Padre Pio e il S. Uffizio (Bruto Maria Bruti)

Un religioso che mostra doni straordinari “deve” essere sottoposto al giudizio dell’autorità ecclesiastica competente che deve verificare se si tratti di imbroglio, di pazzia o, peggio, di azione diabolica.
L’autorità eccelsiastica può e deve sottoporre il soggetto ad indagini (verifiche sulla dottrina, verifiche sui segni straordinari, verifiche sullo stato di salute mentale ecc.) e anche a “limitazioni”, sia per motivi prudenziali e sia per verificare l’umiltà e l’obbedienza del presunto mistico all’autorità della Chiesa.

Il presunto mistico va controllato nel tempo, specialmente nella conformità del suo insegnamenmto con quello della dottrina della Chiesa. In molti casi di falso misticismo, dovuto all’azione diabolica, si possono avere, per lungo tempo, guarigioni e insegnamenti corretti, questo per fuorviare i credenti, ma poi il diavolo comincia ad introdurre, all’interno di cose buone, i primi elementi di malizia e i primi errori dottrinali.
La caratteristica tipica dell’azione demoniaca non consiste nel presentare il male come male, ma di presentare il male sotto forma di bene.

Uno dei primi, fondamentali requisiti del vero misticismo è proprio l’obbedienza alla Chiesa, in special modo per un frate che fa voto di obbedienza: il voto di obbedienza significa che l’individuo, in ciò che è lecito, non segue la propria volontà ma la volontà di un superiore.
San Padre Pio ha sempre amato la Chiesa, ha sempre obbedito alla Chiesa e ha sempre insegnato che bisogna fare altrettanto.
E’ IMPOSSIBILE USARE PADRE PIO CONTRO LA CHIESA.
Nelle indagini che gli incaricati della Santa Sede dovevano fare su Padre Pio si inserì spesso, con il permesso di Dio, il “fumo” di Satana, per insinuare dubbi negli inquirenti in merito ai fatti: questi sospetti e questi dubbi fecero soffrire il Padre, ma l’obbedienza del Padre vinse gli inganni del diavolo.

Faccio notare che i giudizi “provvisori ” di un inquirente possono variare non perché cambiano i princìpi della legge ma perché si perfeziona la conoscenza dei fatti i quali vengono sottoposti al giudizio tramite la stessa legge.

Riporto alcune parole del Padre
“” Sono un mistero per me stesso, e se mi reggo, è perché il buon Dio ha riservato l’ultima e più sicura parola all’autorità su questa terra e non vi è norma più fedele del volere e del desiderio del superiore. A questa autorità mi affido qual bambino sulle braccia della madre”” ( lettera 347 )

Riflessione finale:

“”Dio non lo vediamo, né lo possiamo vedere in questa vita. Neppure Gesù lo vediamo. Vediamo però quello che lui ci ha lasciato: i suoi sacramenti e la sua Chiesa, che è come il Sacramento primordiale da cui tutto ciò che è sacramentale emana. Cristo e la Chiesa sono come una sola « persona mystica» (Sum. Theol. III, q. 48, a. 2, ad 1). Cioè un unico misterioso soggetto, un’unica arcana personalità. A Paolo che perseguita la sua Chiesa Gesù dice:
«perché mi perseguiti?». Quella fiducia che dobbiamo avere in Gesù, la dobbiamo quindi avere per la Chiesa e in particolare per quella funzione che nella Chiesa è il suo insegnamento, il suo “magistero”. Dice Gesù ai suoi apostoli: «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me» (Lc 10,16).”” ( Don Pietro Cantoni )

( Bruto Maria Bruti )