Madre Elvira, madre dei giovani persi

Suor Elvira chiamata negli ultimi anni Madre Elvira, è una donna straordinariamente semplice, umile e coraggiosa, che ha fondato la Comunità Cenacolo, basando tutto su preghiera, lavoro e condivisione.
Vivendo accanto ai primi disperati che raccoglieva nel saluzzese in provincia di Cuneo, ha trasmesso loro uno stile di preghiera e di vita che si è riprodotto in maniera fedele nelle oltre 50 comunità che sono sorte negli anni in 3 continenti.
La preghiera è il fondamento della sua opera: il Rosario, l’adorazione che è ininterrotta in tutte le case della sua opera, la preghiera notturna mirata ai giovani persi nel male, la Coroncina della Divina Misericordia per riparare il male fatto e quello ricevuto, poi la S.Messa e altri momenti di spiritualità. Tanta condivisione e correzione fraterna, una correzione schietta e senza filtri, che aiuta a crescere e guarire.
Tutto alla Cenacolo educa ed evangelizza.
Chi l’ha conosciuta negli anni di massima forma fisica la ricorda incoraggiare e talvolta “fare lo shampoo” in maniera personale e mirata, raggiungendo subito il cuore dei problemi dei ragazzi e ragazze della comunità.
Ha avuto intuizioni straordinarie come quello di mandare in Missione in Sudamerica giovani ormai guariti da anni, per dare loro modo di restituire il bene ricevuto mettendosi a servizio dei bambini orfani del Sud del mondo.
Intuizione meravigliosa è quella dell’angelo custode: un giovane che per alcune settimane affianca chi arriva in fraternità distrutto dalla droga. E’ un tutoraggio per amore, instancabile e senza limiti, giorno e notte, l’angelo custode fa il lavoro che l’altro non riesce a fare, non dorme per vegliare chi vomita e vince l’astinenza, accompagna e ascolta le difficoltà di chi arriva direttamente dalle tenebre per mostrargli un po’ di luce.
Certamente Elvira ha avuto coraggio, tanta fede e fiducia nella Provvidenza e tanti giovani l’hanno seguita tanto che sono fioccate vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, attratte da una vita di preghiera, lavoro ma anche tanta gioia, verità (in comunità non si riesce e non si può nascondersi i rancori o i giudizi), accoglienza e serenità.
Ama definire se stessa e i ragazzi una comunita’ di peccatori.
Peccatori come ogni cristiano, pero’ con il dono di essere sempre in preghiera ed avere sempre persone che pregano le une per le altre.
Una suora che ha portato migliaia di giovani dalle tenebre alla luce.

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RITA AGNESE PETROZZI, conosciuta come MADRE ELVIRA e da tanti identificata come “la suora dei drogati”, nasce a Sora (FR) il 21 gennaio 1937. Ama definirsi “figlia di gente povera“. Durante la seconda guerra mondiale, insieme alla sua povera famiglia, emigra ad Alessandria, dove vive i disagi e la miseria del dopoguerra, divenendo in casa la “serva” di tutti. A 19 anni entra in convento a Borgaro Torinese, presso le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, dove da Rita Agnese diventa suor Elvira.
Intorno alla metà degli anni Settanta sente nascere dentro di lei come “un fuoco, una forte spinta interiore” a dedicarsi ai giovani che vede in quegli anni sbandati, persi, smarriti. Dopo una lunga, paziente e fiduciosa attesa, il 16 luglio 1983, a Saluzzo (CN), fonda la Comunità Cenacolo, che non è solo un’opera sociale o assistenziale, ma è soprattutto una “famiglia” fondata sulla fede, dove l’uomo ferito può incontrare un amore che lo accoglie gratuitamente, lo aiuta a guarire le ferite, lo sostiene e lo guida per ritrovare la Via della Verità, un amore esigente che lo educa alla bellezza della Vita vera.