Preghiera di semplicita’ (Padre Andrea Gasparino)

sempliceUno dei libri piu’ conosciuti di p. Andrea Gasparino , ben noto maestro e guida delle scuole di preghiera e di ritiri di “deserto”, ha come obbiettivo facilitare le persone alla comprensione del vero significato della preghiera e di come praticarla in “semplicità”. E’questo anche il titolo dato al suo libro, che racchiude l’esperienza di un’intera vita spesa insegnando alle persone a pregare, e imparare a conoscere meglio il Signore.

Ecco come lo introduce lui stesso…
La preghiera di semplicità è alla portata di tutti. E’ la strada facile per gustare le gioie profonde della preghiera. E’ imparare a versare il cuore in Dio con fiducia e semplicità, come sa fare un figlio affettuoso con il papà o con la mamma, condividendo problemi, debolezze, gioie e pene per vivere nella luce di Dio tutte le cose della giornata…
P. Gasparino suddivide in tre parti la sua proposta di preghiera. In questa prima puntata parleremo della preghiera di semplicità come approccio per un comunicare semplice e cordiale con Dio per ringraziare, per riparare, per chiedere, per dividere con Lui ogni affanno e problema e avere luce su quel che Dio desidera da noi. Nessuno può dire “non sono capace” perché tutti siamo capaci di aprire il cuore ad una persona che si ama, di condividere gioie e pene con le persone care.
La preghiera di semplicità non è soltanto un discorrere con Dio delle proprie cose, ma deve giungere ad essere anche un ascolto affettuoso di Dio e sfociare in questa richiesta:
“Padre qual è la tua volontà per me oggi? Che cosa desideri da me oggi, in questa situazione? Che gioia attendi da me oggi?”.
L’istante in cui la preghiera di semplicità diventa preghiera di ascolto, diventa preghiera profonda, perché diventa preghiera di amore.
“La preghiera più è amore, più è preghiera” (P. De Foucauld).
La preghiera di semplicità ha radici profonde nella Bibbia. Il primo comando che Dio dà ad Abramo potrebbe proprio venire considerato come il primo consiglio di Dio sulla preghiera di semplicità. Dio dice: “Cammina alla mia presenza e sii perfetto” (Gn).
La preghiera di semplicità sta proprio nell’attuare questo principio semplicissimo di vita, di rapporto con Dio. Da questo principio è sgorgata tutta la potenza della spiritualità ebraica lungo i secoli. I Salmi sono percorsi incessantemente da questi slanci di preghiera. Si potrebbe concludere che ogni Salmo è una preghiera di semplicità. Per questo è possibile affermare che il Salterio – la liturgia delle ore – è il trattato più perfetto sulla “preghiera di semplicità”! Non è faticosa perché è varia, spontanea, che sgorga quasi da sola a motivo della nostra amicizia con Dio. Non è un “metodo” ma è la preghiera allo stato naturale, di tutti i tempi; possibile in ogni momento della giornata, in qualunque occupazione, in qualunque situazione. E’ la preghiera del buio e della luce, dell’aridità e del fervore, di tutte le stagioni del cuore: nel sereno e nella lotta, nello sconforto e nella gratitudine, nella prova e nell’entusiasmo.
La preghiera di semplicità ha appassionato tutti i Santi, ed è stato anche il metodo usato da S. Paolo per avviare i primi cristiani alla preghiera. Ecco come si espresse nella Lettera ai Filippesi (4,6-7): “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio – che sorpassa ogni intelligenza – custodirà i vostri pensieri in Cristo Gesù”.
E’ la preghiera dei sani e dei malati, dei bambini e degli adulti, dei sapienti e degli ignoranti. P, per tutti i momenti di debolezza, del peccatore che si pente e vuole tornare a Dio, ma è anche la preghiera del giusto che si intrattiene con Dio per essere ben fermo nella sua preghiera a Lui. Mette Dio al centro della nostra giornata. E’ una preghiera di riposo della mente e del cuore che costruisce in noi la pace, perché è un far convergere su Dio tutte le nostre preoccupazioni. Ed è anche entrare con intelligenza nei problemi, condividendoli in semplicità con Dio e affidandoli a Lui. Tutti i Santi hanno praticato la preghiera di semplicità. Ha scritto S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia: “E’ necessario immaginarsi di essere al cospetto di Cristo e imparare ad innamorarci in sommo grado della sua sacra umanità e a portarlo sempre dentro di noi, a parlare con Lui, chiedendogli aiuto nel bisogno, lamentarci con Lui nei nostri travagli, rallegrarci con Lui nelle gioie senza dimenticarlo mai a causa di esse… e senza andare in cerca di orazioni studiate, ma servendoci di parole che rispondono ai nostri desideri e alle nostre necessità”.
Anche i santi moderni sono stati appassionati della preghiera di semplicità. Papa Giovanni annotava così nel suo “Giornale dell’anima”:
“La mia giornata deve essere sempre in preghiera: la preghiera è il mio respiro. Il tenermi sempre con Dio, dal mattino alla sera e anche la notte, o con le cose di Dio, mi dà letizia perenne e mi induce alla calma in tutto e alla pazienza! Soprattutto voglio insistere nella cura delle sante intimità col Signore: tenermi in tranquilla e amorosa conversazione con Lui”.
(Padre Andrea Gasparino)

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