L’Occidente costruito dalla Chiesa

Nessun’istituzione ha contribuito più della Chiesa a plasmare l’Occidente. È questa la tesi sostenuta nel libro “How the Catholic Church Built Western Civilization” (Regnery Publishing), di Thomas E. Woods Jr., pubblicato di recente.

La Chiesa cattolica, osserva Woods, è stata trattata dalla stampa in modo piuttosto negativo, nel corso degli ultimi decenni, tanto che molte persone conoscono solo gli aspetti più bui della storia della Chiesa. Questo libro si propone di colmare questa lacuna, trattando succintamente, in una serie di capitoli tematici, alcuni ambiti in cui la Chiesa ha svolto un ruolo decisivo.

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Woods precisa che certamente la civiltà occidentale non deriva in modo esclusivo dal cattolicesimo. Tuttavia, è un fatto che comunemente non viene dato un riconoscimento adeguato al grande contributo della Chiesa in ambiti quali il diritto, la scienza, l’arte, la musica e l’architettura.

Una visione fortemente negativa ancora persiste riguardo al Medioevo, anche se Woods afferma che gran parte degli storici hanno ormai respinto il vecchio pregiudizio che considerava questo periodo come i secoli bui (“Dark Ages”). Sebbene vi sia effettivamente stato un periodo di declino nel corso del VI e del VII secolo, questo fu dovuto alle invasioni barbariche e alle continue guerre. Una distruzione che sarebbe stata peggiore se non fosse stato per l’impegno della Chiesa nel mantenere una qualche forma di ordine.

La civiltà moderna ha un particolare debito nei confronti del grande lavoro svolto dai monaci durante il Medioevo, sottolinea Woods. È stato nei monasteri che i grandi testi romani sono stati copiati e conservati per le future generazioni. E nonostante molti monasteri siano andati distrutti dalle ripetute invasioni barbariche nel corso dei secoli, altrettanti ne sono sorti per proseguire in questo lavoro.

La vita monastica medievale è stata essenziale anche per lo sviluppo dell’agricoltura. In particolare, migliaia di istituti benedettini hanno svolto un ruolo decisivo nella bonifica e nella coltivazione della terra. Essi hanno anche trasmesso alle popolazioni locali importanti tecniche quali l’allevamento di bestiame, la produzione di formaggi, la gestione idrica e l’apicoltura. Anche i monasteri cistercensi hanno svolto un ruolo importante, aggiunge Woods, nell’ambito dello sviluppo dell’energia idrica e della metallurgia.

Un periodo di apprendimento

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Lungi dall’essere un periodo d’ignoranza, il Medioevo ha visto la nascita del sistema universitario. La Chiesa costituiva il centro di questo sviluppo che è decollato nella seconda metà del XII secolo con gli istituti di Parigi, Bologna, Oxford e Cambridge. Il papato, spiega Woods ha svolto un ruolo centrale nell’istituire e incoraggiare le università. Ai tempi della Riforma, 81 università godevano dello statuto pontificio.

Anche la scienza moderna deve molto alla Chiesa cattolica. Tutti ricordano il contrasto tra la Chiesa e Galileo, che in realtà non era stato affatto così negativo come il mito popolare lo dipinge, sostiene Woods. La Chiesa era al centro degli avanzamenti nella scienza, con molti ecclesiastici che coniugavano la vocazione divina ad un interesse scientifico.

Nel XIII secolo, il dominicano San Alberto il Grande, ad esempio, era considerato come uno dei precursori della scienza moderna. E Robert Grosseteste, cancelliere dell’Università di Oxford e Vescovo di Lincoln, è descritto da Woods come uno dei più colti uomini del Medioevo. Tra le altre cose, egli è stato il primo ad aver messo per iscritto una procedura completa per lo svolgimento di un esperimento scientifico.

Il coinvolgimento della Chiesa nella scienza è poi proseguito nei secoli successivi. Nel XVII secolo, il sacerdote danese Nicolaus Steno ha stabilito gran parte dei principi della geologia moderna. E nel XVII e XVIII secolo, i gesuiti hanno dato importanti contributi alla scienza, in particolare negli ambiti della matematica e dell’astronomia.

Anche l’arte e l’architettura devono molto alla Chiesa cattolica. Quando gli iconoclasti dell’VIII e IX secolo volevano distruggere le immagini sacre e l’arte religiosa, è stata la Chiesa che ha posto resistenza contro questa eresia.

Nei secoli seguenti il patrocinio della Chiesa, che ha permesso la costruzione delle grandi cattedrali e delle innumerevoli opere d’arte, era al centro dell’arte e dell’architettura europee. I Papi in particolare, in qualità di patroni di molti grandi artisti, hanno reso possibile la produzione di inestimabili capolavori.

Diritto internazionale

La scoperta e la conquista del Nuovo Mondo, aveva posto i teologi cattolici di fronte alla necessità di elaborare i principi legali ed etici relativi al trattamento delle popolazioni autoctone dei nuovo territori. Uno tra i più noti è stato Francisco de Vitoria, un domenicano considerato tra i fondatori del moderno diritto internazionale. Egli ha difeso il principio secondo cui tutti gli uomini sono egualmente liberi e hanno il medesimo diritto alla vita, alla cultura e alla proprietà.

Vitoria, insieme ad altre figure come il domenicano Bartolomeo de las Casas, ha svolto un ruolo importante nella difesa delle popolazioni locali contro coloro che tentavano di relegarli ad una classe subumana, per legittimarne la schiavitù ed altre forme di maltrattamenti. Nonostante questi sforzi, molte ingiustizie sono state commesse, osserva Woods, ma i teologi spagnoli hanno dato importanti contributi a concetti come il diritto naturale e la guerra giusta.

Molti altri aspetti del sistema giuridico occidentale devono la loro origine all’azione della Chiesa, spiega l’autore del volume. Il codice elaborato dalla Chiesa per uso proprio, il diritto canonico, rappresenta il primo ordinamento sistematico di diritto elaborato nell’Europa medievale, che ha poi fatto da fondamento per i successivi ordinamenti giuridici secolari.

L’influenza della Chiesa è stata essenziale nell’assicurare, ad esempio, che per la validità del matrimonio fosse necessario il libero consenso sia dell’uomo che della donna. E la difesa della vita umana da parte della Chiesa ha indotto alla cessazione della pratica sia greca che romana dell’infanticidio. Anche altre pratiche barbariche come il duello o la faida familiare sono cadute in desuetudine grazie all’influenza della Chiesa. Il diritto canonico ha anche introdotto principi come la riduzione della responsabilità per circostanze attenuanti.

Opere di carità

La solidarietà cattolica è un’altro ambito preso in esame da Woods. Sin dai primi secoli la Chiesa ha cercato di alleviare le cause di sofferenza derivanti da carestie e malattie. Ispirati dal Vangelo, i fedeli erano incoraggiati a fare donazioni alla Chiesa perché questa potesse aiutare i bisognosi.

Nella prima Chiesa, gli ospizi erano organizzati per prendersi cura dei pellegrini, degli schiavi liberati e dei poveri. Anche altre categorie sociali, come le vedove e gli orfani, hanno tratto beneficio dalle istituzioni erette dalla Chiesa. L’istituzione di ospedali su larga scala è opera della Chiesa cattolica a partire dal IV secolo. E durante il Medioevo i monasteri erano diventati i dispensatori di cure mediche in molte zone.

L’estensione di questa opera è stata tale che coloro che osteggiavano i cattolici, dai pagani, ai riformatori protestanti, agli illuministi come Voltaire, tutti rendevano omaggio all’opera di carità della Chiesa.

Woods osserva inoltre che quando Enrico VIII aveva eliminato i monasteri dall’Inghilterra e confiscato le loro proprietà, il conseguente venir meno delle opere di carità ha portato a sollevamenti civili da parte della popolazione di alcune zone. E la nazionalizzazione della proprietà della Chiesa avvenuta durante la Rivoluzione francese ha portato, quasi 60 anni dopo, nel 1847, ad un calo del 47% nel numero degli ospedali in Francia, rispetto al 1789.

Woods conclude affermando che “i concetti che il cattolicesimo ha introdotto nel mondo sono parte talmente integrante di esso, che spesso gli stessi movimenti che li osteggiano sono a loro volta altrettanto intrisi di essi”. La Chiesa cattolica, prosegue l’autore, “non ha meramente contribuito alla formazione della civiltà occidentale, la Chiesa l’ha costruita”. Ciò nonostante, la cultura contemporanea ha voluto tagliare fuori se stessa da queste radici, osserva, molto spesso con pesanti conseguenze negative.