Segni e riti dell’ammissione al Catecumenato (8/16)

Come abbiamo intravisto in precedenza nel racconto di Origene, già l’ammissione al Catecumenato si struttura come un dialogo liturgico accompagnato anche da segni e riti di cui si ritrovano testimonianze anche in epoca più tarda e tracce permangono ancora oggi anche nel rito del Battesimo dei bambini. Tra questi segni annoveriamo:

– l’iscrizione del nome:

AIUTA CON UN PICCOLO CONTRIBUTO:

“Chi desidera ricevere il dono del santo battesimo si presenti alla Chiesa di Dio. Sarà ricevuto da colui che è preposto a questo ufficio, secondo l’uso che si è stabilito di iscrivere coloro che si accostano al battesimo.
Egli si informerà sulla sua condotta. Questo compito è adempiuto, per coloro che saranno battezzati, da colui che si chiama ‘garante’. Colui che è preposto a ciò iscrive il nome nel libro della Chiesa e vi aggiunge anche quello del testimone, o del pastore di quella città o di quella parrocchia”
(Teodoro di Mopsuestia, Hom. XII (I sul battesimo), n. 14 Antiochia V° sec.; in Les Homélies catéchétiques de Théodore de Mopsueste, ed R. Tonneau e R. Devresse, Studi e Testi 145, collezione, Città del Vaticano (1949));

– il segno della croce ed il rito del sale (quest’ultimo si faceva nei nostri battesimi fine a qualche decennio fa’ e tuttora sussiste nel rito della Chiesa ortodossa):

” Dopo quest’esposizione si deve chiedere al candidato se crede a quanto si è detto e se desidera conformarvi la vita. Quando avrà risposto affermativamente, senz’altro bisogna far su di lui solennemente il segno della croce e trattarlo secondo l’uso della Chiesa. Riguardo al segno (del
sale) di cui si è veramente cibato, dopo avergli opportunamente spiegato che i segni delle realtà divine sono visibili, ma che in essi si onorano le stesse realtà invisibili, e conseguentemente che quella materia santificata dalla benedizione non deve più essere considerata come lo è nella vita ordinaria, bisogna pure dire quale significato abbiano le parole da lui ascoltate, che cosa dia loro sapore, di che quella realtà sia simbolo.”
(Agostino, De Catechizandis rudibus 26,50; PL 40);

– scrutini ed esorcismi (quest’ultimi tuttora presenti anche nel rito del battesimo dei bambini):

“Tutti i riti sacramentali compiuti su di voi dal ministero dei servitori di Dio, gli esorcismi, le preghiere i salmi, le insuflazioni, il cilicio, gli inchini di testa, le genuflessioni… tutto ciò, ve l’ho detto, è il cibo con cui vostra madre vi alimenta nel suo seno per potervi far rinascere dall’acqua del battesimo e presentarvi a Cristo esultanti di gioia”
(Quodvultus vescovo, Sermo ad catech. De Symb., PL 40,p. 659s)

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“Ciò che noi cominciamo in voi mediante gli esorcismi compiuti in nome del vostro Redentore, compitelo con un esame appropriato della vostra anima e con la contrizione del cuore…Io vi chiedo soltanto una cosa, di dare il concorso della vostra volontà al Redentore che viene a liberarvi”
(Agostino, Sermo 216, 6s);

– e la rinuncia agli idoli:

“Credenti in Cristo che avete abbandonato gli idoli, tutti, vi consiglio, in poche parole, per la vostra salvezza. Se una volta vivevi nell’errore, ormai dedicato a Cristo, abbandona ogni male, e poiché conosci Dio, sii buona recluta (=catecumeno), provata e il tuo verginale pudore viva nell’Agnello. Il tuo spirito sia sollecito del bene: fa’ attenzione a non peccare come un tempo. Il battesimo ti toglie la macchia originale. Se qualche catecumeno che ha peccato viene punito, viva tuttavia militando, anche se non senza danno. In sostanza: evita sempre le colpe gravi.”
(Commodiano, Instruct. II,5; PL 5, col. 236, n.46)

Anche il Catecumenato, come vedremo più avanti, proseguirà segnato da momenti catechetici e liturgici che hanno lo scopo di scandire in tappe l’iniziazione cristiana di coloro che si avvicinano al battesimo; tappe che nel corso dei primi secoli vanno definendosi sempre più chiaramente.

(segue)