Storia. Le Crociate

Si trattò di un pellegrinaggio armato, nient’altro. Le Crociate furono otto, di cui solo due vittoriose. Gli scontri si svolsero in Terrasanta e i periodi bellici durarono in tutto pochi decenni su diversi secoli. La maggior parte dell’Islam quasi non se ne accorse.

Il papa Urbano II, a Clermont nel 1096, le “lanciò” quasi per sbaglio. In sostanza egli disse agli irrequieti signori feudali: perché anziché battervi tra voi non andate a proteggere i pellegrini cristiani? Infatti le cose a Gerusalemme si erano messe male, proprio perché una corrente “integralista” islamica aveva preso il sopravvento. Fino a quel momento i Luoghi Santi erano stati custoditi dai Bizantini, eredi anch’essi dell’Impero Romano, ma erano stati sconfitti e cacciati.

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Quando si sente parlare di Bisanzio si pensa sempre a corruzione, omicidi, lotta per il potere. Ma i bizantini chiamavano se stessi romàioi, cioè “romani”, e rum (ancora “romani”) gli islamici chiamavano gli occidentali (tracce ne troviamo anche oggi nella “Romania” e negli zingari rom). Bisanzio, finché esistette, costituì il baluardo dell’Occidente contro i Persiani, i musulmani, gli slavi, i mongoli, e le tribù balcaniche. Anche nei suoi imperatori peggiori questo compito non le venne mai meno, fino alla sua caduta nel 1453. Non si dimentichi che fu Bisanzio a cristianizzare i popoli della Rus’, a cominciare dal principato di Kiev.

Insomma, stupendo lui per primo, l’appello del Papa provocò una valanga. Ma le Crociate fallirono per le beghe interne dei principi cristiani e per il sabotaggio di Venezia, interessata solo ai suoi traffici. Ma anche per motivi pratici. Chi ha letto Robin Hood sa che Riccardo Cuor di Leone, assente per la Crociata, si vide soffiare il trono da suo fratello Giovanni Senza Terra (che adesso ebbe la terra).

L’episodio serve a far capire che nessuno aveva un reale interesse a partire per le Crociate. L’interpretazione (stantìa) marxista parla di “motivi economici”. Ma i motivi economici, semmai, consigliavano di restare a casa. Invece un viaggio di anni, irto di pericoli, per andare a combattere vestiti di ferro nel deserto a cinquanta gradi all’ombra, con la concreta prospettiva di non tornare vivi. O di tornare e trovare un disastro a casa. C’erano sì gli avventurieri, nelle Crociate, quelli senza nulla da perdere. Ma i più andarono realmente per sciogliere il voto religioso. Federico Barbarossa ci morì annegato, san Luigi IX di Francia ci morì di peste, Riccardo d’Inghilterra si ritrovò col trono usurpato.

Ci furono ombre, come in tutte le cose umane, ma anche luci. Baldovino, il re lebbroso, si faceva portare in battaglia in barella. Goffredo di Buglione stupiva i musulmani perché la sua tenda, contrariamente a quelle dei capi islamici, era austera e disadorna. I musulmani gli chiesero di mostrar loro la sua forza leggendaria: gli portarono un vecchio cammello (uno scherzo di natura: gigantesco) e gli chiesero di decapitarlo con un solo colpo. Lui eseguì.

Riccardo Cuor di Leone, armato di un’ascia, tenne da solo la spiaggia in cui stava sbarcando l’esercito cristiano: i nemici, stupiti e ammirati, smisero di combattere. Il duca Boemondo non era uno stinco di santo, ma quando vide i suoi quaranta cavalieri accerchiati da quattromila musulmani, confessò pubblicamente i suoi peccati, poi ordinò l’assalto e riuscì a rompere l’assedio. Pochi Templari tennero Acri per mesi, di fronte a centomila nemici, sacrificandosi per far fuggire i cristiani.

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Proprio il periodo delle Crociate fu quello dello scambio più intenso e proficuo tra le due culture. I problemi sorsero perché i crociati (tra cui molte donne-crociato), sciolto il proprio voto, se ne tornavano a casa. Ma è inutile conquistare qualcosa se poi non la si tiene. Cominciarono i Templari.

Alcuni cavalieri francesi decisero di farsi monaci e restare là. Però armati, per difendere i pellegrini. Altri ordini seguirono, come gli Ospitalieri, i Teutonici, i Portaspada di Livonia, eccetera, che si dislocarono lungo tutte le frontiere della Cristianità.

Questi monaci-cavalieri applicarono alla perfezione le norme della Chiesa sulla “guerra giusta”. Già da tempo, infatti, la Chiesa aveva cercato di porre un freno alla guerra: era ineliminabile, ma almeno la si poteva dotare di regole, rendere cioè “cavalleresca”.

Poco a poco, e sotto pena di scomunica, cominciarono le “tregue di Dio”, le “paci di Dio”, il divieto di combattere nei periodi di ricorrenze religiose, la distinzione tra combattenti e civili, il diritto di asilo, il trattamento dei prigionieri, eccetera. Tutto ciò costituirà la base del diritto internazionale odierno, e il suo corollario di “diritto bellico” (è il motivo per cui si possono perseguire penalmente i “criminali di guerra”).

Le Crociate videro moltissime pause di tranquillità, nelle quali cristiani e musulmani convissero in Palestina. I crociati portarono molte novità in Europa, novità apprese dal contatto con l’Islam.

Rino Camilleri (Fregati dalla scuola)