Pasqua: il passaggio del Signore (Bruto Maria Bruti)

Scrive Cesare Pavese, che morì suicida in un momento di solitudine e di depressione, che è proprio la piena consapevolezza della fragilità dell’essere umano e la mancanza di un appoggio “assoluto” che possono portare al suicidio in momenti drammatici della vita:
” Non ci si uccide per amore di una donna.
Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla ”
( Cesare Pavese, Il Mestiere di vivere ).

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Scrive lo psicolgo Paul Tournier che ” gli uomini sono sempre alla ricerca dell’aiuto divino: alcuni ne sono perfettamente coscienti, altri ne sentono soltanto una specie di inconscia nostalgia; alcuni lo cercano palesemente, con serietà e rispetto, altri nascondono i loro tentativi sotto le apparenze di battute scherzose o di bestemmie.

E’ l’unico sostegno all’altezza di soccorrere il loro infinito bisogno di sicurezza.

(…) Tutti sanno per esperienza come siano incerti gli aiuti che ciascuno può dare a se stesso, a prezzo di sforzi sovrumani (…)

Allora bisogna fare affidamento sugli uomini, sull’amicizia, sul buon cuore, sulla fedeltà?

Ma anche chi si ama profondamente (…) non sa rispondere a quest’interrogativo sempre in agguato:
– Mi amerai per sempre ?-

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Gli uomini cercano sempre un appoggio assoluto, un appoggio senza limitazioni e che può venire soltanto da Dio.

(…) Questo desiderio di trovare un punto d’appoggio è del tutto naturale, perché l’uomo è il più vulnerabile degli esseri viventi e il solo consapevole della sua fragilità.

(…) L’uomo è l’essere più consapevole dei pericoli che lo sovrastano, il solo a rendersi conto che deve morire.

Egli cerca inutilmente di chiudere gli occhi; continuamente capitano dei fatti che lo costringono a riflettere sulla sua precaria condizione.

Non capita più un cataclisma naturale sulla faccia della terra senza che gliene giunga notizia, ricca di ogni particolare;

però, ci sono dei fatti a lui più vicini che lo colpiscono più
direttamente:  un ragazzo, la cui salute sembrava perfetta, è vittima insospettata di un cancro che, al momento dell’operazione, si dimostra essere in uno stato così avanzato da rendere vano qualsiasi intervento; un amico spiritoso, prudente, posato che muore tragicamente in automobile; un bambino finisce sotto un camion; un giovanotto che prometteva molto e finisce nevrotico o alcolizzato.

In questo, tuttavia, non c’entra solo il caso; viene fuori anche la cattiveria degli uomini.

(…) L’uomo teme l’uomo, denuncia (..) il male che germoglia nel cuore degli altri uomini, da cui si sente minacciato (…)

Scrutando di più in se stesso, l’uomo scopre nel proprio intimo il male che attribuiva agli altri, l’aggressività, la gelosia, l’infingardaggine.

Quanto più tenta di conoscersi con franchezza, tanto più si scoraggia per le sue debolezze, per la sua incapacità di resistere alle tentazioni.

(..) L’appoggio di cui ha bisogno non riguarda solo la protezione contro le minacce dall’esterno, ma la protezione contro se stessi, per vincere la paura o l’emozione (…) e per debellare (..) desideri inestinguibili che lo tengono prigioniero.

Allora cerca ovunque dei punti di appoggio, forse dei sostegni fragili, a cui però si aggrappa e che rappresentano altrettanti simboli di un appoggio più totale, del quale rimane sempre in attesa.

Questo sostegno illimitato, che manca agli uomini in maniera tanto dolorosa, lo possono ritrovare solo in Dio. (…)””

Con Gesù Cristo, Dio viene incontro a questo profondo bisogno di aiuto che sta dentro di noi. Gesù assume volontariamente su di sé le conseguenze del peccato e cioè la sofferenza e la morte.

Ha preso su di sé le lacrime degli innocenti che sono perseguitati, torturati e uccisi, delle persone che marciscono nei campi di concentramento, ha preso su di sé il dolore degli ammalati, degli anziani abbandonati, dei bambini sfruttati, venduti e uccisi, il dolore dei profughi e di tutte le vittime della violenza e della guerra, l’infelicità e il tormento di coloro che sono caduti nel vizio e in tutte le molteplici forme di dipendenza.

Ha preso su di sé tutte le sofferenze morali e psicologiche, tutte le angoscie e le tristezze, ha preso su di sé l’immensa sofferenza di tutta l’umanità nata per il distacco da Dio avvenuto con il peccato originale.

Gesù, con la sua croce, è venuto a condividere la mia croce e con la sua resurrezione mi ha dato la speranza, rispondendo concretamente al mio bisogno, profondo, ontologico, di potermi abbandonare nel completo godimento di un eterno abbraccio e di poter ritrovare, dopo la morte, tutte le persone amate in questa vita, di poterle ritrovare felici nella casa del Padre, in una meravigliosa luce che tutto investe e penetra e di poterle amare con un amore senza limiti.
(Bruto Maria Bruti)