che sono costitutivi della Chiesa di Cristo. Tale affinità pone le basi di quel senso di appartenenza e di mutuo coinvolgimento che alimenta il movimento ecumenico. Una delle principali caratteristiche delle sette è precisamente l’esclusivismo e la mancanza di qualsiasi senso di appartenenza ad una realtà condivisa: ciò rende il dialogo impossibile o quanto meno difficile. La distinzione fra relazioni ecumeniche e rapporti della Chiesa con le sette deve essere ancora attentamente considerata in questo contesto. È stato riconosciuto che atteggiamenti settari potrebbero esistere in ogni Chiesa o Comunità Ecclesiale compresa la Chiesa cattolica. In alcune parti del mondo le attività dei membri di alcune comunioni cristiane mondiali, con le quali la Chiesa cattolica è in dialogo teologico, sono indistinguibili da quelle delle sette. D’altro canto, le altre Chiese o Comunità Ecclesiali spesso avvertono più acutamente della Chiesa cattolica la minaccia delle sette, specialmente quando i loro aderenti sono pochi. Questo viene notato dal Santo Padre nella recente enciclica Redemptoris missio: «L’espansione di queste sette costituisce una minaccia per la Chiesa cattolica e per tutte le comunità ecclesiali con le quali essa intrattiene un dialogo. Ovunque possibile e secondo le circostanze locali, la risposta dei cristiani potrà essere anch‘essa ecumenica» (Redemptoris missio 50).
21. La fede minata e rifiutata
Alcune sette o NMR minano i maggiori articoli della fede cattolica o praticamente li rifiutano. Propongono una comunità religiosa fatta dall’uomo piuttosto che quella della Chiesa istituita dal Figlio di Dio. Vogliono che la gente fondi la propria credenza religiosa e le proprie regole di comportamento sulle idee o le «visioni» del fondatore del movimento più che sulla rivelazione divina manifestata in Gesù Cristo, l’unico Salvatore di tutta l’umanità (cfr. At. 4, 12). Da alcune sette viene proposta la reincarnazione invece dell’insegnamento sui Quattro Novissimi e sulla risurrezione. L’autorealizzazione è esaltata più della vita di grazia e della conoscenza dell’unico vero Dio e di Gesù Cristo che da Lui è stato inviato (cfr. Gv. 17, 3).
22. Abbandono della fede
In casi più estremi, i cristiani sono condotti ad abbandonare la loro fede attraverso l’attività dei NMR. Alcuni movimenti promuovono un tipo dl neo-paganesimo, mettendo al centro del culto l’uomo invece di Dio, e pretendendo di possedere una conoscenza straordinaria che stima se stessa al di sopra di tutte le religioni. Altri NMR sono coinvolti nell’occultismo, magia, spiritismo e anche in riti satanici.
23. Ateismo e non credenza
Alcuni NMR, specialmente quelli che esercitano forti pressioni sulle persone, possono preparare il terreno all’ateismo. Per alcune persone in crisi, l’incontro con questi movimenti potrebbe essere lo sforzo finale per incontrare Dio. Se tale arruolamento in una setta finisce in un disastro o nella rovina psicologica, il risultato potrebbe essere quello di una disillusione verso tutta la religione. Tali persone indebolite possono cominciare a guardare a tutta la religione come a un inganno. Mentre molti NMR non arrivano a tal punto, vi sono alcuni che tendono pericolosamente in questa direzione.
24. Proselitismo
Molti NMR usano metodi che violano il diritto di altri credenti o gruppi religiosi alla libertà religiosa. Essi affermano cose non vere sugli altri. Allettano persone vulnerabili come giovani, poveri e ignoranti con denaro, o altri beni materiali, o con pesanti bombardamenti psicologici o altre pressioni
25. Aggressività verso la Chiesa cattolica
Alcuni NMR sono particolarmente aggressivi verso la Chiesa cattolica. Sembrano concentrarsi soprattutto nelle regioni tradizionalmente cattoliche come l’America Latina e le Filippine.
Fanno ogni sforzo per portar via quanti più cattolici possibile dalla Chiesa. Non sembrano mostrare lo stesso zelo e slancio missionario verso quelli che ancora non credono in Cristo. Essi spesso interpretano gli sforzi cattolici d’identificarsi con i poveri come comunismo o sovversione.
26. Danni psicologici per gli individui
Vi sono alcuni NMR che hanno prodotto danni psicologici sugli individui attraverso i loro metodi di reclutamento e formazione e con le misure violente che adottano per prevenire la fuga dei loro membri. Abbiamo sentito parlare di alcuni termini come «manipolazione psicologica», «combinazione di affetto e inganno», «controllo mentale», «tecniche schiaccianti», «metodi che alterano la coscienza», «programmazione» ecc. Alcuni membri hanno dovuto rompere le relazioni con le loro famiglie naturali o avere tali relazioni seriamente danneggiate. Vi è inoltre la questione del controllo sui salari o sui risparmi dei membri.
27. Relazioni con la societ
Alcuni NMR hanno creato problemi alla società o al governo, a causa della loro posizione sociale, del loro fallimento nell’insegnare ai loro membri a essere cittadini responsabili che si preoccupano di adempiere i propri doveri verso gli altri, e del disorientamento sociale dei loro seguaci. Vi è anche il caso del leader di una setta che spinse il suo gruppo a commettere un suicidio di massa. Si tratta di un caso estremo, ma mostra ciò che può accadere.
28. Un fenomeno da prendere sul serio
Tutto ciò mostra che i problemi e le sfide lanciate dai NMR devono essere prese sul serio. Vi sono alcuni cattolici che pensano e sperano che il fenomeno delle sette scompaia fra pochi anni e che i cristiani che si erano uniti a loro tornino nella Chiesa. Altri non sono così ottimisti. Essi notano che mentre una setta può finire, due o tre sembrano nascere al suo posto.
Tuttavia, sia che si sia ottimisti o pessimisti, su una cosa si deve essere d’accordo: la Chiesa deve avere un approccio e una risposta pastorale a questo fenomeno. Questo è l’oggetto dell’ azione.
V. Risposta pastorale generale
29. Non una risposta negativa
Nell’esaminare quale posizione pastorale la Chiesa debba adottare verso i NMR, iniziamo dicendo cosa questo approccio pastorale non dovrebbe essere. Non dovrebbe essere un attacco. Non dovrebbe essere negativo verso i loro membri, sebbene la Chiesa si debba difendere contro i NMR che l’attaccano ingiustamente.
Si dovrebbe piuttosto basare sulla luce e sull’amore.
Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm. 2, 4). Cristo viene «per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi» (Gv. 11, 52). Egli invia la Sua Chiesa: «ammaestrate tutte le nazioni» (Mt. 28, 19). La Chiesa è conscia del suo ruolo come «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (Lumen gentium 1). E «l’uomo è la via della Chiesa» (Redemptor hominis 14).
La Chiesa, quindi, vede le persone che appartengono ai NMR non come nemici da attaccare, ma come persone redente da Cristo, che ora sono in errore e con le quali la Chiesa vuole condividere la luce e l’amore di Cristo. Il fenomeno dei NMR è visto dalla Chiesa come un segno dei tempi. La Chiesa si sta sforzando di vedere «ciò lo Spirito dice alle Chiese» (Ap. 2, 7) attraverso questa situazione. Tali movimenti sono sfide per la Chiesa. La Chiesa, mentre è consapevole che i NMR investono soltanto una minoranza, non può astenersi dal porsi questioni come le seguenti: che cosa porta la gente a partecipare ai NMR? Quali sono i legittimi desideri della gente a cui questi movimenti promettono una risposta e ai quali la Chiesa dovrebbe andare incontro? Vi sono altre cause del sorgere e del diffondersi di questi movimenti? Che cosa vuole Dio che la Chiesa faccia in questa situazione?
Esaminiamo alcune azioni pastorali della Chiesa, prima da un punto di vista generale poi in modo più specifico.
30. Azione della Curia Romana
Poiché alcuni Vescovi personalmente e molte Conferenze Episcopali espressero alla Santa Sede la loro preoccupazione pastorale rispetto alle attività delle sette o NMR nelle loro diocesi, fu inviato un questionario alle Conferenze Episcopali nel 1983 da quattro Dicasteri della Curia Romana (Pontifici Consigli per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, per il Dialogo lnter-Religioso, per il Dialogo con i Non Credenti e della Cultura). Le risposte ricevute da 75 Conferenze Episcopali furono analizzate, sintetizzate e pubblicate da questi quattro Dicasteri nel maggio 1986 con il titolo Il fenomeno delle sette o nuovi movimenti religiosi: sfida pastorale.
Il documento cercava di rispondere a due domande: perché questi movimenti si diffondono e attraggono i cristiani? Quale dovrebbe essere la costruttiva risposta pastorale della Chiesa a una simile sfida? Erano anche menzionate questioni che esigevano un’ulteriore ricerca.
Il documento fu accolto positivamente sia dai cattolici che dagli altri cristiani. All’interno della Chiesa cattolica, promosse una maggiore comunicazione sulla materia fra diocesi, Conferenze Episcopali e Santa Sede. Incoraggiò lettere pastorali dei Vescovi e un maggior studio a livello di Chiese locali. Fra gli altri cristiani, posso ricordare che la Federazione Luterana Mondiale e il Consiglio Mondiale delle Chiese organizzarono una conferenza sui NMR ad Amsterdam nel 1986, durante la quale venne discusso il documento vaticano e adottato un approccio simile. Vescovi e Pastori cattolici e protestanti dell’America Latina e delle Antille si incontrarono a Cuenca, in Ecuador, nel novembre 1986 per uno studio simile. La Comunione Anglicana adottò una piattaforma analoga. La Santa Sede ha incoraggiato la Federazione Internazionale delle Università Cattoliche ad avviare un progetto più grande di ricerca sui NMR, e ciò si sta portando avanti. Il documento del 1986 è considerato solo come un punto di partenza. I quattro Dicasteri sono attivamente coinvolti nello studio e nella collaborazione permanente sulla questione.
31. Azione a livello di Chiesa locale
Vescovi, Conferenze Episcopali e le loro Chiese locali stanno diventando sempre più coscienti della sfida posta dalle sette e stanno prendendo misure pastorali. A livello di Diocesi e di Conferenze Episcopali, sono aumentati i centri di studio e le commissioni sui NMR.
Molte Conferenze Episcopali scrivono lettere pastorali sul fenomeno. Gli operatori pastorali si stanno informando e formando nello sforzo di analizzare questa realtà e di trovare risposte adeguate.
Associazioni regionali e continentali di Conferenze Episcopali sono anch’esse coinvolte per quel che riguarda le sette. Per esempio, il Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar (SECAM) ha richiesto al Meeting per la Collaborazione Africana (una Commissione composta di rappresentanti di Superiori Generali di Congregazioni che lavorano in Africa e del Comitato Permanente del SECAM) di studiare la questione della presenza e dell’influenza delle sette e delle Chiese Africane indipendenti. Il primo frutto di tale ricerca è stato presentato ai Vescovi dell’Africa e del Madagascar all’incontro del SECAM nel luglio 1990 a Lomé, nel Togo. È in preparazione un libro per aiutare i giovani africani a rispondere alla sfida delle sette fondamentaliste.
Degno di nota è il Centro Studi sulle Nuove Religioni (CESNUR) di cui è presidente l’Arcivescovo di Foggia-Bovino. È composto da un comitato internazionale scientifico ed ecumenico, che ogni anno organizza convegni sulla sociologia religiosa. Il colloquio che è stato organizzato a Lugano nell’aprile l990 sui NMR in Europa era ricco di informazioni.
32. La Federazione Internazionale delle Università Cattoliche
Come detto precedentemente, quattro Dicasteri della Curia Romana hanno chiesto alla Federazione Internazionale delle Università Cattoliche (FIUC) di avviare ricerche sulle sette o NMR. Il Centro per il Coordinamento delle Ricerche della FIUC ha avviato il progetto nel 1988. Il primo direttore del progetto è stato P. Remi Hoeckman, O.P. Ora è don Michael Fuss, professore alla Pontificia Università Gregoriana. Più di 50 esperti dei cinque continenti stanno lavorando sul complesso progetto, ognuno per la sua disciplina, sotto l’aspetto teologico, sociologico, psicologico e altri.
I frutti del loro lavoro saranno discussi in due seminari previsti per quest’anno: uno nel maggio 1991 alla Creighton University a Omaha, nel Nebraska (Stati Uniti d’America), per gli esperti provenienti da Stati Uniti d’America e Canada, e l’altro nell’ottobre 1991 a Vienna per esperti dell’Europa, con alcuni rappresentanti degli altri continenti. La Santa Sede vi prenderà parte. Per il 1992 sono previsti seminari a Manila e a Bogotà. Si sta organizzando un centro di documentazione a Roma.
I risultati della ricerca della FIUC saranno senza dubbio molto utili per il lavoro pastorale della Chiesa. La questione dei NMR non permette soluzioni rapide o facili. Analisi scientifiche e interdisciplinari sono elementi necessari per un approccio pastorale ben fondato e durevole.
33. È possibile il dialogo con i NMR?
Alcune persone hanno chiesto se il dialogo con i NMR sia possibile. Certamente la natura e la missione della Chiesa rendono il dialogo con ogni essere umano e con gruppi religiosi o culturali parte dello stile dell’apostolato della Chiesa. Il Concilio Vaticano II ha invitato al dialogo con gli altri cristiani e con altri credenti.
I principi teologici che sostengono il dialogo ecumenico sono stati citati al n. 20. In riferimento ai seguaci di altre religioni, «la Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni [. . .] Essa perciò esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i beni spirituali e morali e i valori socio-culturali che si trovano in essi» (Nostra aetate 2). La difficoltà sta nel come condurre il dialogo con i NMR con la dovuta prudenza e discernimento. Il mandato della Chiesa di portare la Buona Novella di Cristo a ogni essere umano non deve essere dimenticato. La natura di molti NMR e il loro modo di operare rendono il dialogo con loro particolarmente problematico per la Chiesa. Il dovere dei Pastori della Chiesa di difendere i fedeli cattolici da associazioni erronee e pericolose è serio.
Il dialogo risulta più semplice per i Pastori e le persone ben preparate teologicamente, ma potrebbe essere inutile e dannoso per quanti non sono ben preparati al confronto con il forte proselitismo di alcuni NMR.
Il dialogo non è un’ingenuità. I Pastori della Chiesa non dovrebbero vergognarsi del Vangelo (cfr. Rm. I, 16; 2 Tm. 1, 8). L’apertura cattolica al dialogo non dovrebbe essere attuata a spese dell’unità della Chiesa e della costruzione della comunità cattolica in fede e amore.
Non dovrebbero essere fatte condanne indiscriminate dei NMR. I cattolici dovrebbero essere sempre pronti a studiare e a identificare gli elementi o le tendenze che sono in se stessi buoni o nobili e dove sia possibile collaborare. Dovrebbero anche attendere allo studio e all’osservazione di movimenti che finora presentano un’immagine non chiara.
Mentre molte sette o NMR non vogliono dialogare con la Chiesa cattolica, ve ne sono alcuni che desiderano tale dialogo. Ma anche qui è necessario il discernimento. Il desiderio di talune sette di stabilire un dialogo con la Chiesa cattolica potrebbe essere connesso a quello di ottenere credibilità a livello mondiale. Questo può spiegare perché alcuni di loro organizzano costose conferenze internazionali, coprendo le spese dei partecipanti e invitando Vescovi cattolici e teologi. Può anche essere che i NMR in alcuni paesi siano molto ansiosi di stabilire contatti frequenti con gli uffici della Curia Romana, ma non con la Chiesa locale. Ci vorrà discrezione. La collaborazione fra le Chiese locali e la Santa Sede si rivelerà utile e anche necessaria.
Rimane il problema di quei NMR che perseguono una strategia aggressiva verso la Chiesa, alle volte con un supporto esterno economico e politico. Senza rifiutarsi di discutere con tali gruppi, la Chiesa deve riflettere su come difendersi con mezzi legittimi. S. Giovanni Evangelista, S. Paolo Apostolo e i Padri della Chiesa si levarono in difesa della Chiesa contro gli errori. Certo la persona che è in errore dovrebbe sempre trovare nella Chiesa comprensione e prontezza al dialogo, mentre con l’errore in sé non vi è possibilità di compromessi.
VI. Risposta pastorale specifica
La risposta pastorale della Chiesa in maniera più specifica e dettagliata può prendere le seguenti forme.
34. Orientamenti dottrinali dei Vescovi
Molti NMR attraggono i cattolici in luoghi dove nella comunità cattolica vi è disorientamento dottrinale o confusione. Tale confusione può essere in parte dovuta ai dubbi seminati da alcuni teologi cattolici e da altri che contestano alcuni insegnamenti del Magistero, o a causa di un’istruzione religiosa carente, o a causa di attacchi da parte delle sette. Qualsiasi sia la causa i Vescovi devono ricordarsi che «sono gli araldi della fede, che portano a Cristo nuovi discepoli, sono i dottori autentici, cioè rivestiti dell’autorità di Cristo, che predicano al popolo loro affidato la fede da credere e da applicare nella pratica della vita» (Lumen gentium 25). Ogni Vescovo deve prendersi carico personalmente di questo dovere e insistere «in ogni occasione opportuna e non opportuna» (2 Tm. 4, 2), anche quando rischia di perdere la riconoscenza della maggioranza disorientata o di provocare gli attacchi della minoranza attiva e agitata. Il singolo Vescovo non dovrebbe delegare a una commissione o a un esperto questo ministero, sebbene anche la Conferenza Episcopale abbia il suo ruolo come corpo collegiale e i teologi siano necessari per l’elaborazione scientifica della fede.
Il Santo Padre, rivolgendosi agli Arcivescovi degli Stati Uniti 1’8 e l’11 marzo 1989, ricordava l’importanza della missione dei Vescovi come autentici «maestri della fede» e come «custodi di qualcosa che è stato dato, e dato alla Chiesa universale» (in L’Osservatore Romano, 12-3-89, pp. 4-5).
Disse le stesse cose a 250 Vescovi italiani nell’Aula del Sinodo il 18 maggio 1989, e aggiunse che alla luce del disegno di Cristo sulla Sua Chiesa non potrebbe «legittimamente rivendicarsi spazio per forme aperte o surrettizie di un “magistero parallelo o alternativo”» (Discorso in Atti della XXXI Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, 1989, p. 13). L’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede del giugno 1990 sulla Vocazione Ecclesiale del Teologo ritorna sullo stesso tema.
Fra gli altri articoli della fede cattolica, è particolarmente importante l’insegnamento sulla salvezza soltanto nel nome di Gesù Cristo, il Salvatore del mondo (cfr. Gv. 4, 42) e sulla necessità della Chiesa come ordinaria via di salvezza, e sull’urgenza del lavoro missionario, della proclamazione del nome di Gesù Cristo e della conversione. La recente enciclica del Santo Padre Redemptoris missio, se studiata e meditata in modo sistematico in ogni diocesi e nazione, sarà di grande aiuto come guida autorevole.
35. Catechesi adeguata e iniziazione biblica
L’esperienza dimostra che i NMR approfittano delle situazioni di ignoranza religiosa fra i cristiani. Una catechesi adeguata dovrebbe quindi servire come utile via per armare la comunità cattolica contro tali contagi. Tale iniziazione alla fede dovrebbe accordare speciale importanza alla Bibbia. La sete della gente per la Parola di Dio dovrebbe essere soddisfatta. La Bibbia dovrebbe essere resa accessibile e in un linguaggio comprensibile alla gente. La guida della tradizione della Chiesa e l’autorità del Magistero saranno necessari per una giusta interpretazione. La Chiesa nelle Filippine, per esempio, ha celebrato il 1989 come anno della Bibbia, a livello parrocchiale, diocesano, regionale e nazionale. La Federazione Biblica Cattolica può dare un grande aiuto per la promozione dell’apostolato biblico. I cattolici dovrebbero essere così preparati nella loro fede da poter sempre avere una risposta pronta per quelli che chiedono loro le ragioni della loro speranza (cfr. 1 Pt. 3, 15). Opuscoli catechistici dovrebbero essere preparati in ogni paese per mettere i cattolici in condizione di replicare alle argomentazioni sollevate dalle sette nella loro propaganda. Tali opuscoli non dovrebbero essere polemici, altrimenti potrebbero risultare controproducenti. Ma produrre opuscoli non è sufficiente. Occorrerebbe anche organizzare gruppi di laici e di religiosi preparati e incaricati di diffonderli a livello popolare. Tali persone si dovrebbero aprire a un ecumenismo genuino.
36. Preghiera e vita devozionale
Alcuni NMR attraggono le persone perché promettono loro preghiere e culti che li soddisferanno. La Chiesa a livello parrocchiale dovrebbe essere convinta che le proprie tradizioni liturgiche e devozionali rispondono adeguatamente al bisogno dell’animo umano, se correttamente comprese, praticate e vissute. Le celebrazioni liturgiche dovrebbero essere devote, ben preparate, con partecipazione della comunità e il più inculturate possibile. La preghiera individuale e di gruppo può essere maggiormente approfondita attraverso una formazione biblica e liturgica, il personale esempio del sacerdote che prega, e il rinnovamento carismatico là dove è adeguatamente integrato nel programma pastorale della Chiesa.
37. Misticismo. Pace. Armonia
I NMR promettono alla gente sapienza, pace, armonia e autorealizzazione. La nostra presentazione del cristianesimo dovrebbe essere quella di un buon annuncio, della sapienza divina, dell’unità e dell’armonia con Dio e con tutta la creazione, della felicità che è la preparazione terrena per la beatitudine celeste, e di quella pace che il mondo non può dare (cfr. Gv. 14, 27) . La vita cristiana è vita di unione con Dio (cfr. Gv. 15, 1-6), vita di iniziazione nei misteri di Cristo (cfr. Gaudium et spes 22). La storia della Chiesa è piena di Santi che rendono esemplare questa vita di unione con Dio secondo il carattere di ognuno. I Santi sono esempi ammirevoli dell’unità di fede e di vita, della conoscenza di sé e della conoscenza di Dio, dell’unione con Dio e del servizio verso il prossimo, di pace con se stessi e di pace con gli altri e davvero con tutta la creazione. La dimensione dell’esperienza religiosa non dovrebbe essere dimenticata nella nostra presentazione del cristianesimo. Non è sufficiente fornire alla gente informazioni intellettuali. Il cristianesimo non è né un insieme di dottrine né un sistema etico. È la vita in Cristo, che può essere vissuta a livelli sempre più profondi.
38. Debita valutazione dei gesti e dei simboli
Molti NMR pongono più l’accento sull’aspetto emozionale piuttosto che su quello speculativo. Senza raggiungere questo eccesso, sarà di aiuto in molte parrocchie e luoghi di culto fare attenzione al corpo, ai gesti e agli aspetti materiali nelle celebrazioni liturgiche e nella devozione popolare. L’acqua, la luce, il fuoco, I’ incenso, il pane, il sale, le statue e le processioni sono simboli che parlano a tutta la persona umana. Le culture che amano il canto, la danza e le gioiose celebrazioni comunitarie possono provare un senso di aridità e di privazione quando non siano stati fatti sufficienti sforzi per l’inculturazione anche nelle celebrazioni paraliturgiche e popolari. È interessante che in alcuni paesi africani la gente non solo si procura le medicine prescritte dal medico, ma le porta anche dal prete per farle benedire prima di prenderle. E la gente ama indossare medaglie e scapolari e mangiare il pane e bere l’acqua benedetti dal sacerdote. Questo approccio globale all’essere umano, insieme con l’apprezzamento per i simboli materiali nel culto, occorre che sia accettato, purificato e nobilitato dal cristianesimo.
39. Comunità viventi
I NMR attraggono i cristiani perché offrono loro accoglienti comunità di vita. Parrocchie molto vaste possono essere in tal senso un problema, se non vengono fatti deliberati sforzi per cercare strade che aiutino ogni individuo ad avere coscienza di essere amato, apprezzato e che gli diano un ruolo da svolgere. Le comunità ecclesiali di base, quando sono adeguatamente guidate e non dirottate verso cause politiche o sociali, possono essere di grande aiuto. La Chiesa dovrebbe essere vista e personalmente sperimentata come una comunità di amore e servizio, che celebra e vive la Santa Eucaristia. Un’attenzione particolare dovrebbe essere accordata ai gruppi più vulnerabili come giovani, gente che vive crisi familiari o di altro tipo, ex tossicodipendenti, poveri ed emarginati.
40. Promuovere partecipazione e responsabilità dei laici
È vero che la Chiesa ha assolutamente bisogno di sacerdoti che adempiano al loro indispensabile ministero. È vero che le sette o NMR fioriscono maggiormente laddove l’effettiva attività sacerdotale è sporadica o assente. Ma è anche vero che la Chiesa ha bisogno di una leadership laica dinamica. Un accentuato clericalismo può emarginare il fedele laico e fargli vedere la Chiesa come un’istituzione guidata da funzionari burocratici ordinati.
I NMR, d’altro canto, mostrano una grande attività laica. Nella Chiesa cattolica non vi è mancanza di dottrina, documenti, organizzazioni, associazioni, movimenti e sodalizi dell’apostolato e della leadership laica (cfr. Christifideles laici 29, 30, 31; Redemptoris missio 71-74). Forse ciò che è necessario è un apostolato più partecipato, maggiori opportunità per il fedele laico di assumersi responsabilità, una maggiore collaborazione fra laici e sacerdoti e una più grande leadership dei laici nel portare lo spirito di Cristo nella società terrena.
41. Discernimento
I NMR spesso attirano le persone che hanno fame di qualcosa di più profondo nella loro vita religiosa. Il pericolo è che essi a breve termine offrano qualcosa di buono, ma che a lungo termine si generi confusione. Così persone attirate da loro possono perdere le loro radici cattoliche e, nonostante una crescita temporanea, essere alla fine lasciate in una situazione spirituale peggiore. Questa è un’area importante sulla quale offrire delle linee di orientamento ai Pastori e alla gente. Non possono essere smentiti alcuni effetti positivi per quei credenti solo di nome, che scoprono il Vangelo attraverso gruppi evangelici. Non si può neanche negare l’aiuto che alcuni movimenti di origine orientale hanno dato a giovani in preda all’alcoolismo, alla droga o al sesso. Ma questa fase iniziale di aiuto spesso non dura a lungo.
«Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere», dice Gesù (Mt. 7, 20). I frutti dello Spirito sono inequivocabili, dice S. Paolo, aggiungendo una lista verificabile: «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal. 5, 22). In tal senso il discernimento può essere descritto come l’arte di giudicare le radici a partire dai frutti duraturi.
42. Importanza di un programma diocesano
Ogni diocesi o gruppo di diocesi dovrebbe porsi domande come le seguenti. Quali sono le sette o NMR attualmente presenti nel proprio territorio? Quali sono i loro metodi operativi? Quali sono i punti deboli della vita cattolica in quell’area, di cui approfittano i NMR? Quali aiuti pratici riceve il fedele laico nella spiritualità e nella preghiera personale? Come contribuisce la Chiesa nella diocesi e nelle parrocchie a costruire un supporto genuino per i cristiani che versano in difficoltà materiali, sociali o di altro genere? Nella diocesi i cattolici vivono il Vangelo impegnandosi anche nel sociale?
Quale tipo di materiale le persone della diocesi ricevono dalle radio nazionali o locali, dalla stampa o dalla televisione e qual’è la risposta della pastorale per le comunicazioni sociali della Chiesa locale? Le attività dei NMR presenti nel territorio mostrano l’utilità che il Vescovo pubblichi un documento come guida per il fedele? (Un esempio è la lettera pastorale per il Natale 1990 del card. Godfried Danneels sui NMR, specialmente sul New Age. La lettera è intitolata Le Christ ou le Verseau?). Quali sono il piano diocesano e la strategia per la catechesi e la liturgia, e anche per i contatti con coloro che hanno lasciato la Chiesa?
Conclusione
43. Di fronte alla dinamica attività dei NMR, i Pastori della Chiesa non possono semplicemente procedere come prima senza una speciale attenzione. Il fenomeno dei NMR è una sfida e un’opportunità. La Chiesa deve confidare nel fatto di avere le risorse per essere all’altezza della situazione. Come ha detto il Santo Padre ai Vescovi messicani il 12 maggio 1990, «la presenza delle cosiddette “sette” è sufficiente per fare un profondo esame della vita pastorale della Chiesa locale, cercando contemporaneamente risposte e orientamenti solidi che consentano di conservare e rafforzare l’unità del Popolo di Dio. Dinanzi a questa sfida avete opportunamente stabilito alcune opzioni pastorali […]. Queste opzioni vanno al di là di una semplice risposta alla sfida presente e vogliono essere anche vie per la nuova evangelizzazione, tanto più urgenti in quanto sono cammini concreti per approfondire la fede e la vita cristiana delle vostre comunità» (in L’Osservatore Romano, 14/15-5-90, p. 5).
Questo è l’approccio pastorale da adottare per affrontare la sfida dei NMR. La Chiesa non deve aver paura.
La Beatissima Vergine Maria è l’Aiuto dei Cristiani. Quando la Chiesa nella storia è stata minacciata da eresie, persecuzioni e scismi, Lei ha mostrato se stessa come madre. La Chiesa dovrebbe ardentemente pregarLa per un adeguato approccio pastorale al fenomeno dei NMR.
5 aprile 1991

Card. Francis Arinze
Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso
Relazione generale al Concistoro Straordinario del 1991