Storia. Nascita della Massoneria (23)

Il 24 giugno 1717, festa di san Giovanni Battista nonché equinozio estivo, a Londra veniva creata la Massoneria moderna o “speculativa”. Si tratta di un fenomeno della più grande importanza per il mondo moderno: merita un cenno a parte. Il termine si rifà alle corporazioni dei costruttori medievali, muratori in italiano, maçons in francese e masons in inglese. Tali corporazioni erano quelle che avevano edificato le cattedrali, monumenti “unitari” del Medioevo (“unitari” perché in essi tutte le discipline confluivano: l’architettura, la scultura, la pittura, la musica, e anche l’astrologia, l’alchimia, la matematica, oltre naturalmente alla religione: insomma si trattava di vere e proprie “summae” del sapere); perciò erano considerate un po’ l’élite dei lavoratori. In esse si entrava da apprendista e si imparava a squadrare la pietra, ma si arrivava via via al grado di architetto. Accanto ai cantieri sorgevano le “logge”, dove i costruttori si riparavano dalle intemperie e insegnavano il mestiere ai giovani.

Poiché l’apprendista, da contratto, andava a vivere in casa del maestro, dal maestro doveva ricevere anche l’istruzione religiosa e morale, cosa che veniva eseguita prendendo a simbolo ed esempio le attività della costruzione (non per nulla il termine “edificazione” indica contemporaneamente il costruire e anche l’effetto del buon esempio morale). Questa fu detta Massoneria “operativa”, proprio perché aveva scopi solo pratici.

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I facenti parte della corporazione si spostavano di continuo per lavoro, in tutta Europa, ovunque c’era un cantiere aperto. Poiché i tagliatori della cosiddetta “pietra franca”, molto pregiata, erano grandemente richiesti, e poiché non si poteva sottoporli a prova rovinando del prezioso materiale, coloro che avevano imparato quest’arte venivano muniti di segni segreti di riconoscimento che li mettessero in grado di trovare lavoro in tutti gli angoli della Cristianità. Da qui il termine franc-maçon, o frammassone. Ma “franco” ha anche il significato di “libero”, per cui in inglese divenne freemason, o “libero muratore”.

Per avere le spalle coperte da ingerenze governative, man mano che le monarchie diventavano assolute, tali corporazioni presero l’abitudine di ammettere nel loro seno personaggi altolocati come “muratori onorari”. Molti nobili e letterati di corte ottennero questo onore, in cambio della loro protezione. Finì che essi stessi chiesero di far parte della corporazione, specialmente quando la magia rinascimentale divenne lo sport preferito dalle classi colte.

Si sparse la voce che il segreto alchemico della Pietra Filosofale, dell’Elisir di Lunga Vita, del Graal e della possibilità di fabbricare oro era detenuto dalle corporazioni muratorie. Non era vero, ma i “segreti” del mestiere finirono con l’essere interpretati così.

All’inizio del Settecento le corporazioni muratorie avevano ormai perso ogni carattere “operativo”, e vi restavano solo gli “speculativi”, cioè quelli che col mestiere muratorio non avevano proprio nulla a che fare. Nel 1717 le quattro principali logge inglesi si unificarono nella Gran Loggia di Londra e si diedero degli statuti.

Il ricordo dei massacri delle guerre di religione e il positivismo scettico ormai imperante fece sì che la Massoneria moderna si venisse a configurare come una specie di nuova religione, una “religione dell’umanità” di tipo deista. Cioè: esiste un Grande Architetto dell’Universo al di sopra delle religioni e delle chiese; basta riconoscerlo e, a qualsivoglia religione si appartenga, si può operare per il bene dell’umanità sotto la guida di alcuni saggi. Nasce qui il moderno concetto di “tolleranza”, che non ha nulla a che vedere col significato etimologico del termine.

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In sé significa infatti “sopportazione”, e così era inteso in precedenza. Ogni credo religioso ha la pretesa di essere “la verità” e al massimo “sopporta” chi la pensa diversamente, sperando di convincerlo a convertirsi. Ora invece si parlava di “relativismo”: ogni credo era relativamente vero, essendo in realtà solo parte di una verità più alta. Questa verità era posseduta dalla Massoneria, di cui chiunque poteva far parte, a patto che abbandonasse la pretesa alla verità assoluta delle sue credenze.

Pochi anni dopo la sua nascita la Massoneria ricevette la prima delle quasi seicento condanne da parte della Chiesa Cattolica, la quale vi vide subito una pericolosa religione alternativa e concorrente.

D’altra parte la Massoneria si rivestì immediatamente di riti e di miti fondanti, come quello di Hiram (il leggendario costruttore del Tempio di Salomone) e dei Templari (supposti antesignani della Massoneria speculativa). Quasi immediatamente la Massoneria si scisse e diversificò in molteplici “obbedienze”, con una pluralità di rituali che sopravvivono ancora oggi. I tronconi principali si distinsero in “razionalisti” ed “esoteristi”, quelli cioè che privilegiavano la riforma della società in senso anche politico e quelli che invece privilegiavano l’aspetto “magico” e “occulto” del sapere.

Qualche governante si impensierì e vietò queste associazioni; altri invece entrarono a farne parte Così Federico di Prussia, per esempio, e lo stesso Luigi XVI. In tutti i casi far parte della Massoneria divenne ben presto l’attività preferita delle classi alte; cosa che attirava tutti quei letterati, legulei, poeti, musicisti, filosofi, che avevano bisogno del favore dei potenti per vivere. Per non dar troppo nell’occhio alla Chiesa e ai governi ostili la Massoneria scelse il segreto, curando però di tenere stretti collegamenti tra i “fratelli” di tutto il mondo.
Rino Camilleri – Fregati dalla scuola