Questa ragazza ha trovato il cielo

Raphaella Vieira aveva gia’ conosciuto l’Amore, ma ora puo’ guardarlo negli occhi e testimoniare di averlo trovato davvero. Raphaella aveva 18 anni e partecipava all’Opera Shalom del Progetto Gioventù per Gesù a Fortaleza (Brasile). Insieme alla madre e a una vicina è morta la notte di sabato 7 maggio, vittima di un incidente automobilistico nel corso di un inseguimento della polizia nel quale è rimasta coinvolta la macchina sulla quale viaggiavano.

La testimonianza di Raphaella sorprende per la maturità, la presenza di Dio e la fermezza di chi ha fatto la scelta giusta: la santità. È stato questo il cammino che l’ha resa felice.

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Ecco quello che diceva Raphaella:

“La mia sarebbe solo un’altra storia se non avesse toccato la mia anima. Vi chiedete: ‘Ma chi è questo Dio?’ Questo Dio vi ama con un amore soprannaturale.

Non potete conquistarlo facendo i simpatici. Non potete perderlo essendo dei perdenti. Ma potete essere abbastanza ciechi da resistere a questo amore. Io sono stata così cieca. Ho avuto tutte le opportunità, i massimi esempi all’interno della mia famiglia, ma ho sempre voluto nascondermi, non cercare o fingere di non ascoltare quella verità.

Ero ipocrita quando dicevo che conoscevo Dio e che ero felice. Pura follia. La cosa peggiore è che lo gridavo ai quattro venti, in tutte le reti sociali, come fanno molte persone, perché credevo davvero di essere felice. Ma solo Lui sa quanto mi nascondevo dietro quel sorriso. […] Una cosa è certa: la via di Dio non è la più facile, ma è la più felice. Il Suo proposito è troppo elevato perché possiamo comprenderlo.

Sono arrivata al mio seminario con la faccia di una che diceva ‘Possiamo già tornare a casa?’, fino a quando non mi sono imbattuta in quel sorriso. Non era un sorriso comune, un sorriso che nasconde. Era un sorriso che dimostrava e traboccava amore. Mi chiedevo da dove emanasse quell’amore.

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Il secondo giorno, le ragazze che condividevano la stanza con me hanno fatto una specie di condivisione e hanno chiesto come Dio si fosse rivelato quel giorno. Avevo un nodo alla gola perché non sapevo come rispondere, perché pensavo che Dio fosse davvero lontano da me. Nella seconda adorazione ho avuto un’esperienza di apertura del cuore. Sono riuscita a vedere che Dio non si è mai allontanato da me, non ha mai smesso di prendersi cura di me, ho potuto ascoltare Lui, non i miei amici o i miei familiari. Sono riuscita ad ascoltarlo davvero.

Un Dio bello. Un Dio la cui bellezza aumenta man mano che ci avviciniamo a Lui. E anche di fronte alla mia piccolezza, a un’anima ferita dai peccati, ha rivelato il Dominio nella mia vita. Ed è questa la vera felicità, quella che ho cercato in tanti luoghi, in tante persone, in tante emozioni, ma che trovo solo in Lui. E a partire da quell’esperienza ho potuto assumere uno sguardo nuovo, un nuovo sorriso, un nuovo stile, una nuova speranza, una nuova ME.

Ho pianto come un neonato. Del resto, sono davvero rinata. È stato come un primo pianto, di libertà, di felicità, di un’immensità di buoni sentimenti. Dio rende sano ciò che era malato, rende giusto ciò che era sbagliato, dritto ciò che era storto… C’è un vero senso dell’inspiegabile nella mia vita. Un vero senso di felicità. Ho visto che non avevo bisogno dell’accettazione di nessuno che non fosse lui, che ci accetta come siamo, con i segni e i peccati che ci portiamo dietro.

Oggi posso dire di essere veramente felice. E sorrido al cielo, rido al vento, ho pensieri positivi e anche senza sapere come non smetto mai di ringraziare. Dio non vuole che vi limitiate a credere nella sua esistenza, vuole che andiate con Lui! Non importa la distanza, Dio vi raggiungerà. Io ho trovato l’amore. L’amore che trabocca e mi impedisce di tenerlo per me, che mi fa aspirare sempre più a che ciascuno abbia la mia stessa esperienza”.

Raphaella Vieira

di: www.aleteia.org