Catecumenato. Rinascere con il Battesimo (12/16)

UNA RINASCITA PASQUALE

Con la celebrazione del sacramento del Battesimo, che generalmente aveva luogo nella notte di Pasqua o, per estensione, nel Tempo di Pasqua, i catecumeni, rinati dall’alto, celebrano unitariamente la cresima e l’Eucarestia ed è la festa di tutta la comunità cristiana. Ascoltiamo come Giovanni Crisostomo descrive la gioia di questa celebrazione pasquale:

AIUTA CON UN PICCOLO CONTRIBUTO:

“Appena i battezzati escono dalle vasche, tutte le persone presenti alla celebrazione li accolgono con manifestazioni di affetto, abbracciandoli calorosamente e congratulandosi con essi perché, da schiavi e prigionieri quali erano, sono diventati uomini liberi e figli adottivi, che il re invita alla sua mensa. Così subito dopo l’uscita dalle vasche, vengono accompagnati alla mensa sublime, ricolma di beni, ove mangiano il corpo e bevono il sangue del Signore. Essendo rivestiti di Cristo, essi ovunque si muovano riverberano uno splendore che uguaglia quello dei raggi del sole.”
(Giovanni Crisostomo, Catech. ad illum. 2,27)

“Oggi vedo un’assemblea più sfavillante del solito: è la Chiesa di Dio, che festeggia i suoi figli,e come una madre affettuosa, spinta dalla contentezza di vedere attorno a sé i propri figli, si abbandona a salti di esultanza, così la Chiesa, madre spirituale, trabocca di allegrezza davanti a questi figli che, quali mistiche spighe, vede cresciuti sul suo fertilissimo terreno, e formano il suo vanto.”
(Giovanni Crisostomo, Catech. ad illum. 4,1)

Ormai i nuovi battezzati non sono chiamati più catecumeni, ma fedeli, perché la loro fede è stata sigillata dallo Spirito Santo. Ma non basterà conservarla, occorrerà farla crescere costantemente, come insegna la parabola dei talenti (cfr. Mt.25,14-30) e su questo ci sarà un giudizio (Mt.25,31-46). Non a caso questi passi, nei Vangeli, si situano immediatamente prima del racconto della Passione del Signore che Egli stesso definisce il Suo battesimo (cfr. Mc.10,38s). Questo, in qualche modo, illumina lo stretto legame che c’è tra Battesimo, Pasqua ed Eucarestia.
Ascoltiamo in proposito le esortazioni di Ippolito e Giovanni Crisostomo:

“Quando il rito sarà terminato, ognuno si applicherà a compiere buone opere, a piacere a Dio, e a comportarsi bene, ad essere zelante per la Chiesa, mettendo in pratica ciò che ha imparato e progredendo nella pietà.”
(Ippolito di Roma, Tradizione Apostolica)

“Imitate dunque Dio secondo le vostre possibilità, e secondo il suo ordine, in tutto ciò che vi ha affidato. Accrescete la santità che avete ricevuto; fate brillare e risplendere ancora più la giustizia e la grazia del vostro battesimo; comportatevi come San Paolo che col suo lavoro, la sua attività e il suo zelo aumentava di giorno in giorno le ricchezze che Dio gli aveva comunicato.”
(Giovanni Crisostomo, II Catech. ad illuminandos, 1)

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MISTAGOGIA

Se quindi il Battesimo è il punto di arrivo di un percorso catecumenale che, come abbiamo visto, si articola in molti momenti e tappe e può durare anche qualche anno, esso si configura pure come il punto di partenza di una nuova vita in cui l”uomo nuovo’ che è stato gestato durante tutto questo tempo è venuto alla luce nelle acque del Battesimo in coloro che ora sono chiamati i ‘neofiti’. Questi ‘nuovi illuminati’, come vengono anche definiti, muovono i loro primi passi nella nuova vita dello Spirito e per questo la Chiesa li segue da vicino come una Madre che allatta il piccolo appena nato in un tempo intenso e gioioso che va sotto il nome di Mistagogia.
Nel corso della settimana che segue immediatamente la celebrazione del battesimo, i neofiti ritornano quotidianamente in chiesa per ascoltare il commento ai sacramenti che hanno appena ricevuto. Sentiamo quale gioia suscitano queste catechesi mistagogiche nel racconto del vescovo Egeria:

“Solo i neofiti e i fedeli che vogliono sentir parlare dei misteri entrano nell’Anastasis Le porte vengono chiuse perché nessun catecumeno si avvicini. Mentre il vescovo tratta tutte queste cose e le spiega, le grida di approvazione sono tali che persino fuori della chiesa si sentono le voci”. (Egeria, Diario di viaggio, 47)

“Dice infatti la Scrittura:’Quanti siete battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo’ (Gal. 3,27). D’ora innanzi, dunque, comportatevi sempre in maniera da farvi riconoscere come portatori di Cristo, il creatore dell’universo e il Signore degli uomini. Quando nomino Cristo, nomino anche il Padre e lo Spirito Santo.”
(Giovanni Crisostomo, Catechesi IV,4)

“Imitatelo dunque, se volete farvi chiamare neoilluminati, non per due, tre, dieci giorni, ma per dieci, venti, trenta anni e oltre; se volete cioè conservarvi degni di questo appellativo per tutta la vita”.
(idem, Catechesi V,20)

Tanti altri sono poi i contenuti di queste catechesi mistagogiche di cui abbiamo testimonianze anche nei sermoni di S. Agostino che qui non è possibile riportare tutti per brevità.

Segno di questa vita nuova è la veste bianca che il neofita ha indossato. E’ un invito a condurre una vita secondo Cristo, che sia una testimonianza permanente davanti agli uomini:

“Quelli che portano Cristo stesso non sulla veste,ma nell’animo, quale loro ospite, insieme con lo Spirito Santo, dovranno comportarsi con fierezza e dignità, per far conoscere a tutti, attraverso una vita austera e ordinata, l’immagine del re che è ospite della loro anima”.
(idem, Catechesi IV,17)

E molti accoglieranno queste esortazioni testimoniando la loro fede fino all’effusione del sangue:

“Essi non mostrarono dunque arroganza verso i deboli, ma al contrario soccorsero con i beni spirituali, di cui abbondavano, coloro che ne avevano il più grande bisogno; avevano per essi sentimenti materni e per essi versarono abbondanti lacrime davanti al Padre. A Questi chiesero la vita, Egli la diede loro ed essi la diedero a coloro che li circondavano e, vinte tutte le battaglie, se ne andarono verso Dio. Avevano sempre amato la pace; ce la trasmettevano e con essa se ne andavano presso Dio, senza lasciare dolore alcuno alle loro madri né ai loro fratelli, nessun turbamento e nessun dissenso, ma solo la gioia, la pace, la concordia e la carità.”
(Eusebio, Hist. Eccl. V,2, 5-6)

(segue)