Storia di un’amicizia – Testimonianza di Sara

L’amicizia è una di quelle cose che riesce a metter tutti sullo stesso piano, in cui non importa quello che si ha ma quel che si da, di se stessi…. ecco quello che ci avvicina sempre più ai nostri amici della stazione! Ricordo la prima volta che ho incontrato Michele, un uomo sulla cinquantina danni dall’aspetto austero, e molto serio. Sempre vestito elegante con il suo borsone. La nostra presenza nella saletta d’aspetto della stazione gli recava molto fastidio e spesso, al nostro arrivo, s ne andava oppure metteva le cuffiette e ascoltava la partita. Ma una sera le cose sono andate diversamente…

Mentre stavo parlando con altri amici della stazione, Michele si è avvicinato un pò alla volta e, pur senza perdere la sua espressione seria, ha cominciato a far delle domande; si chiedeva chi fossimo noi, che ogni settimana andavamo lì portando niente più che un bicchiere di the e qualche brioche. Inizialmente la nostra risposta non è stata forse soddisfacente ma da quella sera  qualcosa è cambiato, qualcosa si è smosso e in poco tempo non solo arrivando potevamo ricevere un suo sorriso, ma anche scambiare due chiacchiere con lui!!… Con i volontari abbiamo deciso di festeggiare i compleanni dei nostri amici e, avendo chiesto anche a Michele la data del suo compleanno, il tal giorno ci siamo presentati con tanto di torta, alle pesche ricordo!!… Il nostro amico ha subito mutato atteggiamento, per un attimo è diventato nuovamente il signore con cui era impossibile comunicare, di qualche mese prima…

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L’anno dopo lo stesso giorno, siamo tornati non senza torta e, non senza un pò di fatica, alla fine si è lasciato andare e si è mostrato anche contento del gesto. Il caro Michele è di poche parole, spesso ci si accorge delle “serate no” in cui preferisce restare in disparte, ed è anche questo il bello dell’amicizia…essere se stessi sempre, sapendo che gli altri possono capirti e amarti proprio per questo ma in questi anni a poco a poco l’abbiamo conosciuto meglio e piano piano ci ha lasciato entrare in punta di piedi nella sua vita. Ogni tanto ha il “vizio” di sparire per qualche settimana, e le sue mete sono Genova oppure la Toscana, se in qualche modo vuol tornare all’affetto dei cari, mi pare del fratello in particolare… Michele non lascia mai trapelare i suoi sentimenti, non più di tanto ma è impossibile non vedere quanto bene ci voglia…e quando qualcuno di noi manca per un pò di volte al prezioso appuntamento del martedì esordisce “allora?…passata la febbre contagiosa dello studio o del lavoro”??…

Con gli amici si condividono i momenti bui, e con lui in particolare nelle cosiddette “serate no” la rabbia e la tristezza della vita di strada, gli episodi spiacevoli che viveva nella quotidianità, come quella volta in cui sia lui che tutto glia altri avevo perduto tutte le coperte e non potevano più andare a dormire nel solito posto… era pieno inverno e il freddo era pungente… E poi arriva anche il momento di condividere le gioie e le piccole o grandi soddisfazioni…  Proprio l’altra sera Michele, dopo un’attesa che dura da molti anni ha ricevuto la chiamata per l’attribuzione della casa!…

In questi giorni dovrebbe presentarsi per svolgere le svariate pratiche burocratiche e per poi forse scoprire che la sua pazienza immensa è stata premiata! Lo accompagniamo nella preghiera e il ricordo quotidiano che rendono più atteso e bello l’incontro del martedì sera…
(Sara – volontaria gruppo Stazioni degli Amici di Lazzaro)