L’uovo di Pasqua e il suo significato simbolico

Quale è il vero significato dell’uovo di Pasqua?

Nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della Resurrezione, il suo guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente.

Secondo il paganesimo, invece, l’uovo è simbolo di fertilità:dell’eterno ritorno della vita.

Dipingere e decorare le uova durante il periodo pasquale risale a quest’ultimo periodo: donarne uno colorato era sinonimo di auguri e buoni auspici.

Queste piccole sfere ovaloidi, fragili e delicate, possono essere dipinte con colori naturali, un divertimento assolutamente innocuo per tutta la famiglia:le bucce di cipolla cotte e il tè, colorano di marrone; foglie di edera e ortica, le rendono verdi; zafferano cotto e cumino per il giallo; succo di rape rosse per il rosso.

Se volete colorale in modo duraturo, fate così: mettete le uova sode nell’acqua calda colorata finché non hanno raggiunto una colorazione abbastanza intensa.

Le uova crude, invece, dovranno essere cotte direttamente insieme al colore oppure alle foglie, poi fatte raffreddare nell’acqua.

Se aggiungerete dell’aceto i colori resteranno più brillanti. Per decorale fate così: svuotate le uova crude soffiando via il contenuto, poi dipingetele. Potrete usarle come decorazione per l’albero pasquale oppure per creare fantasiosi ramoscelli.

Il significato e la tradizione delle uova

In tutto il mondo, ormai, l’uovo è il simbolo della Pasqua. Da sempre le uova sono il simbolo della vita che nasce, ma anche del mistero, quasi della sacralità. Nel paganesimo, in alcune credenze, il Cielo e la terra venivano concepiti come due metà dello stesso uovo. Greci, Cinesi e Persiani usavano scambiarsi uova di gallina come doni per le feste Primaverili, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano regalate all’equinozio di primavera. Con l’avvento del Cristianesimo, l’uovo si legò all’immagine della rinascita non solo della natura ma dell’uomo stesso, e di Cristo. Nel Medioevo le uova venivano regalate ai bambini ed alla servitù per festeggiare la Resurrezione. Ancora oggi, in Germania e in Francia, vengono nascoste le uova nei giardini per poi invitare i bambini a trovarle. Nei Paesi Scandinavi le uova sono oggetto di giochi d’abilità ed assumono valenze particolari (andare in chiesa con in tasca un uovo nato il Giovedì Santo aiuterebbe a smascherare le streghe). In occasione della ricorrenza dei morti, celebrata il venerdì successivo al giorno di Pasqua, gli ortodossi usano ancora colorare le uova di rosso e metterle sopra le tombe, quale augurio per la vita ultraterrena. Pare che questa tradizione sia legata ad una leggenda su Maria. Si narra che la Madonna facesse giocare Gesù Bambino con delle uova colorate e che il giorno di Pasqua, tornata sul sepolcro del Figlio, vi trovasse alcune uova rosse sul ciglio. Si racconta, anche, che Maria Maddalena si presentasse all’imperatore Tiberio per regalargli un uovo dal guscio rosso, testimonianza della Resurrezione di Gesù e che Maria, Madre del Cristo, portasse in omaggio a Ponzio Pilato un cesto dorato pieno di uova per implorare la liberazione del Figlio.
Già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra si fa menzione di una spesa di 18p. per 450 uova rivestite d’oro e decorate, da donare come regalo di Pasqua. Tra le più celebri uova sono sicuramente quelle che il maestro orafo Peter Carl Fabergè ricevette nel 1883 dallo zar Alessandro, commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria.