La volontà di Dio (dai Fioretti di Santa Chiara)

Ora Francesco si rivolgeva a Chiara per consigli e pareri. Ell’era ormai fonte di tale luce che in lei Francesco vedeva un riflesso della Divina Sapienza. Come la luna riceve il suo candore dai raggi del sole, così Chiara riceveva il suo splendore dalla Grazia di Dio. Francesco, quando voleva sapere quale fosse la volontà del Signore, ne chiedeva alla carcerata di San Damiano. Fin dall’inizio della sua conversione, France­sco era stato combattuto tra il desiderio della contemplazione e il dovere della predicazione. La chiamata di Dio non gli si presentò chiara. Il Signore lo voleva romito o lo voleva missio­nario ? Lo chiamava alla vita contemplativa o alla vita attiva ? Doveva pregare, tra boschi e dirupi, o doveva predicare sulle piazze e nei ca­stelli ? Di tratto in tratto questo dubbio l’assaliva, tra le selve d’alberi, dove coglieva frutti dolcis­simi per la sua anima contemplativa, o tra le selve degli uomini, dove coglieva frutti fragranti per le anime del prossimo assetato di carità. Per risolversi e tagliare ogni dubbio, ci voleva un segno preciso della volontà del Signore. Francesco avrebbe potuto chiedere questo segno, direttamente, a Dio. Invece si rivolse a Chiara. Ella sarebbe stata la sicura messaggera della volontà del Signore. Francesco chiamò a sé frate Masseo e gli disse – Va’ da suor Chiara, e dille che con alcune delle sue più spirituali compagne preghi il Signore di rivelarle che cosa sia meglio per me, o predicare o pregare. Poi va’ da frate Silvestro e digli la stessa cosa. Silvestro era l’unico sacerdote della prima bri­gata dei penitenti. Passava le sue giornate in pre­ghiera, lungo un canalone del Subasio.

Per questo Francesco aveva per lui gran rispetto e venera­zione. Frate Masseo si recò dunque a San Damiano e fece la sua imbasciata a Chiara. Ella raccolse le compagne e si pose in pre­ghiera dinanzi al Crocifisso che già aveva parlato a Francesco. Intanto Masseo salì verso il Subasio, in cerca di Silvestro. Il primo sacerdote francescano aveva già avuto visioni dalle quali si poteva facilmente dedurre quale fosse la missione di Francesco. Per esempio, un giorno, stando in preghiera, vide uscire dalla bocca di Francesco una croce d’oro che s’allungava e s’allargava fino a comprendere tutto il mondo e salire al cielo. Ciò significava che la predicazione di France­sco si sarebbe stesa su tutta la terra e sarebbe giunta fino al cielo. La risposta di Silvestro fu esplicita: – Questo dice Iddio, che tu dica a frate Francesco : il Signore non l’ha chiamato per se stesso, ma per le anime che per lui saranno salvate. Frate Masseo ridiscese su San Damiano. An­che Chiara aveva ricevuto la risposta, ed era la stessa di Silvestro: – Dì al padre che Dio lo vuole predicatore in mezzo al mondo. Quando Masseo fece ritorno alla Porziuncola, Francesco gli andò incontro con grande solleci­tudine. Gli lavò i piedi sudici dal camminare. Gli apparecchiò il desinare, perché si riavesse dalla stanchezza. Lo servì con umiltà.
Poi lo condusse in un luogo solitario, in mezzo al bosco. Gli s’inginocchiò dinanzi, si trasse il cappuccio, e facendo croce delle braccia, non gli chiese che cosa avessero risposto Chiara e Sil­vestro, ma disse: – Che comanda ch’io faccia il mio Signor Gesù Cristo ? Chiara e Silvestro eran per lui gli oracoli di Gesù. Masseo rispose: – A suor Chiara e a frate Silvestro il Signore ha rivelato la sua volontà : che tu vada per il mondo, a predicare, perché Egli non ti ha eletto per te solo, ma anche per la salute degli altri. Allora Francesco si levò da terra e con impeto disse ai compagni: – Andiamo, nel nome di Dio. Prese il bastone e s’inoltrò nella campagna, in direzione di Montefalco.
dai Fioretti di Santa Chiara

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