La (falsa) sorgente spirituale del Reiki: io sono dio e provo a salvarmi da solo

reiki3 Parlando con dei guaritori ReiKi ho sovente constatato che non si rendono quasi mai conto di ciò che avviene nel mondo spirituale nel momento in cui ci si mette a disposizione per incanalare l’energia ReiKi. Pensano: “se diffondi luce e amore, dev’esser per forza Dio”. Ma che cosa succede durante le iniziazioni?
“Durante il rito dell’iniziazione a Master, la natura e la consapevolezza di Buddha vengono messi a disposizione del nuovo Master, affinché le energie guaritrici ad esse connesse si possano risvegliare.” (6)
Con ReiKi faccio continuamente crescere in me la natura di Buddha – o la natura di Cristo, che per la comprensione orientale è la stessa cosa. “Dio, Cristo, Buddha – non importa il nome che dai alla personificazione della perfezione.” (6)

ReiKi diventa così una forma di divinizzazione dell’uomo.
“Prendi coscienza del fatto che Tu sei l’unico responsabile per tutte le cose e il Maestro della Tua vita e delle circostanze.” (9)
Tipico di questo è la preghiera che la prima Master germanica, Brigitte Müller, consiglia di pregare quale parte di una meditazione per la guarigione del mondo.

Eccone un estratto:
“Inizio con me stesso. Io sono un’anima vivente e lo Spirito di Dio abita in me, come IO. Io e il Padre siamo uno, e tutto ciò che il Padre possiede è mio. In verità io sono il Cristo di Dio.” (9)
La preghiera che accompagna il primo simbolo – Choku Rei – è la seguente: “Io vado nell’Infinito. Prendi la decisione. Avvolgi e vieni con tutte le Energie nel nucleo morale dell’essere.” (3)
La versione di una preghiera per il terzo simbolo, lo Hon Sha Ze Sho Nen, nomina espressamente lo Spirito di Dio. “Per una persona l’iniziazione può diventare una specie di ‘religione’, una connessione a Dio, a una Forza Superiore.” (3) “Questo contatto con una Forza Divina è talmente profondo che un uomo viene impressionato fino al suo intimo più profondo. Là avviene la necessaria liberazione dai sensi di colpa – un presupposto per canalizzare l’energia vitale universale.” (6)
La preghiera che si esprime prima di un trattamento con energia ReiKi avviene mentalmente o ad alta voce. Vi si esprime la richiesta di poter fungere da canale per ReiKi.
“Alzo la mano alla fronte, inchino il mio capo e il tronco, e lascio scendere le mie mani fino all’altezza del cuore. Questo rito è un segno di rispetto… L’unire le mani rivela l’unione delle mie parti Yin e Yang, dei miei lati di luce e di ombra.” (6)

Arriviamo al punto: el cristianesimo si tratta di essere onesti e riconoscere la propria colpa (il “lato d’ombra”), chiedere perdono (e non “armonizzare”), e accettare il perdono nella fede nel Salvatore Gesù Cristo. ReiKi è una forma subdola di autoredenzione.
Sparisce il bisogno di essere salvati/aiutati/amati da Dio.
Il perdono del peccato viene sostituito dalla “liberazione dei sensi di colpa”. La pienezza e la potenza dello Spirito Santo vengono sostituiti da legami con il mondo degli spiriti e dalle loro energie.
E’ un tentativo di trovare in sè quel che non abbiamo e di trovare un senso al dolore e al male cercando di sentirsi al timone della propria vita. Ma si è e si rimane da soli.
Nel cristianesimo  Dio è con noi, ci rendiamo conto del nostro limite e del nostro essere piccoli e indifesi di fronte agli eventi della vita.
Ma non siamo più soli e abbiamo un orizzonte grande che è quello del Paradiso e della Vita Eterna.
Gesù è con noi, morto e Risorto per noi.
La Sua forza è la nostra forza.
Il Suo amore è il nostro amore.
Siamo Amati. E la guarigione viene dall’Amore non da fantomatiche energie universali.

Ndr: Consigliamo quindi di evitare tale pratica e comprare un bel libro di spiritualità cattolica.