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Alcuni documenti della Chiesa Cattolica sul New Age

new age cattoliciCome si fa a discernere le buone intenzioni da quelle meno buone nel New Age? E quali documenti la Chiesa cattolica ha prodotto in proposito?

Abbiamo rivolto questa domanda alla dott.ssa Teresa Osório Gonçalves, Officiale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Coordinatrice per la santa Sede del gruppo di lavoro su Sette e nuovi Movimenti Religiosi, la quale ci ha indicato una serie di documenti che abbiamo raccolto per i lettori di ZENIT:

1) Giovanni Paolo II in un discorso del 28.5.93 ad un gruppo di vescovi degli Stati Uniti, si è riferito esplicitamente al fenomeno del New Age che, “pur manifestando la ricerca spirituale di molti, diffonde idee incompatibili con la fede cristiana”. Sono 5 gli aspetti individuati:
– visione sincretistica ed immanente;
– relativizzazione della dottrina religiosa;
– concetto panteistico di Dio;
– ribaltamento del concetto di peccato e della necessità di redenzione;
– negazione della resurrezione del corpo.

Il Papa ha notato anche la tentazione di “ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi scienza del buon vivere”.

2) Nel libro intervista Varcare la soglia della speranza (1994) lo stesso Pontefice indica come radice del pensiero del New Age una “rinascita delle antiche idee gnostiche”. Il New Age, scrive il Papa “è soltanto un nuovo modo di praticare la gnosi, cioè quell’atteggiamento dello spirito che, in nome di una profonda conoscenza di Dio, finisce per stravolgere la Sua Parola sostituendovi parole che sono soltanto umane”.

3) Nell’enciclica Fides et Ratio (1998), che non nomina esplicitamente il New Age, si fa tuttavia riferimento (nel n.37) alle “diverse forme di esoterismo che dilagano oggi e che sono da mettere in relazione con l’antica gnosi”, conoscenza di tipo superiore, esoterico, riservato a pochi perfetti…. Si può applicare anche all’atteggiamento di fondo del New Age ciò che viene detto, in diverse parti dell’enciclica, sul relativismo (per esempio nel n.5) e sull’eclettismo, “atteggiamento di chi è solito assumere singole idee derivate da differenti filosofi, senza badare né alla loro coerenza e connessione sistematica, né al loro inserimento storico…” (n.86).

4) Nella Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede su Alcuni Aspetti della Meditazione Cristiana (1989) si offrono criteri di discernimento che sono utili per coloro che, pur dicendosi cristiani, seguono nella meditazione metodi ispirati alle religioni orientali e alla psicologia moderna, che sono molto diffusi nel contesto del New Age. La preghiera cristiana ha una natura dialogica, rispetta il rapporto tra creatura e Creatore, non riduce al livello di conoscenza o di esperienza ciò che deve essere considerato come pura grazia. Il mistero dell’unione con Dio, che i Padri chiamavano divinizzazione… dell’uomo, è sempre una grazia di partecipazione e non fa mai assorbire l’io umano nell’Io divino.

5) Nel documento della Commissione Teologica Internazionale (CTI) Alcune questioni attuali riguardanti l’escatologia (1992) viene risposto in una lunga sezione (n. 9-10) ai problemi posti dalle teorie sulla reincarnazione e riaffermate, nel quadro del progetto divino rivelato, l’irripetibilità e l’unicità della vita umana.

6) In un altro documento della stessa CTI, Alcune questioni sulla teologia della Redenzione…(1995), il New Age è nominato esplicitamente in due contesti. Il primo, nel contesto delle ricerche di salvezza che si trovano nelle religioni antiche e in movimenti alternativi contemporanei (n.I/29). Il secondo a proposito della teologia trascendentale delle religioni, le cui tesi sono vicine alle teorie del New Age. Con il presupposto che il divino è una parte costitutiva inerente alla natura umana, alcuni teologi (in nota viene fatto il nome di Matthew Fox) insistono su una religione celebrativa incentrata sulla creazione, in sostituzione del tradizionale rilievo cristiano della caduta e della redenzione. Si ritiene che la salvezza consista nella scoperta e nell’attualizzazione della presenza divina immanente attraverso una spiritualità cosmica, una liturgia gioiosa e tecniche psicologiche di elevazione della coscienza o di padronanza di sé…. (n.II/35).

7) Il Card. Joseph Ratzinger, ha dedicato al New Age una sezione del discorso su “La fede e la teologia ai giorni nostri” che ha tenuto a Guadalajara, nel maggio del 1996 in un incontro della Congregazione per la Dottrina della Fede con i presidenti delle commissioni dottrinali del continente americano. Ha considerato questo fenomeno come una reazione anti-razionalista all’esperienza che tutto è relativo…. Qui la via di uscita dal dilemma della relatività non viene individuata in un nuovo incontro di un Io con un Tu o con il Noi, ma nel superamento del soggetto, nel ritorno estatico nel processo cosmico…. Viene offerta una moderna mistica: l’assoluto non lo si può credere, ma sperimentare. Dio non è una persona che sta di fronte al mondo, ma l’energia spirituale che pervade il Tutto. Religione significa l’inserimento del mio Io nella totalità cosmica, il superamento di ogni divisione…. La redenzione consiste nello svincolamento dell’Io, nell’immergersi nella pienezza della vita, nel ritorno nel Tutto…..

In nota vengono distinte due correnti principali del New Age: una gnostico-religiosa, che ricerca l’essere trascendente e transpersonale e in esso l’Io autentico, e una ecologico-monista, che si rivolge alla materia e alla Madre Terra e nell’ecofemminismo si collega al femminismo…

8) Il Catechismo della Chiesa Cattolica , che non nomina il New Age, offre alcune risposte esplicite a problemi sollevati nel contesto del NA, come le teorie sulla reincarnazione (CCC 1021) o la diffusione di credenze astrologiche e di pratiche magiche (CCC 2115-2117).

9) Nel documento pubblicato nel 1993 dalla Commissione episcopale di fede e cultura della conferenza episcopale argentina, Frente a una nueva Era. Desafío a la pastoral en el horizonte de la Nueva Evangelización, il fenomeno del New Age è visto essenzialmente dal punto di vista pastorale. Il NA è definito come “nuova alternativa culturale postmoderna che non esclude la dimensione religiosa ma la svuota di trascendenza…. Sono esposti, tra l’altro, i principali fondamenti filosofici e religiosi del NA e si esaminano i suoi postulati in confronto con la fede cristiana”.

10) Nel documento pubblicato nel 1994 dalla Commissione teologica irlandese, A New Age of the Spirit? A Catholic Response to the New Age Phenomenon , gli autori mettono in dubbio che l’attesa di una nuova era spirituale proposta da esponenti del New Age porti veramente in tale direzione. Basandosi su testi significativi di Alice Bailey, David Spangler, Benjamin Creme ed altri ideologi di questo movimento, vengono messi in rilievo gli aspetti più occultisti del New Age, tra cui la proposta di un’Era dell’Illuminazione in cui l’umanità scoprirà, dopo un percorso di iniziazione, la sua natura divina. Sviluppando le speculazioni di Mme. Blavatsky nel libro “The Secret Doctrine”, questi autori propongono la figura di Lucifero come l’angelo dell’evoluzione interna dell’uomo che lo introdurrà nella Nuova Era.

11) Tra i documenti pastorali o libri sul New Age scritti da singoli vescovi si indicano:

a) DANNEELS Godfried, Le Christ ou le Verseau? , Lettera Pastorale, Natale 1990.

b) MACCARI Carlo, La New Age di fronte alla fede cristiana, LDC, Leumann (Torino) 1994.

c) RIVERA CARRERA Norberto, Instrucción Pastoral sobre el New Age, 7 gennaio 1996, con un opuscolo sintesi 18 perguntas acerca de la Nueva Era.

La guarigione dell’albero genealogico

albero-genealogico-esempioNello stato di confusione della Chiesa di oggi alcune persone hanno accolto idee new age o del fondamentalismo protestante senza essere consapevoli della loro reale origine o falsità.
Un esempio significativo è dato dall’attuale moda della “guarigione dell’albero genealogico”. C’è un libro con questo titolo di uno psichiatra anglicano Kenneth McAll. Gran parte del libro è abbastanza accettabile per i cattolici, ma il sommario sulla copertina posteriore afferma tra l’altro che il Dr. McAll “ racconta come attraverso le sue esperienze mediche e religiose ha scoperto un nuovo metodo di guarigione. Egli crede che molti pazienti cosiddetti incurabili siano vittime di un controllo ancestrale. Egli cerca quindi di liberarli da questo controllo. Disegnando un albero genealogico egli riesce a identificare l’antenato che causa il danno al suo paziente. Egli poi taglia il ramo tra l’antenato e il paziente.”

Letteratura
C’è una grande letteratura su questo soggetto, molta della quale è contraddittoria. Scegliere un libro attendibile è un pò come scegliere un libro sull’astrologia o su altri argomenti esoterici: a quale crederesti? Ce ne sono così tanti e sono in contraddizione gli uni con gli altri!
Ci sono una miriade di variazioni sul tema degli spiriti ancestrali. Ho sentito dire da alcuni che se in famiglia hai una morte in culla significa che c’era una strega fra i tuoi antenati. Se hai un tumore all’intestino significa che c’era un massone e così via. Alcuni sostengono di aver collegato ogni possibile malattia ad ogni possibile categoria di peccati commessi dagli antenati.
Altri insegnano che tu o la tua famiglia siete vittime del demone dell’ira, o del demone della lussuria, o del gioco, o della tossicodipendenza, o della malattia psichiatrica; in altre parole, ci sono particolari demoni che perseguitano le famiglie attraverso le generazioni per causare particolari vizi.
Anche gli Apostoli un tempo avevano la convinzione comune tra gli Ebrei che ogni infermità potesse essere collegata ad un qualche peccato. E’ per questo che domandarono a Ns Signore: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché egli nascesse cieco?”. La risposta di Gesù è illuminante e molto importante. “Nè lui ha peccato nè i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio”. (Gv 9,3)
Ns Signore in un altra occasione scartò l’idea che certe disgrazie vengano su certe persone a causa dei loro peccati, mentre altre sono risparmiate perché meno colpevoli. Riferendosi a un gruppo trucidato sotto Pilato e ad altri 18 rimasti uccisi dal crollo della torre di Siloe, Gesù disse: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei per aver subito tale sorte? No, vi dico”. (Lc 13,2-4)
Da dove hanno preso questo concetto gli Ebrei? Nel libro dell’Esodo Dio dice: “Io sono un Dio geloso che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per coloro che mi odiano” (Es 20,5). Ma questo deve intendersi valido per tutti i tempi fino alla fine del mondo come i Dieci Comandamenti? No; molte cose nella Rivelazione Ebraica erano solo per gli Ebrei, come la circoncisione, i sacrifici animali e altri rituali e leggi ebraiche. S. Giovanni Crisostomo dice esplicitamente che la dichiarazione di castigo fino alle successive generazioni “non è universale, ma fu fatta riferendosi a coloro che uscivano dall’Egitto”. (Omelia 56 )

Persino all’interno dello stesso Antico Testamento Dio ha cambiato questa disposizione. Vedi tutto il capitolo 18 di Ezechiele. Dio dice: “Perché andate ripetendo questo proverbio sul paese d’Israele: I padri hanno mangiato l’uva acerba e i denti dei figli si sono allegati? Com’è vero che io vivo, dice il Signore Dio, voi non ripeterete più questo proverbio in Israele”. In seguito Dio dice: “Voi dite: perché il figlio non sconta l’iniquità del padre?Perché il figlio ha agito secondo giustizia e rettitudine, ha osservato tutti i miei comandamenti e li ha messi in pratica, perciò egli vivrà. Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l’iniquità del padre, nè il padre l’iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al malvagio la sua malvagità” (Ez 18,19-20).
Se qualcuno nella tua famiglia ha una malattia non c’è bisogno di cercare dei peccatori nel tuo albero genealogico come cercavano di fare gli Apostoli!

Lo Spirito Santo
Istruttiva a questo riguardo è la risposta di Ns Signore a S. Teresa d’Avila. Nella sua Vita, al capitolo 19, essa ci parla della sua meditazione sul salmo 119, “Giusto tu sei Signore e retti sono i tuoi giudizi.” Giunta a questo versetto cominciò a domandarsi “come potresti con giustizia permettere che tanti tuoi servi fedeli rimangano senza quei doni e quelle grazie che hai conferito a me. Tu mi hai risposto, o Signore: non ti preoccupare di questo, ma servimi.”
Non possiamo comprendere o giustificare le vie di Dio. Cercare una spiegazione personale per ogni cosa può portare all’ossessione e alla sfiducia in Dio. Questo genere di cose non appartengono ai frutti dello Spirito Santo.
Alcune di queste faccende pseudo-carismatiche sono in realtà un tentativo di sbrogliare e spiegare l’inspiegabile. Perché quest’uomo è nato cieco? Perché questa ragazza è nata handicappata? Perché quella donna è morta così giovane di cancro? Perché questa famiglia è colpita dalla malattia mentale? Normalmente la risposta dovrebbe essere “Non lo so” oppure, in un senso positivo, “Dio solo lo sa”. Tutte queste cose misteriose sono il risultato degli imperscrutabili disegni della Divina Provvidenza.

A Padre Pio fu chiesto una volta perché non avesse guarito un suo stretto parente, un giovane, da una malattia cronica. Egli rispose : “Se fosse stato guarito avrebbe amato troppo questa vita e avrebbe perso la sua anima.” Non è dato ai comuni mortali di conoscere i disegni segreti della Provvidenza, ma una semplice storia come questa ci fa intravedere le vie di Dio e come Egli tragga il bene dal male, anche quando non lo vediamo in questa vita. La malattia del congiunto di Padre Pio rappresentava per lui l’occasione di partecipare alla Croce di Cristo e di salvare la sua anima.
In un’ottica cattolica il peccato è il più grande di tutti i mali. Dio non ha promesso di guarirci o di liberarci da tutte le malattie in questa vita, ma ha promesso di perdonare i nostri peccati se ci pentiamo.
La credenza nelle maledizioni ancestrali o generazionali ecc. è una perversione della dottrina cattolica del peccato originale, che è sufficiente per spiegare i mali e le imperfezioni in questo mondo. Il rimedio è dato dalla rigenerazione battesimale e dalla vita di Grazia, non da particolari esorcismi o riti di guarigione ecc.

Se una persona fa una buona confessione del passato, fa una riparazione per i suoi peccati, osserva i Comandamenti, riceve regolarmente i Sacramenti ed evita l’occulto e la superstizione ecc. può essere certa che nessuna afflizione ha una qualche causa occulta.
Alcuni cattolici che sostengono di eliminare l’influsso negativo degli antenati sono, in realtà, suggestionati da influenze new age che giocano sulla suscettibilità e la sensibilità delle persone disperate. E’ tipico dei new-agers insegnare agli altri di guardare altrove per la fonte dei loro problemi piuttosto che a se stessi. Questo è un grosso problema nel mondo di oggi, cioé rifiutare di prendersi la responsabilità per le proprie scelte e decisioni. Così alcuni cercano di incolpare i loro genitori, o gli antenati, o gli spiriti cattivi, o una maledizione pronunciata su di loro.
E’ anche estremamente imprudente dire alle persone afflitte da paure che i loro problemi sono causati da demoni o antenati che li opprimono. Queste spiegazioni non fanno altro che peggiorare la situazione. Quello di cui queste persone hanno veramente bisogno è di crescere nella virtù della fortezza e nella fiducia in Dio.
Tutti sappiamo che in certe famiglie c’è una maggiore tendenza all’alcolismo, al gioco d’azzardo, all’avventatezza o ad altri vizi. Ma sappiamo anche che in una singola famiglia ci sono alcuni fratelli che sono completamente diversi. Il nostro temperamento di base può essere un’inclinazione, ma il nostro carattere, che è ciò che noi facciamo con essa, dipende da noi. Se cooperiamo con la grazia di Dio possiamo vincere la tentazione, le inclinazioni cattive e il cattivo esempio. Possiamo acquistare nuove virtù. Da genitori peccatori Dio può far nascere, e lo fa, dei santi! Solo un irragionevole determinismo cerca di immobilizzare la gente in una scatola per il resto della sua vita.

Credenze senza fondamento
Alcuni anni fa una suora scrisse al vescovo Brennan di Wagga Wagga per domandare se poteva partecipare ad un seminario di “guarigione dell’albero genealogico”. Egli rispose, come mi disse lui stesso, che non credeva in una tale dottrina che considerava contraria alla Scrittura e ai Padri.
C’è un libro di un teologo italiano, Padre Renzo Lavatori, sulla demonologia dei Padri della Chiesa. In tutto il libro, così come in altre opere sugli insegnamenti dei Padri, non troverai un solo Padre della Chiesa che abbia insegnato qualcosa sugli spiriti cattivi che opprimono un albero genealogico o sulla guarigione della famiglia mediante l’identificazione dell’antenato colpevole.
Potrei andare oltre dicendo che nessun Dottore della Chiesa, nessun Santo, nessun Papa, nessun Concilio ha mai insegnato o accennato una simile cosa. E’ una pura invenzione che non ha alcun fondamento nella Sacra Scrittura o nella Sacra Tradizione. Non c’è una parola a riguardo nelle 688 pagine del Catechismo della Chiesa Cattolica. E’ una leggenda importata da settori esterni alla Chiesa.
Padre Peter Joseph, vice-rettore e docente universitario in dogma al Vianney College, seminario diocesano di Wagga Wagga, è rettore della Diocesi Maronita di Australia dal febbraio 2003.

Una pittoresca visita alla fiera del New Age

“Provi a mettere le mani su questa piramide. Sente l’energia?”. “Compri questi sassi, la faranno sentire meglio”. Passeggiando tra gli stand del 12mo Salone della Svizzera italiana per il benessere, sono molti gli espositori che ci si avvicinano offrendo strane terapie o sospetti sistemi di guarigione. “Basterebbe un approccio cauto ¬– spiega il professor Introvigne ¬-, un esame razionale, per capire che in molti casi si è di fronte a forme particolari di spiritualità”. Spiritualità intesa come esoterismo, come magia. “Bisogna usare la ragione, e in nome di questa esaminare in modo spassionato tutti questi stand”. Solo in questo modo ci si può rendere conto di quanto dubbiosa sia la pretesa secondo cui stando ad una certa distanza da una piramide io possa accrescere il mio benessere o guarire da certe malattie. “A Tisana si parla in molti stand di una malattia come il cancro: allora ci dobbiamo chiedere se effettivamente l’idea che manipolando energie universali, su cui la ragione non riesce a darsi prove nemmeno che esistano, io possa effettivamente guarire. Altrimenti si alimentano pericolose illusioni”.

“Ero stato a Tisana cinque o sei anni fa e credo che rispetto a quell’epoca il salone stia risentendo di una certa crisi di questo mondo alternativo, che un tempo era ricollegato alla sigla “new age” oggi rifiutata da molti. Al di là di alcuni espositori istituzionali, in ogni caso, credo che chi si reca al Salone possa compiere tre percorsi, che non sono necessariamente collegati tra loro”. Il primo percorso, spiega Introvigne, è quello di prodotti alimentari, cosmetici o per il fitness, che in qualche modo si presentano come più organici, naturali e sani rispetto alle normali proposte commerciali. Il secondo è quello di metodi o prodotti terapeutici che si situano un po’ al limite della medicina o delle terapie ufficiali, “in una zona grigia tra la terapia, la filosofia, lo stile di vita e la spiritualità”. Il terzo itinerario è quello di forme che non hanno remore a dichiararsi, o dove comunque è facilmente riconoscibile un riferimento spirituale o religioso.

PICCOLO È BELLO
“Oggi vi è un’insoddisfazione, che si tratti di alimentazione, di cosmetica o di terapia, verso prodotti standardizzati, meccanici, verso una cura della persona e un’alimentazione del corpo che tiene conto soltanto di leggi della chimica e della fisica e non tiene conto della persona nel suo insieme”. Il fatto che vi siano molte persone che in un’epoca di cibi standardizzati vadano alla ricerca del pane casereccio, della frutta seccata senza conservanti o dei salamini ticinesi non è però di per sé un male. “No, ma bisogna fare un richiamo: questo movimento in direzione dei prodotti naturali o dello “slow food” in un mondo di “fast food” deve essere, come tutte le cose, accostato con equilibrio e moderazione. Quello che è negativo, e che in una parte della letteratura in distribuzione a Tisana si intravede, è un certo fondamentalismo di chi dice che tutta la produzione alimentare dovrebbe essere biologica e la produzione non biologica è sospetta e va combattuta. Pensare di risolvere il problema dell’alimentazione della famiglia umana attraverso il ricorso ai prodotti artigianali è un’utopia irrealizzabile. Chi sostiene questa tesi non tiene conto del fatto che gli alimenti naturali qualche volta non sono meno, ma più costosi rispetto alla produzione di massa, e spesso i poveri o i Paesi del Terzo mondo non se li possono permettere “.

LA SOTTILE LINEA ROSSA
Il secondo itinerario è già molto più problematico e riguarda quelle terapie che sono un po’ al limite. “Abbiamo visto forme di Reiki, un metodo di origine giapponese che si propone di aumentare il benessere e di arrecare sollievo manovrando il flusso dell’energia universale attraverso i movimenti delle mani di un “maestro”“. Ma si tratta di una pratica terapeutica o magico-spirituale? “La comunità scientifica non sa spiegare perché il Reiki debba funzionare, perché l’imposizione delle mani da parte di un “maestro” sia diversa dall’imposizione delle mani da parte mia. Sebbene vi siano molti medici che credono che il Reiki abbia reali effetti sul benessere della persona (ma attenzione, vi sono medici convinti di tutto, compresa la reincarnazione), è chiaro che ci troviamo di fronte a qualcosa che non fa parte della scienza medica”. E se non è scienza, è magia, “e il rischio è di cadere nella superstizione”.
Mutatis mutandis, quello che abbiamo detto per il Reiki vale anche per molti altri metodi proposti a Tisana. “Vi sono molte forme di terapia che sono al limite di quanto accettato dalle istanze scientifiche. Penso alla cura attraverso i profumi, i fiori, i minerali, i cristalli, e tutto quello che in qualche modo fa riferimento al grande flusso di un’energia universale che attraverso tutti questi strumenti potrebbe essere mobilitata”. Un esempio particolarmente caratteristico presente a Tisana è quello delle Piramidi di Horus, “l’idea che alcune strutture – in questo caso la piramide, ma c’è anche chi parla di cristallo o di spirale – poste nella nostra casa o nel nostro giardino dirigano e reinterpretino l’energia universale con influssi benefici per il nostro corpo e il nostro spirito”.
È molto difficile stabilire un confine tra il terapeutico, il medico e lo spirituale. Lo vediamo bene in questi giorni di avvicinamento alla votazione federale sulla medicina alternativa. “Molte delle terapie offerte a Tisana si presentano come mediche e scientifiche, ma basta sfogliare il materiale diffuso negli stand per trovare riferimenti a percorsi spirituali, ai chakra (punti del corpo con particolare significato esoterico, secondo una tradizione che nasce dal buddismo), all’energia universale, fino alla dottrina della reincarnazione”. Il rischio non è quindi quello di venir imbrogliati? “Certamente, come in altri ambienti, anche in questo vi è statisticamente una certa percentuale di pecore nere e di truffatori. Pensare che siano la maggioranza sarebbe però sbagliato. Ma di sicuro quando si arriva a stand che vendono cristalli o pietre semipreziose e si trovano volantini che invitano a fare viaggi per andare a trovare guaritori spirituali in Brasile, il dubbio è lecito”.

LE RELIGIONI
“Il terzo percorso è molto più chiaro e non ingenera alcuna ambiguità”. Sono presenti, sia tra le conferenze previste a margine della manifestazione sia in alcune bancarelle, espressioni religiose presentate più o meno apertamente per tali. “Uno dei seminari, per esempio, è offerto da Lama Khemsar Rimpoche, del Centro Kunzhi-Ling di Agno, che è chiaramente un centro religioso. Così come vi è lo stand di un centro di meditazione Vipassana, che fa riferimento alla più antica tradizione del buddismo. Un altro stand che certamente è religioso, ma che i non addetti ai lavori potrebbero avere alcune difficoltà a individuare, è quello dello Shumei. Si tratta della branca di una nuova religione giapponese di origine scintoista, una delle più diffuse al mondo. Vi sono infine stand in cui il collegamento è meno immediato: penso a quello di Scientology, presente come “Comitato dei cittadini per i diritti dell’uomo che lotta contro la psichiatria”“.

UNA PRESENZA INQUIETANTE
È difficile spiegarsi come, tra una bancarella di cerali e un angolo per i massaggi, ci si possa imbattere nello stand di Exit. “Il fatto che si faccia una certa propaganda al diritto di suicidio, anche ove sia pienamente lecito dal punto di vista legale, è moralmente una questione molto discutibile. È inquietante e allarmante che chi partecipa a un salone del benessere poi trovi la fiera del suicidio”. Ma come mai, mi chiedo, una simile associazione può farsi pubblicità in un posto simile? “A ben guardare – mi risponde il professor Introvigne ¬– Exit offre un approccio alla vita (o alla morte) alternativo. Ed è quello che propongono la maggior parte degli stand presenti a Tisana. “Alternativo è bello”, potrebbe essere il titolo di questa fiera. Un’alternativa rispetto alla nostra tradizione, che – lo si voglia o no – è quella cristiana”. E l’esperienza insegna che non sempre, anzi raramente, l’alternativa è ragionevole.

da
Per capire se “ti sana” non spegnere il cervello
di Gregorio Schira (“Il Giornale del Popolo”)

Domande sui corsi di Reiki

reiki new ageDa dove proviene il Reiki?
Il reiki è una ‘tecnica’ di guarigione  e autoguarigione di origine giapponese, risalente a Buddha. Il termine sta ad indicare l’energia vitale universale, infatti  il sociologo Introvigne, dice: “il Reiki si fonda su una nozione dell’energia universale che deve sicuramente qualcosa alla religiosità popolare giapponese, ma non è immune da un’influenza di teorie occidentali sull’agente o fluido universale che derivano dall’esoterismo e da Franz Anton Mesmer”.

Il Reiki ha anche una valenza spirituale?
Per quanto si dichiari ripetutamente che il Reiki non è una religione, né una filosofia, né magia, non si può comunque negare una certa valenza spirituale. Consideriamo ad esempio alcune espressioni.

La vera via di luce che ti porterà all’unità che da tempo tu stai cercando: è qui, ora, l’hai trovata. Questa è il Reiki. la Grande Luce Divina che con amore apre le braccia ed il cuore ad ogni essere che voglia ‘diventare’ consapevolmente ed essere trasformato, per trovare dentro e fuori di sé una pace profonda…”(La Via, periodico indipendente dell’Associazione Amore Universale Anno V ,numero 2, giugno 1995,p.2-3).

“Il Reiki si propone come … uno strumento di guarigione naturale per chi ne ha bisogno… ma qualcosa di molto più profondo e sacro per chi ha l’esigenza di tornare in armonia con i ritmi della Realtà” (cfr. G.Tarozzi ,Reiki energia e guarigione Torino 1991 pag.13)

Vi sono elementi di occultismo nel Reiki?
Premesso che i seguaci lo negano decisamente, in realtà non possiamo la risposta è positiva: le pretese di efficacia universale, di effetto a distanza, di trattamento “mentale”…Poi i simboli, che vengono usati nei vari trattamenti, hanno valenza  sacra, e secondo gli insegnamenti del Reiki essi non devono mai essere rappresentati graficamente o pronunciati a vanvera; ciò non risponde ai dettami di un sistema di fede religiosa , ma tra le altre cose è un principio generale dell’esoterismo e dell’ermetismo…Tracciando intorno a voi una “gabbia di simboli potete mettervi al riparo da influenze od energie negative rivolte contro di voi…”(cfr. G.Tarozzi ,Reiki energia e guarigione Torino 1991 pag.69.71).

Il procedimento ricorda da vicino alcuni metodi di evocazione di spiriti. Ad es., in alcuni rituali taoisti, per l’evocazione dello spirito desiderato è essenziale, tra l’altro, l’uso del suo nome segreto, in una formula mantrica pure segreta,  il tracciare nell’aria con una spada un complicato simbolo segreto, che è il talismano dello spirito. (M.R. Saso Il Taoismo religioso esoterico secondo gli insegnamenti del Maestro Chuang Roma 1979 pag. 134 e seguenti.)

Come si pone il Reiki rispetto al Cristianesimo?
 Il Reiki risulta essere fondamentalmente inaccettabile per la teologia e l’antropologia cristiana. Infatti, il contrasto con gli articoli di fede del Credo è forte. In particolare il concetto di Dio: nel Reiki è ben altro che il Dio rivelato nella Bibbia, dove è un essere personale, trinitario, non “Energia in divenire” ed Energia manipolante e manipolabile a piacimento da un operatore “attivato”.

Il Reiki, come il New Age, non si riferisce al Dio della Rivelazione. In ultima analisi questa è la proposta di un modo religioso di pensare tutto nuovo, in cui morto il vecchio Dio Salvatore, tutto ciò che era il sacro e la salvezza, si riduce a misteri occulti e cerimonie o tecniche esoteriche, senza più templi né chiese e senza istituzioni. È in definitiva la divinizzazione dell’uomo mascherata sotto un cumulo di credenze magico-religiose.

L’uso di tecniche di meditazione orientale, gli enneagrammi, il New Age e via dicendo. Sono tutti “deboli e poveri elementi di questo mondo”, come li ha chiamati San Paolo, se paragonati alla potenza del Vangelo. ‘Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità…’ (Col 2,8-9)”.

Direttive per la valutazione del Reiki come terapia alternativa

1. Di tanto in tanto sono poste domande in merito a varie terapie alternative, che sono spesso disponibili negli Stati Uniti. Ai vescovi è talora chiesto: “Qual è la posizione della Chiesa su queste terapie?”. La Commissione per la Dottrina della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha preparato questa risorsa per assistere i vescovi nelle loro risposte.

I. Guarigione per grazia divina e guarigione naturale

2. La Chiesa riconosce due tipi di guarigione: la guarigione per grazia divina e la guarigione che utilizza i poteri della natura. Per quanto riguarda la prima, possiamo guardare al ministero di Cristo, il quale ha operato molte guarigioni fisiche e ha incaricato i suoi discepoli di proseguire questo ministero. Fedele a questa missione, fin dal tempo degli Apostoli la Chiesa ha sempre proposto la sua intercessione in favore dei malati attraverso l’invocazione del nome del Signore Gesù, chiedendo la guarigione attraverso la potenza dello Spirito Santo, sia nella forma sacramentale dell’imposizione delle mani e dell’unzione con olio benedetto sia con le semplici preghiere di guarigione, che spesso includono anche un appello ai santi per ottenerne l’aiuto. Per quanto riguarda la seconda, la Chiesa non ha mai ritenuto che la richiesta di guarigione divina, che viene da Dio come dono, escluda il ricorso ai mezzi naturali di guarigione attraverso la pratica della medicina (1). Oltre al sacramento degl’infermi e alle varie preghiere di guarigione, la Chiesa ha una lunga storia di cura dei malati attraverso i mezzi naturali. Il segno più evidente di questa storia è il gran numero di ospedali cattolici che si trovano in tutto il nostro Paese.

3. I due tipi di guarigione non si escludono a vicenda. Il fatto che sia possibile essere guariti dalla potenza divina non significa che non dobbiamo usare i mezzi naturali a nostra disposizione. Se Dio guarirà o meno qualcuno con i mezzi soprannaturali non dipende dalla nostra decisione. Come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, “lo Spirito Santo dona ad alcuni un carisma speciale di guarigione per manifestare la forza della grazia del Risorto” (2). Ma questo potere di guarigione non è a disposizione dell’uomo, perché “neppure le preghiere più intense ottengono la guarigione di tutte le malattie” (3). Il ricorso a mezzi naturali di guarigione, nella misura in cui questi sono a disposizione dell’uomo, rimane dunque del tutto appropriato. In effetti, la carità cristiana esige che noi non trascuriamo i mezzi naturali per guarire le persone ammalate.

II. Reiki e guarigione

A) Le origini e le caratteristiche fondamentali del Reiki

4. Il Reiki è una tecnica di guarigione inventata in Giappone alla fine del secolo XIX da Mikao Usui sulla base del suo studio di testi buddhisti (4). Secondo l’insegnamento del Reiki la malattia è causata da un qualche tipo di perturbazione o di squilibrio dell’“energia vitale”. Chi pratica il Reiki cura ponendo la sua mano in certe posizioni sul corpo del paziente, al fine di facilitare il flusso dell’“energia vitale universale” dalla persona che pratica la tecnica al paziente. Ci sono numerose posizioni delle mani destinate ad affrontare diversi problemi. I fautori del Reiki sostengono che chi lo pratica non è la fonte dell’energia che guarisce, ma un semplice canale attraverso il quale questa fluisce (5). Per diventare un “praticante” autorizzato del Reiki si deve ricevere una “iniziazione” o “sintonizzazione” da parte di un Maestro di Reiki. Questa cerimonia rende una persona “sintonizzata” con l’“energia vitale universale” e permette di fungere da canale per questa energia. Si dice che il Reiki comporti tre diversi livelli di “sintonia” o iniziazione (per alcuni quattro). Ai livelli più alti, si afferma che l’iniziato possa fungere da canale per l’energia Reiki e guarire a distanza, senza contatto fisico.

B) Il Reiki come mezzo naturale di guarigione

5. Benché i fautori del Reiki sembrino concordare sul fatto che il Reiki non rappresenta di per sé una religione, ma una tecnica che potrebbe essere utilizzata da persone provenienti da molte tradizioni religiose, in effetti ha molti aspetti di una religione. Il Reiki è spesso descritto come un mezzo “spirituale” di guarigione diverso dalle comuni procedure mediche di guarigione che utilizzano mezzi fisici. Gran parte della letteratura sul Reiki è piena di riferimenti a Dio, alla Dea, al “potere di guarigione divino” e alla “mente divina”. L’energia vitale è descritta come diretta da Dio, che è l’“Intelligenza più alta” o la “Coscienza Divina”. Allo stesso modo, le varie “iniziazioni” che il “praticante” di Reiki riceve da un Maestro di Reiki sono impartite tramite “cerimonie sacre” che comprendono la manifestazione e la contemplazione di certi “simboli sacri” (che tradizionalmente sono stati tenuti segreti dai Maestri di Reiki). Inoltre, il Reiki è spesso descritto come un “modo di vivere”, con una lista di cinque “precetti del Reiki” che prescrivono la condotta etica appropriata.

6. Nonostante tutto questo, vi sono alcuni “praticanti” del Reiki, soprattutto infermieri e infermiere, che tentano di accostarsi al Reiki semplicemente come a un mezzo naturale di guarigione. Considerato come un mezzo naturale di guarigione, tuttavia, il Reiki diventa soggetto ai criteri di valutazione delle scienze naturali. È vero che ci possono essere mezzi di guarigione naturale che non sono stati ancora compresi o riconosciuti dalla scienza. I criteri fondamentali per valutare se ciascuno si debba o meno affidare a un particolare mezzo di guarigione naturale, tuttavia, restano quelli della scienza.

7. Giudicato secondo questi criteri, il Reiki manca di credibilità scientifica. Il Reiki non è stato accettato dalla comunità scientifica e medica come una terapia efficace. Mancano studi davvero scientifici che confermino l’efficacia del Reiki, così come manca una spiegazione scientifica plausibile di perché il Reiki dovrebbe essere efficace. La spiegazione dell’efficacia del Reiki dipende interamente da una particolare visione del mondo, che è considerato pervaso da una “energia vitale universale” (di qui la stessa parola “Reiki”), la quale è oggetto di manipolazione da parte del pensiero e della volontà dell’uomo. I “praticanti” del Reiki sostengono che l’addestramento che hanno ricevuto permette loro di fungere da canali per l’“energia vitale universale” che è presente in tutte le cose. Questa “energia vitale universale” è però ignota alla scienza naturale. Poiché dunque la presenza di questa energia non è stata osservata tramite i mezzi della scienza naturale, la giustificazione di queste terapie deve necessariamente trovarsi in qualche cosa di diverso dalla scienza.

 C) Il Reiki e la potenza di guarigione di Gesù Cristo

8. Alcune persone hanno cercato di identificare il Reiki con la guarigione divina ben nota ai cristiani (6.) Queste persone s’ingannano. La differenza radicale può essere vista immediatamente nel fatto che per il “praticante” del Reiki il potere di guarigione è a disposizione dell’uomo. Alcuni insegnanti vogliono evitare questa conclusione e sostengono che non è il “praticante” del Reiki personalmente che effettua la guarigione, ma piuttosto la stessa energia del Reiki diretta dalla Coscienza Divina. Tuttavia, resta il fatto che per i cristiani l’accesso alla guarigione divina è tramite la preghiera a Cristo come Signore e Salvatore, mentre l’essenza del Reiki non è una preghiera, ma una tecnica che è trasmessa dal Maestro di Reiki al discepolo, una tecnica che una volta padroneggiata produrrà con ragionevole certezza i risultati attesi (7). Alcuni “praticanti” cercano di cristianizzare il Reiki aggiungendo una preghiera a Gesù Cristo, ma questo non cambia il carattere essenziale del Reiki. Per questi motivi il Reiki e altre tecniche terapeutiche simili non possono essere identificate con quella che i cristiani chiamano guarigione per mezzo della grazia divina.

9. La differenza tra quella che i cristiani riconoscono come guarigione per mezzo della grazia divina e la terapia Reiki è evidente anche nelle espressioni fondamentali utilizzate dai “praticanti” del Reiki per descrivere quanto accade nella terapia Reiki, in particolare l’espressione “energia vitale universale”. Né le Scritture né la tradizione cristiana nel suo insieme ci parlano di un mondo naturale che sia fondato su una “energia vitale universale” che sarebbe soggetta alla manipolazione da parte dei poteri del pensiero e della volontà dell’uomo. In realtà questa visione del mondo trova le sue origini nelle religioni orientali e ha un certo carattere monista e panteista, in quanto le distinzioni tra il sé, il mondo e Dio tendono a essere eliminate (8). Abbiamo già visto che i “praticanti” del Reiki non sono in grado di distinguere chiaramente fra il potere divino di guarigione e il potere che è a disposizione dell’uomo.

III. Conclusione 10. La terapia Reiki non trova alcun sostegno né nei risultati delle scienze naturali né nella fede cristiana. Per un cattolico credere nella terapia Reiki presenta problemi insolubili. Quanto alla cura della salute fisica propria o altrui, affidarsi a una tecnica che non ha alcuna conferma scientifica (neppure in termini di mera plausibilità) è normalmente imprudente.

11. Quanto alla cura della salute spirituale, vi sono pericoli seri. Chi vuole utilizzare il Reiki dovrebbe accettare almeno implicitamente gli elementi centrali della visione del mondo che soggiace alla teoria del Reiki, elementi che non appartengono né alla fede cristiana, né alla scienza naturale. Senza una giustificazione che venga dalla fede cristiana o dalla scienza naturale, tuttavia, un cattolico che ponga la sua fiducia nel Reiki sta operando nell’ambito della superstizione, quella terra di nessuno che non è né fede né scienza (9). La superstizione corrompe il culto che la persona deve a Dio deviando il sentimento e la pratica religiosa personali in una falsa direzione (10). Benché a volte le persone cadano nella superstizione per ignoranza, è responsabilità di tutti coloro che insegnano in nome della Chiesa cercare di eliminare tale ignoranza per quanto sia possibile.

12. Poiché la terapia Reiki non è compatibile né con la dottrina cristiana né con i risultati della ricerca scientifica, non è appropriato per istituzioni cattoliche come le strutture sanitarie cattoliche, le case di riposo o ritiro o le persone che rappresentano la Chiesa, come i cappellani cattolici negli ospedali, promuovere o fornire sostegno alla terapia Reiki.

Mons. William E. Lori (presidente), Vescovo di Bridgeport

Mons. John C. Nienstedt Arcivescovo di St. Paul e Minneapolis

Mons. Leonard P. Blair Vescovo di Toledo

Mons Arthur J. Serratelli Vescovo di Paterson

Mons. José H. Gomez

Arcivescovo di San Antonio

Mons. H. Allen Vigneron Vescovo di Oakland

Mons. Robert J. McManus Vescovo di Worcester

Mons. Donald W. Wuerl Arcivescovo di Washington

Note

(1) Cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione (14 settembre 2000), I, 2: “Ovviamente il ricorso alla preghiera non esclude, anzi incoraggia, a fare uso dei mezzi naturali utili a conservare e a ricuperare la salute, come pure incita i figli della Chiesa a prendersi cura dei malati e a recare loro sollievo nel corpo e nello spirito, cercando di vincere la malattia”.

(2) Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1508.

(3) Ibidem.

(4) Si è anche preteso che egli abbia semplicemente riscoperto un’antica tecnica tibetana, ma manca la prova di quest’affermazione.

(5) Come vedremo più avanti, tuttavia, le distinzioni tra il sé, il mondo e Dio tendono a essere travolte nel pensiero del Reiki. Alcuni insegnanti di Reiki spiegano che alla fine dell’itinerario si raggiunge la convinzione che il sé e l’“energia vitale universale” sono la stessa cosa, “che noi siamo la forza vitale universale e che tutto è energia, compresi noi stessi” (Libby Barnett -Maggie Chambers, con Susan Davidson, Reiki Energy Medicine. Bringing Healing Touch into Home, Hospital, and Hospice, Healing Arts Press, Rochester [Vermont] 1996, p. 48, cfr. anche ibidem,p.102).

(6) Cfr. per esempio i testi “Reiki e cristianesimo” all’indirizzo http://iarp.org/articles/Reiki_and_Christianity.htm e “Il Reiki cristiano” all’indirizzo http://areikihealer.tripod.com/christianreiki.html; e il sito Web www.christianreiki.org.

(7) I Maestri di Reiki offrono corsi di formazione ai vari livelli di progressione nel Reiki, corsi per i quali gl’insegnanti richiedono una remunerazione in denaro significativa. L’allievo si aspetta, e il Maestro di Reiki assicura, che l’investimento in tempo e denaro permetterà di padroneggiare una tecnica che darà effettivamente risultati.

(8) Benché questo sembri implicito nell’insegnamento del Reiki, alcuni fautori del Reiki affermano esplicitamente che non vi è, in definitiva, alcuna distinzione tra il sé e il Reiki. “L’allineamento tra il vostro sé e il divenire del Reiki è un processo in corso. La disponibilità a impegnarsi continuamente in questo processo favorisce la vostra evoluzione e può portare alla convinzione ferma e all’esperienza definitiva che tu sei la forza vitale universale” (“The Reiki Healing Connection” [di Libby Barnett, M.S.W.]: http://reikienergy.com/classes.htm, accesso del 6 febbraio 2008, corsivo nell’originale). Diane Stein riassume il significato di alcuni dei “simboli sacri” utilizzati nel Reiki come segue: “La Dea in me saluta la Dea in te”; “L’uomo e Dio diventano uno” (Essential Reiki Teaching Manual. A Companion Guide for Reiki Healers Crossing Press, Berkeley [California] 2007, pp. 129-131). Anne Charlish e Angela Robertshaw spiegano che la più alta “sintonizzazione” del Reiki “segna il passaggio dall’ego e dal sé a un sentimento di unità con l’energia universale della forza vitale” (Secrets of Reiki, DK Publishing, New York 2001, p. 84).

(9) Alcune forme di Reiki insegnano la necessità di chiedere l’assistenza di esseri angelici o “spiriti guida del Reiki”. Questo introduce l’ulteriore pericolo di esposizione a forze o poteri maligni.

(10) Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2111; San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, q. 92, a. 1.

La sorgente spirituale del Reiki: io sono dio e salvo me stesso

reiki3 Parlando con dei guaritori ReiKi ho sovente costatato che non si rendono quasi mai conto di ciò che avviene nel mondo spirituale nel momento in cui ci si mette a disposizione per incanalare l’energia ReiKi. Se diffondi luce e amore, dev’esser per forza Dio. Ma che cosa succede durante le iniziazioni?
“Durante il rito dell’iniziazione a Master, la natura e la consapevolezza di Buddha vengono messi a disposizione del nuovo Master, affinché le energie guaritrici ad esse connesse si possano risvegliare.” (6)
Con ReiKi faccio continuamente crescere in me la natura di Buddha – o la natura di Cristo, che per la comprensione orientale è la stessa cosa. “Dio, Cristo, Buddha – non importa il nome che dai alla personificazione della perfezione.” (6) ReiKi diventa così una forma di divinizzazione dell’uomo. “Prendi coscienza del fatto che Tu sei l’unico responsabile per tutte le cose e il Maestro della Tua vita e delle circostanze.” (9)
Tipico di questo è la preghiera che la prima Master germanica, Brigitte Müller, consiglia di pregare quale parte di una meditazione per la guarigione del mondo.

Eccone un estratto:
“Inizio con me stesso. Io sono un’anima vivente e lo Spirito di Dio abita in me, come IO. Io e il Padre siamo uno, e tutto ciò che il Padre possiede è mio. In verità io sono il Cristo di Dio.” (9)
La preghiera che accompagna il primo simbolo – Choku Rei – è la seguente: “Io vado nell’Infinito. Prendi la decisione. Avvolgi e vieni con tutte le Energie nel nucleo morale dell’essere.” (3)
La versione di una preghiera per il terzo simbolo, lo Hon Sha Ze Sho Nen, nomina espressamente lo Spirito di Dio. “Per una persona l’iniziazione può diventare una specie di ‘religione’, una connessione a Dio, a una Forza Superiore.” (3) “Questo contatto con una Forza Divina è talmente profondo che un uomo viene impressionato fino al suo intimo più profondo. Là avviene la necessaria liberazione dai sensi di colpa – un presupposto per canalizzare l’energia vitale universale.” (6)
La preghiera che si esprime prima di un trattamento con energia ReiKi avviene mentalmente o ad alta voce. Vi si esprime la richiesta di poter fungere da canale per ReiKi. “Alzo la mano alla fronte, inchino il mio capo e il tronco, e lascio scendere le mie mani fino all’altezza del cuore.Questo rito è un segno di rispetto… L’unire le mani rivela l’unione delle mie parti Yin e Yang, dei miei lati di luce e di ombra.” (6)
Nel cristianesimo si tratta di essere onesti e riconoscere la propria colpa (il “lato d’ombra”), chiedere perdono (e non “armonizzare”), e accettare il perdono nella fede nel Salvatore Gesù Cristo. ReiKi è una forma subdola di autoredenzione. Il perdono del peccato viene sostituito dalla “liberazione dei sensi di colpa”. La pienezza e la potenza dello Spirito Santo vengono sostituiti da legami con il mondo degli spiriti e dalle loro energie.

Il New Age e’ anche dentro la Chiesa?

newage1Il New Age (Nuova Era) non e’ una setta, ne’ una religione. E’ piuttosto una corrente socio-culturale vaga, dilatata e imprecisa nella quale confluisce acriticamente una caterva di ingredienti provenienti dalle fonti più diverse: religioni tradizionali, magia, terapie alternative, gnosticismo, occultismo, psicologia transpersonale, spiritismo, fisica quantistica, ecologia, meditazione, yoga, ovnis, pensiero positivo, teosofia, mistici e maestri spirituali di tutte le tradizioni religiose.

È di fronte a questo panorama che l’eclettico consumatore del New Age, avido di esperienze spirituali e allergico a ogni manifestazione spirituale che implichi vincoli o impegni istituzionali, adotta e sceglie gli elementi che si adattano maggiormente ai suoi desideri o alle sue ricerche personali.

Dilatato e mutevole, senza fondatori concreti e visibili, senza espressioni sociali e programmatiche organiche, il New Age evolve silenziosamente, diffondendosi nell’intimità e nella moltiplicazione di corsi, articoli occasionali, riviste, libri, laboratori, seminari, guru, conferenzieri e attraverso un esteso tessuto di gruppi pseudoreligiosi e sette. Le sue idee e le sue pratiche, la sua letteratura e la sua “spiritualità” penetrano anche nei pori delle grandi religioni e Chiese storiche.

Una spiritualità di mercato
In questa corrente, ciascuno si sente libero di inserire nel proprio credo personale le esperienze, pratiche e offerte che ritiene convenienti, senza istituzioni né mediazioni che si frappongano nel cammino. Il New Age non accetta alcuna verità fuori dall’ambito della propria esperienza soggettiva. Una libertà che sfocia nel dogmatismo della pura soggettività: “Quello che piace a me, quello sento… perché mi piace, perché lo sento così”. Mera intimità di sensazioni piacevoli. Una “spiritualità” che non solo non unisce, ma ci allontana sempre più gli uni dagli altri, chiude ciascuno in un ego recondito ed esoterico, in cui non c’è posto per il “prossimo scomodo”. Una spiritualità in base alla mentalità consumistica in cui non resta tempo per guardare l’altro, ma solo per soddisfare la propria necessità e pensare soltanto “in positivo”.

La logica strumentale della tecnoeconomia ha colonizzato la cultura, trasformando tutto in un mero prodotto di consumo. Anche l’elemento divino è immesso sul mercato in utili confezioni usa e getta. I clienti, desiderosi di dosi rinfrescanti per l’anima, abbracciano l’una e l’altra tecnica spirituale, o a volte varie allo stesso tempo, con la mente e il portafogli fissi sulla loro efficacia.

L’Era dell’Acquario e la tradizione gnostico-esoterica
Il nome stesso, New Age, rimanda a una concezione astrologica della storia. Il momento attuale è quello del passaggio dall’era dei Pesci – che corrisponderebbe all’era cristiana – all’era dell’Acquario – che corrisponde al New Age. Con l’arrivo astrologico dell’Acquario nascerà una nuova umanità, un nuovo ordine mondiale, un nuovo modo di vivere e comprendere la religiosità, un’era di pace, abbondanza e armonia… una Nuova Era in cui le religioni classiche, e soprattutto il cristianesimo, arriveranno alla fine ed emergerà un nuovo paradigma, pronto a rivelarci i suoi segreti.

Il “grande segreto” dei movimenti gnostici, sempre riservati a un’élite, si vende ora sul “mercato religioso”. Mediante un’iniziazione progressiva a una certa conoscenza, si raggiunge la verità nascosta: “siamo la divinità”. La consapevolezza dell’“Io Sono” è la consapevolezza della propria divinità. È la coscienza panteista, e per questa via spirituale Dio non è più una persona, ma un’energia impersonale che invade tutto e di cui facciamo parte, con la vaga espressione “Siamo energia”.

Questa concezione si nutre della tradizione esoterica millenaria, che canonizza tutta una serie di personaggi di dubbia reputazione e grandi maestri dell’occultismo occidentale, insieme a maghi, alchimisti, rosacrociani e teosofi. Circoli ermetici, logge esoteriche e società occultiste hanno sempre camminato lungo binari paralleli a quelli delle religioni tradizionali, cercando segreti occulti e una filosofia perenne. Il New Age, però, fa dell’esoterismo qualcosa di essoterico, ovvero di pubblico. Da ciò la diffusione di tanta letteratura su angeli, cabala, alchimia, libri apocrifi e il fascino per la stregoneria e le religioni precristiane (celti, egizi, assiri, indigeni…).

Seguendo i suoi precursori teosofi, il New Age ha anche posto l’enfasi sulle religioni transpersonaliste (che chiamiamo orientali) come il buddismo e l’induistmo, dalle quali prende gli elementi che più le interessano, decontestualizzandoli dalla loro cosmovisione originaria.

Non si vuole sapere nulla dell’ascesi, né del sacrificio, ma solo creare una religiosità per uomini e donne di successo, in cui non ci siano fallimenti, debolezza o errore. Si prende dalle religioni orientali solo quello che conviene.

Magia e occultismo con facciata scientifica
La cosmovisione del New Age pretende di essere olistica, integratrice, e di raggiungere la fusione tra religioni e scienza. Cerca di usare un linguaggio pseudoscientifico e si affanna a presentare temi spirituali con una facciata scientifica e viceversa. Questo spiega la promozione di ogni tipo di terapie alternative e di pseudoterapie, come ad esempio la terapia delle vite passate. Presunti psicologi insegnano tecniche ipnotiche per tornare a presunte vite precedenti. Troviamo così ogni tipo di feticisti, astrologi, veggenti e stregoni che si rifugiano dietro a titoli nebulosi come quelli di “parapsicologo” o “terapeuta”.

In fondo c’è il vecchio anelito della magia e della scienza: avere tecniche che riescano a manipolare tutto a proprio beneficio, e per sostenere i loro postulati come “scientifici” si ricorre alla psicologia di James e Jung, alla fisica quantistica di F. Capra e ad alcuni scritti di Lessing, Theilard de Chardin, Maslow, A. Huxley e molti altri.

Non dimentichiamo che la religione (qualunque essa sia) lega l’uomo, lo mette in relazione, e da ciò deriva un’etica nei confronti dell’altro e dell’ambiente in cui vive, mentre la magia è puramente strumentale, funzionalista e disinteressata al bene comune.

Dalla meditazione alla follia…
Anche se alcune delle nuove terapie “complementari” possono contenere elementi preziosi, bisogna dire che nel contesto in cui sono presentate e vissute dal New Age la maggior parte di loro ha provocato gravi danni psicologici e conseguenze spirituali in molti dei praticanti. Basta dire che i viaggi astrali, l’invocazione di maestri ascesi, le meditazioni di iperventilazione ed espansione della coscienza, le regressioni ipnotiche e la quasi totalità dei metodi di controllo mentale hanno generato deliri mistici, o sdoppiamento della personalità e vari altri stati psicopatologici.

Parlando delle induzioni a stati di trance, l’esperto J. M. Baamonde scrive: “Anche queste similitudini indicherebbero la non convenienza di promuovere questi stati alterati della coscienza, per il rischio implicito di generare seri danni psicologici a causa di personificazioni e automatismi incoscienti che in alcuni casi assumeranno il carattere di deliri sistematizzati. Una delle conseguenze più abituali è il sorgere di problemi schizofrenici di varia intensità in chi si dedica a questi culti che hanno una sottostruttura psicotica”.

Nove sette per il New Age
A partire dagli anni Ottanta negli Stati Uniti e dagli anni Novanta nel resto del mondo, le sette con maggiore crescita – che sono proprio quelle che sventolano la bandiera del New Age – promettono e offrono ogni sorta di benessere attraverso queste tecniche “spirituali”, assai costose e pericolose per la salute. Molti di questi gruppi si presentano non come quello che sono realmente, ma come istituti terapeutici o centri olistici, in cui il linguaggio pseudoscientifico e le strategie di marketing sono una semplice facciata, dietro la quale si nasconde una vera setta distruttiva o semplice ciarlataneria.

Cattolici nel New Age?
La sfida principale per le Chiese oggi è la penetrazione del New Age nella propria pastorale. In molti ritiri, la Parola di Dio viene progressivamente messa da parte. Al suo posto, si propongono tecniche psicologiche, meditative ed esoteriche. In varie chiese si offrono corsi di Rei Ki e di Yoga ben poco purificati dai loro contenuti orientali (karma, reincarnazione, chakra…). L’enneagramma è un’altra delle tecniche promosse.

Molti cristiani, affascinati da libri come quelli di Paulo Coelho o di Bryan Weiss, hanno iniziato a modificare senza volerlo aspetti fondamentali della fede.

Al riguardo, sono particolarmente interessanti le parole rivolte da papa Giovanni Paolo II al terzo gruppo di vescovi statunitensi in occasione della loro visita ad limina apostolorum del 28 maggio 1993:

“Mentre la secolarizzazione di molti aspetti della vita continua ad avanzare, c’è una nuova domanda di spiritualità, come dimostra la comparsa di molti movimenti religiosi e terapeutici che pretendono di dare una risposta alla crisi di valori della società occidentale. Questa inquietudine dell’homo religiosusproduce alcuni risultati positivi e costruttivi, come la ricerca di un nuovo significato della vita, una nuova sensibilità ecologica e il desiderio di andare al di là di una religiosità fredda e razionalista. Dall’altro lato, questo risveglio religioso porta con sé alcuni elementi molto ambigui, incompatibili con la fede cristiana.

… Le idee del New Age a volte si fanno strada nella predicazione, nella catechesi, nei congressi e nei ritiri, e così arrivano a influire anche sui cattolici praticanti, che forse non sono consapevoli dell’incompatibilità di queste idee con la fede cristiana.

Nella loro prospettiva sincretista e immanente, questi movimenti parareligiosi prestano poca attenzione alla Rivelazione; piuttosto, cercano di arrivare a Dio attraverso la conoscenza e l’esperienza, basate su elementi che prendono in prestito dalla spiritualità orientale e da tecniche psicologiche. Tendono a relativizzare la dottrina religiosa a favore di una vaga visione del mondo, che si esprime mediante un sistema di miti e simboli rivestiti di un linguaggio religioso. Spesso propongono inoltre una concezione panteista di Dio, incompatibile con la Sacra Scrittura e la tradizione cristiana, sostituendo la responsabilità personale delle nostre azioni di fronte a Dio con un senso del dovere di fronte al cosmo, distorcendo così il vero concetto del peccato e la necessità della salvezza per mezzo di Cristo”.

Richiamiamo l’attualità delle parole dell’Apostolo:
“Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi avete in lui parte alla sua pienezza… Nessuno v’impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli, seguendo le proprie pretese visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale, senza essere stretto invece al capo” (Colossesi 2, 9-10.18-19)

“Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero” (2 Timoteo 4, 2-5)

di Miguel Pastorino

Un’ex maga si racconta: ecco come ho risalito la china dell’occultismo

Zita_Michielin_tarocchi_fede_cartomanziaIl fenomeno dell’occultismo e’ più esteso di quanto si pensi comunemente. In Occidente, anche in ragione della crescente secolarizzazione, il ricorso a maghi, sette e astrologia è una realtà che va radicandosi nel tessuto sociale. Questa pretesa moderna di sopperire in modo disperato al vuoto spirituale, già nel secolo scorso fu così argutamente inquadrata da Chesterton: “Chi non crede in Dio finisce col credere a tutto”.

Se si esamina la diffusione del fenomeno in Italia, si può riscontrare quanto la frase dello scrittore britannico sia tutt’oggi aderente al nostro ambito nazionale. Contestualmente al progressivo allontanamento dalla pratica religiosa, fioriscono case editrici, negozi e gruppi esoterici. Nel Belpaese, intorno a chiese più vuote rispetto al passato, pertanto allignano cartomanti, medicina alternativa a sfondo magico, spiritismo, mania degli oroscopi e guru della cosiddetta New Age. Il paranormale è inoltre propagandato dai media attraverso la cinematografia e la pubblicità, persino l’azienda telefonica nazionale fornisce agli abbonati oroscopi e lettura dei tarocchi. Si stima che la magia muova ogni anno una cifra che oscilla intorno agli 800 milioni di euro. Può apparire paradossale, ma i finanziatori di questo immane giro d’affari sono proprio quegli stessi italiani che stanno subendo gli effetti recessivi della crisi economica. Ma ciò che preoccupa oltremodo è il fatto che la diffusione dell’occultismo finisce per rivelarsi un problema sociale, giacché dietro le seduzioni dell’ignoto si celano spesso biechi interessi di plagio, talvolta connessi a fenomeni di pedofilia(1), stupro(2) e omicidio(3).

Provvidenzialmente, tuttavia, non mancano storie in controtendenza con questo desolante scivolamento verso l’occulto. Una di queste riguarda Zita Michielin, una signora veneta che ha risalito la china della cartomanzia grazie “all’aiuto dello Spirito Santo”. Agenzia Stampa Italia la ringrazia per la disponibilità a raccontare la propria esperienza.

Gentile Sig.ra Zita, come è avvenuto il suo ingresso nel mondo dell’occulto?

Anni fa sono andata a lavorare in un call center, uno di quei centralini telefonici dove per parlare con qualcuno si doveva digitare il costosissimo 144, numero che oggi è stato sostituito. In quel centralino c’erano diverse linee per varie tipologie di “chiacchierate” e tra queste c’era anche la linea dedicata alla cartomanzia.

Un giorno mi venne detto di sostituire una cartomante e mi passarono una telefonata; non lo volevo fare perché non ne sapevo nulla di carte e tarocchi, pensavo che per fare l’indovina si dovesse studiare molto e io non lo avevo mai fatto in vita mia. Non ho avuto scelta e ho dovuto rispondere al telefono. Da quel momento sono diventata una cartomante.

Io che non conoscevo il mondo esoterico, mi sono trovata a guardare i tarocchi sparsi casualmente davanti a me e incomprensibilmente ho cominciato a raccontare alla cliente all’altro capo della cornetta, particolari della sua vita che non potevo sapere. La cosa strana, è che tutto ciò che dicevo, veniva immediatamente confermato. Ero allibita, spaventata, ma allo stesso tempo eccitata per quello che stava accadendo.

Ovviamente volevo trovare una risposta a tutto questo e desideravo conoscere meglio quel mondo a me tanto lontano ma che in un baleno mi aveva sconvolta, coinvolta e affascinata. La prima cosa che ho fatto è stata fermarmi da un tabaccaio a comprare un mazzo di tarocchi. All’interno c’erano le istruzioni su come usare le carte, come iniziare un percorso di “risveglio interiore”. È bastato quel piccolo foglietto per alimentare ancor di più la mia voglia di sapere. Ho continuato a cercare, la mia sete di conoscenza era molta e le risposte che trovavo non mi bastavano mai. Ne avevo bisogno ancora e ancora.

E come ha soddisfatto la sua sete di conoscenza scaturita da questo episodio estemporaneo?

La mia voglia di scoprire l’oltre, cioè le cose che vanno aldilà del visibile, per me era diventata ormai una smania. Cercavo libri che mi potessero saziare; mi sono avvicinata al mondo della cristalloterapia, della pranoterapia, della cromoterapia, dello studio dell’energia per l’apertura dei chakra (ciacra), che sono dei punti energetici nel corpo umano. Ho aperto anche una linea telefonica per la cartomanzia. Ho conosciuto Scientology, dinamica mentale, analisi transazionale, training-autogeno, yoga, reiki, shiatzu e altre discipline che venivano dal mondo orientale. Ho frequentato corsi per potenziare e utilizzare l’energia delle mani. Ero completamente immersa nel mondo delle filosofie orientali che ormai erano diventate per me la verità. Ma in realtà non trovavo mai pace, non ero mai sazia.

Riscontrava che le consulenze offerte a chi si rivolgeva alla sua linea telefonica avevano aderenza con la realtà?

Oltre al contatto telefonico, ricevevo persone in casa per aiutare con spirito di conoscenza e di guarigione. Più applicavo le tecniche che imparavo e più vedevo succedere cose strabilianti. Ero arrivata al punto di passare una mano sul corpo di una persona e sentire dove c’era una sofferenza fisica, un dolore. Addirittura anticipavo un male che ancora doveva arrivare, usavo tecniche per guarire anche a distanza. Ero diventata per i miei clienti una sorta di vate, davo consigli su come affrontare la vita per evitare danni al corpo ed elevarsi spiritualmente. Mi sentivo bene perché mi dicevo: anche oggi hai aiutato qualcuno a sollevarsi da una sofferenza fisica o psicologica.Con mia sorpresa ho scoperto che le tecniche studiate che usavo, fanno parte della New-Age.

C’è molta leggerezza in giro nell’approcciarsi alla New-Age. È possibile da parte sua, che l’ha praticata, rivelarci in cosa consiste?

La New-Age è una mentalità che ha invaso ogni ambito della nostra vita senza che noi ce ne accorgessimo, dal cibo, alla musica, persino ai cartoni animati. Si fonda su elucubrazioni astrologiche, secondo le quali finora la costellazione che avrebbe abitato dietro il sole sarebbe stata quella dei Pesci. Le guide del pensiero New-Age sostengono però che ora stiamo per entrare in una nuova era, appunto la New-Age o Era Acquariana. Dai Pesci si passa all’Acquario.

L’era dei Pesci, contraddistinta da Gesù Cristo, non basta più all’uomo. Ora l’uomo cerca la sua salvezza ponendo al centro sé stesso, puntando alla salute psico-fisica attraverso tecniche, pratiche e rituali, per mettersi in contatto con quella che viene definita “energia vitale” o “forza vitale” dell’universo. Si crede infatti, che la malattia fisica, vada risolta a livello “spirituale”, curando le disarmonie energetiche interne all’individuo si raggiunge la guarigione del corpo e dello spirito.Un punto fondamentale della religiosità è il relativismo: se io faccio parte del tutto e tutto è Dio, allora io sono Dio. È buono solo ciò che mi sembra buono, non c’è nessun valore assoluto, io sono il creatore dei miei valori, non ci sono religioni rivelate o non, che mi possano dare verità assolute. E l’assenza di valori condivisi dalla collettività – aggiungo io – ha effetti deleteri sul tessuto sociale.

Riconduce le sue vecchie capacità di chiaroveggenza ad aspetti che trascendono la dimensione fisica?

Nel mondo invisibile e visibile sappiamo che esiste il bene e il male. Devo dire che per me il mondo invisibile è sempre stato “aria fritta”. Sono pienamente convinta che qualcuno abbia parlato di me con Dio e Lui, vista la mia cervice molto dura, pur di mostrarmi prima o poi che era innamorato di me, ha consentito che vagassi nel mondo del paranormale.

Con le tecniche della New Age, prima di ogni seduta, invocavo le forze dell’universo con i palmi delle mani rivolte verso l’alto; nei palmi sentivo un grandissimo calore, tanto da sentire dolore; mettevo le mani sulla parte malata del corpo di una persona, ad esempio il ginocchio, e sentivo sotto le mie mani un grande movimento e a quella persona spariva il male che aveva. Là ho capito che ci sono più cose che non si vedono di quelle che si vedono, e là ho capito che le cose invisibili creano effetti sul piano visibile. Grazie a questa consapevolezza, solo più tardi, ho capito cosa accade durante la Transustanziazione nella Santa Messa. Il valore intrinseco del vino e del pane, diventano realmente il Sangue ed il Corpo di Cristo, anche se gli occhi non lo vedono, proprio come succedeva a quel ginocchio che all’esterno rimaneva uguale a prima, ma non certo all’interno. Come potevano la mia capoccia, la mia razionalità, la mia intelligenza, accettare tutto questo, se non avessi toccato con le mani, l’invisibile…

Questo paragone che ha fatto potrebbe fornire un’immagine positiva della New-Age…

Allora fugo il campo da ogni equivoco. Con le tecniche della New-Age che io usavo, purtroppo, non sapevo di aprire nelle persone che venivano da me, ferite ben più grandi di quelle che erano venute a farsi curare. Quando io, volontariamente, in prima persona, invocavo queste forze, queste energie invisibili su qualcuno, per portare guarigione, senza passare per l’Amore Puro che è Dio, chiamavo in causa entità spirituali che non sono da Dio. Immagini lei da dove vengono.

Quando si tende la mano per poter avere poteri occulti, anche senza fare invocazioni al mondo spirituale, questa è un’invocazione implicita; quindi, non v’è potere occulto senza l’intervento di entità spirituali. Anche il male sa fare i miracoli, ma non sono gratuiti: il conto è molto salato. Lo Spirito Santo, che è l’Amore di Dio in azione e che dà quello che realmente ti serve al fine di gioire adesso e per l’eternità, io non l’ho mai invocato perché le religioni orientali non lo contemplano e perché ne avevo solo sentito parlare da piccola. Con le tecniche della New-Age, si vedono i risultati sul fisico, ma allo stesso tempo si aprono nella persona, degli spiragli spirituali dove, prima o dopo, il male si intrufola, creando dei disagi ben più gravi. Io che volevo essere al servizio delle persone, le ponevo invece, in balia di forze occulte. Avevo due amici, non clienti miei, che frequentavano abitualmente, erano guaritori come me. La loro vita è finita tragicamente: si sono suicidati. I loro corpi, però, nella bara, erano perfettamente sani.

Gesù lo dice in una sua parabola: se viene cacciato un demone e la casa (cioè l’anima) rimane pulita (cioè come prima), questo, ne và a prendere altri sette che si instaurano in quella casa. Solo ora comprendo il contenuto e la verità delle Sue parole. Per approfondire il tema in modo esauriente, consiglio caldamente di leggere il libro in due volumi “ Come leone ruggente” e il libro “ Voi chi dite che io sia?”, entrambi di Tarcisio Mezzetti, editi dalla Elledici di Torino.

Degli episodi in particolare hanno rappresentato per lei il punto di rottura con il mondo dell’occulto. Vuol parlarci per esempio del “cappotto di cemento” cui fa riferimento nel libro che ha scritto insieme a Lidia Magni (“Dai tarocchi alla Fede” – ed. libreria del Santo, 2011)?

Un giorno ho praticato una normale seduta di riequilibrio energetico su un uomo che da tre mesi, da quando la moglie lo aveva lasciato, non riusciva più a vivere, non dormiva, non mangiava, non lavorava. Grazie alla mia seduta, però, quella persona ricominciò a sentirsi viva.

Dopo poco tempo tuttavia, scoprii che quella persona frequentava moltissime donne. Ed ecco il primissimo dubbio: ma sto facendo la cosa giusta?

Passati un po’ di giorni, ad un’altra persona che aveva l’artrite, prima di sottoporla alle mie grinfie di guaritrice, le dico: ogni parte dolorante del nostro corpo ci parla, quello che emaniamo da noi, atti, parole, pensieri è come un’onda che va nell’etere e ci ritorna con la stessa frequenza. Quando noi abbiamo un atteggiamento critico verso le persone, verso le cose o verso noi stessi, questo, và a colpire le nostre giunture.

Mentre dicevo questo, una frase mi balzò alla mente in modo prepotente: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Venni letteralmente rivestita come da una specie di “cappotto di cemento” arrivato da chissà dove, per queste parole piombate nei miei pensieri. Rimasi pietrificata. Come se non bastasse, prima che mi potessi riprendere, mi arrivò in testa sempre prepotentemente un’altra frase: “Non è quello che fate entrare nel vostro corpo che vi fa male, ma quello che esce da voi”. Non riuscivo più a connettere i pensieri e non sentivo più le gambe, rimasi così per un bel po’, annullai la seduta congedando il mio cliente. Quando rimasi sola, iniziò dentro di me un lungo travaglio.

Mi dicevo che queste frasi le avevo già sentite da bambina e che io le stavo ripetendo, ma solo con parole diverse. Pensai: se queste poche frasi che si trovano nel Vangelo, io ora le capisco e le riscontro vere nel piano visibile e tangibile sui corpi fisici, allora deve essere vero e sperimentabile tutto il Vangelo. Ma allora, il Vangelo non è quella cosa morta che io pensavo servisse a consolare i vecchi.
Mi balenarono in testa una serie di domande, la cui ultima fu: Vuoi vedere che la Persona Gesù Cristo è venuto qui in terra e si è fatto addirittura uccidere perché io possa unirmi con Dio il Creatore, e non con Dio = Universo, Dio = Energia Cosmica, Dio = il Tutto, Dio = Io, meta di tutte le ideologie alternative di cui io mi sto nutrendo? Nessun guru si è fatto mai uccidere per me! In quell’istante mi sono sentita come se fossi arrivata a casa al caldo dopo un lungo viaggio al freddo, ho sentito acqua fresca che spegneva la mia sete di ricerca, mi è sparita ogni paura, il mio corpo ha perso i suoi confini, mi sono trovata con tutto il mio essere dentro all’attimo di Dio, il quale racchiude, adesso, in un solo istante, tutto il tempo e tutto lo spazio. Gusto l’Eternità. Ma allora è questo il punto d’arrivo che io cercavo da tanto e per tutte le vie del mondo: l’unione con Dio Creatore. E qui, anche la mia mente e la mia razionalità si sono espanse, tanto da contenere l’evidenza meravigliosa che mi veniva regalata.

Cosa le ha donato questa consapevolezza dell’unione con Dio Creatore?

Da là in poi è stata un’immersione totale per capire cosa Dio Creatore mi vuole dire e cosa Dio Creatore mi vuole dare. Ho partecipato una settimana ad un ritiro spirituale di “Guarigione e Liberazione”. Ho assistito alla spiegazione delle “10 Parole” che Dio ci dà per poter vivere felici e non farci del male da soli, tenute dai Padri Carmelitani di Treviso. Dio, con la sua Parola, mi guida alla Verità tutta intera.

Mi accorgo che Dio anche se non mi preserva dalle sofferenze, mi custodisce continuamente. Io, sì, cercavo delle risposte sul senso della vita, ma la mia ricerca non era rivolta a Lui. Era la Grazia che mi disponeva alla Grazia. Lui era lì anche quando Lo ignoravo; il suo progetto su di me, che è quello di innalzarmi a Lui, non lo ha mai mollato. Nonostante me. Scopro che questo suo disegno amorevole, non esclude nessuno, scopro che noi non dobbiamo affannarci tanto per raggiungerLo. Scopro che l’alleanza è unilaterale, è Lui che viene da noi, non perché siamo bravi e ce lo meritiamo (vedi nel mio caso) ma solo perché ci ama e vuole una relazione con noi. È Lui che ci mette nelle correnti ascensionali e ci fa librare nell’aria, la nostra sola fatica è quella di tenere aperte le ali per restare in equilibrio. È Lui che fa incontrare l’abisso che abbiamo nel cuore con il Suo abisso e poi trasporta tutto questo alla coscienza della ragione. Ora parlo con Dio di tutte quelle persone che ho “curato” e Lo prego di liberarle dai danni che involontariamente ho creato loro.

Ci racconti com’è cambiata la sua vita mediante la conversione…

Guardi, anzitutto non accadono più in casa mia certi episodi strani che si manifestavano quando usavo le tecniche della New-Age. Facendo le invocazioni alle forze dell’universo, sentivo voci, rumori e avevo il mio gran da fare a sostituire le lampadine. Una volta addirittura, fui sfiorata dal lampadario intero, staccatosi dal soffitto senza un motivo pertinente.

Oggi le persone che conosco da sempre, non comprendono, rimangono sbalordite, quando parlo del mio incontro con Gesù si guardano tra loro; mi guardano con sufficienza, mi assecondano e so che pensano: “Questa è andata fuori di testa; era tanto piacevole prima stare con lei. Avrà avuto qualche delusione e allora si aggrappa alla fede pur di rimanere in piedi”.

Ma non sanno che la prima ad essere sbalordita sono proprio io. Non sanno che Dio Padre, che nei momenti d’ira io addirittura calunniavo pur non conoscendolo, – beh – quel Padre mi fa assaporare la sua compassione, la sua pietà e il suo perdono. Ha cancellato tutte le mie ferite passate, mi fa vedere come vede Lui, mi fa amare chiunque come lo ama Lui, senza condizioni e io mi beo nel suo cielo, pur respirando ancora l’ossigeno della terra e pur rimanendo sempre io con quasi tutti i difetti di prima.

Ho capito che è Dio che cerca l’uomo e lo guarisce; i carismi che elargisce non sono per chi li riceve, ma per gli altri affinché si diffonda il suo Amore.

Le “credenze” e religiosità varie, invece, ritengono sia l’uomo a guarire per mezzo delle proprie conoscenze, dei propri doni. Un uomo arrogante che vuole incanalare e dirigere Dio. Eccolo qua il punto. Il solito punto. Dio = Io!

Dio si è fatto uomo perché l’uomo divenga Dio e partecipi appieno alla sua Divinità e ci ha insegnato come fare: con l’Amore. L’uomo invece, da solo, anche se fa i miracoli, rimane il dio di sé e non si salva, spera che al prossimo giro (reincarnazione) gli vada meglio. Posso dire un’altra cosa?

Prego.

Per capire se si agisce nel nome di Dio bisogna ricorrere alla guida del Vangelo. Gesù dice che si vede dai frutti se l’albero è buono.

Usando la carità teologale, che vuol dire amare le persone come le ama Lui, invocando sempre lo Spirito Santo che smaschera ogni inganno e facendosi aiutare da un sacerdote santo, in questo modo i frutti non possono che essere “buoni”.

Quale messaggio vuole rivolgere alle persone che subiscono il fascino dell’occulto?

Le abbraccerei una ad una e sussurrerei all’orecchio di ognuna: non fare come ho fatto io, per placare la voglia di infinito che senti, prendi la scorciatoia. Anche se non l’hai mai fatto, prendi in mano il Vangelo, là dentro c’è il medico ed il guaritore gratuito per l’anima e per il corpo e se qualcosa non ti è chiaro cerca qualche brav’uomo di Chiesa che ti aiuti a comprendere. Direi poi che l’Eternità è entrata nel tempo con Gesù Cristo e Lui opera ora, qui e sempre.E poi darei loro un bacio.

So che vorrebbe dire qualcos’altro…

Si. Ho un grido strozzato in gola.

La Croce di Gesù Cristo, che racchiude in sé l’Amore sublime, dà fastidio a tanti nel mondo e questi tanti La vogliono cancellare. In modo evidente, con le chiese bruciate, con gli assassinii di sacerdoti, vescovi e laici cristiani; ma, quel che è peggio, anche in modo subdolo. Operando all’interno della stessa Chiesa, Satana sta tarmando il legno della Santa Croce volendo vanificare la Redenzione di Gesù. Lo sta facendo divulgando anche nelle nostre parrocchie la New-Age (yoga, schiatzu, reiki e altre pratiche inconciliabili con una pace autentica in Cristo).

Io invoco la Chiesa gerarchica a ché possa aiutare tutti i nostri preti, che sono le nostre guide, a comprendere che in queste discipline di moda nel mondo moderno, mostrate come dei semplici rilassamenti in totale compatibilità con la Fede cristiana, c’è la grande volontà di cancellare la Croce di Gesù Cristo. Io imploro ancora la Chiesa gerarchica di rifuggire traduzioni della Scrittura che La minimizzano e La sviliscono, appannando la magnificenza di Dio.
Basta la Parola – limpida e schietta – che Dio ci ha rivelato, per non cedere ai mille inganni che sono pronti ad accoglierci e tradirci. Alla luce della mia esperienza, invito tutti, laici e non, a prestare grande attenzione: il male è molto seducente e ingannevole.

da: https://annalisacolzi.wordpress.com/

ReiKi non è compatibile con la fede in Gesù Cristo

gesu_con_bimbo_bmp_0La Bibbia ci vieta di entrare in contatto con gli spiriti del mondo invisibile e con angeli, non da ultimo per il fatto che molti di loro si sono allontanati da Dio per seguire Lucifero – non sono perciò più sotto la guida dello Spirito Santo e di conseguenza ci seducono. La presidentessa dell’Associazione Internazionale ReiKi, la svizzera Master insegnante Doris Sommer, grazie all’aiuto dei simboli ReiKi per i trattamenti a distanza è riuscita a mettersi in contatto con il fratello defunto. Ecco che cosa dice riguardo al contatto con gli angeli:
“Tu stesso puoi creare un accesso interiore verso il tuo angelo. L’angelo si chiama anche Io Superiore, o Spirito Guida – negli ultimi anni si è però ritornati ad ‘angelo’…Ogni persona ha una guida interiore o un aiutante spirituale… Tu puoi ascoltare direttamente la tua guida interiore – o, appunto, il tuo angelo. Se ti piacerebbe personificarlo con un nome, allora siediti, affidati a ReiKi per un po’ di tempo (con ReiKi II puoi disporti in stato assenza di conoscenza mediante HS e SHK [codici segreti]), poi chiedi semplicemente il nome all’angelo.” (10)
In questo caso si tratta chiaramente di spiritismo, che è vietato dalla Bibbia. Esso porta alla dipendenza dagli spiriti o angeli decaduti che sono stati invocati. Gli angeli sottostanno all’autorità di Dio, e non accetterebbero mai di lasciarsi chiamare e rivelarsi in questo modo.
Perfino dei Maestri ReiKi nutrono crescenti dubbi sul fatto che con ReiKi vengano attivate esclusivamente energie buone, positive, e si chiedono se le energia incanalate siano puramente positive o se non abbiano anche dei lati negativi.
Eckart Warnecke, psicoterapeuta sperimentato, istruttore mentale e Maestro ReiKi, nella sua introduzione al secondo livello ammette apertamente che nell’ambito delle esperienze negative la sua concezione del mondo è stata ampiamente scossa. Egli trae questa conclusione:
“A che cosa serve ‘imballare’ tutto nella Luce e nell’Amore, e dimenticare che al tempo stesso delle energie oscure e distruttive ci pervadono inavvertitamente?” (12)
La domanda fondamentale è quella dell’origine dell’energia cosmica ReiKi. Gli indiani parlano di Prana, i cinesi di Chi, i musulmani dei maghi Sufi di Barraka, i maghi cabalisti ebrei di Jesod, gli egizi di Ka. Altri, usano nomi scientificamente più altisonanti per queste forme di energia cosmica, come Od o bioenergia. Ad ogni modo si tratta sempre di energie del cosmo che si uniscono con noi per armonizzare e regolare la nostra energia umana e poter così sprigionare forze di autoguarigione.
È frequente che l’energia cosmica viene attivata invocando delle divinità o dei Maestri della gerarchia spirituale. È il neofita che più spesso richiede l’aiuto di queste entità. Le persone che egli usa come canale per le energie sovente non sono al corrente della sorgente spirituale dell’energia che ricevono.
Questo viene in parte nascosto “perché l’iniziando comunque non sarebbe in grado di comprenderlo”.

La maggior parte dei Maestri ReiKi regolarmente insiste che ReiKi è ideologicamente neutro: “ReiKi è completamente indipendente dalla fede e dall’ideologia, sia di colui che dispensa ReiKi che di colui che riceve ReiKi. Da noi molti Maestri ReiKi sono cristiani… La pratica di ReiKi non trasgredisce nessun principio di fede a noi noto.” (11)
Spero che le citazioni originali e i commenti riportati rendano evidente il fatto che l’ultima affermazione non corrisponde alla verità – perlomeno per quanto riguarda la fede cristiana basata sulla Bibbia.
Quando uno affida a Gesù Cristo la guida della sua vita e vuol vivere e servire con la forza dello Spirito Santo, è necessario che, nel nome di Gesù, rinunci a ReiKi e alle energie spirituali che stanno dietro ad esso.
Il Nuovo Testamento mette in guardia dal prendere contatto con le potenze cosmiche:
“Guardate che nessuno vi inganni con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione degli uomini e agli elementi del mondo e non a Cristo. Perché è in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità. E voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza.” (Colossesi 2:8-10)

Bibliografia
(1) Karin Worms: “Die grosse Inflation der Meisterschaften”, nella rivista esotera 2/97, pagg. 36 e seguenti
(2) Paula Hoven: “Die ReiKi-Kraft – Das Handbuch für persönliche und globale Transformation”, Edizioni Windpferd
(3) Andreas Dalberg: “Der Weg zum wahren ReiKi-Meister”, Edizioni Knaur
(4) Barbara Simonsohn: “Das authentische ReiKi”, Edizioni Scherz
(5) “Handbuch – Die andere Medizin”, Stiftung Warentest, Berlino
(6) Walter Lübeck: “ReiKi – Der Weg des Herzens”, Edizioni Windpferd
(7) D.S. Sharma: “The Nature and History of Hinduismus” in: “The Religion of the Hindus” (pubblicato da K. Morgan)
(8) Mahareshi Mahesh Yogi: “Meditations of Mahareshi Mahesh Yogi”, pag. 17
(9) Brigitte Müller/Horst H. Günther: “ReiKi – Heile dich selbst”, Edizioni Peter Erd
(10) Doris Sommer: “Das ReiKi-Lexikon”, Edizioni Peter Erd
(11) Aljoscha A. Schwarz/Ronald P. Schweppe: “ReiKi – Heilen durch Handauflegen”, Edizioni mvg
(12) Eckart Warnecke: “ReiKi – Der zweite Grad”, pagg. 153 – 157, Edizioni Peter Erd

30 domande al Cardinale J. Ratzinger

Cardinal-Ratzinger-Black-and-White-640x472Intervista a cura di Ignazio Artizzu tratta dalla rivista “Una voce grida…” n°9 – marzo 1999

La magia, parodia del divino
Eminenza, cosa è la magia ?
E’ l’uso di forze apparentemente misteriose per avere un dominio sulla realtà fisica e anche psicologica. Il tentativo, cioè, di strumentalizzare le potenze soprannaturali per il proprio uso. Con la magia si esce dal campo della razionalità e dell’utilizzo delle forze fisiche insegnate dalla scienza. Si cerca – e a volte anche si trova – un modo di impadronirsi della realtà con forze sconosciute. Può essere in molti casi una truffa, ma può anche darsi che con elementi che si sottraggono alla razionalità si possa entrare in un certo dominio della realtà.

Sia il Nuovo che l’Antico Testamento condannano in modo ferreo ogni pratica magica, così come il ricorso all’occultismo in tutte le sue forme. Come commenta questo dal punto di vista teologico?
Vediamo intanto l’origine più profonda delle superstizioni, della magia e dell’occultismo per capire meglio la condanna nei loro confronti. Direi che ci sono due elementi : da una parte nell’uomo, creato ad immagine di Dio, esiste la sete del divino. L’uomo non può limitarsi al finito, all’empirico: avrà sempre il desiderio di allargare la prospettiva del suo essere e di entrare nella sfera divina, di uscire dalla pura realtà fisica e toccare una realtà più profonda, Questo desiderio, di per sé innato nell’uomo – immagine di Dio – è smarrito perché sembra troppo difficile andare realmente alla ricerca di Dio, elevarsi e lasciarsi elevare dall’Amore Divino e arrivare così ad un vero incontro del Dio personale che mi ha creato e mi ama. Allora accade un po’ come nel mondo umano: le avventure passeggere sono più facili di un amore profondo, di una vita. E così come in questa vita umana un amore fedele, un vero amore, che va fino alle profondità del nostro essere, esige un impegno ben diverso dalle facili avventure, così anche le realtà spirituali esigono un impegno profondo, una fedeltà, una disciplina interiore, l’umiltà di impostare la propria vita alla sequela di Dio. Allora l’uomo cerca le cose più facili, un esperimento immediato della profondità dell’ essere.

Possiamo anche dire che qui si verifica una dottrina fondamentale della Chiesa, cioè che nell’uomo da una parte troviamo la natura creata da Dio, dall’altra anche questa tendenza opposta: lo smarrimento e il peccato originale che lo deviano dalla sua origine e trasformano in una caricatura il suo desiderio innato di amare Dio e di entrare nella unione con Lui. Ecco, questa seconda tendenza si realizza nel cercare un cammino più facile, un contatto più immediato e soprattutto un modo per non sottomettersi all’amore e al potere divino. Allora l’uomo comincia a farsi dominatore della realtà sfruttando questa presunta possibilità del suo essere. E ciò mi pare una profonda inversione e perversione della relazione più profonda del nostro essere: invece di adorare Dio, di sottomettersi a Dio, l’uomo intende farsi dominatore della realtà usando queste potenze occulte, e si sente il vero dominatore.
E’ la tendenza che troviamo nel capitolo 3 della Genesi: io stesso divento Dio e ho il potere divino e non mi sottometto alla realtà. “Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio conoscendo il bene e il male. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.” (Gen 3,4-7)
San Paolo, a Cipro, definisce pubblicamente il mago Elimas “figlio dei diavolo”.

Possiamo dunque affermare con certezza che dietro la magia e il mondo dell’ occulto c’è sempre il demonio?
Si. Io direi che senza il demonio, che provoca questa perversione della creazione, non sarebbe possibile tutto questo mondo dell’occultismo e della magia. Entra in gioco un elemento che va oltre le realtà della ragione e le realtà riconoscibili con la scienza unita ad una ragione sincera. Si offre un elemento apparentemente divino, cioè delle forze che possono prestare dei successi, esperienze che appaiono come soprannaturali e spesso come divine. Sono invece una parodia del divino. Poteri, ma poteri di caduta, che in realtà sono ironie contro Dio.
E’ questa la radice della ferma condanna espressa anche dalla Chiesa nei confronti della magia e dell’occultismo?
Si. Ciò comincia nell’Antico Testamento: pensiamo al conflitto tra Samuele e Saul. E’ proprio la caratteristica della religione del Dio rivelato: non si fa uso di queste pratiche, che sono caratteristiche delle religioni di questa terra, e perciò pagane, perché pervertono la relazione tra Dio e l’uomo. Questa condanna continua in tutta la storia della Rivelazione e riceve la sua ultima chiarezza nel Nuovo Testamento. Non è – sia chiaro – un positivismo che vuole escludere qualcosa della ricchezza dell’ essere o delle esperienze possibili, ma la verità di Dio che si oppone alla menzogna fondamentale.
Il nome del diavolo nella Sacra Scrittura, “padre della menzogna”, diventa comprensibile in modo nuovo se consideriamo tutti questi fenomeni, perché qui troviamo realmente la menzogna nella sua purezza totale.

In quale forma?
L’uomo si fa dominatore del mondo sfruttando ciò che appare come Dio e quindi usa il potere per dominare il mondo in sé stesso, entrando cosi in una menzogna radicale. Questa menzogna appare in un primo momento come un allargamento del potere, delle esperienze, come una cosa bellissima: io divento Dio. Ma alla fine la menzogna è sempre una realtà che distrugge. Vivere nella menzogna vuol dire vivere contro la realtà e quindi vivere nella autodistruzione. In questo senso possiamo vedere due aspetti di questa proibizione. Da una parte, semplicemente, le pratiche occulte e magiche sono da escludere perché pervertono la realtà, sono menzogne nel senso più profondo.
Il secondo aspetto, quello morale dopo quello ontologico, è che, opposte alla verità, esse sono distruttive e distruggono l’essere umano cominciando dal suo nucleo.

I figli della menzogna
Quali sono dunque i pericoli per chi ha a che fare con la magia e l’occulto?
Cominciamo anche qui dal fenomenologico. Il tranello viene teso con cose promettenti, con una esperienza di potere, di allegria, di soddisfazione. Ma poi una persona entra in una rete demoniaca che diventa dopo poco tempo molto più forte di lui. Non è più l’uomo padrone di casa
Poniamo che una persona entri a fare parte di una setta o di un gruppo magico. Diventerà schiavo non solo del gruppo, il che sarebbe già gravissimo, dato che queste sette possono alienare totalmente una persona. Ma sarà schiavo della realtà che sta dietro il gruppo, cioè una realtà realmente diabolica. E cosi va verso una autodistruzione sempre più profonda, peggiore di quella della droga.

Quali sono le radici di questa sete di occulto?
Mi sembra questa mescolanza di una tendenza verso il divino e lo smarrimento che chiude l’uomo in sé stesso.
Nessuno degli occultisti dichiara apertamente di operare con il concorso dei demonio. Anzi, quasi tutti affermano di essere credenti e di fare il bene. Usano immagini sacre, crocifissi…
Si. La menzogna profonda poi si concretizza in menzogne più evidenti. Il mago, nel suo orientamento personale, è arrivato alla menzogna. Poi, diventa naturale usare tutti i modi concreti per esprimere e fare agire la menzogna. Naturalmente il sincretismo è uno degli elementi fondamentali del mondo magico e occultista, che si serve delle religioni, e soprattutto degli elementi cristiani, pervertendoli sia allo scopo di attirare la gente e rendersi credibile, sia anche nella speranza di usare la forza nascosta della realtà cristiana. Lo vediamo negli Atti degli Apostoli con Simone mago, che vorrebbe comprare la forza degli apostoli. “Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l’ imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: “Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo”. Ma Pietro gli rispose: ” Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. Non v’è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Pentiti dunque di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero . Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci di iniquità.” (At 8,18-23)
Si afferma che esistono forme di magia e divinazione innocue e “leggere”, come la lettura della mano, le carte e gli oroscopi. E si ironizza sul Nuovo Catechismo, che le ha condannate.

Esiste una scala di gravità o sono tutte dello stesso ceppo, e quindi tutto gravi?
Esiste forse un uso più leggero, ma comunque non accettabile, perché apre la porta all’occulto. Se uno comincia a muoversi in questa direzione c’è il pericolo di cadere nella trappola più profonda. Ma il fatto che si scivola facilmente, e spesso inevitabilmente, una volta entrati in questo cammino, non deve portarci ad un rigorismo che non distingue più tra comportamenti che sono simbolo di una certa leggerezza di vita e il modo di agire di coloro che sono entrati nel pieno di queste situazioni. Una certa distinzione esiste senza dubbio, ma si deve tenere presente che un gradino guida facilmente all’altro, perché il terreno è scivoloso.

Cosa direbbe a chi frequente la Chiesa e anche gli occultisti, o pratica egli stesso l’occultismo, credendo che l’una cosa non debba escludere l’altra?
Gli direi che deve cominciare a capire meglio la fede e inserirsi profondamente nel cammino cristiano, per capire che sono cose del tutto diverse. Se ascolto la Parola del Signore, con la mano nella mano del Signore, mi lascio guidare dall’amore di Cristo, mi inserisco nella grande comunione della Chiesa , andando insieme con la Chiesa sulla strada di Cristo. Ben diverso è se io comincio a entrare nella realtà grave dell’occultismo. I due atteggiamenti sono dall’inizio profondamente diversi. Capire questa distinzione è una decisione fondamentale dell’uomo, è il passo iniziale del cammino della fede.
Pensiamo al rito del Battesimo, dove abbiamo da una parte il “si” al Signore e alla sua legge, e dall’altra il “no” a satana. In tempi passati ci si voltava verso l’oriente per dire “si” al Signore e verso l’occidente per dire “no” alle seduzioni del diavolo. Con questo rito, nato in tempi in cui, come accade oggi, la Chiesa era circondata e attaccata dalle pratiche occulte, si capisce la diversità inconciliabile di questi due comportamenti. lo dico “si” al cammino del Signore e questo implica che dica il mio “no” alle pratiche magiche. Dobbiamo rinnovare in senso molto concreto e realistico questa duplice decisione. Dire “si” a Cristo implica che non posso “servire due padroni”, come dice il Signore stesso, e se dico “si” al Signore non posso nello stesso momento dire “si” a questi poteri nascosti, ma devo dire: “no, non accetto la seduzione del diavolo “. E forse, in occasione del rinnovamento dei voti battesimali che facciamo prima della Pasqua, si dovrebbe spiegare che ciò che pronunciamo non è un antico rituale, ma una decisione importante per la nostra vita oggi, un atto concreto e realistico.

Spezzare le catene
Esiste un punto di non-ritorno per chi ha dato la propria vita alla magia?
E’ difficile rispondere. Se uno è entrato in ciò che il Signore chiama “peccato contro lo Spirito Santo “, come avversione a Dio e maledizione dello Spirito di Dio, pervertendo il suo spirito, aprendolo alla azione del demonio, qui si realizza forse quello che il Signore indica come il punto del non ritorno. Ma da parte nostra non possiamo giudicare questo. Noi dobbiamo dire sempre: c’è la speranza di conversione. Naturalmente, se uno è entrato in questo mondo, una conversione radicale diventa necessaria, ed è una conversione che si fa sempre più difficile, realizzabile solo con l’aiuto forte dello Spirito Santo implorato dalla Comunità della Chiesa che intende aiutare queste persone a tornare a Dio. Quindi dobbiamo sempre avere la speranza, e fare il possibile per implorare il perdono di Dio e per illuminare queste persone e renderle aperte ad una conversione profonda. Occorre poi la espulsione del demonio. Un rito la cui importanza, per un certo tempo, non è stata più capita dai cristiani, ma che ora riceve di nuovo un senso e un significato molto concreto. Perché si tratta di liberare le persone dal demonio che, a causa del contatto con la magia e l’occultismo, si è realmente impossessato di loro.

Quindi sono necessari gli esorcismi?
Certamente.

Talvolta la gente recepisce questo discorso, ma lamenta una scarsa informazione da parte degli stessi uomini di Chiesa. Cosa fare di più per informare gli sprovveduti?
Dobbiamo trovare nuove forme di apostolato. Il dilagare dell’occultismo nelle forme attuali è un fenomeno abbastanza recente. Ancora 10 anni fa ci mancava anche l’informazione in proposito. Forse non eravamo preparati a questo attacco, e non abbiamo preparato sufficientemente i fedeli. Mi sembra che dovremmo predisporre brevi informazioni che dicano l’essenziale in modo comprensibile. Dobbiamo inserire questo discorso anche nelle catechesi per gli adulti e nella formazione permanente di ogni cristiano,
Eminenza, le cito alcuni dati. In Italia, al numero dell’oroscopo telefonico arrivano oltre 10 milioni di chiamate all’anno. Sempre in Italia, ci sono almeno 100 mila maghi e meno di 38 mila sacerdoti cattolici.

Cosa prova meditando questa realtà?
E’ il segno che siamo in una minaccia di paganizzazione profonda. Questo è paganesimo, è perversione del destino religioso dell’uomo. In questa religione artefatta, nella quale come ho detto l’uomo sfrutta o cerca di sfruttare le forze soprannaturali, c’è una sfida fondamentale per la nostra opera di evangelizzazione. Davanti alla paganizzazione si deve annunciare la realtà liberante di Dio. Queste pratiche si presentano con il pretesto e la pretesa di offrire all’uomo una liberazione. Offrono potere, soddisfazione, la promessa di fare vivere con tutte le possibilità dell’essere. In realtà sono una schiavitù terribile, che può realmente disumanizzare. Lo sappiamo anche dalle religioni precristiane, che hanno creato un mondo di timore. Quando è arrivato l’annuncio cristiano, non ha portato una liberazione politica, come diremmo oggi, ma la liberazione dalla paura dei demoni. C’è un solo Dio che è più forte di tutti: questo è l’annuncio che ha liberato realmente il mondo. E anche oggi, in certe parti del mondo non ancora evangelizzate, si vede come la paura dei demoni e dei maghi crea un clima di paura e di immobilità. Non si può agire perché ad ogni passo si può cadere nelle mani di un demone. Dobbiamo quindi proclamare la forza liberatrice dell’annuncio che c’è un solo Dio, e che questo Dio è Amore e ci ama e ha la forza di guidarci e di darci la vera libertà, e che con potenza invincibile ci libera da questa schiavitù. Ma si vede che, purtroppo, questo non è più presente nella mentalità delle persone. Molti vedono solo il cammino arduo della religione, come è lontano Dio, come non ne facciamo esperienza, e cercano l’esperienza veloce e la soddisfazione rapida, e cosi cadono nella schiavitù. In questa ora di tentazione pagana profonda, credo che dobbiamo annunciare il Vangelo in tutta la sua semplicità e grandezza come la vera e l’unica liberazione.

Nella sua vita di sacerdote, Vescovo e Cardinale, le è mai capitato di avere a che fare con persone danneggiate dalla magia?
Nell’ambiente in cui sono vissuto non era presente questa realtà. Ho sentito diverse volte parlare di questi casi. E oggi sento ormai da più parti come la magia deteriora e distrugge le vite umane.
La magia tradizionale, folcloristica, tipica dei paesi mediterranei è ancora radicata nelle regioni italiane. E una pratica innocente o l’ingrediente principale resta sempre il concorso dei demonio?
Anche agli albori del Cristianesimo restavano tra la gente elementi magici, ridotti nella loro presenza, direi ridimensionati dalla fede che si diffondeva, sempre, però, con il pericolo di un rigurgito della magia. Era una presenza pericolosa e inaccettabile, ma dominata dalla vita di fede dei più. Ma adesso vediamo che questi piccoli “residui” che apparivano innocenti non sono affatto innocenti, e possono diventate oggi l’aggancio per una nuova irruzione dell’occultismo nel mondo.

E un valido metro di valutazione che l’occultista richieda denaro o meno?
Dipende dalla sua decisione precedente di essere mago. Se il suo fosse un lavoro moralmente giusto, potrebbe anche richiedere di essere pagato. Ma dato che già il suo mestiere in quanto tale implica la menzogna e la perversione della realtà, la presenza del denaro non serve ad altro che a continuare la menzogna fondamentale che sta alla base. In questo senso, nel commercio di magia e di “poteri”, si rende visibile una perversione ancora più profonda. Le cose spirituali non possono essere pagate, e la vera esperienza spirituale, che è quella che Cristo mi regala, la posso ottenere solo con la mia conversione, il mio “esodo” spirituale. Occorre dunque aiutate le persone cadute nella rete dell’occulto a ritrovare la via della conversione, offrendo loro una comunità, accompagnarle verso la fede e aiutarle a mettersi in cammino verso la verità, oltre che ovviamente aiutarle ad accedere – se le condizioni sono adempiute – all’esorcismo effettuato da sacerdoti autorizzati dal proprio Vescovo.

Uno yoga cristiano?
Anche la meditazione trascendentale e lo yoga, in particolare lo yoga, hanno come substrato l’occultismo. Anzi, l’ultimo grado dello yoga, il più elevato, comporta – affermano gli stessi libri sacri di questa “filosofia” – un contatto con il mondo degli spiriti e la acquisizione di poteri magici.

Ritiene che vi sia un legame di fondo, anche se poco apparente, tra la diffusione delle religioni orientali e l’attuale rigurgito di occultismo?
Nel fondo è presente, senza dubbio. Diciamo che l’offerta di queste religioni orientali si muove su diversi livelli. C’è uno yoga ridotto ad una specie di ginnastica: si offre qualche elemento che può dare un aiuto per il rilassamento del corpo. Bene, se lo yoga è ridotto realmente ad una ginnastica si può anche accettare, nel caso di movimenti che hanno un senso esclusivamente fisico. Ma deve essere realmente ridotto, ripeto, a un puro esercizio di rilassamento fisico, liberato da ogni elemento ideologico. Su questo punto si deve essere molto attenti per non introdurre in una preparazione fisica una determinata visione dell’uomo, del mondo, della relazione tra uomo e Dio. Questa purificazione di un metodo in sé logico di idee incompatibili con la vita cristiana, potrebbe essere paragonata per esempio con la “demitizzazione” delle tradizioni pagane sulla creazione del mondo, realizzata nel primo capitolo della Genesi, dove il sole e la luna, le grandi divinità del mito sono ridotte a “lampade” create da Dio, lampade che riflettono la luce di Dio, e ci fanno immaginare la vera Luce, che è il Creatore della luce. E cosi, anche nel caso dello yoga e delle altre tecniche orientali, sarebbe necessaria una trasformazione e uno spostamento radicale che realmente tolgano di mezzo ogni pretesa ideologica. Nel momento in cui compaiono elementi che pretendono di guidare ad una “mistica”, diventano già strumenti che conducono in una direzione sbagliata.

Questa trasformazione, o chiarimento, c’è stato?
Generalmente no. Può darsi comunque che alcune persone abbiano cercato di escludere gli elementi religiosi e ideologici, mantenendo queste pratiche su un piano di puro esercizio fisico. Questo non si può escludere.
Può esistere uno “yoga cristiano”?
Nel momento in cui lo si chiama “yoga cristiano” è già ideologizzato e appare come una religione, e questo non mi piace tanto. Mentre sul piano puramente fisico, ripeto, alcuni elementi potrebbero anche sussistere. Occorre stare molto attenti riguardo al contesto ideologico, che lo rende parte di un potere quasi mistico. Il rischio è che lo yoga diventi un metodo autonomo di “redenzione”, priva di un vero incontro tra Dio e la persona umana. E in quel caso, siamo già nel trascendente. E’ vero che anche nella preghiera e nella meditazione cristiana la posizione del corpo ha la sua importanza, e sta a significare un atteggiamento interiore. che si esprime anche nella liturgia. Ma nello yoga i movimenti del corpo hanno una diversa implicazione di rapporto con Dio, che non è quella della liturgia cristiana. Occorre la massima prudenza perché dietro questi elementi corporali si nasconde una concezione dell’essere come tale, della relazione tra corpo e anima, tra uomo, mondo e Dio.

Ritiene legittimo l’insegnamento della meditazione trascendentale e dello yoga nelle Chiese Cattoliche e nelle comunità religiose da parte di sacerdoti?
Mi sembra molto pericoloso perché in questo contesto queste pratiche sono già offerte come un qualcosa, appunto, di religioso.
E’ possibile coniugare il mantra con la preghiera cristiana?
Il mantra è una preghiera rivolta non a Dio, ma ad altre divinità che sono idoli.
Perché questo deprezzamento di Cristo e della Chiesa?
Questa è una questione profonda legata alla situazione attuale del mondo. Le radici di questo comportamento che oggi noi vediamo sono tante e si sono sviluppate nel corso di un’epoca, anche se solo oggi emergono in tutta la loro forza. Mi sembra che l’elemento ultimo sia quello, ancora una volta, del capitolo 3 della Genesi: la superbia dell’uomo che intende fare di sé stesso Dio e non accetta di sottomettersi a Lui. C’è dietro la volontà di prendere nelle proprie mani Dio e non di mettersi nelle sue mani.

Una fede da amare, non da tradire
Urs Von Balthasar definisce la meditazione trascendentale un tradimento nei confronti della fede cristiana. E’ d’accordo con questa affermazione?
Si. Perché il Dio Trascendente, la persona che mi ha chiamato e mi ama, viene deformato in una dimensione trascendentale dell’essere. Credo che sia necessario distinguere bene tra il Dio Trascendente e la trascendentalità. Mentre il Trascendente è una Persona che mi ha creato, il trascendentale è una dimensione dell’essere e quindi implica una filosofia di identità. Il cammino della Meditazione Trascendentale, preso nelle sue intenzioni ultime, ha questa tendenza di guidare ad immergersi nella identità, e quindi è esattamente opposto alla visione cristiana, che conosce anche una unione di identità. Cristo si è identificato con noi e così ci inserisce nel suo Corpo, ma è una identificazione diversa, operata nell’amore, nella quale rimane sempre una identità personale distinta, mentre la Meditazione Trascendentale comporta l’immergersi, il lasciarsi “sciogliere” nella identità dell’essere supremo.
Quale è, in termini spirituali, il prezzo di queste pratiche?
La perdita della fede e la perversione della relazione uomo – Dio, e un disorientamento profondo dell’essere umano, cosicché alla fine l’uomo si sposa con la menzogna.

Come deve realizzarsi concretamente il rispetto verso questi culti non cristiani, fermo restando anche il rispetto verso i valori imprescindibili della fede cristiano?
Il rispetto è dovuto soprattutto alle persone. Come dice S. Agostino dobbiamo avere amore per il peccatore e non per il peccato. Dobbiamo sempre vedere nell’uomo che è caduto in questi errori una persona creata e chiamata da Dio e che ha cercato anche, in un certo senso, di arrivare alla realtà divina per trovare le risposte al suo desiderio di elevarsi. Dobbiamo inoltre rispettare gli elementi ai quali ho accennato, chiarendo molto bene, però, quelle realtà che sono distruttive e che sono opposte non solo alla fede cristiana ma anche alla verità dell’essere umano stesso.

Veggenti o spiritisti?
Il mondo pullula oggi di veggenti che affermano di ricevere rivelazioni da parte di Dio e della Madonna. Divulgano libri che contengono messaggi apparentemente buoni e conformi con la fede cristiana e la dottrina della Chiesa. Ma dietro questi messaggi c’è – in molti casi – una tecnica medianica, come la “scrittura automatica”, o altre forme di spiritismo.

Quale atteggiamento deve avere il cristiano verso questi fenomeni?
Mi sembra che l’origine di questa inflazione di messaggi sia quella alla quale abbiamo accennato, e cioè di una desiderio di “accaparrarsi” una esperienza diretta del divino, di non restare nella sobrietà della fede ma di toccare più da vicino la realtà di Dio. Il primo punto essenziale è quello di affidarsi al Signore che si è rivelalo nella sua parola e che è presente nella Chiesa e nei Sacramenti, e di vivere in questo cammino fondamentale che da una sua esperienza diversa dalle altre, ed è un po’ più ardua, ma alla fine molto più reale e gratificante perché molto più vera. L’atteggiamento fondamentale deve essere quello di vivere realmente la fede nella vita della Chiesa e convincersi che Dio, come ha detto San Giovanni della Croce, dandoci suo Figlio ci ha dato tutto, perché Gesù è la sua Parola, e non c’è da aggiungere altro, Dio non può dare di più che Se Stesso nel suo Figlio. Occorre mettersi davvero nelle mani del Figlio e vivere la vita della Chiesa, che è anche immensamente ricca, perché il Signore è circondato dai Santi, ad iniziare dalla Madonna. E questa esperienza è possibile per tutti. Credendo in Dio, non cammino solo, ma sono accompagnato da questa grande schiera dei Santi e dei credenti di tutti i tempi, e così ricevo anche tutte le risposte, perché la Chiesa vive e ha una voce viva per parlare e annunciare oggi la Parola del Signore come Parola presente per me e per il nostro tempo. E se uno vive questa realtà con convinzione e con gioia, non in senso purista, ma con tutta la ricchezza e la bellezza che questo comporta, non ha più bisogno di altro, e può stabilire con il proprio discernimento quali cose possono essere a lui utili senza diventare dipendente di questi fenomeni.

Alcuni affermano di possedere il testo del “segreto di Fatima”. E’ possibile?
No.
Se dietro apparizioni e messaggi c’è il fenomeno medianico della scrittura automatica o altre forme di medianità -oggi si diffondono nel mondo vari libri di “messaggi” -possiamo credere con certezza che ci si trova davanti ad un fenomeno da scartare?
Si tratta di fenomeni medianici che non hanno a che vedere con la mistica cristiana.

La pranoterapia non è un dono di Dio
Tra le varie ramificazioni della New Age c’è la cosiddetta “medicina alternativa”, nella quale ha un posto importante la pranoterapia. Alcune persone affermano di possedere un fluido nelle mani che può curare i malati, e lo confondono con il carisma delle guarigioni…
Il carisma delle guarigioni si manifesta in primo luogo nella assenza totale di elementi di magia e si realizza in uno spirito di preghiera. Le guarigioni operate dal Signore e su suo mandato dagli apostoli sono espressione di preghiera. Non si usano mezzi e contesti spirituali alieni dalla fede e dalla ragione. I carismi, a differenza dei poteri e dei fluidi vantati da queste persone, si sottomettono alla verità e al potere di Dio e non introducono altri elementi. Gli altri casi sono espressione di un terribile mondo sotterraneo, che – molto tempo piuttosto nascosto – oggi di nuovo, in una fase di ripaganizzazione, viene allo scoperto.

Il New Age nega i contenuti rivelati della fede cristiana

newageCi spiega perché la diffusione del New Age rappresenta una “sfida” per i cristiani?

Don A. Olivieri Pennesi: Il New Age costituisce una grande sfida per il cristianesimo. Non solo perché si sta diffondendo a livello planetario ma soprattutto perché incorpora elementi del cristianesimo, modificandone il loro significato originario, ad esempio Gesù Cristo non è più considerato Figlio di Dio e unico Salvatore del mondo.

C’è la perdita del concetto di “verità”, siamo in pieno soggettivismo. Dio ha mille sfaccettature (energia cosmica, extra-cosmica, una Mente, il Tutto, siamo noi stessi…?).

Se Gesù Cristo non è più il Salvatore, si va alla ricerca di altre salvezze che diventano “autosalvezze” attraverso metodi, meditazioni, pratiche varie anche magiche. È svuotato il senso dell’attesa escatologica, in quanto alla salvezza si perverrà comunque dopo una serie, forse lunghissima, di reincarnazioni.

Forse lo scoglio più grande da affrontare è indubbiamente quello della perdita della coscienza di verità che rende vano ogni tentativo di usare i paradigmi della ragione.

E’ vero che il pensiero debole ed un approccio particolarmente emotivo alla spiritualità New Age, sono fenomeni abbastanza diffusi anche nel mondo cattolico?

Don A. Olivieri Pennesi: Alcuni hanno affermato che il New Age “è un fenomeno tipico della cultura postmoderna, basata sul pensiero debole, sul relativismo etico e sul consumismo”, non posso che condividere questa affermazione.

Il pensiero del New Age si diffonde sottilmente e quasi impercettibilmente in molte forme e per molte vie, ha afferma il segretariato per l’ecumenismo e il dialogo dei Vescovi italiani, ed è presentato connotandosi con i tratti dell’amore universale e della difesa della natura. Questa proposta può trarre in inganno, in quanto presenta alcune mete sulle quali è facile convenire: armonia tra uomo e natura, presa di coscienza e impegno per rendere migliore il mondo, mobilitazione di tutte le forze del bene per un nuovo progetto unitario di vita.

Il New Age svuota della sua verità, singolarità e pienezza di significato l’evento salvifico di Cristo; infatti l’uomo, secondo tale orientamento di pensiero, può divenire capace, attraverso determinate tecniche, di fare esperienza del divino senza l’ausilio della grazia divina, realizzando con le proprie forze la sua salvezza, dalla quale dipende l’armonia universale.

Il documento della Congregazione per la dottrina della fede dell’89, Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica su alcuni aspetti della meditazione cristiana, è un testo di riferimento sull’attenzione da porre alla riattualizzazione delle antiche gnosi, dove la salvezza avverrebbe attraverso la conoscenza, esoterica, per pochi.

Circa le pratiche New Age (o gnostiche, che è dire più o meno lo stesso) a livello di base, vi sono innumerevoli esempi. Per farne uno, l’ultimo testo vaticano sul New Age richiama l’uso, in allarmante espansione, dell’enneagramma: un simbolo originalmente di carattere iniziatico sviluppatosi in ambito esoterico-sincretistico, divenuto successivamente sistema di classificazione della personalità in nove tipi psicologici, che serve per la ricerca di un’autorealizzazione per via esoterica e/o magica.

Siamo in piena gnosi. In ambiti cristiani angloamericani tale metodo ha spazio nel campo della guida e della direzione spirituali per cui i vescovi statunitensi hanno creato un’apposita commissione per discernere il fenomeno

Quali sono le caratteristiche concettuali che definiscono il New Age? E quali le principali differenze che contraddistinguono la dottrina Cristiana?

Don A. Olivieri Pennesi: Un autore americano, Douglas R. Groothuis, ha riconosciuto sei caratteristiche del pensiero New Age: tutto è uno; tutto è Dio; l’umanità è Dio; dobbiamo trasformare la nostra coscienza; tutte le religioni sono una. Possiamo sintetizzare in sette punti ciò che generalmente i new agers affermano:

1. Non esiste una fonte di autorità esteriore – solo interiore (“il dio dentro” di noi). La verità come realtà oggettiva non esiste afferma una delle più note porta voce del New Age: l’attrice Shirley MacLaine.

2. Si confondono il Creatore con la Sua creazione credendo che Dio sia parte della creazione e non separato da essa. Essi adottano dalle religioni orientali il credo del monismo – che “tutto è Uno” – una sola essenza nell’universo, tutti e tutto facenti parte di questa essenza.

3. Cristo è una sorta di energia piuttosto che un individuo. Quest’idea di coscienza cristica asserisce che Gesù non è stato l’unico Cristo, ma che Egli si predispose per ricevere la “coscienza di Cristo”, così come probabilmente fecero Budda, Krishna e Mohammed. Questo è un noto insegnamento dell’occultismo gnostico che ha le sue radici nelle religioni misteriche babilonesi.

4. Riguardo al peccato, mentre viene taciuto il riferimento al peccato di Adamo, si afferma, come prospetta un “corso in miracoli”, che il problema principale dell’uomo è l’ignoranza della sua divinità. Ogni percepibile mancanza che l’uomo crede di avere è più una mancanza di conoscenza; con ciò viene eliminato il bisogno di salvezza e di un Salvatore.

5. L’aderente del New Age attinge ciò che ritiene suo bene dove lo trova. La sua moralità si dà i suoi criteri confidando in ciò che “sente” come bene.

6. Il tradizionale modo di vedere la personificazione del male come il diavolo o Satana è chiaramente assente dalla letteratura New Age. Piuttosto, Satana è descritto come possente essere di luce e “sovrano dell’umanità”, come afferma Alice Bailey, una delle principali ispiratrici del movimento New Age. In quanto alla storia e al compito di Lucifero, Benjamin Creme, noto conferenziere del movimento, sostiene : “Lucifero venne dal pianeta Venere 18 milioni e mezzo di anni fa; è il direttore dell’evoluzione del nostro pianeta, è l’Agnello del sacrificio e il figliol prodigo. Lucifero fece un sacrificio incredibile, un sacrificio supremo per il nostro pianeta”.

7. I New Agers riprendono l’antica dottrina delle religioni orientali sulla reincarnazione modificandola sostanzialmente al fine di raggiungere una perfezione tramite gli innumerevoli cicli di morte e rinascita. A ciò si affianca la pratica del cosiddetto “channelling” (canalizzazione) tramite cui entità disincarnate guiderebbero l’evoluzione spirituale dell’ umanità.

8. Nel documento redatto dal Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso “Gesù Cristo portatore dell’acqua viva. Una riflessione cristiana sul “New Age” é scritto “Il New Age ha una preferenza marcata per le religioni orientali e precristiane, perché le considera incontaminate da distorsioni giudaico-cristiane. Quindi tributa grande rispetto agli antichi riti agresti e ai culti legati alla fertilità”. Poco più avanti si critica ‘Gaia’, la Madre Terra.

Mi sembra evidente una denuncia di certe ideologie animaliste e ambientaliste che tendono a riproporre una forma moderna di panteismo neopagano.

Qual è il suo parere in proposito?

Don A. Olivieri Pennesi: La divinizzazione della natura, nota anche come “ipotesi Gaia”, in omaggio alla mitologia greca, è il frutto del passaggio da una giusta tutela dell’ambiente a forme di protezione che mi sembra ricordi la riverenza per le vacche sacre degli indù.

Essa segna l’influsso delle idee New Age nel movimento ecologico, a partire dalla prima “Giornata della Terra”, nel 1970, quando il pianeta fu riconosciuto come essere vivente, degno di adorazione. L’incompatibilità di questa venerazione con gli insegnamenti cristiani risulta evidente ed è sottolineata dagli stessi sostenitori di Gaia.

Molte pubblicazioni esoteriche vedono gli insegnamenti biblici come la causa di grossi problemi ecologici. In un numero della rivista “Time” relativa ai problemi ambientali, la Bibbia, e in particolare il libro della Genesi, dove all’uomo viene dato il dominio sulla terra e sui suoi abitanti, viene citata come uno dei motivi per il maltrattamento della natura da parte dell’uomo. Secondo alcuni ambientalisti, la diffusione dei cristianesimo avrebbe portato ad uno sviluppo negativo della tecnologia che danneggerebbe la terra.

In linea con questa attribuzione di colpa, il culto della Madre Terra e l’ideologia ambientalista si accompagnano anche alla svalutazione dell’essere umano, messo sullo stesso piano delle altre “specie” e accusato anzi di eccessiva e nociva prolificità.

E’ sintomatico infatti che nessuna delle tante organizzazioni ambientaliste presenti nel mondo associ alla difesa della natura anche la difesa della vita umana pronunciandosi contro l’aborto.

Il cardinale Georges Cottier ha dichiarato che la New Age é “incompatibile con la dottrina cattolica”, quali sono le ragioni di una condanna così esplicita?

Don A. Olivieri Pennesi: E’ vero. Il Cardinale afferma che “le tesi principali della New Age sono incompatibili con il cristianesimo, molto di più, sono opposte”.

Secondo il documento vaticano Gesù Cristo portatore dell’acqua viva. Una riflessione cristiana sul New Age: “È difficile separare i singoli elementi della religiosità New Age, per quanto innocenti possano apparire, dal quadro di riferimento dominante che permea l’intero pensiero globale del movimento New Age.

La natura gnostica di questo movimento ci richiede di giudicarlo nella sua interezza. Dal punto di vista della fede cristiana, non è possibile isolare alcuni elementi della religiosità New Age come accettabili per i cristiani, mentre ne rifiutiamo altri. Poiché il movimento New Age dà grande importanza alla comunicazione con la natura e alla conoscenza cosmica di un bene universale, e facendo così nega i contenuti rivelati della fede cristiana, non si può giudicare come positivo o innocuo.” (n.4)

 

 

Satana, le tecniche di preghiera e il Rosario

prayerScrive il filosofo-teologo Silvano Fausti: “Le tecniche di preghiera, in specie quelle orientali, rischiano di servire a trovare il proprio io invece di Dio. Il proprio benessere, pace e serenità, le proprie sensazioni e palpitazioni interiori, possono essere utili, ma non vanno confuse con la mistica. Non confondere Dio neanche con le tue vibrazioni dicendo parole magiche, quali – Ohm!- o mantra di qualunque tipo. Tutto questo ti può giovare alla salute; ti può anche aiutare, forse, a pregare, ma non sono né la salvezza né la preghiera.

La – pulsione mistica -, come quella sessuale, può consumarsi in autoerotismo spirituale, finire nella ricerca del proprio piacere invece di sfociare nell’amore gratuito verso l’Altro. Questo fa la differenza tra paradiso e inferno, relazione con Dio e chiusura nell’Io. I contemplativi del proprio io sono chiamati da Ruysbroeck – contemplativi di Satana!-.

La sete dei risultati sensibili sostituisce la sete di Dio e la fiducia riposta in essi elimina la fede in lui e nella sua parola” ( Silvano Fausti, Occasione o tentazione? Arte di discernere e decidere, Ancora, Milano 2001, pp.91-92 ).

La Sacra Congregazione per la dottrina della fede, nella sua lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica su alcuni aspetti della Meditazione cristiana ( cfr Osservatore Romano, ed. settimanale n.51, 21 dicembre 1989, – documento – ) spiega che la Chiesa, fin dai primi secoli, ha combattuto contro metodi sbagliati di pregare.

Due furono le deviazioni fondamentali: lo pseudo-gnosticismo che pretende dalla preghiera di ottenere una conoscenza superiore e il messalianismo che pretende di ottenere dalla preghiera la sensazione della presenza di Dio nell’anima.

Attualmente i metodi orientali cercano con la preghiera il vuoto mentale e l’annullamento dell’individuo in Dio. Ma la via cristiana dell’unione con Dio non è quella dell’annullamento.

L’uomo ha per volontà di Dio una sua individualità che tale rimane in eterno. Pertanto non è mai possibile un assorbimento dell’io umano nell’io divino, neppure nei più alti stati di grazia.

Cristo ci dona se stesso e ci rende partecipi della sua natura senza sopprimere la nostra natura creata, senza annullare il nostro io personale nel mare dell’assoluto. L’unione perfetta dell’amante e dell’amato non annulla le identità di entrambi.

  1. Agostino, che è un maestro insigne di preghiera, dice che l’uomo deve abbandonare il mondo per entrare in se stesso, ma poi deve procedere oltre se stesso per affidarsi a Dio che è in noi ma ci trascende nel suo mistero.

Certe tecniche psico-fisiche possono produrre sensazioni di quiete, di pace, di gioia, di calore, ma queste sensazioni non hanno nulla a che vedere con lo Spirito santo né con la preghiera: uno dei principali segni dell’autenticità della esperienza mistica consiste nel fatto che chi riceve un dono straordinario dello Spirito non lo cerca in nessun modo.

Alcuni esercizi psico-corporei possono favorire la preghiera ma possono anche diventare un idolo, un impedimento a quello spirito d’infanzia richiesto dal Vangelo per raggiungere Dio.

La preghiera cristiana autentica non si fonda su alcuna tecnica ma è sempre e soltanto dono di Dio ( cfr ivi n.8-28 ).

Il vertice della preghiera è affidare se stesso nelle mani di Dio per riposarsi in Dio. Il gesto simbolico medioevale delle mani giunte per pregare è il gesto dell’affidamento del vassallo nelle mani del feudatario, il quale stringe e abbraccia con le proprie mani le mani giunte di chi si affida alla sua protezione.

( Piccola nota sul Rosario )
Il Rosario, che è una pratica di preghiera nata nel medioevo e diffusa dai padri domenicani, ha le caratteristiche della preghiera completa che favorisce e la meditazione e l’affidamento.

Infatti il silenzio assoluto può distrarre più di un rumore e lo sforzo di concentrazione impedisce l’abbandono: il rosario riesce ad evitare entrambi questi problemi.

Con il rosario i pensieri e le parole scorrono come guidati all’interno di un fiume e noi riusciamo ad abbandonarci e ad essere come sospinti, cullati e sostenuti da una misteriosa corrente fatta di preghiere e misteri che diventa l’azione stessa di Dio.

I denigratori del rosario affermano che esso ricorda preghiere pagane nelle quali viene impiegata una funicella di nodi. Ma l’essere umano è per natura un essere religioso e le analoghe manifestazioni della ricerca di Dio presso i popoli più diversi e le più diverse religioni sono, invece, dimostrazione dell’esistenza di un identico e universale bisogno che si esprime attraverso fenomeni simili: l’esperienza religiosa trova naturalmente quelle che sono le modalità più indicate per favorire l’abbandono e l’intimità.

” Che esistano forme analoghe anche presso popoli primitivi è un argomento piuttosto a favore che contrario, perché denota che il modo di sentire, in ultima analisi, è uguale presso tutti gli uomini” ( F Krenzer, Compendio della fede cattolica, ed. Massimo, Milano 1976, pag 273).

Nel Rosario c’è la meditazione della vita di Cristo e le parole sempre uguali che si ripetono continuamente, affinché non sia necessario badare eccessivamente ad esse “(…) diventano, per così dire, il letto di un fiume, nel quale i pensieri si possono più facilmente raccogliere. Il silenzio assoluto, a volte, può distrarre più di un rumore lento ed uniforme. Vi sono persone che riescono a concentrarsi meglio camminando.

Naturalmente questi non badano ai singoli passi, come colui che recita il rosario non bada alle singole parole.(…) Se ci si lasciasse avvolgere completamente dal silenzio e soltanto lo spirito si sprofondasse nella meditazione, si potrebbe facilmente entrare nel mondo dei sogni. Le parole sante della preghiera sono come sponde verso le quali vanno continuamente a sbattere i nostri fugaci pensieri, per poi ritornare nuovamente al centro a ricostituire il loro flusso. A questo serve anche la corona; il conteggio delle Ave Maria avviene meccanicamente, senza badarvi. in tal modo si rimane liberi per l’essenziale. I grani grossi ci avvertono che un mistero è trascorso. Il rosario attacca, per così dire, i nostri pensieri alla – corda – o al – guinzaglio -. Se la nostra concentrazione si disperde, allora il duro grano nella mano serve da richiamo e noi ritorniamo di nuovo alla preghiera” ( F. Krenzer, ibidem, pag 272-273 ).

( piccola nota sul dogma della comunione dei santi e sull’intercessione di Maria )
Il dogma della comunione dei santi spiega che le preghiere, i sacrifici e i meriti di coloro che sono in grazia di Dio possono andare anche a beneficio degli altri che sono in tale stato di grazia: la comunione dei santi è per l’anima ciò che le trasfusioni di sangue sono per il corpo.

L’Adorazione è riservata solo a Dio, cioè solo Dio può e deve essere amato per se stesso. I santi, invece, non possono essere amati per se stessi ma solo in quanto creature di Dio che sono in amicizia con Lui e che possono pregare Dio per noi: questo atteggiamento viene definito venerazione.

Venerare significa onorare e cioè ascoltare, imitare e rispettare chi è migliore di noi e chiedere il suo aiuto. La Regina dei santi è Maria che, in quanto Madre di Gesù, per prima ha ricevuto Dio dentro di sé e per prima è stata assunta in cielo anche con il corpo. La Chiesa insegna che una specialissima venerazione è riservata a Maria la quale intercede sempre presso il Figlio per noi peccatori: per volontà di Dio, Maria intercede presso Gesù ( cfr Gv 2,3-11; cfr Lc 1,41-44 ).

Questa speciale venerazione è testimoniata dalla preghiera del Rosario dove si Prega Dio chiedendo aiuto a Maria ( cfr San. Pio X, op. cit., n. 340-341-338-368-369-370-371 ).

Maria è un dono del Signore, un segno della sua vicinanza, della sua misericordia, del suo amore, della sua continua e premurosa assistenza.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II insegna che alla preghiera del Rosario hanno attribuito grande importanza tanti suoi predecessori ( cfr Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae, lettera apostolica all’Episcopato, al Clero e ai fedeli sul Santo Rosario, 16 ottobre 2002, n. 2 ).

La Vergine Santa esercita attraverso questa preghiera la sua premura materna, quella premura materna alla quale il Redentore moribondo affidò, nella persona del discepolo prediletto, tutti i figli della Chiesa: – Donna, ecco il tuo figlio !- ( Gv 19,26 ) ( cfr idem, n. 7 ).

Maria Santissima è il modello della contemplazione, recitare il Santo Rosario significa contemplare Cristo con gli occhi della Madre, imparare Cristo da Maria, conformarsi a Cristo con Maria, supplicare Cristo con Maria, annunciare Cristo con Maria (cfr ibidem, capit. 1).

Il Rosario non solo non si oppone alla liturgia, ma le fa da supporto, perché la introduce e la riecheggia, consentendo di viverla con pienezza di partecipazione interiore, raccogliendone frutti nella vita quotidiana ( Cfr ibidem, n. 4 ).

Il Rosario si pone nel più limpido orizzonte di un culto alla Madre di Dio, quale il Concilio Vaticano II l’ha delineato: un culto orientato al centro cristologico della fede. Per tale motivo, se riscoperto in modo adeguato, il Rosario è un aiuto all’ecumenismo ( Cfr Ibidem, n.4 ).

Il Santo Rosario è soprattutto un aiuto efficace per ottenere la pace perché recitare il Santo Rosario significa immergersi nella contemplazione del mistero di Cristo che è la nostra vera pace: pace nel cuore, pace in famiglia, pace fra gli uomini, pace fra i popoli ( cfr ibidem, n.6 )

( Bruto Maria Bruti)

Reiki, energia vitale o semplicemente newage senza fede

reiki2Rei-Ki Metodo di guarigione ? Pratica psico-fisica? Movimento esoterico- occultistico? O che cosa? Il Rei-Ki viene presentato come una via per giovare a se stessi e agli altri basata su concetti di amore, umiltà e servizio, ma in realtà è una disciplina segreta nei simboli e nei principi che viene anche associata a terapie new – age, che non possono vantare alcuna validità provata, poiché non hanno nessun fondamento scientifico e sfuggono alla sperimentazione controllata (cristalloterapia; astrologia terapeutica; aromaterapia; cromoterapia; floriterapia di Bach, californiana, orchidee; risveglio della coscienza interiore; regressione; neolinguistica; danzoenergia; energia vibrazionale o musicoterapia).

Purtroppo anche nelle nostra città già da alcuni anni corsi di questa pratica vengono organizzati da qualche palestra o centro esoterico accanto a corsi di yoga per adulti e bambini, arti marziali e discipline ‘dolci’ o olistiche che hanno la pretesa di ricostituire l’armonia mente-corpo-spirito. D’altronde, con ogni mezzo – numerosi anche i siti internet dedicati – si sta cercando di diffondere questo presunto ‘metodo di guarigione’ che si vanta di attivare, attraverso una vera e propria iniziazione, presunti canali di energia o chakra (ovviamente non sperimentabili). La finalità sarebbe quella di mettere l’energia vitale personale (ki) in sintonia con quella universale (rei) e acquisire poteri di autoguarigione e guarigione su altri, anche a distanza, poteri di modificare situazioni (un’interrogazione, un colloquio di lavoro, un rapporto sentimentale) e incidere sugli oggetti e sul mondo.

Il Rei-Ki è dunque una tecnica esoterico-occultistica mediante la quale si presume di poter ottenere conoscenze e poteri che eleverebbero il soggetto che lo pratica ad un livello superiore agli altri e ad un grado sempre maggiore di purificazione o meglio di benessere. L’apertura dei chakra e la relativa acquisizione di poteri appartiene al tantrismo, l’occultismo orientale penetrato nelle religioni tradizionali ( buddismo, induismo, ecc.) e che è stato insegnato nelle palestre occidentali con lo yoga fin dagli anni ’60.

Il Rei-Ki, di cui esistono due organizzazioni (A.I.R.A. o American International Rei-Ki Association e The Rei-Ki Alliance), vanta anche dei riconoscimenti ufficiali in Italia: la Regione Lombardia, infatti, avrebbe riconosciuto con provvedimento legislativo l’associazione R.A.U. (Reiki Amore Universale), l’Albo Rei-Ki e il Metodo Rei-Ki. Questo per alcuni potrebbe suonare come una garanzia, ma altri sono i criteri su cui può basarsi una corretta valutazione di una disciplina che opera a livello fisico, mentale e spirituale: inquadramento storico-culturale della stessa e del fondatore, metodo scientifico, Sacra Scrittura ed insegnamenti del Magistero della Chiesa.

Dunque anche se – come dicono- lo praticassero dei preti e delle suore, ciò non basterebbe a convalidarne la dottrina in senso cristiano. Il fondatore, Mikao Usui, viene definito ora “insegnante di una piccola università cristiana di Kioto” (G. Zanella , Reiki, il vortice della vita, Atlantide Ed., p.19), ora addirittura “monaco cristiano giapponese, rettore di una piccola Università Cristiana di Kioto” laureatosi in teologia e scritture cristiane antiche allo scopo di scoprire il metodo di guarigione usato da Gesù , ma non essendovi riuscito avrebbe poi rivolto invano la sua ricerca ai testi cinesi e infine con successo ai testi sanscriti; avrebbe così riscoperto gli antichissimi simboli sanscriti per ottenere la guarigione (G.Tarozzi, Reiki, energia e guarigione, Amrita,p.15).

Da tali vaghe e discordanti notizie emerge comunque che, nonostante gli studi ‘cristiani’, Usui molto poco cristianamente considerasse Gesù solo alla stregua di un guaritore in possesso di conoscenze segrete e non il Signore dell’universo. Tanto che si ritirò in un monastero zen presso il quale poi fu sepolto. Incoerenze, interrogativi e problemi La disciplina si articola in tre livelli: 1° Autoguarigione (il corpo); 2° Guarigione di altri e trattamento di oggetti e situazioni (mente); 3° Corso per il raggiungimento del grado di master, colui che organizza anche i corsi (coscienza). Il quadro filosofico-religioso di riferimento è quello dello gnosticismo orientale e del panteismo olistico (Dio e l’universo sono tutt’uno): “L’ essere umano e Dio sono uno. Sono unità. Lo stesso discorso vale per il minerale, il vegetale o l’animale. Dio è pura energia. Egli ha creato il visibile e l’invisibile e si trova in ogni particella vibrante”(Zanella, op. cit., p. 76).

Una tale affermazione è assolutamente incompatibile con la visione cristiana, secondo cui Dio è Dio e il creato è ben distinto da Lui. Nelle cerimonie di iniziazione vengono usati dei simboli segreti. Dice Tarozzi (op. cit., p.69-72) che per “un principio generale dell’esoterismo e dell’ermetismo” essi “non devono mai essere rappresentati graficamente o pronunciati a vanvera”, poiché “l’essenza di tali simboli è sacra”. Riporta però la traduzione di alcuni di essi: 1) “Comando all’energia vitale universale”;2)”Io ho la chiave; 3)Il Buddha che è in me entra in contatto con il Buddha che è in te”. Si tratta perciò di autentici e chiari riferimenti all’acquisizione di poteri. Nei manuali di Rei-Ki si afferma che l’energia è buona, positiva e non può danneggiare nessuno. Perché allora si raccomanda prudenza nel permettere l’ accesso al secondo livello in quanto se una persona “non ha un autentico desiderio di progredire, potrebbe provocarsi inutili problemi” (Swami Samarpan Niket, in Udgatri-Masseglia, Reiki, p.87)?

Perché si afferma che i processi di guarigione messi in moto nel terzo livello, essendo estremamente potenti, vanno accompagnati da chi li ha già attraversati e che “questo discorso non riguarda solo il Reiki: molte tecniche yoga, quali quelle del Pranayama o del Tantra, possono provocare gravi disturbi e perfino la pazzia, se non sono accompagnate da un tirocinio fisico ed alimentare ben preciso per preparare il corpo a riceverle” (Tarozzi, op. cit., Amrita, p.32)? E poi, prima si afferma che l’energia, che è naturale, sa come muoversi ed è per tutti e dopo invece si sostiene la necessità di maestri molto esperti che diano parere favorevole o no al passaggio di livello? La grande importanza attribuita al maestro non può produrre facilmente dipendenza? Se l’energia è naturale, che bisogno c’è di simboli segreti? E perché il costo dei corsi è tanto elevato da non essere alla portata di tutti? I corsi poi sono molti, non solo relativi ai vari livelli, ma anche in rapporto alle terapie con cui si combinano. Si parla anche di onorare e di ringraziare il Rei-Ki.

Ma chi è il Rei-Ki? Si dice che arrivati al trattamento karmico “il Rei-Ki diventa sempre meno uno strumento terapeutico e sempre più uno dei tanti modi per entrare in sintonia con la Realtà”(Tarozzi, op. cit.,p79): chi è la Realtà? Secondo le dichiarazioni dei maestri, l’apertura dei canali del reiki sarebbe definitiva, “eterna” cioè dall’iniziazione non si potrebbe tornare indietro. In realtà si sono riscontrate liberazioni da tali poteri mediante la preghiera di intercessione e il cammino spirituale cristiano. La doppia appartenenza non è possibile: l’essere reikista comporta un credo non cristiano. L’iniziazione a Maestro di Reiki (Terzo livello) è il “momento in cui si sancisce la propria intenzione di accettare tutte le esperienze proposte dalla Realtà”.per “essere fino in fondo strumenti e canali dell’energia universale” (Tarozzi, op. cit.,p.31).

Viene da chiedersi: la propria volontà personale a chi si consegna? La Realtà ha una sua volontà se ‘propone’ delle esperienze? Zanella (op.cit., p.13) fornisce una reinterpretazione esoterica della Trinità in cui il Padre=Energia, il Figlio=Materia, lo Spirito Santo=conoscenza. La croce, inoltre, “simboleggia la sofferenza che l’uomo, in questi duemila anni, ha patito. Essa tra poco finirà di rappresentare un’ epoca. Infatti, attraverso la conoscenza di sé, l’uomo raggiunge l’unità, quella stessa unità perduta nel momento in cui si è immesso nella materia imperfetta”.

Ora tale concezione è tipica della New Age e della gnosi, secondo cui l’uomo si salva da sé mediante la conoscenza e non ha bisogno di nessun salvatore. Si afferma che il ki (=energia) corrisponde alla ‘Luce’ o ‘Spirito Santo’ dei cristiani (cfr. B.J.Baginski-S.Sharamon, Reiki,l’energia vitale universale, p.20); in realtà la concezione energetica è piuttosto simile a quella per niente cristiana di Simon mago, che – come leggiamo in Atti 8,9-24 – “vedendo che lo Spirito veniva conferito con l’imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: <<Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo>>. Ma Pietro gli rispose: <<Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio”.

Pertanto il Rei-Ki non si può assimilare né all’imposizione delle mani sacramentale (come quella del sacerdote che consacra l’ostia o del vescovo che conferisce la Cresima), né alla preghiera con l’imposizione delle mani, che è semplicemente una preghiera di intercessione. Qui infatti le mani non devono necessariamente toccare il corpo in punti determinati, anzi possono anche non essere imposte, poiché ciò che conta è la preghiera, la fede, l’ amore, l’abbandono a Dio, che è l’unico ‘Signore’ della situazione che, conceda o no la guarigione, agisce sempre per il vero bene. Inoltre nei sacramenti non sono mai usati simboli o formule segrete, come avviene in ambito esoterico, ma solo la Parola di Dio, che tutti possono ascoltare e conoscere.

Concludendo, non si può sostenere né praticare la doppia appartenenza, poiché il rei-ki si fonda su una visione della divinità, dell’uomo e dell’ universo molto distanti da quelle cristiane e cattoliche. Bibliografia critica: M. Roventi Beccari, Rei-ki, energia che guarisce, in “Religioni e sette nel mondo”, giugno 1996; “Presenza cristiana”, Dossier Movimenti Religiosi Alternativi, n.20 (A. Bertani, Che cos’è il Reiki?), n.25 ( W. Versini, Metodologie di approccio a pratiche terapeutiche alternative: il Reiki), n. 27 (A.Contri, L’impatto religioso delle terapie orientali, in particolare del Reiki).