Storia tra Islam e Cristianesimo

A soli vent’anni dalla morte del Profeta gli Arabi musulmani (ex pastori e cammellieri, ora guerrieri) conquistarono tutta l’Africa cristiana ed ex romana, sconfissero la superpotenza dell’Oriente (L’impero persiano) e minacciarono seriamente Bisanzio. In più strapparono la Spagna ai Visigoti ed avrebbero invaso l’Europa se Carlo Martello non li avesse fermati sui Pirenei. L’espansione cattolica, impedita a Sud e ad Est dall’Islam, e poi dal protestantesimo a Nord, provvidenzialmente si diresse a Ovest, sulla rotta di Colombo. Ne riparleremo.

I musulmani, adesso a contatto con l’ambiente greco-bizantino e romano-africano, si dotarono di una raffinata cultura: filosofi e scienziati crearono l’alcool, L’alchimia, L’algebra, i logaritmi, i numeri “arabi” con lo zero. Termini astronomici come “zenit” e “nadir” sono arabi, si sa. Furono anche audaci navigatori e fini costruttori. Da essi i cristiani impararono molto. Dividevano il mondo in due: i seguaci del Profeta e gli altri. Tra questi ultimi i fedeli del Libro (ebrei e cristiani) erano tollerati, ma considerati cittadini di second’ordine. Tutti gli altri potevano essere trattati da schiavi o uccisi se non si convertivano. Ma l’Islam non fu mai un’entità monolitica; conobbe quasi subito divisioni e scuole di pensiero. Quando quelli che oggi definiremmo “integralisti” presero il sopravvento le cose precipitarono e la pacifica convivenza non poté più continuare. Per questo sorsero le Crociate.

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Non solo. Dal XV secolo in poi la cultura islamica comincia a decadere, perdendo per strada scienza e filosofia. Mancò loro infatti la sintesi di fede e ragione operata da san Tommaso e dalla Scolastica. Per il musulmano Dio è impenetrabile, inconoscibile ed arbitro assoluto di tutto. Di fronte a lui l’unico atteggiamento giusto è quello del muslim, “il sottomesso”. La pioggia cade in giù perché Dio vuole così; ma potrebbe volere anche il contrario. Dunque è inutile chiedersi perché la pioggia cada anziché ascendere; inutile investigare i misteri della natura, tempo perso. Invece dice san Tommaso che Dio non può sovvertire le leggi fisiche che Lui stesso ha posto, perché, essendo sommamente razionale, non può contraddirsi. Da qui la spinta in avanti del Cristianesimo. Il Cristianesimo è l’unica religione con una “teologia”, cioè una disciplina apposita che studia Dio. Dunque Dio è conoscibile, e l’uomo (che ha una ragione fatta a immagine e somiglianza di Dio) può investigarlo. Anche attraverso lo studio della natura e la riproduzione dei fenomeni naturali in laboratorio. Insomma anche l’uomo può fabbricare fulmini, come Dio, e non c’è nulla di male in questo. Anzi. Tutto è buono, a patto di usarne bene. Tra parentesi è il Cristianesimo a introdurre il concetto di “progresso”: la storia del mondo, dice, ha un inizio (la Creazione) ed avrà una fine (L’Apocalisse e il trionfo finale di Cristo), dunque va “avanti”, e si deve preparare il terreno perché tale trionfo giunga presto. Il mondo pagano, invece, era fatalista, cioè credeva nel Fato, entità cieca che regola i destini degli uomini come gli pare, senza un scopo preciso; il mondo pagano non andava da nessuna parte: così era, così era sempre stato e così sempre sarebbe stato. Dunque l’idea di migliorarlo non era nemmeno concepita.

Le due altre “religioni del Libro” (Ebraismo e Islamismo, che si rifanno al solo Antico Testamento) diversamente dal Cristianesimo sono religioni del “comportamento”. Cioè basta seguire puntigliosamente i precetti (non mangiare maiale, pregare le volte prescritte, osservare i periodi di digiuno, etc.) per avere diritto al Paradiso. II Cristianesimo, al contrario, basa tutto sull’intenzione retta, e non ha praticamente alcun precetto, a parte i sacramenti.

Libere da impacci ritualistici ed allenate al continuo perfezionamento interiore, oggi le nazioni cristiane sono le più avanzate e potenti. Infatti, come si è detto, anche l’idea di “progresso” è cristiana (continuo miglioramento per tutti), così come l’idea di evangelizzazione (fare partecipi tutti i popoli dei vantaggi della civiltà cristiana).

Per lo stesso motivo, paradossalmente, L’ateismo e l’agnosticismo sono fenomeni nati in casa cristiana: poiché il Cristianesimo fa appello alla ragione e l’apostolato si basa sulla capacità dell’altro di capire che la verità è Cristo, deve ammettere che ci sia qualcuno che, a furia di ragionare, possa arrivare a conclusioni opposte. Che Dio, cioè, non esiste.

Illuminismo, positivismo, comunismo, tutti gli “ismi”, insomma, sono nati in Europa. Nel bene e nel male la storia del mondo è stata fatta (e continua ad essere fatta) dall’Europa cristiana, e dalla sua appendice americana.

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Rino Camilleri (Fregati dalla scuola)